{"id":6787,"date":"2018-03-26T16:00:21","date_gmt":"2018-03-26T14:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6787"},"modified":"2018-03-26T11:50:06","modified_gmt":"2018-03-26T09:50:06","slug":"droga-scuola-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/03\/droga-scuola-famiglia\/","title":{"rendered":"Droga, scuola, famiglia"},"content":{"rendered":"<h2>Temi scottanti su cui la politica non pu\u00f2 pi\u00f9 tergiversare<\/h2>\n<p>\u201cIl problema della droga, al centro di tanti drammi, soprattutto tra i giovani, unisce molti immigrati e italiani che spacciano e consumano droghe\u201d. Lo ha detto Giorgio Torresetti, docente aggregato di Filosofia del diritto presso l\u2019Universit\u00e0 di Macerata, nell\u2019ambito di un incontro che si \u00e8 tenuto mercoled\u00ec 21 febbraio 2018 alle 21,00 al teatro \u201cDon Bosco\u201d di Macerata, promosso dal Circolo del Villaggio in collaborazione con la Pars, Acudipa, la fondazione San Riccardo Pampuri e l\u2019associazione Ut Re Mi Onlus (www.cronachemaceratesi.it 22.02.2018). L\u2019occasione del dibattito, come si pu\u00f2 ben capire, \u00e8 stata data dal dramma che ha sconvolto Macerata e non solo per l\u2019orribile morte di Pamela Mastropietro (30 gennaio 2018), ricordata con un minuto di silenzio prima degli interventi. Macerata, da tranquilla citt\u00e0 di provincia, si \u00e8 ritrovata a essere all\u2019improvviso quasi l\u2019ombelico del mondo e al centro del circolo mediatico e punto di riferimento per le forze politiche a seguito dell\u2019altro fatto altrettanto increscioso: il folle raid razzista compiuto da Luca Traini che ha individuato negli uomini e donne di colore la causa di tutto. Antonio Polito, vicedirettore de Il Corriere della Sera, presente alla serata, ha parlato della famiglia e sull\u2019educazione dei figli ha detto: \u201cLa scuola sembra aver abdicato al ruolo di formatrice culturale per diventare agenzia di collocamento, che non boccia mai. I genitori tendono ad avere paura di agire, temono il conflitto, non si propongono come figure educative e di esempio nei confronti dei figli. Preferiscono il punto di vista di tanti psicologi che trattano il dolore di vivere come una malattia da guarire, invece che come un\u2019opportunit\u00e0\u201d per costruire un rapporto educativo.<br \/>\nLa scuola ha rinunciato al suo ruolo educativo.<br \/>\n\u201cIstruire e educare sono due aspetti di un unico problema\u201d. Quanti tra dirigenti scolastici e professori sottoscriverebbero oggi questo pensiero di don Milani? Nessuno. Chi educa colui che educa, mi diceva con un aforisma un collega conosciuto nei miei primi anni di insegnamento nel milanese. Veniva dalle barricate del sessantotto. Aveva molto da rimproverarsi sul facile sociologismo di moda in quegli anni. Affermava serenamente che la ricreazione fosse finita, dopo averla appoggiata e servita. Gli alunni, diceva, erano tutti dei debosciati. Non si chiedeva per niente se lui stesso e i suoi compagni, che erano saliti sulle barricate, avessero qualche colpa.<br \/>\nI decreti delegati del 1974, che esistono tuttora e avrebbero bisogno di una riforma, indicavano nella gestione sociale della scuola la chiave di volta di tutto il sistema scolastico. Per un po\u2019 di tempo si \u00e8 tentato di coniugare assieme i legittimi diritti dell\u2019individuo con quelli della societ\u00e0 ma la stagione \u00e8 durata poco. Ha prevalso in molti la convinzione, prima strisciante poi sempre pi\u00f9 manifesta, che il principio era utopistico. Meglio era interessarsi dell\u2019alunno. L\u2019istruzione soltanto diventava il motore e la preoccupazione di docenti e presidi. Qualcuno dall\u2019animo tenero, per non lasciare nulla d\u2019intentato, parlava di sinergie di forze tra scuola e altre agenzie educative. Tutto rimaneva nell\u2019immobilit\u00e0 pi\u00f9 assoluta. Ma la storia galoppa. Oggi, la scuola, mi diceva un\u2019insegnante che \u00e8 stata per anni mia collega nella stessa scuola, \u00e8 diventata una sorta di \u201cProgettificio\u201d, un luogo dove si elaborano progetti. C\u2019\u00e8 quasi una gara tra scuole a chi ne fa di pi\u00f9. Nelle settimane successive ai due drammi, ricordati sopra, ci soni stati nella cittadina marchigiana manifestazioni e cortei durante i quali \u00e8 stato detto che Macerata \u00e8 liberata. Liberata da cosa? Dal Fascismo, \u00e8 stata la risposta. Questo, storicamente, \u00e8 successo nel giugno del 1944, quando le truppe tedesche abbandonarono la citt\u00e0, raggiunta dalle formazioni partigiane e il giorno dopo, al primo luglio dello stesso anno, dai reparti del CIL (Corpo Italiano di Liberazione).