{"id":6888,"date":"2018-04-10T13:00:54","date_gmt":"2018-04-10T11:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6888"},"modified":"2024-11-06T17:18:55","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:55","slug":"la-ricostruzione-non-parte-mancanza-di-servizi-essenziali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/04\/la-ricostruzione-non-parte-mancanza-di-servizi-essenziali\/","title":{"rendered":"La ricostruzione non parte, mancanza di servizi essenziali"},"content":{"rendered":"<h2>Intervista al sindaco di Visso e senatore Giuliano Pazzaglini sulla situazione nelle zone terremotate a 20 mesi dal sisma<\/h2>\n<p>Dove eravamo rimasti, e come, \u00e8 difficile dimenticarlo. Porto Sant\u2019Elpidio 13 marzo 2017. Il sindaco Pazzaglini \u00e8 nella sala conferenze del villaggio turistico \u201cLa Risacca\u201d di Porto Sant\u2019Elpidio per informare ancora una volta i suoi concittadini sulla situazione difficile e complessa del dopo terremoto. Da allora \u00e8 passato pressoch\u00e9 un anno. Le comunit\u00e0 che si erano costituite lungo la costa sono state in un primo tempo disperse in varie localit\u00e0 e poi, con le prime consegne delle Sae (Soluzione abitativa d\u2019emergenza) sono tornate gradualmente nei luoghi di residenza.<br \/>\nRivenendo a mia volta a Visso mi sono reso conto di cosa cova sotto la pelle dei terremotati, dove ribollono i sentimenti pi\u00f9 disparati, che vanno dallo sconforto alla rabbia per i ritardi nella ricostruzione, alle incertezze per il futuro. Le ruspe seguitano a demolire e portar via le infinite macerie. Gli abitanti, quelli gi\u00e0 sul posto, sono dislocati da alcuni mesi in cinque agglomerati Sae, mentre altri attendono, per tornare, che siano pronte le casette in fase di ultimazione. Non si parla nemmeno di far ripartire le \u201cB\u201d, le case con danni lievi, tanto che qualcuno, scherzando in modo amaro, comincia a definire le Sae \u201cSoluzione Abitativa Eterna\u201d.<br \/>\nMa anche se di piangersi addosso e lamentarsi non c\u2019\u00e8 molta voglia, resta ancora tanta insicurezza, mentre la vita di tutti si limita ad aspettare la ricostruzione. Possiamo incominciare da qui. Intanto per\u00f2 fatemi dire grazie, ch\u00e9 ancora non l\u2019ho fatto, al senatore Pazzaglini che con grande cortesia e affabilit\u00e0 alle ore 10 precise mi riceve, secondo l\u2019appuntamento dato, nella sede del comune di Visso, partendo subito dopo per Milano. Nella formulazione delle domande inizio dall\u2019argomento che ritengo prioritario.<\/p>\n<p><strong>Che dire della ricostruzione che non riparte? <\/strong><br \/>\nLa ricostruzione non riparte perch\u00e9 \u00e8 stata sbagliata l\u2019impostazione iniziale che rispecchia l\u2019indirizzo dato alla gestione dell\u2019emergenza, con l\u2019aggravante di un carico di burocrazia gi\u00e0 di per s\u00e9 troppo oneroso, e la priorit\u00e0 riconosciuta alle procedure anzich\u00e9 alle esigenze delle persone. Un esempio lampante di tutto questo \u00e8 offerto dalla convenzione sottoscritta tra regioni ed Anac che sottopone al controllo preventivo di Anac ogni singola fase del procedimento di realizzazione di un\u2019opera pubblica. Io in qualche caso definisco tale procedura un collo di bottiglia, in qualche altro lo paragono a un tappo perch\u00e9 quello che si \u00e8 verificato con l\u2019iter approvativo dei progetti delle aree Sae, in questo caso si ripeterebbe di nuovo, con conseguenze addirittura pi\u00f9 pesanti per i diretti interessati. Ritengo che i tempi medi di realizzazione di un\u2019opera pubblica, a causa di questa procedura, sono tra il raddoppiare e il triplicare. Aggiungo che le opere pubbliche spesso sono propedeutiche ai lavori dei privati e di conseguenza anche l\u2019inizio dei lavori dei privati stessi slitterebbero nel tempo. Secondo me \u00e8 fondamentale quindi semplificare tutto.