{"id":7526,"date":"2018-10-08T11:24:47","date_gmt":"2018-10-08T09:24:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7526"},"modified":"2018-10-15T14:07:32","modified_gmt":"2018-10-15T12:07:32","slug":"il-vescovo-contempla-attivo-al-servizio-del-regno-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/10\/il-vescovo-contempla-attivo-al-servizio-del-regno-di-dio\/","title":{"rendered":"Il Vescovo contempla-attivo al servizio del Regno di Dio"},"content":{"rendered":"<h3>Civitanova Marche. Una serata per ricordare mons. Tonino Bello e per riflettere sull&#8217;etica del volto e su come lui l&#8217;ha sperimentata<\/h3>\n<p>\u00c8 stata una serata di alto profilo culturale quella trascorsa venerd\u00ec 29 giugno 2018, dalle 21,30 alle 23,30 presso la sala don Lino Ramini di Civitanova Marche. Essa \u00e8 stata vissuta nel ricordo di don Tonino Bello, vescovo conciliare e testimone del Vangelo nella realt\u00e0 del nostro tempo. Tutto ha avuto inizio alle ore 21,30, secondo un programma sapientementeorganizzato. Don Mario Colabianchi, parroco dell\u2019Unit\u00e0 Pastorale \u201cSan Pietro \u2013 Cristo Re\u201d di Civitanova Marche, ha dichiarato che ogni anno, in occasione della festa di San Pietro e Paolo, l\u2019Unit\u00e0 Pastorale organizzer\u00e0 delle serate per ricordare alcuni grandi testimoni del nostro recente passato. Avranno pur un senso, le visite fatte da Papa Francesco a Bozzolo e a Barbiana, i borghi rurali di don Primo Mazzolari e di don Lorenzo Milani, a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo, i paesi di Padre Pio, a Alessano e Molfetta, dove nacque, fu sacerdote e vescovo don Tonino Bello, a Nomadelfia, la comunit\u00e0 villaggio voluta da don Zeno Santini e a Loppiano, la cittadella del Movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich, la visita fatta a Palermo (14- 15 settembre 2018) per ricordare l\u2019anniversario della morte di don Pino Puglisi, ucciso dalla Mafia. Tutti ora riposano ella tomba, ma in vita sono stati testimoni di memoria, fedelt\u00e0 e profezia.<br \/>\nL\u2019attrice Emilia Bacaro ha letto, durante la serata, tra un intervento e l\u2019altro, alcune delle pi\u00f9 belle pagine scritte da don Tonino Bello: Volti rivolti (Etica del volto) e Basilica maggiore (il primato della persona). E\u2019 stata un\u2019occasione unica per conoscere da vicino lo scrittore, il poeta, il vescovo conciliare. Aldo Caporaletti, promotore e organizzatore dell\u2019evento ha raccontato nel corso del proprio intervento che, pur avendo organizzato circa cento eventi culturali, ha sempre un groppo alla gola e si commuove fino alle lacrime, quando legge gli scritti di don Tonino Bello, tanto sono ricchi di verit\u00e0 e di passione comunicativa, ancorati alla testimonianza evangelica.<br \/>\nRenato Brucoli, editore e giornalista pubblicista, nato a Terlizzi, dove vive e lavora, amico di don Tonino Bello, ha tracciato con parole semplici e dirette al cuore il fascino di don Tonino. Direttore responsabile della rivista d\u2019arte Tracce, Brucoli collabora mensilmente con il periodico La Nuova Citt\u00e0. \u00c8 addetto stampa dell\u2019associazione Accoglienza Senza Confini Terlizzi e della Rete Associazioni Italiane Solidariet\u00e0 Accoglienza, che favoriscono l\u2019ospitalit\u00e0 di minori bielorussi in Italia nel dopo Chernobyl.<br \/>\nUmilt\u00e0, semplicit\u00e0, capacit\u00e0 di servizio, serenit\u00e0, impegno, tenacia, gioia, certezza che Cristo \u00e8 risorto, queste sono le note dominanti del vescovo di Molfetta. \u201cDi te ha detto il mio cuore: \/ Cercate il suo volto; \/ il tuo volto, Signore, io cerco. \/ Non nascondermi il tuo volto\u201d. Dio manifesta il proprio volto in quello del povero, del migrante, del malato, dello sfrattato. Due sono le parole che hanno animato l\u2019attivit\u00e0 pastorale di don Tonino Belo: Pace e Carit\u00e0. \u201cPace a voi\u201d. E\u2019 la prima parola del Risorto. Don Tonino, testimone di Cristo nel proprio tempo, era mosso da un desiderio ardente. Voleva ricostruire la famiglia umana attorno ai valori non negoziabili del Vangelo. La parola Carit\u00e0 rimanda alla carriera di Dio in Cristo. Dio ha tanto amato gli uomini con viscere di misericordia, abbassandosi alla condizione di servo. \u201c\u00c9 giunto il momento di richiamare dall&#8217;esilio la Santissima Trinit\u00e0 perch\u00e9 diventi sorgente da cui scaturiscano l&#8217;etica del contadino e gli obblighi delle istituzioni, le leggi del mercato e le linee ispiratrici dell&#8217;economia\u201d (Don Tonino Bello, Volti rivolti. Essere dono l\u2019uno per l\u2019altro).