<br \/>\n\u201cMacerata! L&#8217;attraversammo anche noi; era il pomeriggio del primo luglio e il solleone incombeva sfolgorante sulle case di un bel colore mattone, lavorato dal tempo e sulle strade colme di silenzio. Ad una sosta della colonna, un vecchio venne di corsa al nostro autocarro; reggeva un prosciutto ed un gran pane fresco. La gente era a noi cara perch\u00e9 ci accoglieva con sincere manifestazioni di gioia e, lungo le strade, ci stringeva la mano con amicizia e ci ringraziava commossa, perch\u00e9 per liberare la loro citt\u00e0, esponevamo la nostra vita\u201c (E. Corti, Gli ultimi soldati del re, pag. 142). Certo, l\u2019antifascismo \u00e8 un valore, come lo \u00e8 la manifestazione contro ogni forma di razzismo e d\u2019intolleranza. Ma da soli non bastano, anzi sono riduttivi.<br \/>\nOggi, Macerata, tutte la Marche e l\u2019Italia intera devono essere liberate dalla droga che, a detta di molti, scorre a fiumi. Pakistani, Albanesi, Nigeriani si contendono il mercato. Dietro, dicono in molti, c\u2019\u00e8 anche la mafia italiana. Pi\u00f9 di duemila anni fa, il pagano Cecilio scriveva che \u201cSolo le cose oneste meritano la luce del sole e si nascondono unicamente quelle disoneste\u201d. Oggi la disonest\u00e0 \u00e8 diventata la norma della vita sociale. Lo spaccio della droga avviene alla luce del sole. Lo testimoniano chiaramente inchieste televisive, convegni e non solo. \u201cSe la vita \u00e8 un bel dono di Dio, non va buttata via e buttarla via \u00e8 peccato. Se un\u2019azione \u00e8 inutile, \u00e8 buttar via un bel dono di Dio. E un peccato gravissimo, io lo chiamo bestemmia del tempo. E mi pare una cosa orribile perch\u00e9 il tempo \u00e8 poco, quando \u00e8 passato non torna\u201d (don Milani). Quanti maestri e genitori sottoscriverebbero quest\u2019altro pensiero di don Milani?<br \/>\n\u201cIl solo modo di dare un senso alla orrenda morte di Pamela Mastropietro \u00e8 riflettere sull\u2019accaduto\u201d. A parlare \u00e8 Salvatore Giancane, direttore del Sert di Bologna, autore fra l\u2019altro di Il mercato globale dell\u2019eroina dall\u2019Afghanistan all\u2019Adriatico. Un capitolo \u00e8 dedicato al mercato dell\u2019eroina in Italia, soprattutto lungo l\u2019Adriatico, dove \u201cl\u2019indice di mortalit\u00e0 per droga \u00e8 pi\u00f9 alto di quindici volte rispetto alla media\u201d, per esempio nelle Marche. Il mercato della cocaina, prospero e ricco, \u00e8 controllato dagli italiani, quello dell\u2019eroina da mafie straniere: \u201cPrima albanesi, poi pakistani. Ora i nigeriani combattono per impossessarsene\u201d. Lo ripete l\u2019avvocato Giuseppe Bommarito, un figlio morto per overdose, fondatore dell\u2019Associazione Con Nicola \u2013 oltre il deserto d\u2019indifferenza, che nel 2016 ha pubblicato su Cronache Maceratesi l\u2019articolo \u201cMaceratistan\u201d in cui ricostruisce la crescita dei sequestri di eroina nella sua citt\u00e0 e nella provincia per opera di pakistani con permesso di soggiorno e attivit\u00e0 legali di copertura (Macerata punto nevralgico della diffusione. Dove il prezzo delle dosi diminuisce, la droga dilaga. Redazione, 16\/02\/2018, www.specchiomagazine.it, Paola Tavella, L\u2019 Espresso). \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Temi scottanti su cui la politica non pu\u00f2 pi\u00f9 tergiversare \u201cIl problema della droga, al centro di tanti drammi, soprattutto tra i giovani, unisce molti immigrati e italiani che spacciano e consumano droghe\u201d. Lo ha detto Giorgio Torresetti, docente aggregato di Filosofia del diritto presso l\u2019Universit\u00e0 di Macerata, nell\u2019ambito di un incontro che si \u00e8 &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":6788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4],"tags":[872,1947,125],"class_list":["post-6787","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-primo-piano","tag-droga","tag-numero-6-2018","tag-politica"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/various-abusive-drugs-1194951-1280x960.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1Lt","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6787","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6787"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6787\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6789,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6787\/revisions\/6789"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}