{"id":7623,"date":"2018-10-17T15:00:13","date_gmt":"2018-10-17T13:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7623"},"modified":"2024-11-06T17:21:30","modified_gmt":"2024-11-06T16:21:30","slug":"ripartire-dai-limiti-sono-il-tesoro-nascosto-la-vita-e-la-grazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/10\/ripartire-dai-limiti-sono-il-tesoro-nascosto-la-vita-e-la-grazia\/","title":{"rendered":"Ripartire dai limiti. Sono il tesoro nascosto, la vita e la grazia"},"content":{"rendered":"<p>I giovani del Seminario hanno gi\u00e0 iniziato la loro storia per l\u2019anno 2018-2019. Hanno iniziato con una settimana di programmazione e di pastorale vocazionale. La prima settimana di ottobre, infatti, in preparazione alla consacrazione diaconale di Luca e al conferimento dell\u2019accolitato a Marco, i giovani del seminario hanno accompagnato Luca e Marco nelle parrocchie dove hanno prestato il loro servizio per testimoniare la loro presenza e la loro risposta ad una chiamata misteriosa di Dio.<br \/>\nDall\u20198 ottobre a gioved\u00ec 11 ottobre, invece, sono ritornati al Convento di S. Tommaso di Montedinove per gli Esercizi Spirituali di inizio d\u2019anno. Accompagnati dal rettore e dai due padri spirituali (don Umberto e don Ubaldo) hanno trascorso alcuni giorni guidati da padre Gabriele Lupi per trovare la grazia per vivere questo nuovo anno comunitario.<br \/>\nPadre Gabriele ha iniziato luned\u00ec pomeriggio facendo scoprire che i limiti sono una grazia non un handicap.<br \/>\n\u201cSviluppare la capacit\u00e0 di vivere relazioni mature imparando a dire grazie ai nostri limiti. Il mio limite \u00e8 l\u2019altro. Ma l\u2019altro \u00e8 anche la fine della mia solitudine. I limiti mi pongono in una dimensione di ascesi, lontano da ci\u00f2 che mi pu\u00f2 distruggere, cos\u00ec da poter generare frutti. Il frutto \u00e8 sempre legato ad una gioia\u201d. Sono alcune frasi dette da Padre Gabriele nella catechesi di luned\u00ec 8 ottobre. \u201cQuesta catechesi \u2013 annota Gionatha \u2013 mi ha riportato al mio passato sportivo, che oso definire \u2018palestra di vita\u2019 e \u2018universit\u00e0 del vivere\u2019. Un allenatore ci spiegava che il calcio, essendo uno sport di gruppo, richiede l\u2019umilt\u00e0 di riconoscersi limitati. Occorre uscire dal proprio egoismo per acquisire una mentalit\u00e0 di squadra, del \u2018noi\u2019, dove o si emerge come collettivo o si soccombe individualmente. Non bastano le qualit\u00e0 tecnico-tattiche per vincere le partite, ma occorre vedere nell\u2019altro, nei compagni di squadra, non qualcuno con cui competere per conquistare un posto da titolare, ma qualcuno che ci arricchisce e ci completa. Come avviene nei vasi comunicanti.<br \/>\nOgnuno si apre all\u2019altro, mette in comunione i propri talenti senza invidia e gelosia, affinch\u00e8 ciascuno riesca a dare e a ricevere pi\u00f9 di ci\u00f2 che possiede. La sfida del nostro tempo di \u201cautismo sociale\u201d credo sia proprio questa: avere l\u2019umilt\u00e0 di non sentirsi autosufficienti, e acquisire la consapevolezza che l\u2019altro non solo \u00e8 la fine della mia solitudine, ma \u00e8 soprattutto una risorsa in grado di rendermi pienamente umano\u201d.<br \/>\n\u201cSono profondamente grato al Signore \u2013 scrive Francesco \u2013 per questi giorni di ritiro spirituale e, in particolare per il tema trattato \u2013 le relazioni emotive \u2013 che \u00e8 stato il principale argomento di riflessione nel mio discernimento estivo (fra l\u2019altro registro con sorpresa che il libro, L\u2019arte di ricominciare, da cui ha preso le mosse padre Gabriele \u00e8 lo stesso che mi ha accompagnato in alcune questioni fondamentali)\u201d.<br \/>\n\u201cDire grazie ai miei limiti \u00e8 una grande sfida \u2013 dice Marco Z. \u2013 che ho accettato di vivere da quando sono entrato in seminario, per merito di sacerdoti e amici che mi accompagnano. Importante \u00e8 stata anche la lettura di L\u2019arte di essere fragili di Alessandro D\u2019Avenia che tratta proprio questo argomento. Con il tempo sto imparando a dire grazie ai miei limiti perch\u00e9 mi ricordano che non sono onnipotente, e che l\u2019unico in grado di portare a compimento la mia vita e di rendermi felice \u00e8 il Signore Ges\u00f9\u201d.