{"id":7572,"date":"2018-10-15T13:00:06","date_gmt":"2018-10-15T11:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7572"},"modified":"2018-10-15T11:22:51","modified_gmt":"2018-10-15T09:22:51","slug":"ritornare-alla-prassi-antica-con-la-cresima-fatta-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/10\/ritornare-alla-prassi-antica-con-la-cresima-fatta-prima\/","title":{"rendered":"Ritornare alla prassi antica con la Cresima fatta prima"},"content":{"rendered":"<p>Circa 10 anni orsono, l\u2019allora Arcivescovo di Fermo, Mons. Luigi Conti, esortava i parroci a prendere in considerazione la formulazione di nuovi percorsi sperimentali di Iniziazione Cristiana\u2026<br \/>\nQuesta esigenza nasceva da alcune anomalie teologico pastorali che da decenni continuiamo a perpetrare nelle prassi vigenti nelle nostre Parrocchie fino ad oggi che, onestamente, risultano ampiamente obsolete.<\/p>\n<p>A MO\u2019 DI PREMESSA<br \/>\nCome premessa desidero proporre alcuni aggiustamenti di prospettiva, rispetto al tema dell\u2019educazione che terr\u00e0 impegnata la Chiesa Italiana nei prossimi anni ma ritengo prioritario, infatti (e forse pi\u00f9 opportuno), affrontare il tema della Vita Cristiana, non tanto sotto il rispetto della educazione, quanto sotto quello della iniziazione.<br \/>\nSe, infatti, il nodo \u00e8 quello della educazione tout court, questo implicherebbe un punto di partenza obbligato: l\u2019annunzio\u2026 e quindi la catechesi. Cos\u00ec posto, il problema, mi mette un po\u2019 in difficolt\u00e0\u2026da qui il tentativo di aggiustare qualcosa:<br \/>\nPrendo a riferimento e adotterei, piuttosto, come fondativo il testo di SC 10:<br \/>\n<em>10. Nondimeno la liturgia \u00e8 il culmine verso cui tende l\u2019azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia. Il lavoro apostolico, infatti, \u00e8 ordinato a che tutti, diventati figli di Dio mediante la fede e il battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino Dio nella Chiesa, prendano parte al sacrificio e alla mensa del Signore. A sua volta, la liturgia spinge i fedeli, nutriti dei \u00absacramenti pasquali\u00bb, a vivere \u00ab in perfetta unione \u00bb; prega affinch\u00e9 \u00abesprimano nella vita quanto hanno ricevuto mediante la fede\u00bb; la rinnovazione poi dell\u2019alleanza di Dio con gli uomini nell\u2019eucaristia introduce i fedeli nella pressante carit\u00e0 di Cristo e li infiamma con essa. Dalla liturgia, dunque, e particolarmente dall\u2019eucaristia, deriva in noi, come da sorgente, la grazia, e si ottiene con la massima efficacia quella santificazione degli uomini nel Cristo e quella glorificazione di Dio, alla quale tendono, come a loro fine, tutte le altre attivit\u00e0 della Chiesa.<\/em><br \/>\nCulmine e Fonte della vita cristiana significa che il punto di arrivo e, nel nostro caso soprattutto, di partenza \u00e8 sempre la celebrazione.<br \/>\nDalla celebrazione parte l\u2019annunzio della fede; il Kerigma trova il luogo originario della sua espressione proprio nella liturgia.<br \/>\nQuesto lo depura dal possibile vizio di partenza che possa venire da esigenze e valutazioni troppo marcate di tipo culturale, lo sottrae alla presunzione che possa essere arrivato misteriosamente da una illuminazione privata da Dio all\u2019apostolo, lo sottrae, quindi, all\u2019arbitrariet\u00e0 di chi lo annunzia.<br \/>\nPiuttosto lo colloca nel suo alveo originario che ne garantisce l\u2019autenticit\u00e0, lo promuove come \u201cparola di Dio\u201d (detta, certo, con le categorie degli uomini) espressa nel contesto pi\u00f9 alto: la proclamazione liturgica, lo invera caricandolo della forza dello Spirito che la celebrazione evoca nel momento epicletico.<br \/>\n(Solo) da questo punto di partenza celebrativo \u00e8 possibile in maniera autentica accogliere l\u2019annunzio nella verit\u00e0 e sperare che converta davvero il cuore dell\u2019uomo che diviene fedele e che si converte alla carit\u00e0 di Cristo (Cfr. sempre SC 10).<\/p>\n<p>VERSO UNA DIVERSA PRASSI DI INIZIAZIONE<br \/>\nA questo punto, ricollocato l\u2019annunzio nel momento originario pi\u00f9 opportuno, sar\u00e0 possibile valutare conseguenze interessanti in ordine alla pastorale.