{"id":6988,"date":"2018-04-26T14:00:23","date_gmt":"2018-04-26T12:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6988"},"modified":"2024-11-06T17:25:41","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:41","slug":"va-dove-ti-porta-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/04\/va-dove-ti-porta-dio\/","title":{"rendered":"V\u00e0 dove ti porta Dio"},"content":{"rendered":"<h2>22 aprile: Giornata delle vocazioni. Intervista a don Gianola<\/h2>\n<p>Per il direttore dell&#8217;Ufficio nazionale Cei per la pastorale delle vocazioni, don Michele Gianola, &#8220;la vocazione ha a che fare con la vita, e la vita non risponde alle logiche della tecnica. Non ci sono strategie da attuare, problemi da risolvere, non dal punto di vista ingegneristico, non \u00e8 cos\u00ec che si trasmette la vita&#8221;. E ancora: &#8220;Il celibato \u00e8 prezioso per la vita della Chiesa ed ha un annuncio da portare a chi vive nel matrimonio, la vita consacrata \u00e8 segno importante per chi vive il ministero o il laicato, la vocazione femminile lascia emergere alcuni tratti tipici a servizio del maschile e viceversa&#8221;<br \/>\nUn invito a leggere il messaggio di Papa Francesco, scritto per la 55\u00aa Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni (Gmpv), a pregare insieme e a partecipare alle tante iniziative programmate per domenica 22 aprile.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 stato scelto lo slogan \u201cDammi un cuore che ascolta\u201d?<\/strong><br \/>\nLo \u00e8 stato fatto in stretta consonanza con la prospettiva del Sinodo dei Vescovi: \u201cI giovani, la fede e il discernimento vocazionale\u201d \u00e8 il duplice invito per la preghiera di oggi. La richiesta che Salomone rivolge in sogno a YHWH \u00e8 una parola che ogni giovane in discernimento vocazionale pu\u00f2 desiderare di avere sulle labbra.<br \/>\nLa scelta di vita, infatti, si realizza nell\u2019ascolto del proprio cuore, alla ricerca dei desideri pi\u00f9 veri e profondi che il Padre stesso vi ha nascosto, perch\u00e9 la sua volont\u00e0 sia anche la nostra.<br \/>\nSi realizza nell\u2019ascolto della propria storia, in quel quotidiano mai banale che diventa lo spazio reale dell\u2019incontro con il Signore. Si realizza nell\u2019ascolto della Parola che svela passo dopo passo la nostra identit\u00e0 pi\u00f9 vera, la nostra volont\u00e0 pi\u00f9 profonda, la nostra vocazione. Ma la medesima preghiera pu\u00f2 abitare anche la voce di chi accompagna ogni discernimento vocazionale. Un cuore che ascolta il racconto di un giovane o una giovane alla ricerca dell\u2019orientamento da dare alla propria libert\u00e0 per tutta la vita \u00e8 come un orecchio teso a riconoscere tutte le sfumature dell\u2019azione dello Spirito che plasma pensieri, sentimenti e azioni nel progressivo compimento dell\u2019opera pi\u00f9 importante della vita, la costruzione della vita stessa perch\u00e9 sia \u201csprecata\u201d insieme al Figlio per la vita del mondo.<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi dieci anni rilevati, si \u00e8 registrata una flessione dei seminaristi a livello nazionale di circa il 12 per cento. Vede un\u2019inversione di tendenza all\u2019orizzonte?<\/strong><br \/>\nLa Gmpv \u00e8 un\u2019occasione annuale per la preghiera di tutta la Chiesa per tutte le vocazioni.<br \/>\nNon soltanto quelle al presbiterato ma anche alla vita consacrata maschile e femminile, al matrimonio e al laicato. Il dato della flessione del numero dei seminaristi non ci deve preoccupare, preoccuparsi non \u00e8 un modo evangelico di affrontare la vita.<br \/>\nSemmai pu\u00f2 essere ancora una volta lo stimolo perch\u00e9 ci occupiamo di coltivare il grano buono che cresce, la fecondit\u00e0 della vita e delle scelte, possiamo guardare ai giovani non in generale o come un problema ma imparare ad annunciare loro la bellezza della vita come vocazione, della scelta della sequela di Ges\u00f9, della decisione per una vita da spendere a servizio di qualcuno, nella propria missione per la vita del mondo.