<br \/>\n\u201cPasseggiando lungo il viale alberato che da Montedinove conduce a Montaldo \u2013 riflette Andrea \u2013 e guardandomi intorno noto come l\u2019autunno stia arrivando. Le verdi chiome degli alberi del viale si stanno accendendo di colori caldi come il giallo e il rosso. Anche la lunga lingua d\u2019asfalto nero si sta tappezzando di multiformi foglie giallastre. Ne noto una in particolare. Non so riconoscerla. Non so se sia di pioppo o di platano. Ma oltre al suo colore ambrato mi colpisce la sua forma perfetta. La sua forma \u00e8 delimitata da varie spigolature simmetriche che rendono tutta la foglia una perfetta figura geometrica. Ed \u00e8 allora che penso a quello che nella meditazione poco prima ha detto P. Gabriele: Sono i nostri limiti che ci rendono perfetti\u201d.<br \/>\n\u201cLa vita esiste \u2013 appunta Marco P. tra le sue formule matematiche di limiti e funzioni \u2013 ed \u00e8 definita dal dominio nascita e morte che sono limiti esistenti e unici. Ora per\u00f2 ci\u00f2 che non \u00e8 limitato \u00e8 assoluto. Assoluto vuol dire sciolto da ogni legame. Vuol dire solitudine. Vuol dire che non esistono gli altri che non esiste neppure Dio. Il limite invece d\u00e0 la possibilit\u00e0 di riconoscere l\u2019altro e d\u00e0 la possibilit\u00e0 di riconoscersi altro. Fuori dal dominio tutto \u00e8 possibile perch\u00e9 la funzione pu\u00f2 assumere qualsiasi valore. \u00c8 il pensiero strisciante, il serpente di Adamo ed Eva, che detta il delirio di onnipotenza. Adamo ed Eva hanno rifiutato il proprio limite, i propri confini, hanno voluto vestire gli abiti di Dio e hanno incontrato la morte. Il limite \u00e8 anche il luogo della libert\u00e0. Infatti dove tutto \u00e8 possibile nulla esiste\u201d.<br \/>\nLa prima giornata si \u00e8 conclusa con la celebrazione dell\u2019eucaristia nella chiesa parrocchiale di S. Lorenzo martire, un vero capolavoro, sia per la pulizia e l\u2019essenzialit\u00e0 degli elementi strutturali, sia per l\u2019eleganza delle decorazioni. Il colonnato, con scanalature a vista, ornato da finissimi capitelli corinzi a stucco bianco, si deve al ticinese Domenico Fontana. La Chiesa \u00e8 dunque molto accogliente anche se la facciata esterna non \u00e8 mai stata portata a compimento.<br \/>\nIl secondo giorno, dopo le lodi e la celebrazione dell\u2019eucaristia con la comunit\u00e0 dei francescani conventuali, ha avuto come riflessione \u201cIl mio corpo \u00e8 un limite e un dono\u201d. Ognuno \u2013 ha sostenuto padre Gabriele &#8211; \u00e8 chiamato ad entrare nel mistero del suo corpo. Dunque il corpo \u00e8 un mistero da abitare, \u00e8 un mistero da intuire, \u00e8 un mistero da custodire.<br \/>\n\u201cNella seconda meditazione \u2013 scrive Pierre \u2013 mi ha toccato la riflessione sul nostro corpo. Il nostro corpo infatti deve essere ben curato per poter farlo diventare tempio di Dio. E deve essere una donazione definitiva. Ma per poter capire l\u2019importanza del mio corpo, devo essere consapevole che il mio corpo non \u00e8 un dato scontato, perch\u00e9 manifesta la mia dimensione globale. Chiedo a Dio il suo aiuto affinch\u00e8 possa continuare ad offrire a Lui il mio corpo come suo tempio\u201d.<br \/>\n\u201cOggi padre Gabriele ha parlato del corpo come mistero nascosto \u2013 dice Nicola-. Mi colpisce la stretta relazione che c\u2019\u00e8 tra l\u2019interiorit\u00e0 e l\u2019esteriorit\u00e0. Infatti il corpo \u00e8 capace di manifestare il nostro vissuto interiore. Il corpo \u00e8 dunque lo specchio dell\u2019anima. Credo che chi cammina nella verit\u00e0 di Cristo trasmette attraverso il proprio corpo, attraverso le espressioni del volto qualcosa di Lui. Padre Gabriele diceva: \u2018Il corpo manifesta una integrit\u00e0 totale\u2019. \u00c8 vero, ed \u00e8 bello quando un amico o una persona con cui si \u00e8 in sintonia, semplicemente guardandoti negli occhi percepisce il tuo stato d\u2019animo. \u00c8 stupendo quando avviene questo. Ne ringrazio Dio ogni volta che succede. Chiedo a Lui che possa crescere sempre di pi\u00f9 nell\u2019essere trasparente\u201d.