{"id":7300,"date":"2018-06-08T18:00:26","date_gmt":"2018-06-08T16:00:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7300"},"modified":"2024-11-06T16:40:39","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:39","slug":"educazione-schizofrenica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/06\/educazione-schizofrenica\/","title":{"rendered":"Educazione schizofrenica"},"content":{"rendered":"<h2>Chi si preoccupa degli adolescenti prede del web?<\/h2>\n<p>Rita, nome di copertura, ha 12 anni: le sue foto su Instagram rivelano tutto il suo essere acerba, piccola, nelle sue forme da bambina, pur nelle pose che ha imparato dalle sue Stars; anche lei, come tutte, deve (non vuole, ma deve!) essere se-duttiva, cio\u00e8 condurre a s\u00e9, attirare like. Questo \u00e8 Instagram e, soprattutto per le ragazzine, non c\u2019\u00e8 scampo: se vuoi i like devi dare qualcosa in cambio. Lei stessa \u00e8 una piccola Star di Musicall.ly, il social in cui preadolescenti e adolescenti si esibiscono nel playback di canzoni famose, usando spesso parole, pose, balli e gesti assai poco confacenti all\u2019et\u00e0, soprattutto perch\u00e9 esibiti al cospetto del mondo intero. Al profilo Instragram di Rita \u00e8 collegata la chat anonima ThisCrush, usata prevalentemente dai giovanissimi, tra cui si possono nascondere, in totale anonimato, adulti con attitudini da manuale psichiatrico. Rita si espone, molto, troppo, ed \u00e8 sola; il suo ThisChrush ha migliaia di messaggi, in cui si commentano le sue foto, i suoi video e i suoi messaggi.<br \/>\nDov\u2019\u00e8 il problema, si potrebbe dire? Il problema \u00e8 che Rita, 12 anni, in rete senza alcuna protezione, \u00e8 divenuta oggetto di volgarit\u00e0 inaudite, domande a sfondo erotico, vere e proprie violenze sessuali verbali: cos\u00ec incontriamo anonimi personaggi che chiedono e commentano se sia o no gi\u00e0 una donna (a 12 anni!), che tipo di servizi sessuali abbia fatto al suo ragazzino coetaneo, il tutto condito da centinaia di insulti e volgarit\u00e0 (zo****a, c**so e via dicendo), fino a richieste esplicite di prestazioni sessuali e di informazioni su dove abita. Lei piange, minaccia denunce: cos\u00ec dicono le amiche coetanee, che la difendono in questo girone dantesco dove l\u2019unica cosa che brilla \u00e8 l\u2019assenza di guide adulte, forse impegnate leggere il Piano nazionale per l\u2019educazione al rispetto (art. 1 comma 16 L. 107\/2015) e le Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole (L. 71\/2017), che, francamente, servono a poco o a nulla se, finita la scuola, preadolescenti ed adolescenti sono lasciati allo stato brado in case vuote a scorrazzare nelle praterie del web a cercare emozioni senza fine e finalit\u00e0, che, alla fine, li incatenano.<br \/>\nQuello di Rita non \u00e8 un caso isolato, ma \u00e8 la norma per chi frequenta Instagram e la relativa ThisChrush: per capire la portata del fenomeno, basta chiedere in prima e seconda media chi non usa questi Social Network, che, lo ricordiamo, sono prodotti della famiglia Facebook, la chat dal volto pulito, capace di censurare persino un Cupido del Caravaggio, ma che, come Giano bifronte, lucra anche su questa Chat anonima in cui, abbiamo visto, succede di tutto, senza regole.<br \/>\nPurtroppo, dobbiamo constatare che il mondo educante non abbia praticamente idea di cosa succeda negli Smartphone di chi \u00e8 nato intorno al 2005, l\u2019anno zero della generazione Cloud, che sta lanciando al mondo adulto un\u2019imprevedibile sfida educativa, portata nelle case di tutte le famiglie da strumenti digitali usati in solitudine.<br \/>\n\u00c8 un mondo educante che deve sapere, con precisione, chi sono gli amici mediali di preadolescenti ed adolescenti, andando a dialogare con loro su cosa ascoltano, vedono e amano, su come gestiscono le relazioni mediali con gli amici reali e quelli virtuali, che a volte coincidono e a volte no; le amicizie mediali sono infatti tanto importanti quanto quelle reali, con la grave problematica che si sviluppano in un sistema, quello mediale, pervaso da modelli antropologici che spingono pesantemente a una sessualizzazione precoce, che diventa strumento per abbattere il tab\u00f9 della pedofilia, come sostengono esplicitamente le lobby pedofile nei loro convegni; a vivere una sexual deregulation, in cui ogni minima norma, anche di buon senso, \u00e8 progressivamente eradicata; a un uso ricreativo delle sostanze additive, siano esse alcol o droga; al bullismo e alla prevaricazione tra maschi, tra femmine, dei maschi nei confronti delle femmine e viceversa.<br \/>\nPerch\u00e9 se la mattina mandiamo i giovanissimi a scuola di rispetto e di pomeriggio li lasciamo soli in chat a scuola di bullismo, aggressivit\u00e0 e violenza sessuale verbale, stiamo promuovendo un&#8217;educazione schizofrenica e non possiamo poi pretendere coerenza da loro. \u2022<\/p>\n<p>Marco Brusati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi si preoccupa degli adolescenti prede del web? 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