{"id":7291,"date":"2018-06-07T18:00:12","date_gmt":"2018-06-07T16:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7291"},"modified":"2018-06-04T16:14:27","modified_gmt":"2018-06-04T14:14:27","slug":"pedrini-e-la-sua-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/06\/pedrini-e-la-sua-cina\/","title":{"rendered":"Pedrini e la sua Cina"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 uscito per i tipi di QUODLIBET Collana Orienti, diretta da Giorgio Trentin, l\u2019epistolario di Teodorico Pedrini, \u201cSon mandato \u00e0 Cina, \u00e0 Cina vado \u2013 Lettere dalla missione 1702 \u2013 1744\u201d, a cura di Fabio G. Galeffi e Gabriele Tarsetti, con una prefazione di Francesco D\u2019Arelli.<br \/>\nTeodorico Pedrini (Fermo 1671 \u2013 Pechino 1746) era un prete lazzarista che fu scelto nel 1702 da Propaganda Fide per recarsi in Cina con la prima legazione papale guidata da Carlo Tommaso Maillard de Tournon, ma per una incredibile serie di avversit\u00e0 non riusc\u00ec a raggiungere la corte di Pechino prima del 1711, quando ormai la legazione era tristemente fallita. Di contro, questa sequenza di incidenti fece di lui il primo missionario non gesuita a stabilirsi alla corte cinese, insieme ai suoi compagni di viaggio Matteo Ripa e Guglielmo Fabre-Bonjour. Ma mentre il primo ritorn\u00f2 in Italia nel 1721 per poi fondare il Collegio dei Cinesi che divenne nel 1800 l\u2019Istituto Orientale, e il secondo mor\u00ec nello Yunnan solo tre anni dopo, Teodorico Pedrini rimase a Pechino fino alla sua morte avvenuta ben 35 anni dopo, nella chiesa-residenza di Xitang, che aveva nel frattempo acquistato e che era divenuta la prima chiesa non gesuitica della capitale cinese, ancora oggi esistente \u2013 dopo alterne distruzioni e ricostruzioni &#8211; nel medesimo viale al centro di Pechino. Pedrini, in quanto missionario fedele alla Santa Sede nel contesto della ben nota Controversia dei Riti, divenne il primo collegamento diretto che il Papa poteva avere nei confronti dell\u2019Imperatore Kangxi, bypassando di fatto la Compagnia di Ges\u00f9, che aveva monopolizzato fin dai tempi di Matteo Ricci, i contatti e le relazioni di ogni genere tra l\u2019intera Europa e la Cina. Anche e soprattutto per questo ordine di motivi Pedrini fu ripetutamente avversato dai Gesuiti, e guadagn\u00f2 anche l\u2019onta della carcerazione per due anni in una residenza dei Gesuiti francesi di Pechino.<br \/>\nMa oltre ad aver avuto un rilevante ruolo nel contesto della missione cattolica del primo settecento, Teodorico Pedrini rappresenta anche un\u2019importante figura nella storia dei rapporti culturali tra l\u2019Europa e la Cina, in quanto fu per molti anni il principale musicista occidentale alla corte cinese, insegn\u00f2 musica europea ai figli dell\u2019Imperatore e di diversi mandarini, costru\u00ec e restaur\u00f2 organi e clavicembali, ma soprattutto fu co-autore del primo Centro Studi Teodorico Pedrini www.teodoricopedrini.it trattato di musica occidentale pubblicato in Cina, il L\u00fcl\u00fcZhengyi-Xubian (1714) e autore delle fino ad oggi uniche musiche occidentali conservate negli archivi storici cinesi: le Dodici Sonate per Violino col Basso del Nepridi, il cui manoscritto \u00e8 ancora oggi presente nel patrimonio della National Library of China a Pechino. Nel corso della sua vita in Cina Teodorico Pedrini invi\u00f2 in Italia e in Europa pi\u00f9 di seicento lettere e relazioni, conservate in molti archivi storici italiani stranieri. In questo volume &#8211; la prima raccolta organica ed esaustiva delle sue lettere \u2013 i curatori hanno deciso di pubblicare integralmente quelle conservate in due archivi di Roma: l\u2019archivio della Congregazione della Missione, nel Collegio Leoniano (54 documenti), e l\u2019Archivio della Casa Generalizia dei Frati Minori (48 documenti), a cui \u00e8 stata aggiunta una importante lettera al Papa Clemente XI, conservata nell\u2019Archivio Segreto Vaticano. I 103 documenti pubblicati, revisionati e commentati e laddove necessario tradotti, sono corredati da un ampio apparato documentale, tavola cronologica, glossario, iconografia. Questa pubblicazione, realizzata con il patrocinio della Fondazione Carifermo, \u00e8 probabilmente la pi\u00f9 importante opera del suo settore realizzata nelle Marche dopo i vari volumi dell\u2019opera omnia di Matteo Ricci curati dallo stesso editore Quodlibet, e dall\u2019Istituto Matteo Ricci di Macerata tra il 2000 e il 2010.<br \/>\nFabio G. Galeffi e Gabriele Tarsetti sono due ricercatori indipendenti di Fermo, la citt\u00e0 d\u2019origine di Pedrini, ove hanno istituito nel 2005 il Centro Studi Teodorico Pedrini con lo scopo di approfondire le ricerche sul missionario lazzarista, raccogliendo la pi\u00f9 ampia documentazione archivistica e bibliografica a lui riconducibile. Dopo diversi saggi di tipo divulgativo e scientifico, questa \u00e8 la prima pubblicazione organica di una parte del cospicuo epistolario pedriniano. Curano il sito web dedicato al missionario <a href=\"http:\/\/www.teodoricopedrini.it\">www.teodoricopedrini.it<\/a> . \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 uscito per i tipi di QUODLIBET Collana Orienti, diretta da Giorgio Trentin, l\u2019epistolario di Teodorico Pedrini, \u201cSon mandato \u00e0 Cina, \u00e0 Cina vado \u2013 Lettere dalla missione 1702 \u2013 1744\u201d, a cura di Fabio G. Galeffi e Gabriele Tarsetti, con una prefazione di Francesco D\u2019Arelli. 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