{"id":7205,"date":"2018-05-25T18:00:43","date_gmt":"2018-05-25T16:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7205"},"modified":"2024-11-06T16:40:40","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:40","slug":"lerotizzazione-precoce-prelude-a-una-vita-devastata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/05\/lerotizzazione-precoce-prelude-a-una-vita-devastata\/","title":{"rendered":"L&#8217;erotizzazione precoce prelude a una vita devastata"},"content":{"rendered":"<p>Anche se c&#8217;\u00e8 ancora, possiamo dire &#8220;c\u2019era una volta&#8221; la fascia televisiva protetta per i minori, che si fondava su tre idee semplici, basilari e socialmente condivise, dalla mamma al prete, dal pap\u00e0 alla maestra: ci sono cose da adulti e cose da bambini; i bambini non possono vedere o fare cose da adulti; gli adulti devono proteggerel\u2019innocenza dei bambini.<br \/>\nProteggere l\u2019innocenza, s\u00ec, come un vino d\u2019annata prezioso chiuso da un tappo delicato, da stappare adagio adagio in una specialissima occasione. Poi venne Internet e il tappo salt\u00f2; poi vennero gli smartphone ed i tablet in mano ai bambini, connessi alla rete 4G e non solo il tappo salt\u00f2, ma la bottiglia scoppi\u00f2 e il vino scapp\u00f2; poi vennero le chat segrete e anonime per fare sexting e non solo il tappo salt\u00f2, la bottiglia scoppi\u00f2 e il vino scapp\u00f2, ma la casa si frantum\u00f2 ed il tetto casc\u00f2.<br \/>\nE dobbiamo ricostruire. S\u00ec, ma da dove? Credo che il primo passo sia, paradossalmente, fermarsi per verificare, senza sconti e facendoci anche male pur di far bene, quali sono gli amici e le amiche mediali dei nostri figli e che cosa stanno loro insegnando sulla vita e sulle relazioni affettive; ci accorgeremmo che i pi\u00f9 piccoli sono sempre pi\u00f9 stretti tra le grinfie mediali di chi li avvia, consapevolmente o meno, verso una sessualizzazione precoce. Secondo don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter, associazione attiva nel contrasto dei reati pedopornografici, negli scritti e nei convegni delle lobby pedofile si dice esplicitamente che \u201cla pedofilia \u00e8 l\u2019ultimo tab\u00f9 da abbattere attraverso la sessualizzazione precoce dei bambini\u201d.<br \/>\nChiaro, pochi tra quelli che collaborano alla filiera della sessualizzazione precoce hanno la consapevolezza del punto di arrivo di questo processo e di chi lo stia, in un certo senso, guidando: c\u2019\u00e8 chi non sa, c&#8217;\u00e8 chi non vuol sapere, c&#8217;\u00e8 chi non ci crede, c&#8217;\u00e8 chi dice che queste cose ci sono sempre state, c\u2019\u00e8 chi ha paura di dire qualcosa di diverso dalla massa, c\u2019\u00e8 chi sta davvero credendo che il mondo d\u2019oggi sia cos\u00ec, c\u2019\u00e8 chi \u00e8 fermamente convinto che i bambini debbano avere una loro sfera erotica e ci sono anche, secondo il rapporto 2017 della citata Associazione Meter, \u201cle lobby strutturate e ben organizzate\u201d che \u201ctentano di promuovere un clima culturale di accettazione della pedofilia e di normalizzazione della devianza arrivando addirittura a raccolte fondi a sostegno della causa e della giornata internazionale celebrata ogni anno dai pedofili di tutto il mondo\u201d. Abbiamo, a questo punto, il gravissimo sospetto che il pensiero mediale, cui esponiamo i nostri figli nella solitudine dei loro smartphone e nelle case prive di presenze educative, sia pesantemente corrotto anche dal lavoro di questo tipo di lobby, i cui effetti non tardano a farsi notare se \u00e8 vero che nel 2017 i link pedopornografici scovati sono oltre 17mila (+84% sul 2016), le foto oltre 2 milioni (+1% sul 2016) ed i video oltre 900mila (+485% sul 2016). Sempre don Di Noto dice: \u201cvoglio ricordare che ormai molti bambini hanno rapporti gi\u00e0 ad 11 anni a causa della sessualizzazione e concepiscono se stessi e gli altri come oggetti. Ho incontrato tanti bambini vittime dell\u2019erotizzazione precoce e nessuno, sottolineo nessuno di loro, ha una vita normale. Sono vite devastate\u201d.<br \/>\nPrima di offrire tre minimi percorsi di riflessione, chiarisco che non sto dando minimamente del pedofilo a chi mette in atto un qualche comportamento tra quelli sotto indicati, ma sto affermando, con decisione, che la sessualizzazione precoce istigata medialmente nei bambini fa la gioia dei pedofili e devasta la vita. Spero che questo sia sufficiente per togliere ogni dubbio sulle mie intenzioni, ma produrr\u00f2 un altro esempio per evitare inutili e sterili discussioni: A chiede a B di portare un pacco chiuso a C e, dopo averlo consegnato, B viene a sapere dalla TV che nel pacco c\u2019era una bomba perch\u00e9 C \u00e8 un terrorista; il giorno dopo A richiama B e gli consegna un nuovo pacco chiuso per D; se B lo consegna, il suo grado di responsabilit\u00e0 nell\u2019azione terroristica aumenta e continua ad aumentare ad ogni pacco che B consegna a D, E, F e via dicendo. Analogamente, chi viene a sapere del legame tra sessualizzazione precoce e pedofilia, ha maggiore responsabilit\u00e0 nel vigilare ogni giorno e negli ambiti apparentemente non interessati dal problema. A questo servono gli esempi, non a dire che chi collabora alla filiera \u00e8 tout-court una personalit\u00e0 pedofila.