{"id":7739,"date":"2018-11-20T12:00:16","date_gmt":"2018-11-20T11:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7739"},"modified":"2024-11-06T16:32:09","modified_gmt":"2024-11-06T15:32:09","slug":"chiamati-alla-responsabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/11\/chiamati-alla-responsabilita\/","title":{"rendered":"Chiamati alla responsabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h3>Ex allievi salesiani in Servizio Permanente Effettivo<\/h3>\n<p>Il profeta Giona, Giuseppe venduto dai fratelli, il seminatore della parabola evangelica sono le tre icone suggerite ai Salesiani Cooperatori da don Enrico Peretti, sacerdote salesiano, presidente del Centro Nazionale per le Opere Salesiane (CNOS) e coordinatore della Federazione Nazionale per la Formazione Professionale (FAP). Domenica 11 novembre cento dieci Salesiani Cooperatori, provenienti dalle opere salesiane di Marche, Umbria e Abruzzo, si sono dati appuntamento presso l\u2019Opera Salesiana di Ancona, per partecipare all\u2019annuale Giornata del Salesiano Cooperatore.<br \/>\nIl profeta Giona, figlio di Amittai, non ascolta la parola del Signore. Si mette in cammino per fuggire a Tarsis, lontano dal Signore. Scende a Giaffa, dove trova una nave diretta a Tarsis. Pagato il prezzo del trasporto, s\u2019imbarca alla volta della meta. Non c\u2019\u00e8 dato di sapere perch\u00e9 Giona fugge. Ci interessa perch\u00e9 ritorna. Difatti, in mare, mentre sta sulla nave, fa un\u2019esperienza decisiva che lo induce a ritornare sui suoi passi. A seguito di una forte tempesta, la nave sta per affondare. Giona non si accorge della tempesta e dorme, poi dice ai marinai: \u201cPrendetemi e gettatemi in mare, perch\u00e9 io so che questa grande tempesta vi ha colto per causa mia\u201d. Chiede di essere gettato in mare, si salva grazie alla balena e ritorna al suo compito. Giona sente che esiste un misterioso ma reale rapporto tra la sua fuga e il dolore della nuova gente che gli sta intorno. Capisce che \u00e8 lui la spiegazione del dolore degli altri: \u201cIo so\u201d. Forse anche a noi \u00e8 capitato di dormire sulla nave sbagliata, ma un giorno qualcuno o qualcosa ci sveglia e al risveglio avvertiamo con una certezza interiore che se noi non fossimo saliti su quella nave sbagliata, quel dolore, quel male di vivere avvertito in noi e attorno a noi non ci sarebbero stati. Qualche volta si riesce a ritornare. Altre volte invece non si torna, perch\u00e9 \u00e8 troppo tardi o perch\u00e9 ci lasciamo gettare in mare e la \u201cbalena\u201d non arriva a salvarci. Ogni tanto, come Giona, dopo quel ritorno avvengono autentici miracoli. Le nostre parole convertono e salvano intere citt\u00e0 ma noi non lo sapevamo. Eravamo tornati solo per salvare quella nave che stava affondando per la nostra fuga. La conversione \u00e8 un tornare indietro.<br \/>\n\u201cIo sono Giuseppe! \u00c8 ancora vivo mio padre? Sono Giuseppe, vostro fratello, che voi vendeste per l\u2019Egitto\u201d (Gn 45, 3- 5). \u201cAllora si gett\u00f2 al collo di Beniamino, suo fratello, e pianse. Anche Beniamino piangeva sul suo collo. Poi baci\u00f2 tutti i suoi fratelli, e pianse su di loro; dopo di che i suoi fratelli si misero a parlare con lui\u201d (Gn 45, 14- 15). \u201cNon siete stati voi ad avermi mandato qua, ma Dio\u201d (Gn 45, 5- 8). Quella di Giuseppe, venduto per invidia dai suoi fratelli ai mercanti d\u2019Egitto, \u00e8 tra le storie bibliche pi\u00f9 belle e popolari. Giuseppe \u00e8 un sognatore e un narratore di sogni. In terra straniera, proprio grazie alla sua vocazione e competenza in materia di sogni, riesce a diventare un\u2019importante personalit\u00e0 politica. Quando i fratelli, anni dopo, durante una grande carestia, si recano in Egitto in cerca di grano e di vita, l\u00ec trovano Giuseppe, il fratello venduto, che li salver\u00e0. Non \u00e8 raro che siano i sogni pi\u00f9 grandi, quelli eccedenti le mura di casa, a farci uscire, a creare incomprensioni, talvolta a farci espellere. Come per Giuseppe, non si capisce il senso di tanto dolore, il perch\u00e9 di tanta cattiveria, finch\u00e9 un giorno se ne scopre il senso. Si esce per salvare noi stessi, e infine scopriamo che