{"id":6859,"date":"2018-04-09T14:00:48","date_gmt":"2018-04-09T12:00:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6859"},"modified":"2018-04-09T11:24:31","modified_gmt":"2018-04-09T09:24:31","slug":"riferimento-sociale-culturale-e-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/04\/riferimento-sociale-culturale-e-politico\/","title":{"rendered":"Riferimento sociale, culturale e politico"},"content":{"rendered":"<p>Nel nuovo paese (Giussano), dove mi ero trasferito per lavoro, notai subito un associazionismo laicale cattolico che non immaginavo cos\u00ec vitale: Comunione e Liberazione (CL), Azione Cattolica (AC), Acli (Associazioni Cattoliche dei lavoratori italiani). Accanto a queste aggregazioni imparai subito a conoscere una miriade di cooperative sempre di stampo cattolico, nate alla fine del mille ottocento. La Brianza, ancora contadina, si andava trasformando in una vivace realt\u00e0 industriale. Nascevano le grandi fabbriche di Sesto San Giovanni che attiravano manodopera dalle campagne. Nell\u2019immediato primo dopoguerra, le fabbriche del mobile uscivano dalla grande citt\u00e0 di Milano e si distribuivano in Brianza. Meda, Cabiate, Seregno, Desio, Lissone, Giussano, Carate Brianza, Cant\u00f9, per tutti gli anni sessanta del novecento e oltre, diventavano i paesi del mobile.<br \/>\nNei primi anni, pur abitando a Giussano, il paese dell\u2019indimenticato Stefano Borgonovo, passavo tanto tempo fuori di casa. Per due anni ho insegnato in diverse scuole del milanese. Trovai per\u00f2 inaspettatamente un legame con la cittadina che conta oggi venticinque mila abitanti. Flavia, che prendeva con me il treno delle Ferrovie Nord Milano nella stazioncina di Carugo- Giussano e frequentava l\u2019Universit\u00e0 Cattolica, mi invit\u00f2 in un giorno imprecisato, forse, settembre (1978) a presentarmi presso la locale scuola serale popolare nata qualche anno prima all\u2019ombra della parrocchia SS. Filippo e Giacomo. Lei insegnava Storia e Geografia, io avrei dovuto insegnare Italiano. Accettai subito. Fu per me il legame con l\u2019ambiente. Daniele, il responsabile della scuola, Rachele, Piero, Flavia, gli insegnanti della scuola provenivano tutti da Comunione e Liberazione.<br \/>\nDal 1978 al 1984 insegnai in questa scuola. Con l\u2019incarico prima (1980) e il passaggio di ruolo (1984) nella Scuola Media di Verano Brianza, il paese dell\u2019astronauta Paolo Nespoli, ero quasi a casa. Avevo quindi pi\u00f9 tempo per frequentare i corsi d\u2019aggiornamento presso l\u2019Istituto di Storia della Resistenza e del Movimento operaio di Sesto San Giovanni, presso la Fondazione Feltrinelli, presso il palazzo delle Stelline di Corso Magenta, lezioni tenute dal gruppo memoria e transfert (Cornoldi, Meazzini, Groppo) o presso il Cisem di Milano. Alternavo l\u2019insegnamento al mattino con l\u2019aggiornamento il pomeriggio e altro insegnamento dopo cena presso la scuola popolare di Giussano.<br \/>\nLa svolta avvenne quando entrai a far parte delle ACLI di cui conoscevo quasi tutti i maggiori responsabili locali. Li vedevo agitarsi in un moto quasi permanente. Erano ovunque. Raccoglievano firme, allestivano mostre, organizzavano convegni e conferenze. Conoscevo tutte le cooperative edilizie acliste. I \u201cNuovi Giussanesi avevano dato una casa dal secondo dopoguerra in poi alla maggior parte degli abitanti e costruito \u201cIl Villaggio Castoro\u201d.<br \/>\nLa Cooperativa \u201cAcli Duemila\u201d edificava, nella prima met\u00e0 degli anni novanta, settanta appartamenti e il nuovo Centro Commerciale con circa trenta negozi nel cuore del paese e recuperava una villa gentilizia, Villa Arienti, dove le Acli fissavano la loro nuova sede, spostandola dalla vicina piazza San Giacomo dove ho abitato dal marzo del 1977, anno del mio primo arrivo a Giussano a giugno del 1996, anno del mio trasferimento a Civitanova Marche.