{"id":6900,"date":"2018-04-11T13:00:33","date_gmt":"2018-04-11T11:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6900"},"modified":"2018-04-09T12:09:54","modified_gmt":"2018-04-09T10:09:54","slug":"il-territorio-delle-cervare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/04\/il-territorio-delle-cervare\/","title":{"rendered":"Il territorio delle Cervare"},"content":{"rendered":"<p>MORROVALLE: ANGOLI NASCOSTI E DIMENTICATI<\/p>\n<p>Se Esiste un territorio in tutta la provincia di Macerata, oggi completamente abbandonato, questo \u00e8 senz\u2019altro quello delle Cervare. Lo spopolamento nella seconda met\u00e0 degli anni sessanta, e non si \u00e8 pi\u00f9 fermato. La chiesetta \u00e8 chiusa da decenni. Rimane solo il ristorante di Armida Marcuccio. \u201cStudi recenti hanno scoperto che un tempo in questo luogo c\u2019erano: il Castello di Posoli con il tempio di Apollo e vari edifici religiosi; ancora oggi \u00e8 visibile una grande stele funeraria che segna il confine fra i territori di Montelupone, Macerata e Morrovalle. Alcuni documenti, risalenti all\u2019anno mille, testimoniano che l\u2019Abbazia di S. Apollinare in Classe (Ravenna) aveva nella zona dei possedimenti, unitamente al castello. Un\u2019importante strada romana collegava Castrum Posoli con le maggiori citt\u00e0 romane della zona: Auximum, Potentia, Firmum\u201d. Gli abitanti del posto chiamano la grande stele funeraria con il termine \u201cScorofione\u201d. Tracce della strada romana sono ancora visibili per alcuni tratti.<br \/>\nPer la vastit\u00e0 del territorio, molti dividono le basse Cervare, delimitate dal fosso di fondovalle e la strada, da quelle alte, situate nei comuni di Montelupone e di Macerata. Il termine Cervare pu\u00f2 far pensare che in passato, il territorio fosse popolato di cervi erranti. Alcuni studiosi precisano che: \u201cIl nome rimanda al sanscrito Sarvari ed al greco Kerberos. Ambedue le parole significano l\u2019oscurit\u00e0 della notte. Era la Notte \u2013 dunque \u2013 quella a cui si rendeva culto nell\u2019estremit\u00e0, verso oriente, del nostro territorio (Macerata), appunto l\u00e0 dove nel Medioevo si trovava l\u2019Abbazia di S. Maria in Cerbaria\u201d (R. Foglietti, Conferenze sulla storia antica dell\u2019attuale territorio maceratese, in Pietro Diletti, Per la storia di Morrovalle, contributi e ricerche, pag. 31, Macerata, maggio 1991). Oggi l\u2019oscurit\u00e0 della notte domina incontrastata per diversi chilometri.<br \/>\nNon era cos\u00ec quando tutto il territorio era abitato da numerose famiglie di contadini mezzadri: Patri\u00e0 (Cingolani), Pietrante (Lattanzi), Capit\u00e0 (Capitani), Staffolani, Iend\u00ec (Gentili), Moric\u00f2 (Moriconi), Vor\u00f2 (Paolucci). E\u2019 solo un piccolo e modesto elenco. Mi ripropongo di dedicare uno studio pi\u00f9 approfondito. I cognomi scritti in corsivo sono quelli dialettali. E\u2019 difficile risalire al significato originario della parola. Anche il cognome Gentili, scritto in Italiano, era dialettizzato in Iend\u00ec. Il primo termine era troppo raffinato per chi lavorava nei campi e aveva da fare con le mucche nelle stalle. La lingua italiana apparteneva a un ceto troppo lontano da quello contadino.<br \/>\nI bambini delle Cervare frequentavano la scuola elementare a Santa Lucia, frazione di Morrovalle. Partivano da casa molto presto. Attraversavano a piedi i campi, scendevano sul fondovalle e risalivano la collina. Il percorso era di due chilometri all\u2019andata e altrettanti al ritorno. Giunti a destinazione, almeno avessero avuto una scuola degna di questo nome. Niente affatto. Frequentavano come i loro coetanei di Santa Lucia le pluriclassi. D\u2019altronde ai figli dei contadini non era permesso avere un avvenire diverso da quello dei loro nonni e dei genitori. La cultura era un frutto proibito, come la mela del Paradiso Terrestre. La scuola era una modesta stanza di un\u2019abitazione privata. Il nuovo edificio, quello dove \u00e8 ora la sede del circolo Acli, \u00e8 stato costruito alla fine degli anni cinquanta.<br \/>\nDon Milani diceva che la differenza tra un ragazzo di campagna e di citt\u00e0 \u00e8 da ricercare nella mancanza di prepotenza che il primo non ha proprio, mentre il secondo ne ha da vendere. Ricordo che, quando andavo assieme ad altri ragazzi della campagna nel capoluogo comunale per la preparazione alla prima comunione, stavo per alcuni giorni insieme ai ragazzi di paese. Avevano quasi sempre da sbeffeggiarci, perch\u00e9 insieme al parroco avevano da ridire sulla nostra preparazione. Eravamo stati preparati da don Primo Antonelli, una pasta di sacerdote, pi\u00f9 colto del parroco che sapeva essere prepotente e arrogante. Non mi sono mai pianto addosso ma certi sassolini dalla scarpa voglio togliermeli di tanto in tanto: \u201cHo un sassolino nella scarpa, ahi! \/ Che mi fa tanto tanto male, ahi!