quell\u2019uscita \u00e8 stata provvidenziale per noi e anche per coloro che ci avevano costretto a uscire. Sono questi esiti paradossali che rendono la vita umana qualcosa di poco \u201cinferiore agli angeli\u201d. Il senso vero dello spartito che stiamo suonando, lo capiamo solo nell\u2019ultima nota. \u201cA suo tempo tutto capirai\u201d. Era il sogno fatto da don Bosco. Lo cap\u00ec in una delle sue ultime celebrazioni liturgiche, fermandosi e piangendo ripetutamente nel corso della messa. Forse anche a noi capita di finire dentro quella \u201ccisterna\u201d, come per Giuseppe, per seguire onestamente una voce, e se continuiamo a seguirla nella comunit\u00e0 invisibile del nostro cuore anche in terra straniera, di solito arriva il momento della salvezza, e la pietra scartata diventa testata d\u2019angolo dell\u2019intera casa.<br \/>\n\u201cUn giorno, il seminatore usc\u00ec per seminare\u201d (Mt 13, 1- 9). \u00c8 una delle parabole pi\u00f9 belle del Vangelo. Un quadro di Vincent Van Gogh illustra pi\u00f9 di tante parole il significato profondo della parabola. La parte alta del dipinto ha il sole al centro, quella bassa il terreno arato. Tra le due parti, una siepe di grano maturo, in mezzo c\u2019\u00e8 il seminatore. Tra cielo e terra c\u2019\u00e8 uno scambio di colore. Il seminatore con la mano sinistra tiene sul cuore il sacco del seme che ha lo stesso colore del cielo. Lo sguardo \u00e8 fiducioso e deciso, il passo forte e proteso in avanti. Il seminatore procede a testa alta, incrollabile. Egli non \u00e8 al centro del quadro che \u00e8 occupato dal sole quasi accecante. L\u2019andamento delle pennellate simula i raggi. Anche il campo ha uno sviluppo tondeggiante, come se dall\u2019astro si spigionasse una forza benefica, vivificante, che coinvolge tutto. Siamo invitati a fare nostro lo stile di Dio e far risuonare nei gesti e nelle parole, la grazia, la delicatezza e la bellezza della sua gestualit\u00e0 larga, generosa e gratuita. La vera realt\u00e0 va ben oltre i dati sensoriali. Anche Montale, con la sua mentalit\u00e0 laica, aiuta a scoprire questo insondabile mistero che avvolge la nostra esistenza, quando afferma che la realt\u00e0 non \u00e8 quella che si vede: \u201c\u2026 E ora che ne sar\u00e0 \/ del mio viaggio? \/ Troppo accuratamente l\u2019ho studiato \/ senza saperne nulla. Un imprevisto \/ \u00e8 la sola speranza. Ma mi dicono \/ che \u00e8 una stoltezza dirselo\u201d (Prima del viaggio, in Satura).<br \/>\nDiventare quello che si \u00e8, essere una benedizione per gli altri, tornare ad essere seminatori di speranza, accoglienza, paternit\u00e0, maternit\u00e0, salvezza per i giovani. Questa \u00e8 la rotta per fare della propria vita una missione. Non basta amare i giovani. Occorre che sentano anche di essere amati. Era l\u2019invito che don Bosco rivolgeva ai suoi salesiani. \u00c8 valido sempre, in ogni luogo e in ogni tempo. I Salesiani Cooperatori sono ritornati nelle proprie sedi di origine con pi\u00f9 olio nelle proprie lampade. I momenti di riflessioni servono sempre per riprendere il viaggio della vita, confortati anche dalla presenza di alcuni giovani che fanno parte del Movimento Giovanile Salesiano. Si sono incontrati sabato 10 novembre presso la stessa casa salesiana di Ancona. Si sono fermati domenica undici novembre e hanno raccontato ai Salesiani Cooperatori la propria esperienza \u201cWalk and Work\u201d, vissuta assieme ad altri giovani di tutta Italia in occasione del Sinodo dei giovani. Ricerca, fare casa, credibilit\u00e0 e legami sono state le parole guida che hanno comunicato e che sono entrate a far parte del loro bagaglio di vita. Non tutto \u00e8 stato fatto. C\u2019\u00e8 ancora molto da fare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ex allievi salesiani in Servizio Permanente Effettivo Il profeta Giona, Giuseppe venduto dai fratelli, il seminatore della parabola evangelica sono le tre icone suggerite ai Salesiani Cooperatori da don Enrico Peretti, sacerdote salesiano, presidente del Centro Nazionale per le Opere Salesiane (CNOS) e coordinatore della Federazione Nazionale per la Formazione Professionale (FAP). 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