{"id":7683,"date":"2018-11-07T15:00:16","date_gmt":"2018-11-07T14:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7683"},"modified":"2024-11-06T17:21:30","modified_gmt":"2024-11-06T16:21:30","slug":"in-ascolto-di","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/11\/in-ascolto-di\/","title":{"rendered":"In ascolto di&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 10 ottobre, terzo giorno di esercizi spirituali per i seminaristi di Fermo con Padre Gabriele a Montedinove. Dopo l\u2019eucaristia mattutina e le lodi alle ore 9, terza meditazione su: \u201cRallegratevi\u201d.<br \/>\nPadre Gabriele si \u00e8 chiesto e ci ha chiesto: \u201cCosa mi impedisce di rallegrarmi? Posso dirmi di essere nella gioia? Chi pu\u00f2 dirsi pienamente contento della propria storia?\u201d. Prendendo le mosse dal racconto del Padre buono, raccontato da Luca al capitolo 15 il relatore ha fatto notare che si chiede di \u201cFar festa per il fratello che era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto e si \u00e8 ritrovato\u201d.<br \/>\nCosa viene chiesto allora?<br \/>\n1) Di essere esperti in fragilit\u00e0. Solo se comprendo la mia fragilit\u00e0 posso aprirmi alla comunione.<br \/>\n2) Mettersi alla scuola del Padre per imparare a vivere comportamenti che non seguono logiche umane, ma logiche divine. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 obbedire alla propria storia, amarla e rallegrarsene. Ambedue i figli della parabola, infatti, non si rallegrano dell\u2019amore del Padre. Ognuno rivendica il suo pezzetto di eredit\u00e0. Ma \u00e8 necessario per non autodistruggersi capire che la vita non consiste nel prendere, ma nel ricevere. \u201cFacciamo fatica a ricevere &#8211; ha detto padre Gabriele \u2013 perch\u00e9 abbiamo la presunzione di farci da soli\u201d.<br \/>\nCi sono tante situazioni in cui viviamo l\u2019ostilit\u00e0, l\u2019inimicizia, l\u2019impossibilit\u00e0 di far festa con il fratello. Ed allora il primo passo per far festa \u00e8 quello di purificare la memoria. Ci\u00f2 non vuol dire passare un colpo di spugna, ma scegliere di perdonare \u201c70 volte sette\u201d. Il perdono \u00e8 una scelta. Il rancore \u00e8 un sentimento che si riaccende spesso. Ed \u00e8 allora necessario ri-scegliere il perdono.<br \/>\nPoi ha citato Il corpo spezzato di Jean Vanier: \u00abAmare \u00e8 aprire il proprio cuore agli altri, ascoltarli, apprezzarli, vedere la loro bellezza e il loro valore, desiderare profondamente che vivano e crescano. Amare \u00e8 dare la nostra vita per gli altri. \u00c8 perdonare ed essere compassionevoli. Ma da soli non possiamo amare in questo modo. Per questo Ges\u00f9 ci dice che \u00e8 venuto per togliere la paura che ci chiude in noi stessi e nel gruppo dissimulando la nostra vulnerabilit\u00e0 e il nostro isolamento. \u00c8 la vocazione di tutti: vivere in comunione gli uni con gli altri, vivere relazioni vere e piene di amore, essere costruttori di pace e di riconciliazione. Quando noi escludiamo dal nostro mondo anche un solo essere, perch\u00e9 diverso, perch\u00e9 nemico, l\u2019unit\u00e0 si spezza e noi rimaniamo spezzati in noi stessi\u00bb.<br \/>\nPadre Gabriele ha terminato l\u2019incontro facendoci rimanere a bocca aperta con la lettura dei numeri 234-236 dei Fioretti Francescani<br \/>\nA frate N&#8230; ministro. Il Signore ti benedica!<br \/>\nIo ti dico, come posso, per quello che riguarda la tua anima, che quelle cose che ti sono di impedimento nell\u2019amare il Signore Iddio, ed ogni persona che ti sar\u00e0 di ostacolo, siano frati o altri anche se ti coprissero di battiture, tutto questo devi ritenere come una grazia.