{"id":7461,"date":"2018-08-10T10:24:17","date_gmt":"2018-08-10T08:24:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7461"},"modified":"2024-11-06T17:18:54","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:54","slug":"la-festa-di-cupi-tra-modernita-e-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/08\/la-festa-di-cupi-tra-modernita-e-tradizione\/","title":{"rendered":"La festa di Cupi tra modernit\u00e0 e tradizione"},"content":{"rendered":"<h2>Si apre il 18 agosto la diciottesima Mostra del pecorino e dei tesori della Sibilla<\/h2>\n<p>La lenticchia di Luca Testa o l\u2019olio del frantoio Alfei? Il ciauscolo di Bartolazzi o l\u2019amaro Sibilla di Varnelli? Il pecorino di Scolastici o l\u2019ultimo maxisalame di\u00a0 Focacci? L\u2019esperienza e la tradizione lontane cento anni oppure la ghiottoneria scoperta l\u2019altro ieri? Una mostra dei prodotti del territorio e un mondo di cose dentro. Il 18 agosto l\u2019inaugurazione, l\u2019apertura degli stand, Augusto Ciammaruchi e Federica Fabi che danno il via alla diciottesima edizione della Mostra del pecorino e dei tesori della Sibilla organizzata dal comunit\u00e0 di Cupi di Visso, nell\u2019ambito delle manifestazioni collegate all\u2019annuale festa del Crocifisso.<\/p>\n<p>Chi firma la locandina e la grafica come Pierluigi Fabi, chi assaggia i buoni cibi della montagna vissana. Chi vive l\u2019emozione per delega come accade quasi sempre con le manifestazioni gastronomiche e le mostre mercato, i produttori in campo e noi anche, in qualche modo sognando: la civilt\u00e0 della pecora e del maiale messa a\u00a0 confronto con quella della lenticchia. La piazza, le conferenze, i laboratori pratici, le degustazioni, per quell\u2019emozione che non si riesce a dire. Un\u2019infinit\u00e0 di prodotti completamente diversi, ma rigorosamente fedeli alle antiche regole, anche se attorno \u00e8 cambiato proprio tutto: il paese, il consumatore, l\u2019epoca. E forse un po\u2019 anche il nostro modo di sentire. A quale delle specialit\u00e0 gastronomiche sei pi\u00f9 affezionato? E\u2019 come scegliere tra mamma e pap\u00e0, \u00e8 l\u2019assurda antica domanda che si faceva ai bambini. Ma \u00e8 anche un gioco. Le cose pi\u00f9 ricche di tradizione mettono nostalgia, d\u2019istinto \u00e8 naturale legarsi a loro. Con un distinguo: perch\u00e9 il gioco non diventi un\u2019occasione bassamente edonistica e perch\u00e9 la tradizione s\u2019ispessisca nella storia, serve annusare, assaggiare, guardare i prodotti artigianali e poi cominciare a capire.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una mostra e una festa non solo da vedere, ma da affrontare come un viaggio che permette di smarrirsi tra spiegazioni e simboli. Una rigorosa degustazione con sottofondo didattico-scientifico, presenti noti esperti, operatori locali, artisti di bocca e professori di palato, liberi docenti dell\u2019olfatto, pi\u00f9 un variopinto plotone di turisti, sempre accampati alla confluenza tra gastronomia, cultura e lessico. Oggi tutto \u00e8 linguaggio, anche i sapori. E non solo perch\u00e9 per assaggiare occorre la lingua. Il modo di mangiare \u00e8 una delle tante voci in cui si esprime un territorio, e varia col variare dei prodotti. E stiamo parlando di una ristretta avanguardia professionale composta da allevatori, agricoltori, norcini, pastori, apicoltori, viticoltori che seguendo antiche regole garantiscono la supremazia dello spirito del palato davanti a un progresso che ha rivelato i suoi limiti. Come i sovrani di diritto divino, tra loro si chiamano esperti, con la differenza che lo sono per davvero. E sono anche re: del ciauscolo, del prosciutto, della roveglia, dei fagioli al coccio, del pane in bruschetta con olio e pomodoro, di formaggi di pecora alleati del pane, del vino e delle pere: \u201cAl contadino non glielo far sapere&#8230; \u201c e quel che segue.