{"id":6825,"date":"2018-03-28T18:00:51","date_gmt":"2018-03-28T16:00:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6825"},"modified":"2024-11-06T16:40:40","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:40","slug":"conciliare-tutela-e-ricordi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/03\/conciliare-tutela-e-ricordi\/","title":{"rendered":"Conciliare tutela e ricordi"},"content":{"rendered":"<h2>Scuola: \u00e8 giusto vietare le foto in classe in nome della privacy?<\/h2>\n<p>La morte del buonsenso. Anche cos\u00ec \u00e8 stata definita la decisione di una dirigente scolastica toscana di vietare le foto di classe in nome della privacy.<br \/>\nIl fatto \u00e8 accaduto di recente in una direzione didattica statale in provincia di Firenze, dove una circolare della dirigente, datata 8 marzo, precisava: \u201cIn relazione alla normativa sulla privacy, al Regolamento Ue 2016\/679 per la tutela dell\u2019immagine dei minori e per evitare ogni eventuale cessione a terzi, si comunica che non \u00e8 pi\u00f9 possibile effettuare foto e riprese a minori in ambito scolastico, compresa la foto di classe\u201d. La circolare invitava cos\u00ec docenti e genitori a \u201crispettare scrupolosamente\u201d le indicazioni.<br \/>\nVerrebbe da chiedersi come sia venuta in mente una cosa del genere alla dirigente scolastica in questione, tenendo conto che la prassi della foto di classe \u00e8 ampiamente diffusa e non solo ritenuta normalmente innocua, ma addirittura considerata buona, perch\u00e9 permette ad alunni e docenti, oltre che alle famiglie, di avere un ricordo significativo. Quante maestre conservano con cura le foto delle \u201cloro\u201d classi. E quanti bambini, diventati adulti, sfogliano con qualche nostalgia l\u2019album dove c\u2019\u00e8 ancora posizionata l\u2019immagine di un tempo pi\u00f9 o meno lontano. Per non dire di mamme e pap\u00e0 (e nonni).<br \/>\nPer\u00f2 \u2013 c\u2019\u00e8 un per\u00f2 \u2013, nel nostro tempo in cui la diffusione delle immagini avviene con una rapidit\u00e0 e facilit\u00e0 mai vista prima va anche considerato il fatto che di quelle stesse immagini si potrebbe fare un uso non consono. Cos\u00ec sembrano aver ragionato le famiglie cui si riferisce la dirigente scolastica in questione, spiegando che \u2013 al di l\u00e0 del citato Regolamento Ue 2016\/679 che si occupa di tutelare l\u2019immagine dei minori, cercando di \u201cevitare ogni possibile cessione a terzi\u201d \u2013 la sua decisione \u00e8 stata motivata dalle pressioni di alcuni genitori proprio per tutelare l\u2019immagine dei loro figli. Niente foto, dunque, n\u00e9 riprese alle recite, con buona pace di chi \u2013 complice gli smartphone e tutta la strumentazione elettronica oggi diffusa \u2013 si improvvisa emozionato fotografo e regista.<br \/>\nPer\u00f2 \u2013 eccone un altro \u2013 la preoccupazione di alcuni genitori non \u00e8 condivisa da tutti. Anzi. Nella direzione didattica \u201cincriminata\u201d si sono levate infatti subito le proteste delle famiglie favorevoli a foto e riprese, con l\u2019invocazione al \u201cbuon senso\u201d. Che si potrebbe tradurre cos\u00ec: giusto tutelare le immagini, giusto preoccuparsi delle possibili manipolazioni ma\u2026 non esageriamo. Foto di classe, recite e quant\u2019altro di simile restano momenti importanti per bambini e famiglie, da ricordare, anche meritando uno scatto o una ripresa. Senza contare che ormai a fotografare e riprendere non ci sono pi\u00f9 solo i pap\u00e0 e le mamme o i nonni e parenti tutti, ma gli stessi ragazzini muniti di smartphone di ultima generazione e abilissimi ad usarli.<br \/>\nE allora torniamo al buon senso e alla \u201cbuona scuola\u201d, nel senso di buona educazione. Il problema, pi\u00f9 che nelle fotografie, sembra stare negli eccessi, che possono portare a diffondere e a fare un uso improprio di immagini che hanno giustamente diritto a tutela. Pi\u00f9 che vietare \u2013 difficile riuscirci, tra l\u2019altro \u2013 a questo livello serve intervenire. Educando i ragazzini fin da piccoli (e a volte gli adulti con loro) a rispetto e misura, a condividere senza prevaricare. La scuola \u00e8 l\u2019istituzione che meglio pu\u00f2 aiutare ragazzi e famiglie su questa strada. Magari permettendo le foto di classe, e facendo diventare anche questo momento un\u2019occasione di crescita condivisa. \u2022<\/p>\n<p>Alberto Campoleoni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scuola: \u00e8 giusto vietare le foto in classe in nome della privacy? La morte del buonsenso. Anche cos\u00ec \u00e8 stata definita la decisione di una dirigente scolastica toscana di vietare le foto di classe in nome della privacy. 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