{"id":7149,"date":"2018-05-23T12:00:19","date_gmt":"2018-05-23T10:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7149"},"modified":"2024-11-06T16:47:55","modified_gmt":"2024-11-06T15:47:55","slug":"la-voce-dei-giovani-del-servizio-civile-caritas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/05\/la-voce-dei-giovani-del-servizio-civile-caritas\/","title":{"rendered":"La Voce dei Giovani del Servizio Civile Caritas"},"content":{"rendered":"<h2>Tre progetti per venti giovani: con i minori; a fianco degli anziani; a sostegno delle povert\u00e0<\/h2>\n<p>A fronte di una popolazione di 10239 abitanti, il Comune di Morrovalle, situato nella provincia di Macerata, presentava nel 2017 un numero di abitanti over 65 pari a 2559, una percentuale pari al 21%. Questa categoria viene suddivisa in classi di et\u00e0 e quelle pi\u00f9 corpose sono proprio quelle che comprendono la fascia che va dai 65 agli 80-84 anni. All&#8217;interno di questa classificazione si trovano i casi pi\u00f9 disparati e disomogenei ed \u00e8 per questo che \u00e8 necessario attuare servizi specifici a sostegno delle classi pi\u00f9 bisognose e povere, non solo economicamente, del nostro territorio. La Caritas italiana \u00e8 l&#8217;organismo pastorale della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) che si occupa, appunto, di promuovere la carit\u00e0 all&#8217;interno delle comunit\u00e0 ecclesiali italiane dei vari territori, in base alle necessit\u00e0 dei tempi attuali. Con la sua funzione pedagogica si impegna a far crescere la solidariet\u00e0 nelle persone, nelle famiglie e nelle comunit\u00e0.<br \/>\nNelle varie realt\u00e0, quindi, sono le Caritas diocesane ad occuparsi della promozione di progetti che possano impattare sui bisogni della popolazione come gestione degli oratori, servizi mensa, centri di accoglienza e ascolto. Come si anticipava all&#8217;inizio, per portare sollievo alle tante famiglie interessate, a Morrovalle la Caritas parrocchiale \u00e8 incaricata di seguire il percorso dei giovani in servizio civile con gli anziani. Molte sono le persone che necessitano di compagnia perch\u00e9 non hanno familiari o, se li hanno, non sono disponibili; altre sono affette da malattie gravi come il Parkinson e l&#8217;Alzheimer e, quindi, sono proprio i familiari che si occupano di fare loro assistenza ad avere bisogno di una mano. In queste contesto sono molte le attivit\u00e0 che i ragazzi del servizio civile mettono in atto per poter aiutare queste persone e migliorare la loro qualit\u00e0 di vita. In alcuni casi si fa semplicemente ascolto e condivisione presso il domicilio dell&#8217;assistito.<br \/>\nPer una persona sola, 24 ore da trascorrere sono tante ed una semplice chiacchierata o una partita a carte possono fare la differenza. In altri casi, quando le persone prese in carico non sono auto munite, vengono accompagnate, con un&#8217;auto messa a disposizione, a fare spesa, al mercato, al poliambulatorio o all&#8217;ospedale oppure dal medico condotto. Nel caso di persone non autosufficienti si aiutano i familiari nello svolgimento delle quotidiane attivit\u00e0 di assistenza.<br \/>\nI casi sono, quindi, molto vari poich\u00e9, nel possibile, si cerca di inserire nel progetto tutti coloro che si trovano nelle condizioni appena descritte e a volte le malattie gravi colpiscono anche persone con un&#8217;et\u00e0 inferiore ai 65 anni. Per portare avanti questo progetto c&#8217;\u00e8 bisogno costantemente di nuovi ragazzi pronti a mettersi in gioco. Non \u00e8 facile gestire tutte le situazioni e le varie problematiche, ma nel momento in cui ti vedi riconosciuto il tuo contributo, perch\u00e9 la gente ti apprezza, si trova bene con te, riesci a donargli un sorriso e ti dicono che ti vogliono bene, allora \u00e8 proprio l\u00ec che pensi che ne \u00e8 valsa la pena. \u2022<br \/>\nLucrezia Pomili<\/p>\n<p><em>La mia esperienza al servizio civile al Ponte \u00e8 utile poich\u00e9 serve a responsabilizzare l&#8217;anima verso le persone disagiate della nostra societ\u00e0. Io penso che sia utile anche a livello di crescita personale e ad apprezzare ci\u00f2 che si fa, migliorare l&#8217;ascolto e l&#8217;altruismo verso gli altri. Oltre a ci\u00f2, \u00e8 un insegnamento utile per se stessi a dare il massimo nella vita, a non buttarsi gi\u00f9, a rialzarsi sempre e a non prendere strade sbagliate, ovvero ti insegna che basta veramente poco a finire come ospite della Caritas. Oltre a questo l&#8217;esperienza del Ponte \u00e8 un tipo di lavoro fisico, aumenta la tua capacit\u00e0 di fare le cose pratiche, \u00e8 utile a chi vuole fare un tipo di lavoro fisico e manuale ed aumentare la tua capacit\u00e0 di gestire la vita. Non \u00e8 sempre facile, a volte poich\u00e9 ci sono persone che, nonostante fai qualcosa per loro, ti rispondono male e molte volte bisogna avere carattere ma anche rispetto. La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che questa esperienza \u00e8 un&#8217;introduzione nel mondo del lavoro, facile o difficile che sia.<\/em><br \/>\n<em>Lorenzo<\/em><\/p>\n<p><em>Per me l&#8217;esperienza in Caritas \u00e8 un insegnamento a dare il massimo nella vita ed evitare di prendere strade sbagliate. Oltre a ci\u00f2, serve a migliorare i miei punti deboli.<\/em><br \/>\n<em>Lorenzo<\/em><\/p>\n<p><em>Mi sento accolta in un ambiente familiare dai responsabili e dagli ospiti e, in particolare, da questi ultimi ricevo insegnamenti, pacche sulle spalle e lezioni di vita. Anche la persona pi\u00f9 in difficolt\u00e0 ha qualcosa da donare con semplicit\u00e0 ed efficacia e il messggio che mi arriva \u00e8 che anche la mano che tende aiuto riceve tanto, forse pi\u00f9 di quello che offre. Questo per me \u00e8 appagante, commovente e crea beneficio per un&#8217;esperienza che ha valore inestimabile e impagabile<\/em><br \/>\n<em>Silvia<\/em><\/p>\n<p><em>Il parco&#8230;i giochi&#8230;le foglie per terra \/ \u00e8 il mio primo giorno di servizio civile e ho un \u201cfriccicorio\u201d allo stomaco&#8230; \/ Il parco&#8230; i giochi&#8230;un po&#8217; meno le foglie per terra \/ e i 15 bambini davanti la porta che aspettano te, \/ per dirti che hanno preso 6 all&#8217;interrogazione, \/ che la maestra gli ha dato tanti compiti, che vogliono giocare e allora apri la porta e \/ nonostante, a volte, la stanchezza e \/ le arrabbiature&#8230; ti siedi e si ricomincia&#8230; \/ &#8230;alfabeto, numeri&#8230; giochi. \/ Sono le sette ed \u00e8 ora di andare a casa con gioia.<\/em><br \/>\n<em>Chiara <\/em><\/p>\n<p><em>Quando sono andato al Samaritano quella mattina, neanche avevamo aperto la porta e gi\u00e0 una signora era l\u00ec ad aspettarci. Capelli raccolti, un po&#8217; triste in viso. Le abbiamo chiesto di attendere qualche minuto per darci tempo di aprire i vari terminali. Una volta entrata in ufficio, era chiara la sua vergogna e il suo senso di disagio: sia lei che il marito disoccupati, con una figlia a carico e le bollette da pagare. Mai si sarebbe aspettata di dover ricorrere ad una onlus. Il suo problema, quella mattina, erano le medicine per una bambina malata e dopo averci raccontato questo \u00e8 scoppiata in lacrime e non sapevamo come consolarla. Fortunatamente qui al Samaritano una farmacia del paese ci mette a disposizione dei buoni-medicina per casi come il suo, le abbiamo chiesto nello specifico di quale farmacoavesse bisogno, poi abbiamo chiamato la farmacia e ci siamo fatti dire l&#8217;importo ed effettivamente si trattava di una bella cifra. Ha continuato a parlare di quanto fosse triste e di come le cose in Italia non stanno andando per il verso giusto. Abbiamo cercato perci\u00f2 di tirarle su il morale dicendole che, finch\u00e9 avr\u00e0 bisogno, penseremo noi ai suoi viveri e che suo figlio con queste medicine torner\u00e0 a stare meglio. Dopo aver fatto qualche risata con i nostri volontari, ed erano tutti uomini di una certa et\u00e0 a cui non manca il senso dell&#8217;umorismo, se ne \u00e8 andata via con il sorriso sulle labbra. Queste sono le giornate per cui mi piace lavorare qui.