<br \/>\nE cos\u00ec tu devi volere e non diversamente. E questo tieni in conto di vera obbedienza da parte del Signore Iddio e mia per te, perch\u00e9 io fermamente riconosco che questa \u00e8 vera obbedienza. E ama coloro che agiscono con te in questo modo, e non esigere da loro altro se non ci\u00f2 che il Signore dar\u00e0 a te. E in questo amali e non pretendere che diventino cristiani migliori.<br \/>\n[235] E questo sia per te pi\u00f9 che stare appartato in un eremo. E in questo voglio conoscere se tu ami il Signore ed ami me suo servo e tuo, se ti diporterai in questa maniera, e cio\u00e8: che non ci sia alcun frate al mondo, che abbia peccato, quanto \u00e8 possibile peccare, che, dopo aver visto i tuoi occhi, non se ne torni via senza il tuo perdono, se egli lo chiede; e se non chiedesse perdono, chiedi tu a lui se vuole essere perdonato. E se, in seguito, mille volte peccasse davanti ai tuoi occhi, amalo pi\u00f9 di me per questo: che tu possa attrarlo al Signore; ed abbi sempre misericordia per tali fratelli.<br \/>\n[236] E avvisa i guardiani, quando potrai, che tu sei deciso a fare cos\u00ec.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio alle ore 15.30 Padre Gabriele ha ripreso il discorso del mattino sviluppando il tema: La relazione come trasparenza di Dio. Ha preso il via dal vangelo di Giovanni al capitolo 15: \u201cCome il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore\u201d.<br \/>\nL\u2019amore \u00e8 la carta d\u2019identit\u00e0 del cristiano: \u201cVi riconosceranno da come vi amerete\u201d.<br \/>\nQuesto amore dunque parte dal Padre e conduce ad amare l\u2019altro senza condizioni. \u00c8 solo questo il modo di essere trasparenti. Quali sono allora i tratti di una personalit\u00e0 che rende visibile la presenza di Dio?<br \/>\n1) Capacit\u00e0 di ascolto<br \/>\n2) Capacit\u00e0 di mettersi in discussione<br \/>\n3) Capacit\u00e0 di mitezza<br \/>\n4) Capacit\u00e0 di tenerezza<br \/>\n5) Capacit\u00e0 di sostenere la solitudine<br \/>\n6) Coraggio di lasciarsi aiutare<br \/>\n7) Attenzione ai dettagli quotidiani.<br \/>\n\u201cMi ha colpito molto un aspetto della parabola del Padre Misericordioso sottolineato da Padre Gabriele. -Annota Marco Z. &#8211; Il figlio minore, lontano dal padre, legge con realismo la propria situazione e capisce la vita consiste nel ricevere. Gli manca qualcuno con cui condividere. Non trova nessuno disposto neanche a dargli le carrube dei porci. Egli, abituato ad appropriarsi come aveva fatto con l\u2019eredit\u00e0 paterna, compie una grande scoperta. E decide di ritornare a casa, anche se ancora non conosce in profondit\u00e0 il padre. \u00c8 proprio vero: capire che la vita \u00e8 prima di tutto un ricevere consiste nel primo passo per (ri)avvicinarsi a Dio. La vita stessa \u00e8 un dono che non ci siamo fatti da soli. E molto spesso lo dimentichiamo. Dare priorit\u00e0 al ricevere vuol dire accettare di essere limitati e quindi dipende da qualcun altro. \u00c8 un grande atto di umit\u00e0 che aiuta a superare la nostra mania di grandezza. La domanda che sorge allora \u00e8: da chi dipendiamo? Chi regge la nostra vita? Chi ci sostiene?\u201d.<br \/>\n\u201cMolto mi ha colpito la domanda: posso vivere nella gioia? &#8211; scrive fra Andrea. \u2013 Non \u00e8 facile dare una risposta sempre affermativa, anzi. Per\u00f2 \u00e8 vero che lo Spirito Santo aiuta a vivere con consapevolezza la presenza di Dio e sentire lo sguardo fisso di Ges\u00f9 su di me. Posso dire che ho sempre cercato di ricordare a me stesso: Non sei solo. Ges\u00f9 cammina con te anche quando irrompono sentimenti contrari\u201d.