{"id":6562,"date":"2018-02-14T16:00:34","date_gmt":"2018-02-14T15:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6562"},"modified":"2018-02-12T13:40:56","modified_gmt":"2018-02-12T12:40:56","slug":"poesie-belle-e-struggenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/02\/poesie-belle-e-struggenti\/","title":{"rendered":"Poesie belle e struggenti"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono dei ricordi che, legati come sono a momenti della propria vita, non si cancellano mai. Si era sul finire dell\u2019estate 1978 e prima di partire per Milano, dove insegnavo gi\u00e0 da due anni, mi fermai per qualche giorno a Santa Lucia, frazione di Morrovalle, dove sono nato e dove abitavano i miei genitori e i miei zii. Camminavo e mi fermai all\u2019altezza della chiesa. Girai gli occhi sulla sua parete esterna, quella rivolta verso la strada. Un piccolo manifesto funebre annunciava la morte di Lorenzo Romagnoli. Rimasi con un groppo alla gola.<br \/>\nSuccede sempre cos\u00ec quando non si frequenta abitualmente il proprio luogo di nascita. Nel 1976 avevo prestato il servizio militare a Firenze e nel 1977 avevo iniziato le prime supplenze nelle scuole del milanese.<br \/>\nIn un\u2019occasione, forse nell\u2019estate del 1977, incontrai Lorenzo Romagnoli nei locali situati sotto l\u2019abitazione del parroco a Morrovalle. Era l\u00ec a presentare il suo ultimo libro di poesie.<br \/>\nRicordo esattamente che regal\u00f2 una copia a mia cognata Miriam, sorella di mia moglie, con una sua dedica. Acquistai anch\u2019io la silloge di poesie Frammenti di vita. Possedevo anche l\u2019altra raccolta \u2026e poi l\u2019infinito. Nel mio lungo soggiorno milanese avevo con me alcuni libri: Macerata e il suo territorio di Dante Cecchi, i libri di poesie di Lorenzo Romagnoli, Attorno al castello di Morro un giorno lontano e Nebbia di ricordi e profumi di cose perdute di Mario Latini. Erano per me il legame che mi teneva unito al mio ambiente di nascita.<br \/>\nHo memorizzato da qualche tempo pochi versi di alcune sue poesie: \u201cCos\u00ec tutto un tratto \u00e8 arrivato l\u2019inverno\/ lo senti nell\u2019aria gelida di neve\/ nelle poche persone che incontri\/ e tu sei l\u00ec fermo sul marciapiede\/ a macinare i ricordi di un\u2019estate passata\/ a non raccogliere che miseri pugni di polvere\/ sul palmo della tua mano\/ mentre rapida fugge cos\u00ec \/ un\u2019altra stagione della tua vita\u201d.<br \/>\nLi ho trascritti cos\u00ec come li ricordo. Li citavo spesso a mia figlia, quando d\u2019inverno la accompagnavo a scuola. Altri versi imparati a memoria: \u201cMa a te, cara piccola amica\/ un poco d\u2019amore ti chiedo\/ almeno stavolta il dolore\/ lo voglio tenere per me\u201d. Altri ancora: \u201cCalpesti i residui di un carnevale recente\/ che ha fatto felici i bambini\/ e allora ti accorgi com\u2019\u00e8 triste\/ scoprire\/ che in maschera resta soltanto il volto dei grandi\u2026 Tu ripensa ai tuoi giorni di sole o poeta\/ Io che giorni di sole non ho\/ mi voglio godere in silenzio\/ questi giorni di nebbia e di buio\/ perch\u00e9 ci\u00f2 che davvero conta a questo mondo\/ \u00e8 avere qualcosa da ricordare\u201d.<br \/>\nHo citato pi\u00f9 volte questi versi all\u2019amico poeta Piero Marelli, di Verano Brianza.<br \/>\nHo insegnato nella locale scuola media per sedici anni di seguito. Piero \u00e8 un profondo conoscitore e traduttore della poesia provenzale. Ha all\u2019attivo molte pubblicazioni per diverse case editrici. \u00c8 poeta lui stesso, vincitore di premi nazionali di poesia, molto legato alla poesia di Clemente Rebora. Non gli ho mai dato da leggere i due libri di poesia di Lorenzo Romagnoli. Li avevo regalati all\u2019amico Carlo Boneschi, cultore di Davide Maria Turoldo di cui aveva tutti i volumi. Carlo trovava le poesie di Lorenzo Romagnoli molto belle, ricche di struggente e infinita malinconia.<br \/>\nMario Latini, nella propria orazione funebre, letta al cimitero di Morrovalle il giorno del funerale, cos\u00ec ricordava il poeta insegnante: \u201cLorenzo Romagnoli era amico dei pi\u00f9, stimato da tutti e a tutti regalava la sua amicizia, la sua bont\u00e0, le esplosioni di poesia di cui era capace il suo piccolo cuore di uomo. Egli sapeva parlare agli uomini che spesso dimenticano che la vita \u00e8 un volo di farfalla, e va vissuta come missione d\u2019amore e di donazione, come incontro tra uomini che si riconoscono fratelli\u201d (Mario Latini, Attorno al castello di Morro un giorno lontano).