<br \/>\nDon Tonino non parlava soltanto ma agiva concretamente, tanto che alcuni hanno coniato per lui un neologismo: Contemplattivo. Contemplazione \u00e8 una parola formata dal verbo contemplare e dalla parola \u201cazione\u201d. Ecco perch\u00e9 and\u00f2, gi\u00e0 malato nel fisico, come messaggero di pace assieme ad altri volontari, a Sarajevo assediata dalle milizie serbe, durante l\u2019estenuante guerra balcanica. Dichiar\u00f2 la propria obiezione fiscale per non finanziare le spese militari. S\u2019impegn\u00f2 non poco per la demilitarizzazione della Puglia, che aveva a Gioia del Colle un arsenale missilistico d\u2019inaudita potenza. Riusc\u00ec a convertire chi produceva le famose mine anti-uomo. L\u2019ex produttore di armi sta ancora sminando il territorio della Bosnia. Fond\u00f2, a Ruvo di Puglia, una comunit\u00e0 per i tossicodipendenti, accompagn\u00f2 i malati di AIDS, adoperandosi come nessun altro per loro. Fu prete e vescovo di grande spiritualit\u00e0.<br \/>\nLa contemplazione della parola di Dio era la fonte del suo agire. In un\u2019epoca di dissolvenza dei volti, don Tonino riscopr\u00ec l\u2019etica del volto. Viviamo in un mondo dove non c\u2019\u00e8 vicinanza reciproca. I migranti sono numeri, quote, non sono volti e persone. Eppure per il vescovo di Molfetta, il cristiano non ha la possibilit\u00e0 di conoscere Dio se non attraverso il volto dell\u2019altro visto nella totalit\u00e0 della sua persona. Dopo la predicazione del Vangelo, il primo millennio ha posto l\u2019attenzione alla figura di Dio, il secondo millennio ha, invece, elaborato le riflessioni sull\u2019uomo e la sua dignit\u00e0, il terzo millennio sar\u00e0 caratterizzato dalla scoperta del volto dell\u2019altro. L\u2019umanit\u00e0 si salver\u00e0 se sar\u00e0 capace di guardare il volto dell\u2019altro.<br \/>\nBelli gli aneddoti raccontati da Renato Brucoli riguardanti la sua lunga amicizia con don Tonino Bello. Quando il vescovo lo chiam\u00f2 a dirigere, lui primo laico, il settimanale diocesano \u201cLuce e Vita\u201d che aveva gi\u00e0 sessant\u2019anni di pubblicazioni, Brucoli accett\u00f2 subito. Aveva accanto a s\u00e9 una persona straordinaria, capace di accompagnarlo nel proprio difficile incarico. In molte cittadine della diocesi, Molfetta, Ruvo Giovinazzo, Terlizzi, erano i giorni degli sfratti. Centinaia di famiglia si trovarono di punto in bianco sul lastrico. Don Tonino incaric\u00f2 Renato Brucoli di affrontare il tema sulle colonne del settimanale diocesano.<br \/>\nIl nuovo direttore gli spieg\u00f2 come avrebbe affrontato il problema.<br \/>\nDati alla mano, presi dall\u2019ultimo censimento, avrebbe contato le case sfitte, i costi degli immobili sul mercato. Il vescovo prese la macchina, una cinquecento e lo port\u00f2 in campagna per strade sterrate. Sapeva che l\u00ec avrebbero trovato gli sfrattati che avevano portato, sotto gli alberi d\u2019ulivo secolari, le proprie masserizie: tavoli, sedie, letti e mobili. Avevano ricreato una propria casa che aveva per tetto un cielo di stelle. L\u00ec, Renato avrebbe ascoltato le storie di ognuno e in presa diretta avrebbe scritto su di loro, come fece quasi subito, senza calcolare il tempo necessario per completare l\u2019inchiesta. In ogni migrante, povero, senza tetto, don Tonino invitava a vedere i sogni, le speranze, i progetti che ogni mamma ha sul proprio figlio, prima ancora che questi nasca.<br \/>\nLo sbarco dei primi centoventicinque immigrati albanesi, il 7 marzo del 1991, fu un\u2019altra lezione di vita. Don Tonino alloggi\u00f2 una parte di loro presso il seminario di Molfetta, ed altri li sistem\u00f2 in diverse strutture diocesane. L\u2019arrivo di migliaia di albanesi il 10 agosto dello stesso anno, presso il porto di Bari, e la loro sistemazione temporanea nello stadio della Vittoria, non lo trov\u00f2 impreparato. And\u00f2 di persona prima al porto poi allo stadio; si mise in mezzo tra gli immigrati e le forze dell\u2019ordine, invitando queste ultime a usare metodi pi\u00f9 umani. Tanto fece che riusc\u00ec a convincere alcuni militari a fare incontrare due sorelle, una pi\u00f9 grande e una molto pi\u00f9 piccola. Piangevano disperate perch\u00e9 si trovavano lontane l\u2019una dall\u2019altra. Gli uomini in divisa che lo conoscevano gli chiesero di non danneggiarli davanti ai loro superiori. Domand\u00f2 se poteva parlare con questi ultimi. Non c\u2019era tra loro nessun superiore. Ponzio Pilato insegna sempre. Era un agosto torrido. Intere file di giovani collassavano sotto il sole cocente. Per farli rinvenire, venivano gettate loro addosso secchiate d\u2019acqua e questo dur\u00f2 per molte ore finch\u00e9 non arriv\u00f2 l\u2019aria pi\u00f9 mite della sera. Per una parte di questi disperati trov\u00f2 una sistemazione finanche nei locali del proprio vescovato.