<\/p>\n<p>Oltre le mura di questi maestri del gusto si accampano i \u201cbarbari\u201d con la loro produzione di massa, alimenti dell\u2019urgenza e della sopravvivenza, che nulla hanno a che vedere con secoli di storia, di agricoltura\u00a0 e di splendori gastronomici. I vari capitoli della mostra sono concepiti come un omaggio ai prodotti del territorio che esaltano la nostra mensa: i salumi, i cereali, i legumi, il miele, l\u2019olio, cos\u00ec numerosi e diversi che \u00e8 difficile elencarli tutti, e d\u2019altra parte contarli porta sfortuna, come contare i baci che Catullo dava a Lesbia. A ideare il tracciato non sono n\u00e9 i curatori, n\u00e9 i gastronomi, n\u00e9 i cuochi, ma Augusto Ciammaruchi e Federica Fabi, da sempre dediti alla promozione della montagna vissana e ora alla ripartenza dell\u2019economia locale dopo il terremoto. Percorrendo le fasi della giornata ci si imbatte in input diversi, a cui hanno collaborato operatori locali (Luca Testa, Marco Scolastici, Andrea Bartolazzi), valnerinologi (Luciano Giacch\u00e8), esperti dell\u2019E.N.E.A.- settore agricoltura (Marco Antonini), gastronomi e Slow Food dei Monti Sibillini (Giocondo Ansidei), abitanti (Mimma e Renato), oltre a ceramisti (Barbara Mariani), societ\u00e0 di acque minerali (Nerea), cooperative sociali onlus (Il Talento), viticultori (Coppacchioli Tattini), fabbriche di liquori (Varnelli), formazioni musicali (\u201cNun ai sem\u201d).<\/p>\n<p>I prodotti diventano emozione, immagine, risultato di marketing che invia un messaggio e appaga un desiderio, non solo di gusto ma anche visivo, olfattivo e tattile, per un coinvolgimento totale dei sensi. Il maiale \u00e8 trasformato in salume, ridotto in insaccato, esaltato in fette di lardo, trasformato in salsicce, essiccato, affumicato, convertito in ripieno. Il goloso ne cerca appassionatamente l\u2019odore, le fragranze, i sentori e prima dell\u2019acquisto perfora i prosciutti, mette le narici sull\u2019impasto dei ciauscoli, cerca il dolce del grasso della sella, la bont\u00e0 della lonza e l\u2019amabilit\u00e0 della coppa, fa sposare lo zampone\u00a0 con le lenticchie, trasferisce la pancetta nella minestra di farro, mentre con le cotiche e con l\u2019osso di prosciutto sveglia i fagioli. Cos\u00ec si compie e si replica il dualismo tra la civilt\u00e0 del maiale e le civilt\u00e0 della lenticchia e del pecorino, tra il dentro di un animale \u201cimmondo\u201d e il fuori della terra beneamata. La pancetta croccante e la salsiccia cercano la farina di polenta, i fagioli e le lenticchie democratizzano la mensa e socializzano, il pecorino nobilita gli spaghetti a cacio e pepe. Il duello \u00e8 nel piatto. Lo sanno bene i proprietari di piccole greggi (pastorelli) che per anni hanno portato avanti una tradizione secolare, benemerita dal lato culturale ed economico, che ha permesso la produzione a latte crudo con sistemi storici di stagionatura in piccole cantine. Oggi dei pastorelli\u00a0 rimangono solo delle eccezioni che resistono al degrado.<\/p>\n<p>Approfittando della Mostra di Cupi fate una puntata esplorativa nello stand di Marco Scolastici, uno degli ultimi produttori di formaggi a latte crudo. Inebriatevi dell\u2019odore suadente e deciso del pecorino vissano. Assaggiatelo cos\u00ec, semplice e naturale come il pastore l\u2019ha fatto, e deliziatevi di tanta saporita morbidezza. Parecchie sono le tracce e molte le invenzioni. Assistiamo a uno show dinamico in bilico tra ecologia, storia, evoluzione delle razze e informazioni connesse alle tecniche di coltivazione, utilizzazione dei prodotti, variet\u00e0 genetiche mantenute da innumerevoli generazioni di agricoltori, scoperte di insediamenti antichi e di coltivazioni cerealicole su quelle sommit\u00e0 montane che tremila anni fa furono disboscate dall\u2019uomo.