\u201d. Al Liceo bisticciavo sempre con la Matematica, l\u2019Algebra e la Trigonometria. Il professore entrava in classe e scriveva sulla lavagna, a getto continuo, operazioni, problemi, frazioni. Qualche volta chiedevo timidamente di spiegarmi di nuovo alcune cose che non avevo capito. Mi rispondeva seccato: \u201cS\u00ec, s\u00ec, sei un ciuccio. Capirai un altro anno\u201d. Con l\u2019impegno, il lavoro e un anno ripetuto, agli esami di Maturit\u00e0 mi dissero che avrei potuto scegliere qualsiasi corso di Laurea, anche quello in Matematica. Il mio non \u00e8 vittimismo.<br \/>\nM\u2019iscrivo all\u2019universit\u00e0, facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia. Sostengo tutti gli esami. Preparo la tesi di Laurea che avrei dato a ottobre e al principio dell\u2019estate dello stesso anno, per caso, alla fermata dell\u2019autobus, in una cittadina del fermano, incontro quello che al Liceo, molti anni prima, era stato il mio insegnante di Fisica. Lo saluto in modo garbato. Per tutta risposta, lui, chiamandomi per il cognome, nella scuola si usava cos\u00ec, d\u2019altronde Erving Goffman la definisce come una delle tante istituzioni totali, al pari della caserma, mi fa: \u201cTu a scuola non capivi niente\u201d, in realt\u00e0 me lo disse con una parolaccia che non oso riportare, anche se don Milani osservava che il galateo, legge mondana, chiss\u00e0 perch\u00e9 sia diventato anche una legge della Chiesa.<br \/>\nI figli dei contadini delle Cervare e di Santa Lucia hanno abbandonato il territorio assieme ai loro padri, pochi di questi ultimi sono rimasti fino agli inizi degli anni settanta, poi anche loro hanno lasciato la campagna. Sono andati a vivere nella stazione di Morrovalle, a Civitanova Marche, a Santa Maria Apparente, a Monte San Giusto, a Montegranaro, paesi del boom calzaturiero. Con i pochi guadagni messi da parte, quelli soprattutto derivanti dalla coltivazione delle barbabietole, hanno costruito le case. Quelle delle Cervare, dove loro abitavano, sono per lo pi\u00f9 abbandonate, le poche ristrutturate sono abitate da gente che viene da Macerata o da altrove ma che non ha niente a che fare con la terra e con i suoi ritmi.<br \/>\nOggi \u00e8 triste vedere che Santa Lucia di Morrovalle e le Cervare sono spopolate. Non c\u2019\u00e8 mai stato un piano di lottizzazione. La gente, appena ha potuto, se n\u2019\u00e8 andata. E\u2019 stato cos\u00ec per questi due territori ma anche per molti altri della provincia di Macerata e di Fermo. Se si aggiungono poi le ferite inferte dal terremoto, la crisi economica in atto ormai da diversi anni, \u00e8 difficile immaginare un futuro migliore del presente. Fa rabbia poi vedere capannoni, ogni paese piccolo o grande che sia ha la sua area industriale, chiusi e privi di vita perch\u00e9 il lavoro non c\u2019\u00e8 o \u00e8 stato delocalizzato. Le speranze di una vita migliore, aggrappate al boom del calzaturiero, sono andate in frantumi. \u201cSi sta come \/ d\u2019autunno \/ sugli alberi \/ le foglie\u201d (Ungaretti). Soffre la campagna abbandonata, i campi sono erosi dal sole e dalla pioggia e soggetti a continui smottamenti perch\u00e9 non ci sono pi\u00f9 quelli che un tempo erano le guardie ecologiche volontarie senza sapere di esserlo, i contadini. I paesi sono diventati sempre pi\u00f9 ingrigiti e tristi. Qualcuno suggerisce il ritorno alla terra. Ma come e da dove iniziare? Dalla pecorella e dalla capretta? \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MORROVALLE: ANGOLI NASCOSTI E DIMENTICATI Se Esiste un territorio in tutta la provincia di Macerata, oggi completamente abbandonato, questo \u00e8 senz\u2019altro quello delle Cervare. Lo spopolamento nella seconda met\u00e0 degli anni sessanta, e non si \u00e8 pi\u00f9 fermato. La chiesetta \u00e8 chiusa da decenni. Rimane solo il ristorante di Armida Marcuccio. \u201cStudi recenti hanno scoperto &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":6901,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[1972,208,1959],"class_list":["post-6900","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-artecultura","tag-cervare","tag-morrovalle","tag-numero-7-2018"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Img_001.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1Ni","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6900","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6900"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6900\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6902,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6900\/revisions\/6902"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6901"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6900"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6900"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6900"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}