<br \/>\n\u201cAffrontando la tematica legata al nostro rapporto con il corpo e l\u2019aspetto affettivo \u2013 commenta Carlo &#8211; comprendo quanto sia importante camminare verso una maturazione, con la grazia di Dio, spirituale e umana, per il mio bene e quello degli altri, seminarista o meno. Se ogni persona potesse comprendere questo, ovvero, si lasciasse educare a conoscere e gestire le proprie emozioni, sentimenti, passioni, esisterebbero tutti questi femminicidi e stragi femminili che sono un bollettino di guerra?\u201d<br \/>\n\u201cSi \u00e8 parlato poi del mistero nascosto, dell\u2019eunichia (l\u2019essere eunuchi per il Regno di Dio) &#8211; sostiene Francesco \u2013 da riscoprire come un dono di Dio di cui fare esperienza (Mt 19,11).<br \/>\nLa castit\u00e0 tipica della vita consacrata e del ministero ordinato non \u00e8 dunque una tassa da pagare in vista di qualcos\u2019altro, ma una situazione in cui Dio manifesta se stesso. \u00c8 ovvio che per custodirla, trattandosi di una difficile rinuncia a esercitare un naturale bisogno umano, bisogna mettersi in una condizione di continua vigilanza, che permetta continuamente di ricentrarsi nel Signore. \u00c8 dunque in gioco la scoperta della positivit\u00e0 di ci\u00f2 che si sceglie, la perla preziosa\u201d.<br \/>\n\u201cIl dono della castit\u00e0 \u2013 aggiunge fra Andrea \u2013 \u00e8 unico e permette all\u2019anima di penetrare i misteri di Dio. E per un sacerdote \u00e8 essenziale. Porta a un amore pi\u00f9 profondo e unitivo con Dio. Il cuore non subisce divisioni. \u00c8 dedito, come quello di Maria, a compiere la volont\u00e0 di Dio. Questa volont\u00e0 vuole la salvezza di tutti gli uomini, perci\u00f2 nella castit\u00e0 o celibato dedichiamo anima e corpo\u201d.<br \/>\nEsercizi spirituali significa anche mettersi in relazione con la natura, con le bellezze che abbiamo intorno. Ed \u00e8 per questo che marted\u00ec pomeriggio il programma prevedeva la visita a La Cuma di Monte Rinaldo, uno dei siti archeologici pi\u00f9 suggestivi di tutte le Marche dove sono stati individuati nel 1957 i resti architettonici di un\u2019importante santuario ellenistico di et\u00e0 tardo-repubblicana, ancora oggi oggetto di indagini archeologiche da parte degli studiosi.<br \/>\n\u201cA Monterinaldo \u2013 scrive Andrea \u2013 nella zona archeologia La Cuma, affiorano dal terreno rocchi di colonne ioniche doriche e corinzie, ciottoli di fiume incastrati l\u2019uno con l\u2019altro che compongono le linee perimetrali, residue di antiche mura, come pure lastre di pietre orizzontali accenni di una pavimentazione ormai scomparsa. Questi resti testimoniano la presenza di un complesso cultuale risalente all\u2019epoca ellenistica. Un tesoro storico-artistico di grande importanza per la citt\u00e0 di Monterinaldo che chiede di essere custodito e protetto.<br \/>\nTuttavia per alcuni che abitano proprio nelle vicinanze della zona archeologica, questo tesoro pi\u00f9 che protetto deve essere, al pi\u00f9 presto dimenticato se non cancellato. Avere un tesoro nel campo e tuttavia non riconoscerne la preziosit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che accade quando si convive con una scelta fatta. L\u2019abitudine porta a dimenticare il tesoro che possiedi\u201d. \u2022<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-7623 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0492.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0492-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0475.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0475-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0442.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0442-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0363.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0363-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0511.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0511-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0500.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0500-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0498.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_0498-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Leggi la <a href=\"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1ZV\">seconda parte<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I giovani del Seminario hanno gi\u00e0 iniziato la loro storia per l\u2019anno 2018-2019. 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