<br \/>\n\u201cNella parabola del Padre misericordioso \u2013 \u00e8 Gionatha che scrive \u2013 si evidenzia che entrambi i due figli non conoscono l\u2019amore del padre. Il padre ama, perdona, rid\u00e0 dignit\u00e0, chiede di far festa. Sembra avere un comportamento illogico. Ma \u00e8 un padre alla scuola del quale dobbiamo imparare. Essendo consapevoli della nostra fragilit\u00e0 dovremmo imparare a perdonare 70 volte 7.<br \/>\nPerdonare \u00e8 una scelta, un atto di volont\u00e0, anche se i sentimenti di rabbia sono difficili da eliminare dentro di noi. Solo essendo consapevoli della nostra fragilit\u00e0 possiamo avere compassione per l\u2019altro. Le nostre relazioni devono sempre pi\u00f9 diventare trasparenza di Dio. \u2018Amare gli altri perch\u00e9 Dio mi ha amato per primo\u2019. All\u2019umanit\u00e0 del prete \u00e8 affidato tanto, deve diventare sempre pi\u00f9 mediazione quotidiana dei beni salvifici del Regno. \u00c8 chiamato non a giocare con la propria vita ma a giocarsi la vita. Deve avere la capacit\u00e0 di mettersi in discussione e affrontare ogni giorno le proprie debolezza lasciandosi correggere dalla Parola di Dio e dal popolo di Dio\u201d.<br \/>\n\u00abLa parabola del figlio prodigo \u2013 riferisce Jackson \u2013 offre miriadi di spunti di riflessione. Oggi uno particolarmente ha colpito le corde del mio cuore: quello del perdono nei confronti di noi stessi.<br \/>\nTutti noi, pi\u00f9 o meno consapevolmente, facciamo danni, offendiamo, umiliamo il nostro prossimo. Ma nello stesso momento dobbiamo essere consapevoli che possiamo perdonare il nostro prossimo chiedendo a Dio la grazia perch\u00e9 non \u00e8 cosa facile. Dio per\u00f2 ci ha gi\u00e0 amato per primo, ci ha perdonato gi\u00e0. Purtroppo la predicazione cristiana ha insistito troppo sul sottolineare ci\u00f2 che noi facciamo per Dio, sul dovere di amare Dio. La rivelazione biblica per\u00f2 d\u00e0 la precedenza all\u2019amore di Dio per ogni singola persona. Ci\u00f2 che vedo pi\u00f9 importante \u00e8 allora non dunque l\u2019amore che l\u2019umo d\u00e0 a Dio, ma che Dio ama l\u2019uomo e lo ama per primo. \u201cIn principio era l\u2019amore, l\u2019amore era presso Dio e l\u2019amore era Dio (1Gv4,10)\u201d\u00bb.<br \/>\nFrancesco ha insistito sulle relazioni mature che sono trasparenza di Dio. \u201cLa maturit\u00e0 umana del prete e del consacrato deve diventare sempre pi\u00f9 mediazione quotidiana dei beni salvifici del Regno. Il prete allora deve essere trasparente, una mediazione che non frappone ostacolo, ma che consente il pi\u00f9 possibile un passaggio della grazia da Dio all\u2019uomo. \u00c8 esattamente questa trasparenza che rende la persona del presbitero consistente, consistente con ci\u00f2 che (o con Chi) deve annunciare. A questa consistenza \u00e8 connessa l\u2019efficacia del suo ministero, da non confondere con l\u2019efficienza, che invece \u00e8 legata al possesso di competenze e abilit\u00e0 varie per svolgere il ministero\u201d.<br \/>\nL\u2019ultimo giorno degli esercizi \u00e8 iniziato con le lodi e l\u2019eucaristia. Alle ore 9, padre Gabriele, seguendo una lettera di Ren\u00e8 Voillaume ha impostato la sua riflessione sulla \u201cSeconda chiamata\u201d.<br \/>\nNel vangelo infatti non c\u2019\u00e8 una conclusione, ma una ripartenza. Con il tempo pu\u00f2 accadere che si insinui nell\u2019animo del consacrato un senso di compromesso tra l\u2019amore di Dio e le proprie esigenze, tra la radicalit\u00e0 evangelica e le proprie pretese. La vita si gioca su questo bivio. In questo caso occorre ricordarsi che \u201cNiente \u00e8 impossibile a Dio\u201d. Si deve vivere per l\u2019impossibile. Il possibile \u00e8 troppo scontato. Per vivere l\u2019impossibile sono tre le tappe da superare.