{"id":7009,"date":"2018-04-28T12:00:10","date_gmt":"2018-04-28T10:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7009"},"modified":"2024-11-06T16:53:48","modified_gmt":"2024-11-06T15:53:48","slug":"elogio-del-latino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/04\/elogio-del-latino\/","title":{"rendered":"Elogio del latino"},"content":{"rendered":"<h2>La lingua di Cicerone educa al rispetto delle sequenze temporali<\/h2>\n<p>Sono stato sempre innamorato della lingua latina, consapevole per averla scavata in profondit\u00e0 della sua importanza, in particolare\u00a0 dal punto di visto logico-educativo. Matrice dell&#8217;idioma che oggi parliamo, in realt\u00e0 bistrattato a causa dell&#8217;emergere del fenomeno inarrestabile di contrazione di fonemi che &#8211; in ossequio al diktat informatico &#8211; \u00e8 figlio della cultura della velocit\u00e0, ricordo i compiti che svolgevo a casa, aiutato da mia mamma, anche lei innamorata della lingua di Cicerone, i consigli, le correzioni. E i giudizi a pieni voti sui compiti in classe. Purtroppo, da qualche tempo pare che la sua importanza sia scemata, e da pi\u00f9 parti si \u00e8 levato un coro distonico secondo il quale la cosiddetta lingua morta non servirebbe a nulla, nemmeno a sistemare i paletti della logica, che sono essenziali per un ragionamento chiaro e coerente. In linea con l&#8217;opinione del Prof. Dionigi, il latino \u00e8, al contrario, pi\u00f9 vivo e attuale che mai.<br \/>\nBasti pensare che, dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, la capitale francese ha deciso di dar voce al proprio dolore e alla propria forza attraverso le parole: Fluctuat nec mergitur &#8211; la nave \u201c\u00e8 sbattuta dalle onde ma non affonda\u201d.<br \/>\nL&#8217;equivalente del Frangar, non flectar, \u201cmi spezzer\u00f2 ma non mi piegher\u00f2\u201d. L&#8217;emerito precettore ha, giustamente, parlato di un \u201cproblema didattico di fondo\u201d e della necessit\u00e0 di coniugare il passato, rappresentato dal policromo e multiverso patrimonio culturale che gli Antichi ci hanno lasciato in eredit\u00e0, con il presente. Insomma, lo studio del latino va ben oltre le declinazioni e i tempi verbali, e-duca (in questo contesto,\u00a0apre la mente per poter vedere la realt\u00e0 da un\u2019altra prospettiva), attraverso il pensiero di uomini illustri, grandi pensatori e politici, mentori e compagni di viaggio.<br \/>\nNella sua eleganza e nelle sue regole grammaticali, riesce a creare un equilibrio di tanti piccoli elementi che, combinati, formano un meccanismo perfetto. Come i tasselli di un puzzle che si incastrano tra di loro, del quale, una volta completato, \u00e8 possibile cogliere il messaggio.<br \/>\nLa parola \u201cdesiderio\u201d nasce dal latino \u201cde\u201d, complemento di distanza, e dal termine sidus-eris, stella. Desiderare significa quindi \u201cassenza di stelle\u201d, nostalgia di qualcosa che si \u00e8 conosciuto e che si cerca di ritrovare.<br \/>\n\u201cNell\u2019antica Roma \u2013 continua il Prof. Dionigi \u2013 tutto era all\u2019insegna del tempo, mentre oggi sembra che il senso del tempo si sia completamente perso\u201d, trascinandoci in un indistinto piatto, prono al verbo dei mezzi di comunicazione e della rete che tutto invischia, catturandoci come mosche.<br \/>\nQuesto, oltra a farci perdere il senso della temporalit\u00e0, non induce a riflettere che, per capire dove stiamo andando, \u00e8 importante guardare da dove (unde) veniamo.<br \/>\nEd \u00e8 proprio il bisogno di ritrovare il \u201cdesiderio\u201d di non abbandonare le nostre radici il \u201cdato\u201d su cui poggia il certamen latinum Firmanum \u201cV. Tosco\u201d, che ha visto salire sul podio tre giovani latinisti marchigiani.<br \/>\nMi piace concludere sottolineando che il latino \u00e8 una lingua pratica, icastica (per fare un esempio, medio tempore \u00e8 un sintagma che sostituisce un&#8217;espressione della lingua italiana di una decina di parole all&#8217;incirca) a differenza del greco antico, la lingua artistica per antonomasia.<br \/>\nA ci\u00f2 si inanella la vulgata dialettale, che attinge a piene mani dalla lingua dei nostri padri, ed \u00e8 particolarmente marcata nel territorio fermano e nel maceratese, conservando un valore in s\u00e9, ma anche come custode della Storia. Fidatevi: ne \u00e8 valsa la pena studiare il latino, ma soprattutto amarne la voce. \u2022<br \/>\n* alias Jeff Qohelet<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lingua di Cicerone educa al rispetto delle sequenze temporali Sono stato sempre innamorato della lingua latina, consapevole per averla scavata in profondit\u00e0 della sua importanza, in particolare\u00a0 dal punto di visto logico-educativo. 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