<br \/>\nSe prendo la prospettiva dello sguardo di Ges\u00f9 nel deserto di Samaria (Gv 4) vedo un\u2019inversione di tendenza: del suo incontro con la Samaritana egli vede la fecondit\u00e0, le messi che gi\u00e0 biondeggiano. Il grano \u00e8 maturo, la messe abbondante pu\u00f2 sorgere anche per noi, a partire da incontri veri con il Risorto, da giovani accesi che sapranno raccontare la bellezza della vita cristiana, da adulti redenti che potranno testimoniare con la vita e non solo con le parole la storia della loro Salvezza. E insieme potremo vedere il fiorire di una nuova Pentecoste, anche nella nostra chiesa occidentale, altrove gi\u00e0 si vedono frutti ulteriori.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 preoccupato del ricambio generazionale dei preti italiani?<\/strong><br \/>\nLa questione del ricambio generazionale mi sembra una questione pi\u00f9 ampia e che interessa la nostra cultura e la nostra societ\u00e0 tutta intera. Personalmente ho molta fiducia nei giovani e molta anche negli adulti e negli anziani capaci di essere padri e di introdurre le nuove generazioni alla vita e alle scelte.<br \/>\nLa vita \u00e8 fatta di passaggi di testimone e la fecondit\u00e0 della Chiesa \u00e8 favorita quando le giovani generazioni possono incontrare gli adulti di cui hanno bisogno e le generazioni pi\u00f9 adulte \u2013 pensiamo alle nostre comunit\u00e0 parrocchiali, alle case di formazione, ai seminari \u2013 imparino ad essere generative, capaci di mettere al mondo, prendersi cura e lasciare andare.<\/p>\n<p><strong>Quali strategie vuole adottare la Chiesa italiana per stimolare le vocazioni?<\/strong><br \/>\nLa vocazione ha a che fare con la vita, e la vita non risponde alle logiche della tecnica. Non ci sono strategie da attuare, problemi da risolvere, non dal punto di vista ingegneristico, non \u00e8 cos\u00ec che si trasmette la vita.<br \/>\nLa vita si trasmette attraverso l\u2019amore, fatto di gesti concreti, reali, non in teoria ma nelle connessioni che si creano tra esseri umani attraverso le Parole e i Gesti capaci di comunicare e condurre nella comunione di Dio. Nessuno da solo, tutti membra dell\u2019unico corpo che \u00e8 la Chiesa, capace di accogliere e integrare, di guarire, consolare, condurre, risvegliare, rinnovare. Le vocazioni \u2013 al matrimonio, alla vita consacrata, al ministero, al laicato \u2013 vengono tutte dall\u2019incontro con il Signore Risorto, quella \u00e8 l\u2019unica fonte.<br \/>\nLe vocazioni non possono essere stimolate dall\u2019esterno, non esiste una fecondazione artificiale, l\u2019unica loro sorgente \u00e8 divina.<br \/>\nPer questo tocca pregare, invocare lo Spirito perch\u00e9 la vita di Dio venga disseppellita dai cuori che gi\u00e0 abita, quelli di tutti gli uomini, perch\u00e9 ciascuno riconosca a cosa il Signore lo sta chiamando, per compiere la sua missione.<\/p>\n<p><strong>In tanti sostengono che le vocazioni stiano diminuendo perch\u00e9 il modello del prete cos\u00ec com\u2019\u00e8 stato costituito ormai \u00e8 superato: c\u2019\u00e8 chi invoca il matrimonio e chi collega addirittura il celibato del sacerdote alla piaga della pedofilia\u2026<\/strong><br \/>\nPersonalmente sostengo, invece, l\u2019importanza dello sguardo corale e poliedrico che mi sembra molto pi\u00f9 inerente alla Rivelazione e molto pi\u00f9 efficace per guardare la Chiesa nella bellezza e nell\u2019annuncio reciproco di ogni vocazione nei confronti dell\u2019altra.<br \/>\nIl celibato \u00e8 prezioso per la vita della Chiesa ed ha un annuncio da portare a chi vive nel matrimonio, la vita consacrata \u00e8 segno importante per chi vive il ministero o il laicato, la vocazione femminile lascia emergere alcuni tratti tipici a servizio del maschile e viceversa.<br \/>\nSoltanto nella stima e nell\u2019annuncio reciproco tra le vocazioni scorrer\u00e0 vita nuova nella Chiesa e soltanto questa vita nuova che viene dal costato aperto di Cristo guarir\u00e0 le ferite della sua Sposa, che ne deturpano il volto, che proprio non le appartengono. \u2022<\/p>\n<p>Riccardo Benotti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>22 aprile: Giornata delle vocazioni. 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