{"id":7499,"date":"2018-10-08T11:30:17","date_gmt":"2018-10-08T09:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7499"},"modified":"2024-11-06T17:18:54","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:54","slug":"imparare-a-ricostruire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/10\/imparare-a-ricostruire\/","title":{"rendered":"Imparare a ricostruire"},"content":{"rendered":"<h3>Cosa vuol dire salvare un luogo sacro dalla distruzione<\/h3>\n<p>La Chiesa della Cona non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, La Chiesa della Cona \u00e8 da cancellare, La Chiesa della Cona \u00e8 irrecuperabile. La Chiesa della Cona siamo noi che ce ne andiamo sfollati verso il mare. Tutti ne parlavano cos\u00ec dopo il terremoto, tristemente, impietosamente, molto spesso con le lacrime agli occhi: una chiesa alla deriva con poche speranze di rinascita. Ma cosa ne dicono oggi gli abitanti di Castelsantangelo sul Nera? Sar\u00e0 un caso, ma negli ultimi tempi, con l\u2019inizio della raccolta fondi per la ricostruzione del tempio, si avverte un risveglio, rabbioso, pungente, tinteggiato di tristezza, ma anche di attesa e di malcelata speranza. Gi\u00e0 alcuni mesi fa lo studio fotografico Serini di San Severino Marche, con una felice sponsorizzazione della Ranton &#8211; un\u2019impresa sempre attenta alle problematiche del territorio &#8211; fasciava le mura perimetrali della chiesa tramite un racconto fotografico lungo ventotto metri e largo uno, conducendo l\u2019intervento in modo estremamente misurato, mediante un insieme di rappresentazioni rievocative in grado di esaltare la materia originale ridotta in rovine. Il risultato \u00e8 sotto gli occhi di tutti: un\u2019ininterrotta serie di immagini felicissime, nella variet\u00e0 del rapsodico andare dell\u2019obiettivo fotografico, che scopre talora scene votive e talora si fa memore di un sogno di fede; talvolta delinea suggestivi orizzonti di riti processionali, talvolta prospetta tradizioni e spazi di aggregazione sui quali passa veloce un diapason di fratellanza e di fede.<\/p>\n<p>Nodo d\u2019emozione o fiato della memoria; recupero e antico abbandono; sorpresa e ricordo; stupefazione o appagata attrattiva, questo racconto. Segno fra altri segni ancora, che rabdomantico evidenzia l\u2019iniziativa della Ranton, ma scava anche il grembo delle rovine su cui s\u2019iscrive in cerca di altre verit\u00e0 della fede, soffermandosi sullo spazio di accoglienza dove il sindaco Mauro Falcucci ha scritto parole di verit\u00e0: \u201cIl tempo, rapido e inesorabile \u00e8 il compagno silenzioso e fedele della vita in montagna, che obbedisce a leggi precise e immutabili. Su tutto domina la voce della Natura, madre amorevole ma anche molto severa\u201d. I fedeli che tornano per la festa della prima domenica di luglio guardano la chiesa ferita e fasciata di foto che sembra rivolta verso di loro, fanno gesti devozionali antichi, pregano a bassa voce con le lacrime agli occhi. Cosa potranno proteggere o sacralizzare ancora gli sguardi pietosi e afflitti della Madonna dell\u2019Icona? Eppure queste celebrazioni, rese nuove dal racconto per immagini, non annullano, forse, il dolore delle recenti distruzioni, ma sicuramente inseguono e consolidano un legame che non passa e un futuro che si vorrebbe progettare attraverso le foto dello studio Serini: il fluire del tempo, l\u2019uomo, la memoria, il ricordo come trasformazione di intime convinzioni intrise della poesia dell\u2019esistenza. Si direbbe un viaggio tra il passato e il futuro, una mostra scandita dai ricordi dove tutto sembra rinviare alla cifra affascinante del tempo, con pause, respiri, sospensioni, smarrimenti emotivi che si rinnovano ad ogni attimo nel susseguirsi delle fasi fotografiche. Si realizza insomma un legame dei tanti frammenti di un universo che \u00e8 esploso da tempo, le cui schegge sono simbolicamente sparse nel mucchio di pietre sul prato retrostante la chiesa.<br \/>\nFa sempre un certo effetto vedere questo posto, solitamente deserto dopo il terremoto, affollato di nuovo. Si stanno forse disturbando i fantasmi e le ombre del passato che ancora sembrano aggirarsi in questo luogo, o non si sta attuando invece &#8211; attraverso il racconto fotografico, gli sguardi, le voci, le processioni e la presenza del sindaco Falcucci &#8211; un inizio di rinascita? La prima domenica di luglio la gente di Castelsantangelo sul Nera, gli abitanti sparsi in altri luoghi hanno tentato ancora di conoscersi e di riconoscersi. La chiesa colpita dal terremoto sembra non volersi rassegnare alla sua sorte. Manda segnali. Consegna memorie.