{"id":6610,"date":"2018-03-05T13:30:01","date_gmt":"2018-03-05T12:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6610"},"modified":"2018-03-05T11:54:52","modified_gmt":"2018-03-05T10:54:52","slug":"spegnere_i_cellulari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/03\/spegnere_i_cellulari\/","title":{"rendered":"Spegnere i cellulari"},"content":{"rendered":"<p>Negli anni \u201880 un gruppo di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Parma condotto da Giacomo Rizzolatti scopr\u00ec i neuroni &#8220;mirror&#8221; (specchio), che sono dei neuroni motori, i quali si attivano sia quando un individuo fa un azione sia quando lo stesso vede un\u2019altra persona fare un\u2019azione simile e che ha lo stesso scopo. I ricercatori di Parma li hanno scoperti nelle aree motorie, col passare degli anni si \u00e8 visto che si tratta di un meccanismo che non \u00e8 presente solo nelle aree motorie, ma \u00e8 presente anche in varie aree emozionali, \u00e8 presente in quelli che sono stati chiamati &#8220;vitality forms&#8221;, quei piccoli gesti sociali che uno fa. Per cui attualmente, quello dei neuroni specchio viene considerato come un meccanismo globale di comprensione dell\u2019altro, si pu\u00f2 comprendere l\u2019emozione di un altro individuo perch\u00e9 la si vive e sente allo stesso modo, a livello cerebrale si attivano le stesse aree. Tale meccanismo interno sarebbe omologo quando si pensa un\u2019azione, per esempio immaginando se stessi giocare a tennis si attivano gli stessi neuroni di quando si vede giocare Federer.<br \/>\nPer cui, quello dei neuroni specchio, sembrerebbe essere un meccanismo che si attiva anche attraverso l\u2019immaginazione, un\u2019attivit\u00e0 mentale di rielaborazione delle proprie esperienze, conoscenze, emozioni che produce idee nuove e spesso soluzioni creative.<br \/>\nIl clima di accelerazione storica del mondo contemporaneo con i suoi ritmi sempre pi\u00f9 frenetici ha investito tutti i campi dell\u2019esperienza umana (famiglia, scuola, lavoro). La corsa al fare e al raggiungere obiettivi sempre pi\u00f9 alti ci impedisce a volte di pensare e ci spinge ad essere sempre pi\u00f9 individualisti. Questo coinvolge i bambini e i ragazzi che, oltre ad avere questo modello di societ\u00e0, spesso quando non sono impegnanti con la scuola e in attivit\u00e0 extrascolastiche, nei cosidetti momenti di noia, passano il loro tempo a giocare con smartphone, tablet, pc, video giochi, considerate attivit\u00e0 di svago, ma che di fatto non lo sono. Tali strumenti, infatti, forniscono input visivi che vanno a stimolare le aree del cervello coinvolte nella visione, con dispendio di energie attentive, mentre il sistema &#8220;mirror&#8221;, quello che ci permette di condividere le emozioni con gli altri, stimolando pensiero e immaginazione, non \u00e8 coinvolto. In questo modo non si d\u00e0 il tempo alle future generazioni di stimolare tali aree del cervello e quindi di svilupparne le potenzialit\u00e0.<br \/>\nQuesta credo sia la vera emergenza e sfida educativa del mondo contemporaneo, di cui noi adulti dovremmo farci carico ed essere responsabili, il recupero del tempo e la qualit\u00e0 dello stesso a partire dalla quotidianit\u00e0 vissuta dai bambini e dai ragazzi. \u2022<\/p>\n<p>Dott.ssa Marzia Fratini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli anni \u201880 un gruppo di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Parma condotto da Giacomo Rizzolatti scopr\u00ec i neuroni &#8220;mirror&#8221; (specchio), che sono dei neuroni motori, i quali si attivano sia quando un individuo fa un azione sia quando lo stesso vede un\u2019altra persona fare un\u2019azione simile e che ha lo stesso scopo. 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