<br \/>\nNaturalmente quello che ho riportato \u00e8 solo un esempio, neppure esaustivo di tutte le problematiche che emergono ogni qualvolta parliamo di ricostruzione. Problematiche che s\u2019identificano con le ordinanze emanate, con la mancanza di un testo unico che le racchiuda, con il fatto che le stesse ordinanze non abbiano una vigenza superiore agli strumenti urbanistici e legislativi vigenti, concorrendo a un quadro che \u00e8 estremamente complesso, mentre in qualche caso sono addirittura in contrapposizione fra di loro. Pertanto torno a ripetere che \u00e8 fondamentale semplificare tutto e fare in modo che l\u2019iter della ricostruzione abbia un canale suo, privilegiato rispetto al resto della normativa e anche rispetto al resto degli strumenti urbanistici, affinch\u00e9 a conclusione di tutto si possa creare efficienza. Questo non preclude, peraltro, la possibilit\u00e0 di controllare che la ricostruzione avvenga all\u2019insegna della legalit\u00e0, un obiettivo fondamentale che si pu\u00f2 raggiungere anche con procedure semplificate. Per ideologia, per mentalit\u00e0, per esperienza arrivo a dire che lo stesso obiettivo \u00e8 addirittura pi\u00f9 facile da raggiungere con procedure rese semplici, perch\u00e9 verificare una procedura semplificata risulta pi\u00f9 agevole che verificare una procedura complessa.<br \/>\nSono quindi convinto che semplificare, rendere efficiente non significhi affatto mettere a rischio la legalit\u00e0, ma al contrario significhi creare le condizioni perch\u00e9 si possa effettuare un controllo pi\u00f9 puntuale e pi\u00f9 preciso.<\/p>\n<p><strong>Nelle zone terremotate sta emergendo con forza la mancanza dei servizi essenziali. <\/strong><br \/>\nUno dei problemi delle aree interne \u00e8 appunto la mancanza dei servizi, a causa di una spirale innescata dalla motivazione della scarsa popolazione. A mio avviso questo problema \u00e8 diventato un gatto che si morde la coda, perch\u00e9 la poca popolazione ha giustificato finora la riduzione dei servizi, la riduzione dei servizi ha comportato l\u2019ulteriore calo della popolazione, che a sua volta ha innescato un ulteriore calo dei servizi. Occorre evidentemente fermare questa spirale perversa, questo vortice assurdo. Il modo secondo me non \u00e8 quello di tornare indietro, perch\u00e9 in natura \u00e8 sempre difficilissimo tornare indietro. Il modo giusto \u00e8 quello di cambiare direzione. La direzione si pu\u00f2 cambiare utilizzando le infrastrutture tecnologiche di cui disponiamo attualmente.<br \/>\nFaccio un esempio: noi abbiamo raggiunto un accordo con i vertici della Croce Rossa nazionale per realizzare una nuova sede adatta alle loro necessit\u00e0 operative &#8211; sede che poi verr\u00e0 donata al comune di Visso &#8211; nella quale verranno allocati servizi importanti e ambulatori come quello della telemedicina. Si creeranno quindi delle infrastrutture, anche tecnologiche, capaci di superare il gap della distanza e del ridotto numero dei servizi, con valenza per tutti i comuni montani.<br \/>\nVogliamo insomma creare le condizioni perch\u00e9 la gente si possa stabilire nel nostro territorio senza dover rinunciare ai servizi essenziali.<br \/>\nUn tema attualissimo riguarda quello della scuola. Ci \u00e8 stato comunicato dal preside dell\u2019Istituto comprensivo mons. Paoletti che si ipotizza una riduzione delle pianta organica del personale insegnante. Prevedendo una temporanea diminuzione della popolazione scolastica a causa del terremoto, gi\u00e0 un anno e mezzo fa chiesi a Renzi, Curcio ed Errani &#8211; all\u2019epoca responsabili per la ricostruzione &#8211; di bloccare la pianta organica delle scuole, per evitare che la riduzione delle classi inducesse le famiglie degli alunni a non tornare nei luoghi di residenza, rendendo cos\u00ec permanente la riduzione stessa. Purtroppo fui facile profeta. Un impegno che mi sento di assumere subito \u00e8 pertanto quello di portare avanti un\u2019azione parlamentare, finalizzata a tutelare le aree interne dell\u2019intero Paese. Non \u00e8 n\u00e9 logico, n\u00e9 legittimo, n\u00e9 di buon senso che per determinare il numero del personale docente della scuola si applichino a Visso o a Pieve Torina gli stessi criteri che si applicano a Palermo. \u00c8 evidente che certe peculiarit\u00e0 territoriali debbano essere tenute nella giusta considerazione, con criteri decisionali che tendano a mantenere antropizzate tutte le aree interne. Senza quel ruolo fondamentale di custodi della montagna, esercitato dagli abitanti delle alte terre collinari e montane, si ripeteranno quei disastri ambientali che abbiamo conosciuto tante volte nel recente passato. Il territorio va curato e mantenuto antropizzato perch\u00e9 non si rivolti contro le persone, con conseguenti vittime e danni a monte, ma soprattutto a valle. Un\u2019azione importante dovr\u00e0 essere quindi intrapresa subito per mantenere i servizi non solo nella nostra zona, ma in tutte le aree interne del Paese.