{"id":7122,"date":"2018-05-22T13:00:15","date_gmt":"2018-05-22T11:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7122"},"modified":"2018-05-22T09:25:38","modified_gmt":"2018-05-22T07:25:38","slug":"quando-il-giornalista-e-solo-un-egoista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/05\/quando-il-giornalista-e-solo-un-egoista\/","title":{"rendered":"Quando il giornalista \u00e8 solo un egoista"},"content":{"rendered":"<h2>Quello che ama lo scoop ad ogni costo \u00e8 il tipo pi\u00f9 pericoloso<\/h2>\n<p>Italia: terra di opportunisti e approfittatori. Ad alimentare la brutta nomina internazionale contribuiscono anche i &#8216;furbetti del taccuino&#8217;. I giornalisti, infatti, non solo narrano e denunciano il vizio, ma spesso anche loro cadono in tentazione e lo praticano con altrettanta disinvoltura.<br \/>\nLe &#8216;pecore nere&#8217; della categoria iniziano a dilettarsi nel malvezzo al momento di intraprendere la carriera, quando anche loro sfruttano l&#8217;amicizia o la mitica raccomandazione per strappare il primo contratto al direttore. Alcuni lo fanno perch\u00e9 costretti dopo aver inutilmente atteso per anni l&#8217;assunzione, i pi\u00f9 perch\u00e9 la scorciatoia evita il precariato e l&#8217;abusivismo, particolarmente in voga nel giornalismo, dove il confine tra gavetta e sfruttamento \u00e8 molto incerto.<br \/>\nUna volta iniziata la professione, le furberie continuano e il campionario \u00e8 abbastanza ampio: ci sono i &#8216;lecchini&#8217; del potere, che si prostrano e lodano a dismisura chiunque (specie il politico) occupa un posto di comando ; i &#8216;signors\u00ec&#8217; che eseguono anche o pi\u00f9 strambalati ordini dei caposervizio, caporedattori, vice direttori e direttori in modo da vedersi assegnati gli articoli pi\u00f9 importanti; i &#8216;carrieristi&#8217; che, sapendo di soccombere con i colleghi sul piano delle capacit\u00e0 professionali, li stroncano con le maldicenze e le dicerie (fake news da sempre esistite); gli &#8216;scooppisti&#8217; che passano sopra anche al cadavere delle proprie madri pur di avere o dare la cosiddetta esclusiva.<br \/>\nDi tutti i &#8216;furbetti del taccuino&#8217; quest&#8217;ultimi sono senz&#8217;altro i pi\u00f9 pericolosi perch\u00e9 se ne fregano del rispetto altrui e magari pubblicano la notizia di un decesso quando ancora i familiari non sono stati avvertiti o infrangono il dolore privato spiaccicando telecamere e microfoni in faccia a parenti che in quel momento vorrebbero solo un po&#8217; di privacy e di rispetto. Gli &#8216;scooppisti&#8217; poi a volte non rispettano leggi o regole o buonsenso, si rimangiano la parola data e pubblicano anche quando si sono impegnati a non farlo con la scusa della ricerca della verit\u00e0. Quelli che sono diventati poi &#8216;scooppisti-dipendenti&#8217; si mostrano disposti a tutto e nel periodo di massima astinenza arrivano a praticare il grave reato di inventarsi una notizia. Per fortuna per\u00f2 la maggior parte dei giornalisti non fa parte della categoria dei &#8216;furbetti del taccuino&#8217; o quanto meno ci sono quelli che si ingegnano e lo diventano a fin di bene, come i fotografi, meglio conosciuti come &#8216;paparazzi&#8217;, che magari affittano un elicottero per sorvolare una villa vip e immortalano dall&#8217;alto sposi e invitati di un matrimonio esclusivo, giustificandosi con semplicit\u00e0: &#8220;Se sono celebrit\u00e0 non possono celebrarlo di nascosto&#8221;. Che furbetti. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che ama lo scoop ad ogni costo \u00e8 il tipo pi\u00f9 pericoloso Italia: terra di opportunisti e approfittatori. Ad alimentare la brutta nomina internazionale contribuiscono anche i &#8216;furbetti del taccuino&#8217;. I giornalisti, infatti, non solo narrano e denunciano il vizio, ma spesso anche loro cadono in tentazione e lo praticano con altrettanta disinvoltura. 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