<br \/>\nCorreva l\u2019anno 1991. In paese erano arrivati i primi immigrati. Molti di loro provenivano dall\u2019Albania. Erano stati alloggiati dal comune in alcuni locali in disuso presso la locale Scuola Media \u201cAlberto Da Giussano\u201d, dove ho mosso i miei primi passi come insegnante di lettere. La Parrocchia SS. Filippo e Giacomo aveva aperto la casa d\u2019accoglienza in piazza San Giacomo, nello stesso palazzo dove era la vecchia sede delle ACLI. Alberto, il segretario locale delle ACLI, m\u2019invit\u00f2 a insegnare Italiano agli immigrati. Iniziai assieme alla prof.ssa Fiorella la scuola che dura tuttora. Fiorella ne \u00e8 ancora la porta bandiera. Ho ancora molti contatti con il paese. Mi recavo alla scuola al mercoled\u00ec e venerd\u00ec dalle 20,00 a mezzanotte. Non riesco a capacitarmi come potevo sostenere cos\u00ec tanti impegni: scuola il mattino e nel primo pomeriggio a Verano Brianza. Ero su classi a tempo prolungato. Nel tardo pomeriggio frequentavo corsi d\u2019aggiornamento di didattica della storia tenuti da Maurizio Gusso, Alberto De Bernardi, Scipione Guarracino, Ivo Mattozzi, Antonio Brusa. Alla sera, dopo cena, di nuovo scuola di Italiano per stranieri presso la sede delle Acli di Giussano.<br \/>\nMa dell\u2019associazione seguivo anche i convegni, le iniziative culturali di cui davo notizia sul \u201cCittadino di Monza e Brianza\u201d o sul mensile \u201cGiussano\u201d. Sono stati gli anni pi\u00f9 belli. Trovavo nell\u2019ambiente aclista un punto di riferimento importante per crescere sotto tutti i punti di vista, dal sociale alla politica alla cultura. Ricordo la conferenza di Giovanni Moro, il figlio di Aldo Moro sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse. Giovanni Moro era stato chiamato per un incontro che aveva come tema i diritti del malato. Il circolo Acli era particolarmente interessato al buon funzionamento del \u201cBorella\u201d, l\u2019ospedale del paese. Don Gino Rigoldi, oggi cappellano al Beccaria di Milano, fondatore della \u201cComunit\u00e0 Nuova\u201d, associazione che aveva allora una sua sede a Besana Brianza, fu invitato per dibattere il recupero di quei ragazzi che avevano conosciuto il carcere. Il giornalista e biblista don Abramo Levi tenne un incontro indimenticabile su \u201cDavide Maria Turoldo, poeta e profeta\u201d.<br \/>\nMolto attente a tutti quei segnali che arrivavano dal mondo della politica, dell\u2019economia e della societ\u00e0 civile in genere, promuovevano nel mese di ottobre 1992 tre incontri aventi per tema \u201cL\u2019impegno della Chiesa e dei cristiani per una societ\u00e0 del lavoro libero, dell\u2019impresa e della partecipazione\u201d, relatori: il vescovo di Alessandria mons. Charrier (venerd\u00ec 9 ottobre), l\u2019onorevole Antonio Pizzinato (venerd\u00ec 16 ottobre), il dott. Mario Colombo, l\u2019allora presidente dell\u2019INPS (venerd\u00ec 23 ottobre). Nel mese di maggio del \u201993 proponevano un ciclo di conferenze sull\u2019argomento \u201cNoi e l\u2019Islam\u201d, declinandolo in tre sotto &#8211; temi: \u201cAspetti sociali e culturali \u2013 Le nostre societ\u00e0 e la cultura islamica\u201d, relatore prof. Paolo Branca, ricercatore di Islamismo all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano (gioved\u00ec 6 maggio 1993), \u201cReligione Cristiana e l\u2019Islam \u2013 Aspetti religiosi\u201d, relatore don Augusto Casolo, direttore del Centro Ambrosiano di documentazione per le religioni (gioved\u00ec 13 maggio 1993), \u201cL\u2019Europa e i flussi migratori\u201d, relatore Angelo Levati, consigliere regionale ACLI Lombardia (gioved\u00ec 20 maggio). Tutti gli incontri, tenuti nella sede Acli di villa Arienti di Giussano, avevano sempre una larga partecipazione di pubblico.<br \/>\nTutte le iniziative promosse dalla Caritas parrocchiale in favore delle popolazioni dell\u2019ex Iugoslavia, martoriate dalla lunga guerra civile, trovavano le Acli sempre in prima fila a raccogliere indumenti e cibo. Assieme al Gruppo Missionario e agli Alpini di Giussano, le Acli aderivano all\u2019iniziativa di solidariet\u00e0 finalizzata alla costruzione, a Ranotsara, nel Madagascar, di un oratorio e di una casa parrocchiale per padre Luigi Elli, originario di Giussano, di un oratorio e di una scuola professionale a Kalpitiya in Sri Lanka. Nel 1997 le Acli celebravano i primi cinquant\u2019anni della propria presenza a Giussano, essendo nate il 19 marzo 1947, raccolte attorno a Sandro Molteni, il primo presidente nonch\u00e9 indimenticabile sindaco del paese brianzolo. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel nuovo paese (Giussano), dove mi ero trasferito per lavoro, notai subito un associazionismo laicale cattolico che non immaginavo cos\u00ec vitale: Comunione e Liberazione (CL), Azione Cattolica (AC), Acli (Associazioni Cattoliche dei lavoratori italiani). 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