\u00a0<\/em><br \/>\n<em>Francesco<\/em><\/p>\n<p><em>La Caritas la vedo come una grande famiglia, perch\u00e9, \u00e8 vero, al Ponte a Fermo, le persone vengono solo per mangiare, ma questo non basta. Bisogna trattarle bene, perch\u00e9 se ci si sente accolti come in famiglia, si vive bene. <\/em><br \/>\n<em>Sono stato felice di essere stato preso e di aver fatto questa scelta. Mi sono sentito accolto io per primo. So che mi aiuter\u00e0, non solo momentaneamente, ma anche in futuro, professionalmente, a trovare un buon lavoro.<\/em><br \/>\n<em>Suleman <\/em><\/p>\n<p><em>Ho conosciuto il Servizio Civile per caso ed in tarda et\u00e0. Avvicinarmi al mondo del volontariato per me non \u00e8 stato scontato ma decisi di mettermi alla prova, di conoscermi e di farmi conoscere. Sono riconoscente dell\u2019esperienza che mi \u00e8 stato offerto di fare e sento di avere ampliato il mio bagaglio personale. Ho avuto modo di supportare gli operatori in molte attivit\u00e0 e servizi svolti dalla Caritas di Fermo, ho incontrato gente, ascoltato le loro storie, ho teso verso di loro la mia mano e mi sono sentita gratificata per questo. La mia prospettiva si allarga ogni giorno di pi\u00f9 e, per queste ragioni, sento di poter affermare che il Servizio Civile \u00e8 un\u2019esperienza di crescita positiva che ricorder\u00f2 per sempre.<\/em><br \/>\n<em>In questo momento mi trovo al 50% del mio percorso in Caritas, il tempo \u00e8 volato, e la mia speranza ed il mio augurio per la persona che occuper\u00e0 il mio posto l\u2019anno prossimo sono che egli possa provare e vivere ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a me.<\/em><br \/>\n<em>Greta <\/em><\/p>\n<p><em>Per me il servizio civile \u00e8 stato uno strumento per conoscere tante persone della mia comunit\u00e0, di ogni genere ed et\u00e0 ,che pian piano mi hanno dato modo di apprendere le loro situazioni familiari o personali. Il Servizio Civile mi ha insegnato a relazionarmi in modo diverso con le persone a seconda di chi avevo di fronte, e, quindi, a sviluppare capacit\u00e0 che non pensavo di avere.<\/em><br \/>\n<em>Questa esperienza mi ha anche dato l\u2019opportunit\u00e0 di collaborare con tanti ragazzi che, avendo fatto la mia stessa scelta, certamente con motivazioni diverse, hanno, come me, lo scopo di lasciare nel mondo una piccola impronta di s\u00e9 con gesti di carit\u00e0 verso il prossimo. Tra questi, ho incontrato persone che sono diventate molto speciali per me, perch\u00e9 mi hanno cambiato in meglio la vita, allargando i miei orizzonti. Senza questa esperienza non avrei mai potuto incontrare persone cos\u00ec preziose.<\/em><br \/>\n<em>Emanuele<\/em><\/p>\n<p><em>Mi chiamo Mattia, ho 28 anni e svolgo il progetto \u201cAscolto e condivisione 2 &#8211; Fermo\u201d presso la sede Caritas di Civitanova Marche, insieme ad altri due ragazzi, Silvia ed Erik.