{"id":6797,"date":"2018-03-27T11:00:16","date_gmt":"2018-03-27T09:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6797"},"modified":"2024-11-06T16:32:10","modified_gmt":"2024-11-06T15:32:10","slug":"la-mente-dellaltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/03\/la-mente-dellaltro\/","title":{"rendered":"La mente dell\u2019altro"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 stato un pomeriggio dedicato al sociale quello di sabato 17 marzo 2018, presso il cine &#8211; teatro \u201cConti\u201d di San Marone, dalle 17 alle 19.<br \/>\nLa Comunit\u00e0 San Claudio, nata dal felice connubio tra l\u2019esperienza della Comunit\u00e0 di Capodarco e della \u201cCooperativa 13 maggio\u201d di Civitanova Marche, ha festeggiato i suoi primi vent\u2019anni di attivit\u00e0. Erano presenti alla serata tutti gli operatori della Comunit\u00e0 San Claudio, inaugurata il 30 gennaio 1998, fortemente voluta da don Vinicio Albanesi, presente all\u2019evento. Il sacerdote, presidente della Comunit\u00e0 di Capodarco, ha ricordato con commozione l\u2019amico sacerdote don Lino Ramini, scomparso il 17 marzo del 2006. La casa accoglienza per malati di mente di San Claudio nacque per l\u2019impegno profuso da don Lino che aveva gi\u00e0 creato negli anni precedenti la \u201cCooperativa 13 maggio\u201d di Civitanova Marche.<br \/>\nOgni anno, la Fondazione don Lino Ramini, che ha la propria sede in Civitanova Marche, ricorda la figura del sacerdote in occasione della sua morte. Con la proposta di trascorrere le vacanze sulle Dolomiti, don Lino voleva che nei giovani nascesse il desiderio di interessarsi della persona in tutte le sue dimensioni. Molti ragazzi di Civitanova Marche, che non erano mai usciti dal proprio paese, &#8211; &#8211; ha ricordato il dott. Galliano Micucci, videro nella proposta del sacerdote un\u2019occasione da non perdere. Erano a corto di esperienze proprio perch\u00e9 giovani ma aiutati dai pi\u00f9 grandi fecero in fretta a crescere nella dimensione voluta dal sacerdote. L\u2019altro, soprattutto se bisognoso d\u2019aiuto, \u00e8 sempre una ricchezza mai un fastidio o un impoverimento. La proposta di impegnarsi nell\u2019apertura di una casa d\u2019accoglienza per malati di mente li trov\u00f2 entusiasti. Studiando e lavorando sono diventati col tempo: infermieri, psicologi, medici, psico terapeuti, assistenti sociali, operatori socio sanitari, oggi fiore all\u2019occhiello della Comunit\u00e0 San Claudio.<br \/>\nLa chiusura dei manicomi o ospedali psichiatrici avvenne con la legge 180, varata nel 1978. Fu fortemente voluta da Franco Basaglia, il neuro psichiatra, che si spese perch\u00e9 anche ai malati di mente fosse permesso di vivere una vita dignitosa. Pensava che di loro si dovesse interessare il servizio sanitario nazionale. Chi soffriva di disturbi psichici veniva recluso in strutture chiuse come erano i manicomi. I malati di mente erano legati ai letti di contenzione perch\u00e9 ritenuti pericolosi a se stessi e agli altri. Non c\u2019era per loro nessuna terapia ma solo sofferenza e degrado umano. Dall\u2019approvazione della legge alla creazione di case famiglia che li avessero accolti, passarono quasi vent\u2019anni. Molti di loro avevano paura di uscire da un luogo che per quanto infernale poteva essere, almeno li teneva al sicuro. La societ\u00e0 poi non era preparata a questo salto di mentalit\u00e0. Chi aveva un malato di mente si vergognava.<br \/>\n\u00c8 straordinario come il passato, per chi ha una certa et\u00e0, evochi ricordi mai cancellati. Ascoltando l\u2019intervento del dott. Galliano Micucci, mi sono ritornati alla mente libri invecchiati ma mai superati: Viaggio intorno all\u2019uomo di Sergio Zavoli, Asylums Le istituzioni totali, i meccanismi dell&#8217;esclusione e della violenza, di Erving Goffman, traduzione di Franca Ongaro Basaglia. Accanto a questi due libri poi ci sono tutte le puntate televisive curate da Sergio Zavoli, dedicate ai Giardini di Abele, poi le letture di articoli di giornale, letti, ritagliati e messi da parte. Bella \u00e8 stata anche la testimonianza di Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche. La propria docente di lettere, al primo anno della Scuola Media, aveva invitato i propri alunni a leggere, studiare e commentare la legge Basaglia.