<br \/>\n1) Una passione a \u201cprima vista\u201d. La prima tappa cio\u00e8 il non aver fatto esperienze di impossibilit\u00e0. Si sperimenta una corrispondenza tra la nostra vita e la chiamata di Ges\u00f9 a lasciare tutto e a seguirlo.<br \/>\n2) Una passione consapevole. La seconda tappa inizia in modo lento. A poco a poco le cose cominciano a cambiare in modo inesorabile. L\u2019entusiasmo lascia il posto ad una specie di insensibilit\u00e0 per le cose soprannaturali, il Signore ci sembra via via sempre pi\u00f9 lontano. La preghiera comincia a pesare, la castit\u00e0 comincia a presentare difficolt\u00e0, la povert\u00e0 diventa pesante\u2026 tutto diventa impossibile. Ges\u00f9 ce lo aveva detto: umanamente ora Lui \u00e8 assente dalla nostra vita. \u00c8 in questa seconda tappa che si scoprono le condizioni per una nuova partenza.<br \/>\n3) Una passione scelta. \u00c8 il momento in cui, in piedi, sulla superficie agitata del mare, si comincia a sprofondare perch\u00e9 abbiamo paura. Ma paura di che? non \u00e8 forse per ordine di Ges\u00f9 che abbiamo cominciato a camminare in queste condizione?<br \/>\nPer vivere questa terza tappa serve fede, scoprire che Ges\u00f9 ha detto la verit\u00e0 quando ha affermato che \u201cquesto \u00e8 possibile a Dio\u201d.<br \/>\nGli esercizi si sono conclusi con un pellegrinaggio a piedi al santuario della Madonna della Consolazione a Montemisio. Si colloca su un ripiano alle falde del Monte dell\u2019Ascensione, in comune di Rotella (AP) e lo si raggiunge per una stradina comunale asfaltata che si stacca dalla provinciale che conduce da Castignano a Rotella.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una bella quercia davanti al santuario, oggi terremotato. La Quercia, di circa 400 anni di et\u00e0 e m. 4,80 di circonferenza di tronco, \u00e8 l\u2019ultima superstite di un bosco che esisteva prima che esso venisse completamente smantellato per ricavare traversine per la Ferrovia Adriatica.<br \/>\n\u201cA conclusione di questi giorni di esercizi spirituali mi chiedo &#8211; annota Andrea &#8211; chi \u00e8 il seguace di Ges\u00f9 oggi? chi \u00e8, potremmo dire, il prete oggi? \u00c8 colui che reca un messaggio, non solo sulla porpira bocca, ma soprattutto sulla propria pelle. Con le sue ombre che non provengono dall\u2019esterno, ma dall\u2019interno. Che fissa lo sguardo sugli altri, non su se stesso. \u00c8 consapevole che Dio mai stacca gli occhi da lui. \u00c8 colui che punta il dito, ma non contro gli altri, n\u00e9 per indicare se stesso, ma come un timoniere, nell\u2019infuriare della tempesta, indica la rotta, il porto sicuro. \u00c8 colui che indossa lunghe vesti le quali, come bende fasciano le ferite della propria eunichia, sigillo impresso da Dio sul suo corpo. \u00c8 colui che \u00e8 dotato di ali, ma non sa volare e quando cammina spesso inciampa. Le ali per\u00f2 sono l\u00ec, dietro di lui, lo avvolgono, lo custodiscono e lo proteggono dai pericoli&#8230; dagli altri&#8230; e a volte da se stesso\u201d.\u2022<\/p>\n<p>Leggi la <strong><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/2018\/10\/ripartire-dai-limiti-sono-il-tesoro-nascosto-la-vita-e-la-grazia\/\">prima parte<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 10 ottobre, terzo giorno di esercizi spirituali per i seminaristi di Fermo con Padre Gabriele a Montedinove. Dopo l\u2019eucaristia mattutina e le lodi alle ore 9, terza meditazione su: \u201cRallegratevi\u201d. Padre Gabriele si \u00e8 chiesto e ci ha chiesto: \u201cCosa mi impedisce di rallegrarmi? Posso dirmi di essere nella gioia? 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