{"id":6963,"date":"2018-04-23T17:30:18","date_gmt":"2018-04-23T15:30:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6963"},"modified":"2018-04-23T15:18:33","modified_gmt":"2018-04-23T13:18:33","slug":"una-nuova-epidemia-che-nessuno-vuol-contrastare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/04\/una-nuova-epidemia-che-nessuno-vuol-contrastare\/","title":{"rendered":"Una nuova epidemia che nessuno vuol contrastare"},"content":{"rendered":"<h2>Falerone: 1770 euro la spesa pro capite in giochi di azzardo<\/h2>\n<p>Un business, una malattia, una lavatrice di denaro per criminalit\u00e0 organizzata e non solo, la causa di innumerevoli situazioni di povert\u00e0: tutto questo \u00e8 il gioco d&#8217;azzardo. In tutte le sue forme, dalla slot-machine al gratta e vinci. Dalla \u201cbolletta\u201d o \u201clegata\u201d snai, fino alla pi\u00f9 classica bisca, da qualche tempo quasi legalizzata grazie alla sempre crescente popolarit\u00e0 del Texas hold&#8217;em, una variante del poker che permette anche di giocare con soldi veri in una modalit\u00e0 denominata cash, dove le singole puntate possono raggiungere anche svariate centinaia di euro.<br \/>\nI dati che emergono sul fenomeno sono quanto mai allarmanti. L&#8217;Italia risulta infatti essere il terzo paese al mondo, e il primo in Europa, per volume di gioco d&#8217;affari. Solo nel 2016 gli italiani hanno speso in gratta e vinci e slot machines 96 miliardi di euro. A tale dato vanno aggiunte anche le giocate online che sono difficilmente conteggiabili, ma che di sicuro alzano ulteriormente il \u201cfatturato\u201d di questa piaga sociale.<br \/>\nLe agenzie di scommesse, insieme allo Stato ovviamente, sono le uniche a trarre beneficio da questo scempio. La dimostrazione di ci\u00f2 \u00e8 data dalle nuove aperture di sale slot in territori a bassa densit\u00e0 abitativa come i nostri. Basta infatti percorrere una qualsiasi statale per notare come le sale scommesse siano molto pi\u00f9 diffuse delle farmacie. Tale fenomeno ha dato vita ad una vera e propria costituzione di \u201cComuni casino\u201d; ossia comuni dove per ogni abitante vengono scommessi fino a 2000 euro. E stiamo parlando di piccoli centri dell&#8217;entroterra marchigiano, non di Venezia o Campione d&#8217;Italia, dove i dati possono essere falsati dall&#8217;affluenza di turisti italiani o stranieri non residenti in quel dato municipio.<br \/>\nPer fare alcuni esempi, la spesa pro capite per il gioco d&#8217;azzardo nel comune di Fermo \u00e8 di circa 500 euro ad abitante. 1770 nel comune di Falerone. In quello di Montegiorgio 1631. Quasi due stipendi. Una vera e propria tassa. Tali cifre, poi, non tengono conto delle giocate su eventi sportivi o dello spettacolo, ma vengono conteggiate solamente le giocate sulle slot-machines AWP e VLT. In Italia il rapporto abitanti slot \u00e8 di 143 a 1, ci\u00f2 significa che nella sola regione Marche ce ne sono circa 10mila.<br \/>\nPer conoscenza personale posso affermare che le giocate su eventi sportivi non sono di molto inferiori alle giocate su apparecchi slot. L&#8217;unica differenza sono le probabilit\u00e0 di vincita. Nelle scommesse su eventi dovrebbero essere legate alle prestazioni degli atleti o alle performances canore o interpretative (si possono infatti effettuare scommesse su manifestazioni canore come Sanremo, eventi politici come elezioni o referendum, vittoria agli oscar. Nelle slot la percentuale di denaro erogata, invece, \u00e8 una percentuale, variabile dal 50% al 70%, di quella immessa nella macchina. Ci\u00f2 significa che ogni 10 euro se ne vincono dai 5 ai 7. Ci\u00f2 per\u00f2 non sembra scoraggiare i giocatori. Anzi, l&#8217;idea di una vincita suggestiona ed abbindola sempre pi\u00f9 persone, senza distinzione di reddito ne di status sociale.<br \/>\nIl profilo del giocatore medio non ha uno stereotipo ben definito.