{"id":728,"date":"2013-07-04T09:00:02","date_gmt":"2013-07-04T09:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=728"},"modified":"2016-01-18T10:58:49","modified_gmt":"2016-01-18T10:58:49","slug":"sognando-salomone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/07\/sognando-salomone\/","title":{"rendered":"Sognando Salomone"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/copertina-13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-729\" alt=\"copertina-13\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/copertina-13-300x236.jpg\" width=\"300\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/copertina-13-300x236.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/copertina-13-1024x808.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La pretesa degli uomini dell\u2019et\u00e0 corrente \u00e8 una pretesa che forse non si \u00e8 mai verificata nella storia, ed \u00e8 quella che ogni agire e ogni interpretazione dell\u2019agire debbano fondarsi su un equivoco: il movente della prassi e dell\u2019intenzione sia un movente negativo, ma da esso ci si aspetti un risultato positivo. Senza alcuna guida, e pretendendo un\u2019autonomia assurda. Sia sufficiente considerare l\u2019economia, a non dir altro.<\/p>\n<p><!--more-->Il profitto \u00e8 la sola anima del mercato, anzi sua sola spettanza e aspettativa, con abbattimento selvaggio di ogni vera potenzialit\u00e0 creativa, lavorativa e di serio e comunitario interscambio di beni e di idee. Invece che strumento anche per usare, certo, ma soprattutto per vivere dignitosamente e senza emarginazione, il consumo, fattosi fine a se stesso, sempre pi\u00f9 vorace, appetitoso e insoddisfacente, ha desolato la terra (con un\u2019espressione che ricorda Eliot), l\u2019ha resa deserta, ammantata di fumi e di scarti.<\/p>\n<p>Alla fine, la barca, come quella di Coleridge in mezzo all\u2019oceano, non ha pi\u00f9 propulsione e affonda per inedia di alimenti e di venti propizi. Senza bussola, senza stelle, senza oriente. In quest\u2019et\u00e0 dissennata, sconsiderata e spensierata (cio\u00e8 senza pi\u00f9 pensiero), si sta dissolvendo l\u2019informazione come capacit\u00e0 di dare forma, trasformata in pubblicit\u00e0 seducente e vacua; la politica stessa \u00e8 diventata pubblicit\u00e0 in vista di successi non pi\u00f9 di parte ma personali. Si sta dissolvendo, nel vortice dell\u2019indistinto e del caos, anche il terreno della cultura come capacit\u00e0 di elaborare comprensioni, quand\u2019anche sofferte, della vita e del mondo.<\/p>\n<p>La ragnatela (il web) \u00e8 diventato il nostro mondo quotidiano che disorganizza e diabolizza (greco dia-ballo, sconnetto, disunisco) la mente e lo stesso cervello, non dando loro il tempo di riposare e di elaborare (\u00e8 fisiologia), perseguitandoci di notte e di giorno, nel lavoro, nella ricerca e nello svago, con pochi che sanno resistere alle attrattive di Aracne, utilizzandone le trame a proprio vantaggio. I pi\u00f9 si perdono, perdono tempo e vita, rinunciando a ogni seria costruzione, tra fili e nodi, in cui qualcosa di buono \u00e8 disseminato tra i grovigli della perversione, quali isole tra i marosi che tramano sempre di sommergerle. Aracne, nella mitologia, come si sa, era il ragno, che aveva sfidato, nella tessitura, una dea, ed era finita, impotente e vorace (\u201cO folle Aragne, s\u00ec vedea io te \/ gi\u00e0 mezza ragna, trista in su li stracci \/ de l&#8217;opera che mal per te si f\u00e9.\u201d Dante, Purg., XII, vv 43-45).<\/p>\n<p>Ben diversa Melissa, la saggia ape che di fiore in fiore va cercando il nettare a primavera, nella calda e fulgida luce del giorno, non distrugge, anzi feconda, unisce, simbolizza (syn-ballo, unisco) quello che trova verso le dolcezze e le opime ricchezze del miele. La fretta ci opprime e ci fa perdere tutto il tempo, perch\u00e9 non ha una direzione e uno scopo; e se ce l\u2019ha, \u00e8 quello dell\u2019auto-affaticamento, dello stress, dello snervamento. Invece \u201cMaria corse con fretta a la montagna\u201d (Dante, Purg., XVIII, v. 100).