<\/p>\n<p><strong>L\u2019area commerciale appare come un problema nel problema.<\/strong><br \/>\nQuello dell\u2019area commerciale pu\u00f2 sembrare un problema limitato ad alcuni comuni, ad alcune realt\u00e0. Penso a Visso, penso a Camerino, penso a Norcia e nello specifico a Castelluccio di Norcia. In realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec. Il problema dell\u2019area commerciale \u00e8 indice di una negligenza grave insita nel progetto stesso di ricostruzione, ovverosia la mancanza di programmazione. \u00c8 evidente che, senza l\u2019autosufficienza economica, per queste zone sarebbe inutile non solo l\u2019insediamento delle persone, ma la ricostruzione in quanto tale, perch\u00e9 rischieremmo di realizzare semplicemente tanti musei a cielo aperto. Ecco perch\u00e9 le aree commerciali, la valorizzazione delle peculiarit\u00e0 del territorio, la rivalutazione delle bellezze naturalistiche, l\u2019apprezzamento dei prodotti tipici sono temi fondamentali affinch\u00e9 il tanto denaro pubblico che deve essere ancora speso per la ricostruzione vada a buon fine e non si rischi di creare le mura, ma non le comunit\u00e0, non le prospettive economiche, non il futuro dei borghi distrutti dal terremoto.<br \/>\nIl problema delle aree commerciali \u00e8 un aspetto importantissimo della ricostruzione perch\u00e9 implicitamente evidenzia la necessit\u00e0 di una programmazione e il fine della ricostruzione.<br \/>\n\u00c8 il volano perch\u00e9 questi territori possano tornare ad essere il fiore all\u2019occhiello della Regione, nonch\u00e9 il motore trainante dell\u2019economia tutta.<\/p>\n<p><strong>Dopo il terremoto il potenziamento delle istituzioni meritorie \u00e8 visto come un obiettivo primario. <\/strong><br \/>\nIl terremoto ha dimostrato quanto siamo fragili e quanto sia importante disporre di servizi che in condizioni normali diamo per scontato, ma che invece scontati non sono. Dimostrano magari la loro utilit\u00e0 una volta sola, ma \u00e8 quella che fa la differenza: la vita delle persone si pu\u00f2 salvare una volta sola e se non la salvi quella volta non avrai mai una prova di appello. Ci sono istituzioni come la Croce Rossa, la Protezione civile, ma anche corpi dello Stato come i Vigili del fuoco, presenti da noi solo in misura marginale e che negli ultimi diciotto mesi hanno dimostrato invece tutta la loro importanza. Ecco perch\u00e9 ho chiesto ai competenti comandi un distaccamento fisso dei Vigili del fuoco, e alla Croce Rossa nazionale di potenziare l\u2019offerta di servizi nelle nostre zone (ora lo sta facendo in diversi Comuni dell\u2019area montana).<br \/>\nHo anche sensibilizzato la Regione perch\u00e9 renda pi\u00f9 efficiente la Protezione civile, che pu\u00f2 essere un fiore all\u2019occhiello come \u00e8 avvenuto nei primi anni del Duemila, oppure una Ferrari costretta a marciare in prima, come \u00e8 successo dopo la riforma del 2012. Purtroppo \u00e8 prevalsa un\u2019ideologia conservatrice finalizzata al coinvolgimento di tutti i soggetti interessati nelle decisioni della stessa Protezione civile. Questo aspetto, che pu\u00f2 apparire come un utile passo verso procedure di democrazia, nelle emergenze non funziona.<br \/>\nFaccio dei paralleli: nel 2009, all\u2019Aquila, in pochi mesi la Protezione civile ha approntato il doppio delle casette che erano necessarie nelle Marche; nell\u2019emergenza attuale, invece, una procedura eccessivamente burocratizzata ha fatto s\u00ec che a un anno e mezzo dal terremoto ne siano state realizzate solo due terzi del totale necessario. Come se non bastasse va detto che questo totale (casette necessarie) \u00e8 di gran lunga inferiore al numero delle casette realizzate nel 2009.