{"id":7575,"date":"2018-10-15T13:30:04","date_gmt":"2018-10-15T11:30:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7575"},"modified":"2018-10-15T11:24:52","modified_gmt":"2018-10-15T09:24:52","slug":"il-quarto-sacramento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/10\/il-quarto-sacramento\/","title":{"rendered":"Il quarto sacramento"},"content":{"rendered":"<h3>C\u2019era una volta la confessione. Un sacramento in evoluzione<\/h3>\n<p>Non si pu\u00f2 dire sia in forma smagliante, ma la sua \u00e8 probabilmente una crisi di crescita. La pensa cos\u00ec il vaticanista Aldo Maria Valli, secondo il quale, nonostante le apparenze, la confessione \u201c\u00e8 tutt\u2019altro che morta\u201d. Riproposta con decisione da Papa Francesco come via di salvezza e di incontro con la misericordia del Padre, \u00e8 divenuta pi\u00f9 &#8220;consapevole&#8221; e il suo successo (o fallimento) \u00e8 giocato in buona parte sulla qualit\u00e0 del confessore<br \/>\nMeno quantit\u00e0 ma pi\u00f9 qualit\u00e0, meno routine e pi\u00f9 consapevolezza. Certamente non un sacramento in via di estinzione. A delineare lo stato di salute della confessione (detta anche sacramento della penitenza, del perdono, della riconciliazione, della conversione) \u00e8 il vaticanista del Tg1 Aldo Maria Valli che pubblicato, per i tipi di Ancora, C\u2019era una volta la confessione, sottotitolo Inchiesta su un sacramento in crisi.<br \/>\nNella sua indagine sul campo, l\u2019autore ha raccolto testimonianze di confessori (ed \u00e8 interessante la loro diversit\u00e0 di impostazione e punti di vista) e di penitenti di ogni et\u00e0.<br \/>\n\u201cLa confessione \u2013 assicura \u2013 sta cambiando forma, come del resto ha sempre fatto nei secoli. Vive nella storia e rispecchia la variet\u00e0 delle situazioni umane, la sensibilit\u00e0 e le contraddizioni delle persone. Sta attraversando una crisi di crescita, ma c\u2019\u00e8 ancora\u201d. Sicuramente \u201cnon \u00e8 in via di estinzione\u201d.<br \/>\nNodo problematico e luogo di errori, peccati, pentimenti \u00e8 la famiglia. Effetto Bergoglio? In parte s\u00ec ma a fare la differenza \u00e8 la figura del confessore.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il nuovo volto della confessione?<br \/>\nSempre meno scontato e automatico, oggi questo sacramento viene preso molto pi\u00f9 sul serio. C\u2019\u00e8 chi chiede uno specifico appuntamento. Si \u00e8 prolungata la durata media del colloquio che per alcuni diventa anche verifica della propria vita interiore. Per altri invece, in una societ\u00e0 largamente secolarizzata che tende a privatizzare il rapporto con Dio, si \u00e8 certamente affievolito il senso del peccato, ma si sono acuiti sofferenza, senso di solitudine e bisogno di ascolto. Tenerezza, partecipazione, compassione: per molta gente sono tesori che si trovano solo in confessionale.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 il rischio che in questo modo la confessione resti su un piano esclusivamente \u201cumano\u201d perdendo la sua dimensione sacramentale e riducendosi ad un colloquio di sostegno psicologico?<br \/>\nIl bisogno di ascolto \u00e8 in genere la molla che conduce al confessionale, ma in chi va a confessarsi c\u2019\u00e8 anche la fiducia di aprirsi ad un Padre che perdona e consente di aprire una pagina nuova. L\u2019oppressione non \u00e8 definitiva, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di ricominciare e di arrivare poco per volta alla conversione, ma molto si gioca sul rapporto che il confessore riesce ad instaurare.<\/p>\n<p>Quanto conta l\u2019effetto Francesco?<br \/>\nIl Papa esorta a ricorrere alla confessione con fiducia; tuttavia se molta gente si \u00e8 riavvicinata grazie a lui alla Chiesa, \u00e8 difficile dire quanto il suo insegnamento influisca effettivamente sul ritorno alla confessione.