<br \/>\nIl momento pi\u00f9 commovente della serata \u00e8 stato la proiezione del video \u2013 performance Le storie ascoltate, costruito dal dott. Ubaldo Sagripanti, medico psichiatra, i cui testi erano letti sul palco del cine-teatro da Roberta Fonsato e Luigi Ciucci. Sullo schermo scorrevano le immagini della casa di accoglienza di San Claudio e la guida, ripresa dalla telecamera, spiegava la funzione degli spazi esterni e interni: la sala mensa, quella per le riunioni di lavoro, l\u2019infermeria, la cucina, le camerette per gli ospiti, gli spazi per la psicomotricit\u00e0, per i lavori di gruppo, l\u2019ippoterapia praticata a lato dei viali che circondano San Claudio. Altre riprese aeree evidenziavano tutto il territorio circostante, spaziando dalla pianura alla collina ai Monti Azzurri imbiancati dalla neve. Luoghi e posti lontani, citt\u00e0 intasate dal traffico, spaccati della vita quotidiana, si alternavano in un sapiente dosaggio per contestualizzare o semplicemente evocare con la lettura storie di vita lette dai due attori.<br \/>\n\u00c8 stato un modo nuovo perch\u00e9 tutti i presenti in aula, strapiena in ogni ordine di posti, si calassero nella storia vissuta dal malato di mente.<br \/>\n\u201cLa partecipazione \u00e8 la via pi\u00f9 naturale e diretta per entrare in rapporto con le persone, le storie e gli ambienti diversi, ma allo stesso modo \u00e8 proprio quello che per lungo tempo la cura della malattia mentale non ha previsto\u201d, questo ha detto nel proprio breve intervento il dott. Ubaldo Sagripanti. L\u2019emozione \u00e8 un momento della conoscenza. La terapia nasce dall\u2019incontro tra diagnosi, malato e medico, non da posizioni preconcette.<br \/>\nLa prima legge in Italia, che vedeva nei malati di mente una pericolosit\u00e0 sociale, per cui prevedeva il loro internamento nei manicomi, \u00e8 del 1904; da questa data fino al 1978 tutto rimaneva immutato. Il 20 luglio 1969 l\u2019uomo andava sulla Luna ma sulla terra, chi soffriva di disturbi psichici, era rinchiuso nei manicomi. Ricordo con sconcerto com\u2019erano trattati i pellagrosi. L&#8217;abuso o meglio la mancanza d\u2019integrazione con legumi e verdure nell&#8217;alimentazione, solo a base di polenta, portava all&#8217;indebolimento di tutto l&#8217;organismo fino a intaccare il sistema nervoso. Negli ultimi stadi di vita, il pellagroso era trattato come un malato mentale e rinchiuso nei manicomi. Le cartelle dell&#8217;ospedale Sant&#8217;Anna di Como, ovviamente fotocopiate e utilizzate per un corso di formazione tenuto presso la Fondazione Feltrinelli di Milano, seguito negli anni del mio lungo soggiorno in terra lombarda, registravano casi di pellagrosi che, considerati come malati mentali, erano curati solo con una &#8220;Limonea marziale&#8221;, un semplice tranquillante mentre avrebbero avuto bisogno di mangiare meglio.<br \/>\nSolo quarant\u2019anni fa, nel 1978, la psichiatria \u00e8 entrata a far parte del servizio sanitario nazionale e questo grazie alle lotte di Franco Basaglia e di sua moglie Franca Ongaro.<br \/>\nDon Lino Ramini con l\u2019apertura della casa famiglia di San Claudio, da sacerdote, voleva dare ai malati di mente un tetto e un ambiente, dove poter vivere con dignit\u00e0 la propria vita.<br \/>\nI primi ospiti della struttura, una ventina circa, venivano dal manicomio di Macerata. Dei primi ospiti \u00e8 rimasta solo una persona. Gli altri sono morti. Sono stati letti i loro nomi uno ad uno. \u00c8 stato un gesto bello e commovente che ha tenuto tutti col fiato sospeso.<br \/>\n\u00c8 stato tutto bello del pomeriggio anche l\u2019aperitivo offerto dalla Cooperativa Sociale Solaria, consumato, al termine degli interventi e della foto di gruppo, presso la Sede Caritas- Casa don Lino Ramini di via Parini. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stato un pomeriggio dedicato al sociale quello di sabato 17 marzo 2018, presso il cine &#8211; teatro \u201cConti\u201d di San Marone, dalle 17 alle 19. 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