\u00a0 Dopo una settimana di formazione nella sede Caritas di Fermo, abbiamo preso ufficialmente servizio il giorno 18 ottobre 2017. Sin da subito mi sono reso disponibile per tutti i vari servizi svolti in sede (CdA, distribuzione viveri\/vestiario, accoglienza per il pranzo e per la cena), tranne il servizio notturno, che non \u00e8 previsto nel contratto del S.C. Inizialmente ci sono state delle piccole difficolt\u00e0, dovute al fatto che io e miei compagni, in accordo con il nostro OLP e i responsabili dei vari ambiti, dovevamo accordarci sugli orari, le turnazioni e i servizi da svolgere. Tuttavia, venendoci incontro l\u2019uno con l\u2019altro, siamo riusciti a trovare un orario che soddisfacesse le esigenze di ognuno. Nei primi giorni di servizio, la mattina, andavo, accompagnato da un altro volontario, a ritirare la frutta e la verdura all\u2019 IPER di Civitanova. Dopo alcuni giorni, vista la necessit\u00e0 di una presenza fissa al mattino per l\u2019accoglienza a mensa, sono stato incaricato a svolgere questo tipo di mansione (che tuttora svolgo) tutte le mattine, dal luned\u00ec al venerd\u00ec. Oltre all\u2019accoglienza per il pranzo, il marted\u00ec e il venerd\u00ec pomeriggio svolgo il servizio di distribuzione alimenti\/vestiario, mentre il mercoled\u00ec e il gioved\u00ec mi sono reso disponibile anche per l\u2019accoglienza serale (18.30\/21.30). <\/em><br \/>\n<em>Per quello che mi riguarda, cerco sempre di mantenermi calmo e paziente (questo grazie anche agli insegnamenti e ai consigli del nostro OLP), anche se ultimamente un po\u2019 di stress e di pesantezza iniziano a farsi sentire. Cerco sempre, nei limiti delle mie capacit\u00e0, di testimoniare la carit\u00e0 di Cristo cercando di essere gentile e disponibile con tutti.\u00a0Posso ritenermi soddisfatto del servizio che svolgo e posso tranquillamente affermare che fare volontariato in Caritas \u00e8 una vera e propria \u201cscuola di vita\u201d. Sono contento della fiducia e della stima che i miei compagni, il mio OLP e i responsabili mi dimostrano: questo mi sta aiutando molto nella mia crescita personale e mi sta rendendo una persona pi\u00f9 matura, pi\u00f9 consapevole e pi\u00f9 responsabile e sono convinto che questa esperienza mi sar\u00e0 molto utile per mio futuro. <\/em><br \/>\n<em>Mattia<\/em><\/p>\n<p><em>Sono una delle due ragazze al servizio civile di Montecosaro, che seguono il progetto \u201ccon gli anziani\u201d della Caritas di Fermo. Ad oggi i dati riportano che nel nostro Comune abitano all&#8217;incirca 688 anziani sopra i 75 anni. Noi siamo a diretto contatto con una ventina di questi, che richiedono aiuto per assistenza e vicinanza, poich\u00e9 a volte sono soli e non sempre autosufficienti. Quindi solitamente siamo con loro per tenere compagnia, aiutarli in semplici mansioni domestiche e anche accompagnarli fuori per la spesa o una visita, grazie alla disponibilit\u00e0 di un mezzo dell&#8217;oratorio. Ci prendiamo anche cura della nostra sede, dove si possono richiedere beni di prima necessit\u00e0 (alimenti,abbigliamento e giochi per bambini) e consulenza per i pi\u00f9 bisognosi grazie al contributo di altri volontari della Caritas. E&#8217; qui che una volta a settimana invitiamo i nostri anziani a radunarsi per recitare il rosario e svolgere attivit\u00e0 ludiche. Lavoriamo a contatto anche con la struttura riabilitativa del Santo Stefano di Montecosaro, dove prestiamo servizio un giorno alla settimana. Proprio qui, sotto Natale, abbiamo organizzato insieme agli operatori una festa con karaoke ed aperitivo a cui hanno partecipato in molti. Anche se non si pu\u00f2 arrivare a tutti coloro che avrebbero bisogno di una mano, \u00e8 una soddisfazione vedere come migliora la qualit\u00e0 della vita di queste persone con il nostro intervento. Nel complesso, vivo un&#8217;esperienza formativa oltre che socialmente utile. \u2022<\/em><br \/>\n<em>Noemi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre progetti per venti giovani: con i minori; a fianco degli anziani; a sostegno delle povert\u00e0 A fronte di una popolazione di 10239 abitanti, il Comune di Morrovalle, situato nella provincia di Macerata, presentava nel 2017 un numero di abitanti over 65 pari a 2559, una percentuale pari al 21%. 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