{"id":6645,"date":"2018-03-06T13:00:00","date_gmt":"2018-03-06T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6645"},"modified":"2018-03-05T12:24:07","modified_gmt":"2018-03-05T11:24:07","slug":"quaresima-tempo-di-penitenza-non-di-tristezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/03\/quaresima-tempo-di-penitenza-non-di-tristezza\/","title":{"rendered":"Quaresima: tempo di penitenza, non di tristezza"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019inizio di questo tempo liturgico c\u2019\u00e8 una espressione che mi torna alla mente, anzi mi sembra quasi di riascoltarla dalla voce di mia madre quando si lamentava per la lentezza con la quale mi accingevo a prepararmi: sei lungo come la Quaresima. Chi la usa pi\u00f9, oggi, questa espressione per indicare qualcosa che si prolunga eccessivamente nel tempo, o magari la difficolt\u00e0 del fare. Forse perch\u00e9 non viviamo come si dovrebbe questo tempo \u2013 amanti come siamo delle \u201cscorciatoie\u201d \u2013 iniziato con il mercoled\u00ec che ricorda come la vita di ciascuno di noi \u00e8 davvero polvere; come la polvere che ci \u00e8 stata posta sulla testa. Polvere \u00e8 il nostro orgoglio, il nostro desiderio di prevalere; polvere \u00e8 il nostro desiderio di sicurezza, il nostro affannarci; polvere \u00e8 anche il potere quando questo assume i contorni della prevaricazione dei diritti umani, quando disprezza la giustizia e la pace.<br \/>\nTempo di digiuno e di penitenza \u2013 e a ricordarcelo \u00e8 anche il nome che diamo ai giorni della festa che precede le ceneri, cio\u00e8 il carnevale, dal latino carnem levare, cio\u00e8 togliere la carne dalle nostre mense \u2013 la Quaresima non \u00e8 oggi celebrata, generalmente, come un tempo forte, di digiuno e di astinenza. Lo \u00e8 ancora per i cristiani di tradizione ortodossa e orientale; tempo analogo lo vivono i musulmani nel digiuno, dall\u2019alba al tramonto, per tutto il mese del ramadan, e lo vivono gli ebrei in occasione dello Yom Kippur, il giorno dell\u2019espiazione. Per noi cristiani del mondo occidentale \u00e8 sempre meno un tempo di rinunce e pratiche penitenziali.<br \/>\nIl Vangelo della prima domenica di Quaresima ci ripropone con forza il tema della prova, della rinuncia. Nelle poche righe del suo brano, Marco ci riporta, nell\u2019essenzialit\u00e0 della narrazione, il periodo delle tentazioni vissute da Ges\u00f9: quaranta giorni tra le rocce aride del deserto di Giuda, poco lontano dal mar Morto. Il deserto, terra di tentazioni e di prova, torna pi\u00f9 volte nei testi sacri, cos\u00ec come il numero quaranta. Per quaranta anni, lasciato l\u2019Egitto, il popolo di Israele ha vagato nel deserto; quaranta sono giorni che Mos\u00e8 trascorre sul Sinai; quaranta i giorni che Elia impiega per raggiungere il monte Oreb.<br \/>\nGes\u00f9 va nel deserto \u201cper prepararsi alla sua missione nel mondo\u201d. Una preparazione, dice Papa Francesco all\u2019Angelus in una piazza san Pietro coperta dagli ombrelli, \u201cche consiste nel combattimento contro lo spirito del male\u201d. Anche per noi la Quaresima \u00e8 \u201cun tempo di agonismo spirituale, di lotta spirituale: siamo chiamati ad affrontare il Maligno mediante la preghiera per essere capaci, con l\u2019aiuto di Dio, di vincerlo nella nostra vita quotidiana. Noi lo sappiamo, il male \u00e8 purtroppo all\u2019opera nella nostra esistenza e attorno a noi, dove si manifestano violenze, rifiuto dell\u2019altro, chiusure, guerre, ingiustizie\u201d.<br \/>\nLa solitudine, il deserto sono molto spesso presenti nella vita umana, specialmente nei momenti di crisi, di transizione e di passaggio. Quanti deserti incontriamo nella nostra esistenza. Anche le nostre giornate qualche volta sono segnate dal deserto della tristezza, giornate buie, senza amore, senza perdono. Papa Francesco e i suoi predecessori hanno spesso messo l\u2019accento sul processo di desertificazione dei cuori, che porta alla violenza, all\u2019inaridimento, all\u2019incapacit\u00e0 di accogliere l\u2019altro nella sua fragilit\u00e0.<br \/>\nLa Quaresima \u201c\u00e8 un tempo di penitenza, ma non \u00e8 un tempo triste, di lutto\u201d dice Papa Francesco. \u00c8 invito a non mostrarsi estranei: il male del mondo, scriveva Papa Paolo VI nella Populorum progessio, risiede soprattutto nella mancanza di fraternit\u00e0 tra gli uomini e tra i popoli\u201d. Quaresima \u00e8 tempo di conversione, e per fare questo \u201cbisogna avere il coraggio di respingere tutto ci\u00f2 che ci porta fuori strada, i falsi valori che ci ingannano attirando in modo subdolo il nostro egoismo\u201d. Invece, afferma ancora il vescovo di Roma, \u201cdobbiamo fidarci del Signore, della sua bont\u00e0 e del suo progetto di amore per ciascuno di noi\u201d.<br \/>\n\u00c8 \u201cimpegno gioioso e serio per spogliarci del nostro egoismo, del nostro uomo vecchio, e rinnovarci secondo la grazia del nostro Battesimo\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Fabio Zavattaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019inizio di questo tempo liturgico c\u2019\u00e8 una espressione che mi torna alla mente, anzi mi sembra quasi di riascoltarla dalla voce di mia madre quando si lamentava per la lentezza con la quale mi accingevo a prepararmi: sei lungo come la Quaresima. 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