<\/p>\n<p>Il produttore spiega, si emoziona e vi racconta\u00a0 che fino agli anni Cinquanta la battitura dei cereali si faceva sull\u2019aia con i bastoni, oppure facendovi camminare sopra gli animali. Vi parler\u00e0 della pecora Sopravissana e della sua evoluzione nel tempo. Storia lunga. Capita di mangiare pane, formaggio e mito. Una mostra magmatica, forse indistinta, densa di rimandi alla storia che lascia rivivere il passato nel presente e lo proietta nel futuro. Un evento denso di sensazioni, che chiede non solo di essere contemplato, ma anche abitato, vissuto, toccato. Il visitatore \u00e8 pensato non come un semplice fruitore, ma come compartecipe, impegnato a intervenire attivamente nell\u2019iniziativa. Il messaggio \u00e8 implicito: l\u2019alimentazione del \u2018900 ha raggiunto importanti traguardi, ma \u00e8 diventata troppo sofisticata. Nel nuovo millennio dobbiamo recuperare gusti autentici e incontaminati. E se i tesori della Sibilla rappresentassero la nuova frontiera per la riconquista di sapori e piaceri lontani? Cio\u00e8 una miscela di cultura popolare e di principi alti della tradizione? Una memoria storica insieme a una nuova filosofia produttiva? Ma non \u00e8 finita: c\u2019\u00e8 altro ancora nella mostra di Cupi. C\u2019\u00e8 il gruppo \u201cNun ai sem\u201d (dialetto romagnolo: \u201cNoi ci siamo\u201d), facente parte di una formazione musicale nata a Rimini nel 2008 dall\u2019incontro di alcuni amici, legati dalla passione per la musica tradizionale.<\/p>\n<p>Porter\u00e0 al pubblico gli aspetti pi\u00f9 significativi del suo insolito repertorio. C\u2019\u00e8 poi un vero riscatto delle uve antiche nella grande vigna di Pecorino o Vissanello impiantata nel 2014 da Emanuela Tattini e Angelo Coppacchioli ed entrata recentemente in produzione con uno spumante unico e un vino che esce dall\u2019anonimato con il nome di \u201cPrimodicupi\u201d. Vino schietto, espressivo, direttamente dal produttore e che guadagna dall\u2019atteggiamento di non voler essere pi\u00f9 di ci\u00f2 che gi\u00e0 \u00e8: una parte della storia di Cupi in un bicchiere. Ma proprio per questo conviene andarselo a scoprire nella Mostra dei tesori della Sibilla, con la chiarezza di idee ed il sorriso della giovane e graziosa Ginevra Coppacchioli &#8211; titolare dell\u2019azienda vitivinicola\u00a0 Coppacchioli Tattini &#8211; la quale vi racconter\u00e0 una bella storia familiare che, come le sue bottiglie e il suo sorriso, invoglia a brindare al futuro di Cupi e della montagna vissana. E che brindisi sia! Magari accompagnato da questo stornello del gruppo \u201cNun ai sem\u201d: <em>Fiore de menta,\/ ho fatto \u2018na magnata de polenta\/ e m\u00f2 te fo sent\u00ec come se canta.<\/em><\/p>\n<p>Servizio a cura di Valerio Franconi<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-7461 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/08\/la-festa-di-cupi-tra-modernita-e-tradizione\/vigna-di-cupi\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Vigna-di-Cupi-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-7462\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-7462'>\n\t\t\t\tVigna di Cupi\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/08\/la-festa-di-cupi-tra-modernita-e-tradizione\/vigna-di-cupi-la-vendemmia\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Vigna-di-Cupi-La-vendemmia-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-7471\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-7471'>\n\t\t\t\tVigna