{"id":7125,"date":"2018-05-22T13:30:56","date_gmt":"2018-05-22T11:30:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7125"},"modified":"2018-05-22T09:27:44","modified_gmt":"2018-05-22T07:27:44","slug":"italiani-furbi-fatti-fessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/05\/italiani-furbi-fatti-fessi\/","title":{"rendered":"Italiani: furbi fatti fessi"},"content":{"rendered":"<h2>Governano i peggiori. I migliori non assumono responsabilit\u00e0<\/h2>\n<p>&#8220;Nei giorni che passammo a fianco degli alpini, mi fu possibile osservarne ancora una volta il costume e lo stile di vita. Erano uomini d\u2019una semplicit\u00e0 tale che io \u2013 anche se la conoscevo ed amavo \u2013 avevo in realt\u00e0 dimenticato che esistesse tuttora sulla terra. Fra loro il s\u00ec era s\u00ec, il no era no, ed era ignoto il nervosismo petulante dei raggiri e il doppio senso. Delle gesta da epopea che avevano compiuto, parlavano di raro, quasi solo per trarne qualche giudizioso insegnamento. Ma un tempo in cui, essendo l\u2019Italia nella cattiva fortuna, tutti gli sciocchi esaltavano i vincitori e ogni loro cosa, oro e orpelli, questo soldati mantenevano, senza alcuna iattanza, una fiducia in se stessi che sapeva della pietra. Non ero il solo ad osservarli: mi accorsi che anche Can\u00e8r ogni tanto li studiava in silenzio. Ricordo una sua osservazione, un giorno in cui, scopertolo in tale atteggiamento, lo avevo approvato con un sorriso: Magari tutti gli Italiani fossero cos\u00ec, invece di fare sempre i furbi, e di spendere tanta parte delle loro energie nel fare fesso il prossimo. La nostra professione nazionale, per la quale, a turno, ognuno di noi viene e essere, prima o poi, un fatto fesso. Aveva tentennato la testa. Un\u2019intera nazione di furbi fatti fessi! Ci aveva mai pensato, signor tenente? (Eugenio Corti, Gli ultimi soldati del re, pag. 205).<br \/>\nIl Corpo Italiano di Liberazione, di cui Eugenio Corti faceva parte quale tenente d\u2019artiglieria, stava risalendo la penisola assieme agli anglo americani e al secondo Corpo D\u2019Armata polacco del generale Wladyslaw Anders, spingendo i tedeschi sempre pi\u00f9 verso la Linea Gotica, dove i soldati del Terzo Reich avrebbero resistito fino alla primavera del 1945. Superata Filottrano, dopo un\u2019aspra battaglia contro i tedeschi, il fronte si attesta sopra \u201cL\u2019erto paese di Barbara\u201d, dove sono di stanza \u201cGli alpini del battaglione Monte Granero\u201d. Nei momenti in cui la battaglia contro i tedeschi registrava qualche pausa, lo scrittore brianzolo non disdegnava di annotare qualche riflessione valida anche oggi. Eugenio Corti, nel piccolo paese della provincia di Ancona, era distaccato presso l\u2019osservatorio Caterina, un nome in codice. Can\u00e8r di cui si parla nel testo \u00e8 il gigantesco sergente inquadrato nel Raggruppamento Folgore, divisione Nembo. Cadr\u00e0 vittima della burocratica meschinit\u00e0 dei comandanti.<br \/>\nGovernano i peggiori? Scrive Piero Stefani: \u201cUn dramma della politica \u00e8 che non si pu\u00f2 fare a meno del governo; eppure, di frequente, il potere cade nelle mani dei peggiori; ci\u00f2 avviene anche perch\u00e9 i migliori rifiutano di assumere le responsabilit\u00e0 pubbliche che a loro competerebbero. Il discorso per\u00f2 \u00e8 meno schematico di quanto non appaia. Lo \u00e8 se si tiene conto della motivazione espressa dagli alberi fruttiferi, i quali concordemente sostengono di rinunciare alla carica perch\u00e9 la sua assunzione impedirebbe loro di produrre frutti\u201d. Continua ancora nello stesso articolo ampio e ricco con riferimenti a pagine bibliche di rara bellezza: \u201cOggi constatiamo il rifiuto di darsi alla politica da parte di coloro che producono frutti nella societ\u00e0 (ulivo, fico, vite), dall\u2019altro registriamo la volont\u00e0 di occupare quel posto a opera di coloro che sono improduttivi sul piano economico e culturale (rovo) (Piero Stefani, www.retesicomoro.it venerd\u00ec 4 maggio 2018).