<br \/>\nUn tuffo nel mare del tempo, gi\u00f9 a capofitto per otto secoli e pi\u00f9, fino a sfondare a ritroso la data del 1185, quando per ricordare l\u2019incoronazione del duca Guelfo VI furono fatte costruire nei valichi di confine alcune edicole in pietra, con l\u2019immagine della sacra icona donata da Federico Barbarossa alla comunit\u00e0 di Spoleto. La chiesa parzialmente distrutta, le pietre recuperate in contenitori bianchi e quelle ammucchiate direttamente sul prato, le foto, le mura sbrecciate non alimentano solo antiche storie, ma anche favole, speranze, sogni dell\u2019oggi. Sono in qualche modo un revenant che torna, inquieta, interroga; incalza le persone che si avvicinano e afferma il desiderio di presenza e di centralit\u00e0 di un luogo recuperato alla memoria, secondo la lezione di Pierpaolo Serini: \u201cAttese amare\/ spalancano sui celi nude travi\/ e in nuvole le arcate sulle brecce sbiancate.\/ Le piogge e le stelle dai tetti sprofondati\/ sulle ferite gravi\/ illuminano spettrali di sassi e santi\/ fisso il guardare\u201d. L\u2019invocazione \u00e8 precisa: guardate, cercate di capire davvero, venite a toccare le pietre, annusate la polvere, parlate con la gente. La chiesa della Cona non pu\u00f2 diventare un luogo di martirio, una vittima sacrificale del sisma. L\u2019ansia, il panico, il silenzio assoluto, il borbottare cupo del terremoto si trasformano in suoni di attesa e in manifestazioni di speranza: si confondono voci, preghiere, richiami di ciclisti che si fermano a guardare le foto. Il terremoto, l\u2019abbandono, le rovine diventano quasi una sorta d\u2019incidente, di atto naturale e doloroso che non cancella il legame con il passato, ma anzi lo rafforza: l\u2019assunzione funzionale di un tempo andato, vero o ricostruito nelle foto, doloroso e mitico, viene visivamente assorbito, evocato, rielaborato per riconoscersi nel presente.<br \/>\nC\u2019\u00e8 nel progetto fotografico dello studio Serini un disegno nascosto che va scoperto e conosciuto lentamente, ma che nulla ha a che vedere con la bramosia di mettersi in mostra. \u00c8 il dono di un senso che sopravvive e che appartiene alla tradizione di questo posto, che tenta faticosamente di conservare e tramandare una misura di dignit\u00e0 civile e religiosa. C\u2019\u00e8 chi porta fiori e chi porta la memoria visiva di un luogo. La memoria ha bisogno di autenticit\u00e0, non di favole. Guardi le foto e capisci. Celebrazioni liturgiche sul prato, mani che si stringono, fedeli che cantano, organetto, cembalo e percussioni che suonano, mani callose che alzano al cielo stendardi e pesanti croci. Una sorta d\u2019investimento sulla memoria. La chiesa rimasta riflette e porta dentro di s\u00e9 la chiesa perduta. Il tempio nostalgico guarda il passato perch\u00e9 vuole un presente e un futuro autentico. La chiesa perduta viene riguadagnata in quella rimasta come chiesa della memoria. Non si perde mai una chiesa se non si vuole perderla. Non abbiamo mai una chiesa se non sappiamo riconoscerla nella nuova. La chiesa di due paesi e di una campana storica che la prima domenica di luglio chiama ancora a raccolta le persone di Castelluccio e di Castelsantangelo sul Nera.<br \/>\nLa chiesa del sole e delle nuvole che guarda il Pian Perduto e i monti della Sibilla. La chiesa dei tornei e la chiesa del mito. La chiesa dei pascoli e degli stazzi. La chiesa da cui partivano i vergari e i mercanti di campagna per raggiungere le masserie. La chiesa a cui tornavano le greggi e i pastori dalla Campagna Romana. E le chiese svaniscono. Svaniscono le tante campane delle chiese della memoria. Ma una campana ancora suona, una chiesa ferita ancora ti accoglie. E la chiesa della Cona diventa la tua casa se diventa luogo dell\u2019incontro di una nuova identit\u00e0 civile, storica e religiosa che non smarrisce la precedente. \u2022<\/p>\n<p>Valerio Franconi<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-7499 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/10\/imparare-a-ricostruire\/pag15-3-copia\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pag15-3-copia-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/10\/imparare-a-ricostruire\/pag15-2-altare-della-chiesa\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pag15-2-Altare-della-chiesa-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/10\/imparare-a-ricostruire\/pag15-1-chiesa-madonna-della-cona-fasciata-di-foto\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pag15-1-Chiesa-Madonna-della-Cona-fasciata-di-foto-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa vuol dire salvare un luogo sacro dalla distruzione La Chiesa della Cona non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, La Chiesa della Cona \u00e8 da cancellare, La Chiesa della Cona \u00e8 irrecuperabile. 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