<br \/>\n1. Secondo me diviene difficile, oggi, interrompere la prassi che (sin dalla Traditio Apostolica \u00e8 attestata \u2013 e siamo nel 215 \u2013) riporti i Sacramenti dell\u2019Iniziazione Cristiana insieme e nell\u2019et\u00e0 adulta. Piuttosto credo che possa essere giustificata la prassi del battesimo dei bambini (che non possono ricevere un annunzio e che non possono dare un assenso consapevole di fede), proprio a partire dal principio enunciato sopra. La fede non \u00e8 presupposta al Sacramento, ma conseguenza del sacramento del Battesimo; una celebrazione sta alla fonte della vita cristiana. Quindi, come argomenta diffusamente Agostino nella Epistola 98 a Bonifacio, la fede non \u00e8 solo una premessa del battesimo, ma sgorga dal battesimo; il battesimo resta un sacramento di fede, solo che nel battesimo dei bambini, questo risulta evidentissimo. Non solo: la fede di cui parliamo \u00e8 sempre la fede della Chiesa, quindi quando si battezza un bambino non manca la fede perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la fede della Chiesa. L\u2019argomento pi\u00f9 forte mi pare il secondo: per Agostino non \u00e8 celebrato il battesimo sulla fede dei genitori, che risulterebbe troppo debole, ma sulla fede della Chiesa, il bambino viene battezzato sul consenso dei genitori, ma sulla fede della Chiesa. Questa prassi, quindi, ha una sua ragione di essere e potrebbe essere mantenuta (anche per la sua indiscussa antichit\u00e0).<br \/>\n2. L\u2019unit\u00e0 dei sacramenti, pertanto, potrebbe essere recuperata almeno per due di essi: per la cresima e l\u2019Eucaristia, celebrati in quest\u2019ordine: culmine dell\u2019iniziazione \u00e8 l\u2019Eucaristia, non la cresima.<br \/>\nA questo punto alcune Parrocchie della Diocesi, come desiderato dall\u2019Arcivescovo Conti, iniziarono una sperimentazione<br \/>\n1. che potesse garantire il battesimo dei bambini appena nati, con una opportuna catechesi a questo sacramento fatta ai genitori dal Parroco e da un\u2019equipe (perch\u00e9 sia evidente che il bambino \u00e8 battezzato nella fede di una Chiesa corpus e non semplicemente per un atto sociale, devozionale o persino di fede, ma dei soli genitori).<br \/>\n2. Da questa celebrazione il bambino avrebbe continuato a partecipare, per quanto possibile, alla vita liturgica della comunit\u00e0 cristiana che trova il suo centro nella Domenica e nelle feste e tempi dell\u2019anno liturgico. A livello di catechesi, come integrazione qualificata della partecipazione domenicale:<br \/>\n\u2022 Verso la Prima e Seconda Elementare, il fanciullo viene invitato alle prime forme di vita associativa all\u2019interno della parrocchia dove approfondire la fede celebrata domenicalmente.<br \/>\n\u2022 In Terza elementare il fanciullo inizia un approfondimento pi\u00f9 serio della fede in una catechesi sistematica, che non abbandoni la vita associativa e che, sempre dalla celebrazione domenicale, tragga nutrimento. (al termine della terza elementare si celebra la Prima Confessione).<br \/>\n\u2022 Il cammino di Catechesi proseguir\u00e0 ancora per tutta la Quarta e la Quinta Elementare: in questi anni la domenica sar\u00e0 sempre al centro della vita del fanciullo e l\u2019approfondimento catechetico, l\u2019altro polo della sua vita di fede.<br \/>\n\u2022 In questi anni potranno essergli proposti momenti di passaggio di tipo catecumenale e anche scrutini.<br \/>\n\u2022 Al termine della Quinta, il ragazzo celebrer\u00e0 la Cresima e, per la prima volta, si accoster\u00e0 alla Comunione eucaristica.<\/p>\n<p>In tutto questo, lodevolmente, i genitori seguirebbero i fanciulli per condurli alla celebrazione domenicale e avrebbero, con scadenza bimestrale, incontri di catechesi analoghi nei temi a quelli dei figli, predisposti per loro ad hoc.<\/p>\n<p>IL TEMPO DELLA MISTAGOGIA<br \/>\nNegli anni successivi, quelli delle Scuole Medie, sempre all\u2019interno dei cammini associativi proposti dalla Parrocchia (e sempre a partire dall\u2019anno liturgico), verrebbe proposta al ragazzo una catechesi mistagogica in un cammino di tre anni:<br \/>\n* Primo anno: Mistagogia del battesimo: il passaggio dalla legge del peccato, alla grazia battesimale e alla libert\u00e0 dei figli di Dio (con riferimenti continui alla Cresima e all\u2019Eucaristia);<br \/>\n* Secondo anno: Mistagogia della Cresima: il dono dello Spirito Santo e la trasfigurazione della Legge: lo Spirito come strumento fondamentale e insostituibile per vivere il progetto di Dio e l\u2019Eucaristia domenicale come compendio dell\u2019iniziazione e culmine e fonte della vita ecclesiale.<br \/>\n* Terzo anno: Catechesi mistagogica sull\u2019Eucaristia. Esso segue il ritmo dell\u2019Anno Liturgico e vuole essere proprio un approfondimento dei vari aspetti dell\u2019Eucaristia come culmine dell\u2019Iniziazione celebrata.<\/p>\n<p>CONCLUSIONE<br \/>\nQuesta \u00e8 solo una proposta per una rinnovata prassi di celebrazione dei sacramenti dell\u2019Iniziazione Cristiana, che ritengo renda maggiormente ragione di tutte le implicazioni teologiche proprie dei sacramenti stessi e potrebbero avere, forse, una ricaduta pastorale pi\u00f9 efficace per i nostri fanciulli, le loro famiglie, l\u2019intera comunit\u00e0 ecclesiale. \u2022<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circa 10 anni orsono, l\u2019allora Arcivescovo di Fermo, Mons. 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