di Cupi La vendemmia\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/08\/la-festa-di-cupi-tra-modernita-e-tradizione\/banco-di-formaggio-pecorino\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" 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id='gallery-1-7468'>\n\t\t\t\tLuca Testa Sapori dei Sibillini\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/08\/la-festa-di-cupi-tra-modernita-e-tradizione\/cupi-dal-latte-al-pecorino\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Cupi-Dal-latte-al-pecorino-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-7464\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-7464'>\n\t\t\t\tCupi Dal latte al pecorino\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a 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\/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-7465'>\n\t\t\t\tCupi, la cantina Coppacchioli Tattini\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/08\/la-festa-di-cupi-tra-modernita-e-tradizione\/primodicupi-di-coppacchioli-tattini\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Primodicupi-di-Coppacchioli-Tattini-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-7469\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-7469'>\n\t\t\t\tPrimodicupi di Coppacchioli Tattini\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/08\/la-festa-di-cupi-tra-modernita-e-tradizione\/spumante-rose-e-chardonnay-di-coppacchioli-tattini\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Spumante-Rose-e-Chardonnay-di-Coppacchioli-Tattini-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-7470\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-7470'>\n\t\t\t\tSpumante Ros\u00e9 e Chardonnay di Coppacchioli Tattini\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p><strong>____________<\/strong><\/p>\n<p><strong>Programma della diciottesima Mostra del pecorino e dei tesori della Sibilla.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cupi di Visso, 18 agosto 2018<\/strong><\/p>\n<p>Ore\u00a0\u00a0 9.00 Apertura degli stand di prodotti tipici e artigianali con degustazioni enogastronomiche<\/p>\n<p>Ore 10.30 In piazza, laboratorio pratico \u201cDal latte al pecorino\u201d con Mimma e Renato<\/p>\n<p>Ore 12.30 Saluti: sen. Giuliano Pazzaglini, sindaco di Visso; prof. Oliviero Olivieri, presidente\u00a0dell\u2019Ente Parco dei Monti Sibillini; dott. Francesco Fucili, presidente Coldiretti di Macerata.<\/p>\n<p>Ore 13.00 Pausa pranzo<\/p>\n<p>Ore 15.30 In piazza, laboratorio pratico \u201cDal latte al pecorino\u201d con Mimma e Renato<\/p>\n<p>Ore 16.00 Incontro tecnico divulgativo con: dott. Marco Antonini, E.N.E.A.- settore agricoltura; prof. Luciano Giacch\u00e8, direttore CEDRAV di Cerreto di Spoleto; Giocondo Ansidei, Slow Food dei Monti Sibillini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le varie fasi del programma saranno accompagnate dai canti del gruppo \u201cNun ai sem\u201d che si muover\u00e0 nell\u2019abitato di Cupi con il seguente repertorio: <em>Brindisi di marinara, Cantamaggio sibillino, Canto di pesca, Cicirinella, Il contadino, Il marinaio, La serenata, La Teresina, Le tre sorelle, Malizioso, Stornelli marchigiani, Volemo le bambole.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si apre il 18 agosto la diciottesima Mostra del pecorino e dei tesori della Sibilla La lenticchia di Luca Testa o l\u2019olio del frantoio Alfei? Il ciauscolo di Bartolazzi o l\u2019amaro Sibilla di Varnelli? Il pecorino di Scolastici o l\u2019ultimo maxisalame di\u00a0 Focacci? 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