{"id":7782,"date":"2018-11-22T14:00:52","date_gmt":"2018-11-22T13:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7782"},"modified":"2018-11-19T14:02:33","modified_gmt":"2018-11-19T13:02:33","slug":"moresco-i-coniugi-recchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/11\/moresco-i-coniugi-recchi\/","title":{"rendered":"Moresco: i coniugi Recchi"},"content":{"rendered":"<h3>La storia di una coppia in un secolo di vita<\/h3>\n<p>Quando si dice il caso\u2026 Una mattina di novembre ammantata di sole tanto da farmi ripensare alla primavera, mi capita fra le mani un incartamento di dodici pagine scritte al computer, il cui autore \u00e8 Alfredo Recchi da Moresco.<br \/>\nDalle prime righe capisco che si tratta di una autobiografia molto coinvolgente. Le storie mi affascinano e nel giro di due ore \u00e8 letto e sottolineato nei punti essenziali: nascita, Comunione, Cresima, parenti, ricordi di una intera vita.<br \/>\nErano i primi anni del secolo scorso, 1900, ma per gli abitanti della piccola borgata del Comune di Moresco le tradizioni di campagna, di paese e di vita, sembravano si fossero fermate. Ci\u00f2 che accomunava la famiglia di Alfredo Recchi, di poveri coltivatori diretti e la gente del luogo, era la povert\u00e0 e la paura del domani. La lettura del racconto di Alfredo riporta ad uno stato di miseria fiera ma anche capace di solidariet\u00e0 e di indignazione di fronte le parzialit\u00e0 che si commettevano e che i bimbi, spesso lasciati in famiglie parentali per essere avviati alla \u201cfatica\u201d, subivano in silenzio. Si lavorava duramente nei campi, 10 o 12 ore al giorno, per poter assicurare la sopravvivenza di tutti. Leggo di un mondo duro in cui bisognava crescere in fretta, in cui l\u2019infanzia durava ben pochi anni e la propria esistenza poteva essere minacciata dalla durezza delle condizioni di vita. I viottoli e le strade bianche, percorse a piedi scalzi con le scarpe in spalla per recarsi in paese, sono le uniche vie di comunicazione tra le borgate di campagna e il paese pi\u00f9 vicino: Monterubbiano.<br \/>\nAll\u2019apertura del secolo, la societ\u00e0 del tempo in cui nasce Alfredo vede la presenza di tanti mezzadri, contadini, artigiani e la borghesia come classe dominante alla quale si pu\u00f2 aggiungere l\u2019arretratezza femminile, privata del diritto allo studio, il diritto di famiglia del primato del marito, le morti per parto, le medicine accessibili a pochi, lo sfruttamento salariale specialmente nei confronti dei pi\u00f9 deboli: bambini, donne, anziani, garzoni.<br \/>\nPer rendersi conto meglio della situazione di quel periodo \u00e8 da sapere che nel 1900 l\u2019Italia contava 33.653.000 abitanti. Per chi poteva permettersi di fare acquisti nelle botteghe, il pane costava 0,45 euro al kg, la pasta 0,56 euro al kg, la farina di granturco 0,25 euro al kg, la farina di grano 0,43 euro al kg, la carne 1,30 euro al kg, il latte 0,26 euro al litro, lo zucchero 1,54 euro al kg, 10 sigarette 0,18 euro, un giornale 0,05 euro (corrispondente ad un soldo). Un operaio guadagnava 1,5\/2 euro al giorno ed una donna 0,80\/1 euro al giorno per giornate lavorative di 11\/12 ore e settimane di 6\/ giorni, in campagna 7 giorni su 7. Il salario di un contadino era sulle 0,60 euro al giorno.<br \/>\nErano tempi durissimi per la maggior parte della gente e Alfredo apparteneva totalmente a questi tempi di fatica e di dolore. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che ci sono valori che in lui, bench\u00e9 provato da varie vicissitudini, non conoscono confini e latitudini. In questo saggio uomo, che ho voluto conoscere ed incontrare a casa sua, insieme alla moglie Ornella, alla figlia Palma e al genero Mario, ho trovato tutta la sapienza di un animo nobile capace di trasmettere alle attuali generazioni principi non negoziabili quali l\u2019onest\u00e0, la fedelt\u00e0 alla parola data, l\u2019assunzione di grandi responsabilit\u00e0 mai demandate ad alcuno, il coraggio di ricominciare ad ogni inciampo. Il suo sogno era quello di continuare gli studi per intraprendere la carriera di avvocato penalista, cosa che non avvenne per varie situazioni di famiglia. Dal duro lavoro dei campi inizialmente mal sopportato, bench\u00e9 necessario, nacque in lui fin da tenera et\u00e0 il rispetto per la natura, per la terra ereditata dal padre scomparso prematuramente e che alla fine gli ha preparato il futuro, tramandando quei saperi che nascono solo dall\u2019esperienza.