<br \/>\nDon Tonino invitava tutti, fedeli, religiosi, istituzioni a uscire dal proprio stallo. Il cristiano per don Tonino Bello, \u00e8 chi si sporge verso l\u2019altro rispetto al proprio baricentro. Il contrario della povert\u00e0 non \u00e8 la ricchezza per il vescovo di Molfetta. Quest\u2019ultima se ridistribuita tra tutti \u00e8 un bene. Don Tonino non ce l\u2019aveva con la ricchezza ma con il potere e con il potente che usa il povero per propri fini.\u00a0Basti pensare alle leggi del caporalato che gestisce la raccolta dei pomodori e della frutta. La cronaca ha raccontato pi\u00f9 volte degli immigrati di colore, impiegati in questa attivit\u00e0. Ammassati su camioncini stracarichi di persone, hanno incontrato la morte sulla strada del ritorno, dopo aver lavorato anche per tredici ore per poche manciate di euro. A completare la serata c\u2019\u00e8 stata la proiezione del film documentario L\u2019anima attesa. Lo sguardo di don Tonino Bello per la regia di Edoardo Winspeare e Carlo Bruni, con Nunzia Antonino, Carlo Bruni, prodotto in Italia nel 2015.<br \/>\n\u201cCarlo \u00e8 un uomo d\u2019affari che non crede pi\u00f9 in niente.<br \/>\nLa crisi economica, innescata da prodotti finanziari drogati da un\u2019ingordigia speculativa, lo ha colpito in pieno, sia nel portafoglio sia nell\u2019anima. Decide cos\u00ec di prendersi una pausa e di raggiungere per un fine settimana sua sorella nel Salento, ad Alessano, dove \u00e8 sepolto don Tonino Bello.<br \/>\nProprio durante questo viaggio, fisico e spirituale, grazie ad una serie di segni eccezionali, sperimenter\u00e0 concretamente il reale messaggio del vescovo di Molfetta e per questo motivo avverr\u00e0 in lui un cambiamento radicale\u201d.<br \/>\nDi don Tonino Bello ci sono i luoghi della sua infanzia e quelli del suo apostolato, prima come prete, poi come vescovo.<br \/>\nNel film compaiono: una fisarmonica rossa che don Tonino amava suonare e la sua cinquecento che per l\u2019occasione \u00e8 di colore rosso. Lo strumento musicale \u00e8 sempre accanto ad un bambino che nella finzione ricorda Tonino Bello da ragazzo.<br \/>\nIl protagonista, Carlo si muove in treno, prima fino a Lecce, da qui, attraverso un\u2019altra linea ferrata, il viaggio lo conduce ad Alessano. In macchina, assieme alla sorella raggiunge altri luoghi del Salento, dove don Tonino, da vescovo, aveva aperto centri di accoglienza per tutti i bisognosi.<br \/>\nDurante la serata, aleggiava in sala quasi la presenza del dottor Antonio Frassini, scomparso l\u201911 agosto del 2017. Era molto legato a don Tonino Bello. Aveva organizzato il ciclo-pellegrinaggio con gli Ex-allievi Salesiani da Civitanova Marche a Santa Maria di Leuca con la visita alla tomba di don Tonino Bello ad Alessano.<br \/>\nAveva intitolato la sezione locale dell\u2019Associazione Medici Cattolici al vescovo di Molfetta. Aveva chiamato Domenico Cives, il medico personale del vescovo di don Tonino, per una conferenza presso il cine teatro Conti di San Marone. In quell\u2019occasione venne presentato il libro su don Tonino Bello: Domenico Cives, Parola di Uomo, Tonino Bello un vescovo per amico, quarta edizione, San Paolo, 2004, Cinisello Balsamo (MI).<br \/>\nIl dottor Frassini era molto impegnato sul tema legato al trattamento di fine vita, intorno al quale aveva organizzato molti convegni. Dall\u2019alto ci avr\u00e0 seguito e avr\u00e0 sorriso per la bella serata. L\u2019hanno ricordato Aldo Caporaletti, promotore culturale dell\u2019iniziativa e molti amici di Antonio, presenti in sala. Quest\u2019anno \u00e8 stata celebrata, presso la parrocchia di San Gabriele in Civitanova Marche, una messa di suffragio nell\u2019anniversario della sua morte. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Civitanova Marche. Una serata per ricordare mons. 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