<br \/>\nEd ecco, dunque, tre semplici percorsi di riflessione che possono aiutare a capire a che livello sia possibile agire nel concreto della vita quotidiana. Il primo riguarda la musica: il mondo delle pop-star ha, tra le fan, bambine a partire dagli 8 anni; su tutto, anche sulla musica, prevale l\u2019univoco, unificante e condiviso atteggiamento sessualmente provocante e provocatorio; un erotismo spinto ed esibito negli immancabili balli orgiastici in cui si attua un modello di sessualit\u00e0 fluida e che non offre spazi alla relazione speciale tra uomo e donna; una oggettivizzazione del corpo femminile offerto come strumento per il piacere proprio e altrui. Qualche citazione: \u201cun po&#8217; meno conversazione e tocca un po&#8217; di pi\u00f9 il mio corpo\u201d (Ariana Grande in Into you); \u201csiamo venuti qui per divertici tanto, possedere qualcuno (\u2026) \u00e8 la nostra festa, possiamo amare chi vogliamo, possiamo baciare chi vogliamo\u201d (Miley Cyrus in We can\u2019t stop). E chi crede che queste siano esagerazioni, si dovrebbe chiedere perch\u00e9 alcuni videoclip delle pop-star siano finiti nel giro dei Tube pornografici, come \u00e8 successo a Word di Rihanna, Rabiosa di Shakira, Love game di Lady Gaga o Focus di Ariana Grande.<br \/>\nCome le bambine sono attratte dalle pop-star, i maschi si sentono pi\u00f9 portati verso il Trap (per i profani: una sorta di hip-hop e rap), un genere in italiano in cui la donna \u00e8 chiamata regolarmente \u201ctr**ia\u201d, come raccontano artisti come Gemitaiz o Dark Polo Gang solo per offrire qualche nome; questo espone i bambini maschi che seguono questo genere ad una sessualizzazione precoce che si pu\u00f2 sviluppare in una relazione malata con la donna che viene considerata oggetto della propria soddisfazione sessuale, come dimostrano anche i video in cui \u00e8 rappresentata come un trofeo tribale da esibire su macchine o durante feste di lusso. E quando vanno a scuola, questi bambini, con quali occhi guarderanno la compagna di classe? E lei, come si sentir\u00e0 guardata?<br \/>\nIl secondo percorso riguarda quella Tv che appare ormai banalmente normale: vedere reality show come l\u2019Isola dei Famosi o il Grande Fratello &#8211; nonne, mamme, bambine o bambini di pochi anni tutti insieme sul divano &#8211; espone ad una sessualizzazione precoce che pu\u00f2 aprire a relazioni affettive esibite, spudorate e strumentali, fuori dalla sfera privata ed utilizzabili in maniera seduttiva anche quando ancora non se ne capisce il reale significato.<br \/>\nIl terzo percorso riguarda i social network: li si espone ad una sessualizzazione precoce per imitazione ambientale quando si lasciano bambini e bambine, ragazzini e ragazzine da soli a chattare su Snapchat, una chat da 10 miliardi di interazioni al giorno, in cui i video e le fotografie si possono cancellare a comando del mittente; una chat affollata da preadolescenti e tardo infanti che, secondo QC, \u00e8 pensata \u201capposta per scambiarsi foto a luci rosse\u201d, per \u201crimorchiare in totale libert\u00e0\u201d, per rendersi \u201csexy pi\u00f9 che mai\u201d senza fare la \u201cfigura degli sf***ti\u201d, perch\u00e9, altrimenti, \u201cnon ci sono foto sexy che tengano\u201d.<br \/>\nCos\u00ec come espone ad una sessualizzazione precoce la mancata vigilanza su Instagram e sulla corrispondente chat che si chiama Thiscrush, anonima, piena di pornografia verbale e cyberbullismo di cui sono spesso fatte oggetto le ragazzine che espongono le loro foto ammiccanti su Instragram; un anonimato dietro cui non si sa se si nasconda il compagno di classe o un adulto con le pulsioni pi\u00f9 bestiali. E qui il cerchio inizia a chiudersi. Un cerchio che non riesce per\u00f2 a chiudere una questione molto complessa per la durezza di orecchi e di cuore del mondo educante, su cui si dovr\u00e0 giocoforza ritornare in futuro. Intanto, proviamo a conoscere gli amici e le amiche mediali dei nostri figli, perch\u00e9 il loro bene ha bisogno inevitabilmente di noi. \u2022<\/p>\n<p>Marco Brusati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche se c&#8217;\u00e8 ancora, possiamo dire &#8220;c\u2019era una volta&#8221; la fascia televisiva protetta per i minori, che si fondava su tre idee semplici, basilari e socialmente condivise, dalla mamma al prete, dal pap\u00e0 alla maestra: ci sono cose da adulti e cose da bambini; i bambini non possono vedere o fare cose da adulti; gli &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":7206,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[13],"tags":[684,923],"class_list":["post-7205","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-attualita","tag-bambini","tag-marco-brusati"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Foto-Brusati.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1Sd","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7205"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7205\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7207,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7205\/revisions\/7207"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7206"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}