<\/p>\n<p>Perch\u00e9 aveva uno scopo, e che scopo! L\u2019istruzione non lega pi\u00f9 maestro e discepolo in un unico destino, trasmettendo (tradizione, tradere, affidare) sapere e saggezza, dirozzando, digrossando ed evidenziando l\u2019immagine che il discepolo si porta dentro. Sta diventando, invece, sempre pi\u00f9 un tradimento (ambiguit\u00e0 semantica del termine tradere), perch\u00e9 gli scopi non ci sono pi\u00f9; la si vuole asservita al mercato, in modo che nessuno pi\u00f9 alzi saggiamente la testa fuori dalla rete del ragno. Ormai non \u00e8 pi\u00f9 la scuola al servizio dei ragazzi, ma sono i ragazzi al servizio dell\u2019apparato scolastico, e anche gli insegnanti sono asserviti a un\u2019entit\u00e0 astratta e infertile che formatta tutto senza formare niente. Imperversano i quiz, le ore distribuite in modo assurdo, i libri elettronici, senza pi\u00f9 la laboriosa carta che pu\u00f2 farsi compagna amica dei giorni e degli anni.<\/p>\n<p>L\u2019assistenza sanitaria, sconvolta dal buco nero della spesa, e rivolta sempre pi\u00f9 contro se stessa, non pi\u00f9 diretta da una saggia stella, ha ormai smarrito e disperso il suo punto di applicazione, il bene umanamente possibile della persona. Imperversano idee pazzesche, e a ruota libera, senza pi\u00f9 un kat\u00e9chon (colui che trattiene) che le trattenga: con la scusa del diritto di parola e di espressione, si propongono dissennatamente tutte le opinioni possibili, tanto pi\u00f9 appetite da conduttori di talk show, e da ascoltatori, quanto pi\u00f9 sono stravaganti e dirompenti.<\/p>\n<p>E cos\u00ec dicasi di spettacoli e di intrattenimenti. E cos\u00ec di fction di prima serata che, salvo rari casi che vengono subito sotterrati dal brago del porcame televisivo, ammanniscono inutile e stupido sesso, dannoso al senso degli stessi filmati, ma assai efficace nel far fallire ogni saggio progetto di legame affettivo, costruttivo e duraturo. E poi ci si lamenta che la gente, smarrita ogni traccia di valori consistenti e stabili, si volga a comportamenti sempre pi\u00f9 disgreganti e anche delittuosi e selvaggi; non di rado senza motivazione, ma come per il compiersi passivo di un destino che ha sopraffatto la ragione, sottomettendola a qualsiasi impulso, tanto ogni cosa va bene.<\/p>\n<p>Senza alcun\u2019altra saggezza, il patto sociale non regge pi\u00f9, perch\u00e9 non pu\u00f2 che basarsi sulla legge del pi\u00f9 forte; e \u201clo mondo \u00e8 ben cos\u00ec tutto diserto \/ d\u2019ogne virtute, come tu mi sone, \/ e di malizia gravido e coverto\u201d (Dante, Purg., XVI, vv 58-60). Questi versi di Dante ci ammoniscono che, nonostante i desideri dei miti e dei poeti, non \u00e8 esistita un\u2019et\u00e0 dell\u2019oro, come ci narra Ovidio (Metamorfosi, libro I); un\u2019et\u00e0 allorch\u00e9, \u00e8 sempre Dante che narra, \u201clo secol primo, quant\u2019oro fu bello, f\u00e9 savorose con fame le ghiande, \/ e nettare con sete ogne ruscello\u201d (Purg. XXII, vv 148-150).<\/p>\n<p>Epper\u00f2 oggi viviamo una tragedia aggiuntiva: se prima il mal essere, il mal pensare, il mal operare si proiettavano su uno sfondo sanzionante, su un credo condiviso, anche se non praticato, su una fiducia riposta, anche se non sempre soddisfatta, attualmente il mal operare, il mal pensare, il mal essere non si confrontano pi\u00f9 con alcunch\u00e9 che li sanzioni o li critichi o li trattenga, se non quel leggerissimo abito di consuetudini che ancora resistono o di regole sociali che si avviano alla definitiva dissolvenza. Disperazione? No, v\u2019\u00e8 solo un compito pi\u00f9 impegnativo per la nostra saggezza, se ancora un barlume ne possediamo, o se vogliamo ricostruirla e ricostituirla.