<br \/>\nSecondo una ricerca del Cesnur nell\u2019aprile 2013, il 53 per cento dei sacerdoti interpellati riferisce di un aumento, gi\u00e0 nel primo mese di pontificato, anche del 25 per cento di persone che \u201critornano\u201d.<br \/>\nIn assenza di indagini pi\u00f9 aggiornate, le risposte dei confessori che ho contattato non forniscono un quadro omogeneo, mentre testimonianze successive alla chiusura del libro parlano di un aumento, forse legato anche all\u2019Anno santo. Mi sembra si tratti di un\u2019onda lunga i cui effetti andranno verificati nel tempo.<\/p>\n<p>Come stanno cambiando i penitenti?<br \/>\nOltre allo zoccolo duro di chi si avvicina con regolarit\u00e0 al sacramento (soprattutto persone anziane) o in occasione di feste particolari come Pasqua o Natale, emerge una categoria interessante, quella dei \u201cricomincianti\u201d, persone che dopo una forte esperienza spirituale o una sofferenza profonda avvertono il il desiderio di rimettere ordine nella propria vita. Ma non mancano i giovani e chi ritorna alla confessione dopo altre \u201cesperienze\u201d spirituali insoddisfacenti, anche non cristiane.<\/p>\n<p>Quali i peccati pi\u00f9 confessati?<br \/>\nIl nodo problematico, culla di tensioni, errori, peccati, pentimenti \u00e8 la famiglia. La confessione di un aborto \u00e8 la pi\u00f9 sofferta, ma \u00e8 spesso quella che d\u00e0 pi\u00f9 sollievo e fa rinascere.<br \/>\nNei giovani non c\u2019\u00e8 percezione dei peccati legati alla sfera sessuale, ambito privato nel quale rifiutano intromissioni.<br \/>\nIn generale, manca la percezione di peccati \u201csociali\u201d come l\u2019intolleranza verso gli immigrati, le frodi e l\u2019evasione fiscale, le azioni contro l\u2019ambiente, e si \u00e8 affacciato il nuovo capitolo dei peccati informatici.<br \/>\nNella esortazione apostolica Amoris laetitia, Papa Francesco parla di accompagnamento, di discernimento, di misericordia. Tuttavia, gi\u00e0 prima dell\u2019esortazione, sulle situazioni che un tempo la Chiesa definiva \u201cirregolari\u201d la maggior parte dei confessori adottava la regola dell\u2019accoglienza delle persone per quello che sono e del \u201ccaso per caso\u201d, evitando norme astratte calate dell\u2019alto. Anche quando l\u2019assoluzione non \u00e8 possibile, si gioca tutto nel rapporto con il confessore che pu\u00f2 costituire una guida spirituale con cui fare un cammino.<br \/>\nLa competenza e la sensibilit\u00e0 di quest\u2019ultimo sono determinanti perch\u00e9 si vanno a toccare corde profonde e spesso dolorose; tuttavia per alcuni penitenti non tutti i sacerdoti sono all\u2019altezza.<br \/>\nIndubbiamente \u2013 e ad ammetterlo sono anche diversi preti \u2013 la formazione teologica e umana dei ministri della confessione rimane un problema.<\/p>\n<p>Ma noi crediamo veramente nel perdono?<br \/>\nForse la vera questione sta proprio qui anche se, ripete instancabilmente Papa Francesco, \u201cnon esiste alcun peccato che Dio non possa perdonare\u201d.<br \/>\nQuesta \u00e8 forse l\u2019ultima tentazione del principe delle tenebre che tenta di farci sentire indegni di perdono. Per questo ho concluso la mia inchiesta incastonando la bella testimonianza di un parroco romano, secondo il quale l\u2019avvento del Pontefice non ha fatto aumentare il senso del peccato, ma la percezione della misericordia del Padre e il desiderio di incontrarla vivendola sulla propria pelle.<br \/>\nE chi viene accolto, rispettato e incoraggiato pu\u00f2 arrivare a capire meglio il proprio peccato e a chiederne perdono. \u2022<\/p>\n<p>Giovanna Pasqualin Traversa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta la confessione. Un sacramento in evoluzione Non si pu\u00f2 dire sia in forma smagliante, ma la sua \u00e8 probabilmente una crisi di crescita. La pensa cos\u00ec il vaticanista Aldo Maria Valli, secondo il quale, nonostante le apparenze, la confessione \u201c\u00e8 tutt\u2019altro che morta\u201d. 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