<br \/>\nLa furbizia \u00e8 entrata oggi nel patrimonio genetico dell\u2019italiano medio. In un mondo dominato dai furbi, occorre, dicono molti, per fortuna non tutti, farsi furbo e questo \u00e8 evidente in tutti i segmenti della societ\u00e0. Si ha paura del diverso per provenienza geografica, religione e cultura. Spunta subito chi promette di risolvere in ventiquattro ore il problema dell\u2019immigrazione clandestina e non. Nella scuola, ambiente che conosco abbastanza bene, dopo gli entusiasmi degli inizi, trovavo che ognuno si ripiegava su se stesso, dicendo chiaramente che la professione gli aveva insegnato ad essere furbo. \u201cI care\u201d, scrivevano i ragazzi di Barbiana. Era il motto intraducibile dei giovani americani migliori. Mi sta a cuore, m\u2019importa, mi preme. L\u2019esatto opposto del motto fascista &#8220;Me ne frego&#8221;. Tanti avevano sostituito questo credo pedagogico con \u201cNon me ne po\u2019 freg\u00e0 de meno\u201d. E a dirlo erano docenti che dichiaravano di essere progressisti e di sinistra. Gli alunni non meritavano niente i genitori ancora meno. La scuola che dovrebbe essere il luogo privilegiato per invitare l\u2019alunno alla consapevolezza delle scelte, diventava invece un contenitore vuoto riempito dal nulla. La deriva in cui versa oggi la scuola \u00e8 figlia di questo passato non lontano.<br \/>\nNella vita quotidiana capita a volte di essere spettatori di un quadretto come questo riportato. Capelli brizzolati, pantaloni bianchi sportivi, camicia bleu scuro a maniche lunghe, golfino di colore grigio sporco buttato sulle spalle, annodato sul davanti, scarpe giovanili completano il tutto. Gli manca soltanto un bel bastone da passeggio. Sarebbe il perfetto lord inglese. Porta a spasso un bel cane dal pelo quasi rossiccio e con un nome di un eroe d\u2019altri tempi. Un bel quadretto di vita quotidiana in una delle tante strade, affiancate da un bel marciapiede e da una striscia di terra di lato. Il cane, come \u00e8 giusto che sia, fa la cacca. Il galateo, legge mondana, la chiamerebbe escrementi. Incroci con lo sguardo il signore. Non si scompone affatto. Non si piega minimamente a raccogliere nulla. Se sapesse, lo farebbe il cane direttamente. Eppure ci vorrebbe poco per considerare marciapiedi, aiuole e strade come l\u2019arredo urbano di una cittadina che \u00e8 di tutti.<br \/>\nLa furbizia ha la meglio su tutto. Alla larga quindi del bene comune e di quant\u2019altro.<br \/>\nLa furbizia \u00e8 propria di chi \u00e8 accorto nel fare il proprio tornaconto, nell\u2019evitare di cadere in inganni e tranelli e nel cavarsela da situazioni imbrogliate. Questa \u00e8 la definizione data dal vocabolario. Indubbiamente, il termine non ha solo una valenza negativa. L\u2019esatto contrario della furbizia \u00e8 la genuinit\u00e0 e la sincerit\u00e0. Qualcuno si spinge oltre e individua nella dabbenaggine, nella sciocchezza e nella stupidit\u00e0 il contrario della furbizia. La vita non insegna a tutti le stesse cose. Proprio perch\u00e9 non si vuole passare per stupidi, si diventa furbi. Ci sono comunque anche qui dei paletti di confine: Sunt denique certi fines quos ultra citraque nequit consistere rectum (Q. Orazio Flacco). C\u2019\u00e8 una misura nelle cose; vi sono determinati confini, al di l\u00e0 e al di qua dei quali non pu\u00f2 esservi il giusto. La bont\u00e0 non va scambiata per dabbenaggine n\u00e9 il bravo e il buono \u00e8 lo stupido di turno. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Governano i peggiori. I migliori non assumono responsabilit\u00e0 &#8220;Nei giorni che passammo a fianco degli alpini, mi fu possibile osservarne ancora una volta il costume e lo stile di vita. Erano uomini d\u2019una semplicit\u00e0 tale che io \u2013 anche se la conoscevo ed amavo \u2013 avevo in realt\u00e0 dimenticato che esistesse tuttora sulla terra. 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