<\/p>\n<p>E qui veniamo proprio a questa parola che gi\u00e0 di proposito abbiamo citato senza connotarla. Per differenza ci \u00e8 pi\u00f9 facile intendere chi sia il saggio, quale sia la sua anima. \u00c8 colui che contesta, che mette in crisi, continuamente, tenacemente, pacificamente ma anche con determinazione, tutto ci\u00f2 che lo circonda, e di cui abbiamo dato qualche assaggio. Ma non solo, perch\u00e9 il saggio mette in crisi sempre anzitutto se stesso, e non potrebbe mettere in crisi nulla di ci\u00f2 che invade il mondo, se non mettesse prima in crisi la sua vita: \u201cNel mezzo del cammin di nostra vita \/ mi ritrovai per una selva oscura, \/ ch\u00e9 la diritta via era smarrita\u201d (Dante, Inf, I, vv 1-3).<\/p>\n<p>In mezzo alla marea di gente dispersa, non solo smarrita ma forse persa, perch\u00e9 continuamente sottomette la ragione, l\u2019intelligenza, la volont\u00e0, il desiderio, la libert\u00e0, al primo impulso che tira verso il basso (dantescamente \u00e8 il talento sfrenato che conduce alla perdizione) e al primo vento, il saggio \u00e8 colui che capovolge il ruolo e il senso delle cose, sottomettendo l\u2019impulso alla libert\u00e0, la dissennatezza alla ragione, la dissolutezza alla volont\u00e0, la stupidit\u00e0 all\u2019intelligenza.<\/p>\n<p>La sua conversione arriva a coinvolgere tutto il proprio essere, fino al cuore di tutto se stesso; e se vi trova il principe del male, nascosto in recessi di ghiaccio, lo abbandona, ruotando le sue intenzioni di centoottanta gradi, e risalendo verso la purificazione. Tra il pessimismo e la fiducia sul senso ultimo del mondo, il saggio scommette sulla fiducia, anche a differenza di tanti saggi antichi, scoraggiati, che cercavano, sfiduciati, il minor male. Ama conoscere se stesso (gnothi saut\u00f2n), ma sa di non sapere. E si affida. Si affida, anche nel travaglio e nelle contraddizioni, a colui che ha fatto il mondo, e pensa e agisce di conseguenza. E se non arriva alla fede, agisce e pensa \u201cetsi Deus daretur\u201d (come se Dio ci fosse), perch\u00e9 non trova altra via di vera salvaguardia per il pensare e l\u2019agire. Il saggio non va alla cerca dell\u2019autonomia, illusoria, o dell\u2019indipendenza, fallace. Il saggio \u00e8 colui che cerca la migliore dipendenza e la buona eteronomia, con lo sguardo rivolto verso l\u2019alto. Il saggio \u00e8 colui non che cerca solo compagni di cordata; ma soprattutto guide e maestri, e sempre migliori di lui. \u2022<\/p>\n<p>Giovanni Zamponi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pretesa degli uomini dell\u2019et\u00e0 corrente \u00e8 una pretesa che forse non si \u00e8 mai verificata nella storia, ed \u00e8 quella che ogni agire e ogni interpretazione dell\u2019agire debbano fondarsi su un equivoco: il movente della prassi e dell\u2019intenzione sia un movente negativo, ma da esso ci si aspetti un risultato positivo. Senza alcuna guida, &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":729,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4],"tags":[120,86,361],"class_list":["post-728","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-primo-piano","tag-editoriale","tag-giovanni-zamponi","tag-numero-13-2013"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/copertina-13.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-bK","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/728","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=728"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":772,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/728\/revisions\/772"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/729"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}