<br \/>\nNell&#8217;immaginario collettivo possono subito tornare in mente Er Pomata e Mandrake, che nel capolavoro di Stefano Vanzina ben rappresentavano, in situazioni tragicomiche, due giocatori di cavalli incalliti che escogitavano trucchi e stratagemmi al solo fine di racimolare qualche soldo per scommettere.<br \/>\nAd oggi, per\u00f2, il profilo del giocatore tipo non risulta essere facilmente individuabile. Ci\u00f2 probabilmente a causa della trasversalit\u00e0 sociale con cui tale fenomeno si sta facendo spazio nella popolazione. Dai 18 anni in su tutti giocano. Uomini, donne, ricchi, poveri, operai, imprenditori, artigiani, insegnati, impiegati, disoccupati.<br \/>\nTutte le classi sociali sono coinvolte, ed in maniera crescente.<br \/>\nLo testimoniano anche i numeri. Secondo recenti studi, 30 milioni di italiani hanno scommesso almeno un euro in gratta e vinci o slot, e di questi si stima che tra i 4 ed i 5 milioni di cittadini italiani giochino somme considerate \u201cimportanti\u201d rispetto alle loro possibilit\u00e0 economiche. Nel 2017, le persone seguite da strutture specializzate per la cura del gioco d&#8217;azzardo si aggirano intorno alle 200mila. Numeri impressionanti, simili a quelli di un&#8217;epidemia. Se per\u00f2, nei confronti delle epidemie batteriologiche c&#8217;\u00e8 la volont\u00e0 di tutti di arginarle e di debellarle, in quello delle ludopatie c&#8217;\u00e8, invece, la tendenza \u00e8 di favorirla. Si stimano intorno ai 25 miliardi annui gli introiti diretti dello Stato, che, di conseguenza, ha pochissimo interesse a contrastare la diffusione delle agenzie di scommesse.<br \/>\n\u00c8 impensabile, quindi, che possa giungere dallo Stato la spinta decisiva ad arrestare o quantomeno arginare tale fenomeno.<br \/>\nFinora l&#8217;unica istituzione che ha cercato seriamente di contrastare tale scempio \u00e8 stata la Regione Umbria. Dallo scorso settembre ha intrapreso una campagna di sensibilizzazione, prevenzione, lotta integrata al gioco, favorendo i comportamenti virtuosi, come ad esempio sgravi fiscali per chi decide di rimuovere le slot dal proprio locale, fornendo alternative come attivit\u00e0 sportive, ludiche o video-ludiche.<br \/>\nE soprattutto facendo prevenzione attraverso l&#8217;educazione.<br \/>\nOltre al caso umbro, rarissimi sono i casi in cui un&#8217;istituzione intraprende attivit\u00e0 di \u201clotta\u201d, se cos\u00ec la si pu\u00f2 chiamare, nei confronti del gioco d&#8217;azzardo legalizzato.<br \/>\nLe uniche iniziative che si segnalano, o che comunque vengono portate avanti quotidianamente, sono quelle individuali o di associazioni spontanee che tentano di sensibilizzare la popolazione facendo luce sul problema.<br \/>\nSono pochi, ma ci sono, i bar che decidono di togliere, rinunciando anche ad importanti profitti dal 5% al 7,8% delle giocate, le slot a seguito delle numerose storie di persone cadute in disgrazia a causa del gioco. \u2022<\/p>\n<p>Daniele Chiacchiera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Falerone: 1770 euro la spesa pro capite in giochi di azzardo Un business, una malattia, una lavatrice di denaro per criminalit\u00e0 organizzata e non solo, la causa di innumerevoli situazioni di povert\u00e0: tutto questo \u00e8 il gioco d&#8217;azzardo. In tutte le sue forme, dalla slot-machine al gratta e vinci. Dalla \u201cbolletta\u201d o \u201clegata\u201d snai, fino &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":6964,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4],"tags":[1983,60,1981,1800,1980],"class_list":["post-6963","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-primo-piano","tag-daniele-chiacchiera","tag-falerone","tag-gioco-dazzardo","tag-ludopatia","tag-numero-8-2018"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/140312-0122.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1Oj","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6963"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6963\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6965,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6963\/revisions\/6965"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}