<br \/>\nAlfredo Recchi dunque, attraverso il suo scritto, ha saputo trasmettermi emozioni forti fino a commuovermi. Parlando con lui, ascoltandolo, osservando gli occhi belli della moglie Ornella e dei suoi cari, ho colto il continuo impegno di recapitare alle nuove generazioni un mondo lontano, ormai oggi quasi dimenticato e cancellato in pochi anni da un\u2019industrializzazione frenetica e a caro prezzo. L\u2019ambiente in cui \u00e8 vissuto e tuttora vive, \u00e8 una campagna di mezza collina, tondeggiante, con l\u2019azzurro del mare ad est, i \u201cMonti Azzurri\u201d ad Ovest e le nobili zolle arate di fresco sulle orme delle famiglie patriarcali d\u2019un tempo.<br \/>\nIl respiro del racconto che ha voluto scrivere \u00e8 ampio, cos\u00ec come l\u2019arco cronologico: si va dai primi anni della giovinezza fino ai giorni nostri.<br \/>\nQuasi un secolo di dura vita fra casa e campi talvolta avari, fra affetti ed amore, drammi personali e collettivi, come la mano pesante di persone, avide e ottuse che non gli risparmiarono rimproveri e busse. Alfredo non si \u00e8 mai arreso e oggi si gode il tempo della quiete fra letture dei sette periodici a cui \u00e8 abbonato, l\u2019affetto vivo della sposa, delle figlie Palma e Katia e di chi lo ha conosciuto ed apprezzato.<br \/>\nI rapidi cambiamenti di questi ultimi anni, mettono fine ad un mondo difficile, nostalgico, seppur semplice per fare posto ad un altro, forse pi\u00f9 ricco e tecnologico, ma certamente meno saggio.<br \/>\nCome guardiamo al futuro? Cosa riusciremo a trasmettere ai nostri figli e nipoti? Quali saranno i principi cardine della societ\u00e0 del domani e dove sar\u00e0 l\u2019uomo?<br \/>\nLe domande sono aperta, le risposte ancora lontane. Mi viene in mente una frase di Charles Darwin: \u201cUn uomo che osa sprecare anche solo un\u2019ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita\u201d. Per Alfredo anche i minuti sono stati preziosi compagni.<br \/>\nRingrazio Alfredo e la sua famiglia per avermi accolta con quella affabilit\u00e0 e cortesia cos\u00ec rare al giorno d\u2019oggi in cui prevalgono purtroppo paure e diffidenza. Torner\u00f2 ad incontrarlo molto volentieri perch\u00e9 tanto ancora ho da conoscere ed imparare. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di una coppia in un secolo di vita Quando si dice il caso\u2026 Una mattina di novembre ammantata di sole tanto da farmi ripensare alla primavera, mi capita fra le mani un incartamento di dodici pagine scritte al computer, il cui autore \u00e8 Alfredo Recchi da Moresco. Dalle prime righe capisco che si &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":7784,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[2122,1899,2076],"class_list":["post-7782","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-artecultura","tag-alfredo-recchi","tag-moresco","tag-numero-18-2018"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Alfredo-Recchi-e-moglie-Ornella.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-21w","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7782","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7782"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7782\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7783,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7782\/revisions\/7783"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7784"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7782"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7782"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7782"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}