<br \/>\nNello stesso documento ho ritrovato una bella poesia di Lorenzo Romagnoli, pubblicata per intero: \u201cHo pianto con voi, \/ o gente di poche pretese. \/ Ora vi conto tutti ad uno ad uno\/ come quando nei campi laboriosi\/ rompevate le zolle di sasso \/ per guadagnarvi il pane. \/ Ed era mio padre con voi, \/ lo ricordo, volgeva d\u2019agosto la fine, \/ curvo sulla terra ingrata. \/ Ed egli soltanto mi resta \/ in tale distesa di silenzi \/ angosciosi \/ a parlarmi di voi\u201d.<br \/>\nIl mondo contadino, caro a Lorenzo Romagnoli come anche a me!<br \/>\nDopo l\u2019orazione funebre di Mario Latini, che ho letto pi\u00f9 volte, sempre bella, commovente e ricca di sentimento, non ho mai pi\u00f9 trovato nulla di scritto su Lorenzo Romagnoli, tanto che, ritornato nelle Marche, ho chiesto a molti che conosco da sempre come mai non si \u00e8 pensato di organizzare qualcosa per ricordarlo.<br \/>\nSe \u201cL\u2019armonia (la poesia) vince di mille secoli il silenzio\u201d (Foscolo), perch\u00e9 non ricordarlo quarant\u2019anni dopo, stampando di nuovo le due raccolte di poesie Frammenti di vita e \u2026e poi l\u2019infinito o dedicargli un convegno, un incontro dove si parli di lui? Questo mio piccolo contributo \u00e8 un invito ad altri che desiderassero fare qualcosa per commemorare Lorenzo Romagnoli l\u2019insegnante poeta, morto all\u2019et\u00e0 di soli trent\u2019anni nel fiore della vita.<br \/>\nForse \u00e8 vero quello che mi disse tanto tempo fa una persona che conoscevo e che incontrai di nuovo nei primi anni del mio ritorno nelle Marche: \u201cNon pensare di ritrovare quello che hai lasciato vent\u2019anni fa\u201d. Non ero n\u00e9 sono cos\u00ec sciocco dal non pensare che con il tempo le situazioni cambino e noi con loro. Ricordo che ci rimasi male.<br \/>\nOmnia fert aetas, animum quoque; saepe ego longos\/ cantando puerum memini me condere soles; \/ nunc oblita mihi tot carmina (Virgilio Bucoliche Egloga IX).<br \/>\nTraduzione: Tutto il tempo ci strappa, anche l\u2019anima; ricordo che spesso da ragazzo trascorrevo cantando lunghe giornate; ora ho scordato tante canzoni. \u00c8 vero che la vita insegna a ognuno cose diverse. Ma la nostalgia del futuro si deve nutrire di ricordi. Questo io credo, diversamente anche il presente diventa un inferno.<br \/>\nMi piace terminare questo scritto con una poesia inedita di Lorenzo Romagnoli, donata nel 1975 a Mario Latini come segno di amicizia e riportata da quest\u2019ultimo nel proprio libro Nebbia di ricordi, profumo di cose perdute.<br \/>\nIl testo della poesia \u00e8 dedicato a Morrovalle il paese, dove Lorenzo Romagnoli \u00e8 nato e ha trascorso la sua breve esistenza terrena.<br \/>\n\u201cAltra gente \/ altre luci ai miei occhi , \/ altre lune e distese di verde \/ e fiumi e campagne e citt\u00e0, \/ ma in nessuno di essi ho trovato \/ la pace e la calma \/ che all\u2019animo danno \/ le tue case di notte, \/ o Morrovalle, \/ quando stanca riposa \/ dal duro lavoro la gente, \/ in attesa dell\u2019alba \/ e di un giorno migliore. \/ Pi\u00f9 volte ho sorpreso me stesso\/ a pensarti \/ pi\u00f9 volte a guardarti dal Colle, \/ e sempre ho sentito \/ che stavo rubando qualcosa \/ all\u2019incanto di luci e di case\/ che, in silenzio aggruppate, \/ m\u2019arrivano agli occhi \/ come uccelli nel caldo del nido\u201d (Lorenzo Romagnoli, Morrovalle in una notte d\u2019estate, in \u201cNebbia di Ricordi, profumo di cose perdute\u201d di Mario Latini).<br \/>\nIl colle di cui parla \u00e8 quello di \u201cBellavista\u201d dove sorge la villa Pace \u2013 Leopardi, gi\u00e0 villa Grisei, un protagonista del Risorgimento italiano.<br \/>\n\u00c8 una collina che sovrasta Morrovalle, da cui si pu\u00f2 godere una visione incantevole quasi a trecento sessanta gradi.<br \/>\nLo sguardo si posa sulla sottostante pianura del Chienti, si allarga sui mille paesini del fermano, sul monte Conero, sulla vallata del Potenza e sui Monti Azzurri. \u201cE il naufragar m\u2019\u00e8 dolce in questo mare\u201d avrebbe detto un grande marchigiano, il giovane favoloso, Giacomo Leopardi. Ogni paese delle Marche che sorga sulle alture \u00e8 un balcone dal quale ammirare un paesaggio splendido, non pi\u00f9 come quello della mia infanzia e della mia prima adolescenza ma ugualmente bello. Sta a noi e a chi verr\u00e0 dopo conservarlo cos\u00ec. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono dei ricordi che, legati come sono a momenti della propria vita, non si cancellano mai. 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