<br \/>\nCi sono poi aspetti che vanno considerati in tutte le zone interne, perch\u00e9 un ulteriore limite sta nel fatto che siamo lontani dagli ospedali.<br \/>\nAl momento \u00e8 stato avviato un progetto importante finalizzato alla riduzione delle distanze con la creazione di elisuperfici che permetterebbero da qualunque zona delle Marche di raggiungere l\u2019ospedale di Torrette in circa venticinque minuti. \u00c8 chiaro per\u00f2 che nella deprecabile eventualit\u00e0 di un dramma, come quello che ci ha colpito un anno e mezzo fa, non \u00e8 una elisuperficie la soluzione ideale. Occorre una misura strutturale che consenta di gestire in loco tutta l\u2019emergenza del momento.<br \/>\n\u00c8 emerso infatti in maniera inequivocabile che la disponibilit\u00e0 sul posto di strutture organizzate &#8211; personale e mezzi &#8211; \u00e8 un vantaggio enorme non solo per la prima accoglienza degli sfollati, ma anche per il soccorso, per la messa in sicurezza degli stabili e per ripristinare condizioni di viabilit\u00e0 fondamentali.<br \/>\nRitengo quindi che l\u2019offerta di questi servizi vada implementata, non perch\u00e9 io sia pessimista sul futuro che ci attende o perch\u00e9 ci siano chiss\u00e0 quali fini dietro, ma perch\u00e9 il bene assoluto da preservare in ogni emergenza \u00e8 pur sempre la vita umana. Creare le condizioni di sicurezza finalizzate a questo scopo diventa un obbligo preciso per ogni amministratore. Purtroppo si tende talvolta a dare significati ulteriori al perseguimento di tale obiettivo primario. A mio avviso questo \u00e8 un colpevole tentativo di politicizzare una parte della nostra competenza, che invece dovrebbe esulare da qualunque ragionamento di parte ed elevarsi come neutra, universalmente riconosciuta da tutti.<br \/>\nPurtroppo nel paese dei guelfi e dei ghibellini per il momento non \u00e8 possibile sperare tanto. Comunque per quanto mi riguarda non ho intenzione di farmi condizionare da certe scelte di campo e tengo per fermo che l\u2019obiettivo di cui stiamo parlando sia da raggiungere rapidamente in qualunque zona interna d\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 possibile conciliare il mandato parlamentare e la cura del Comune?<\/strong><br \/>\nIl dubbio che un eventuale impegno in parlamento potesse rendere meno efficace la mia azione amministrativa evidentemente l\u2019ho avuto anch\u2019io ed \u00e8 stata la prima domanda che mi sono posto. Poi mi sono reso conto che in realt\u00e0 era una domanda basata su una riflessione del momento, un momento del tutto eccezionale di gestione di un\u2019emergenza senza eguali, che mi ha portato ad essere in Comune sette giorni su sette ed anche dodici ore al giorno.<br \/>\n\u00c8 evidente che la riflessione non deve essere fatta su detta situazione puramente emergenziale, ma su quella fase &#8211; in cui spero di entrare presto &#8211; che potremmo definire di ricostruzione. Ed allora la risposta diventa chiara: non solo \u00e8 compatibile, ma al contrario questo mio ruolo mi mette nelle condizioni ideali per renderla pi\u00f9 efficace non soltanto per me, ma per tutti i Comuni distrutti, perch\u00e9 poter intervenire con cognizione di causa \u00e8 una condizione che nessun altro parlamentare pu\u00f2 avere, la possibilit\u00e0 di agire dopo un anno e mezzo di confronto diretto con gli ordini professionali, con i tecnici che lavorano nella ricostruzione, con gli uffici che operano per lo stesso fine, con le persone che sono le dirette interessate a una efficiente ricostruzione, mi mette in una condizione tale da poter rendere pi\u00f9 efficace il mio ruolo di sindaco, ma anche il ruolo di sindaco di tutti gli abitanti della zona colpita. Quindi ritengo che sia perfettamente compatibile, ma anzi che mi dia una possibilit\u00e0 in pi\u00f9 di essere efficace. \u2022<\/p>\n<p>Valerio Franconi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista al sindaco di Visso e senatore Giuliano Pazzaglini sulla situazione nelle zone terremotate a 20 mesi dal sisma Dove eravamo rimasti, e come, \u00e8 difficile dimenticarlo. Porto Sant\u2019Elpidio 13 marzo 2017. 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