{"id":6511,"date":"2018-02-12T13:30:54","date_gmt":"2018-02-12T12:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6511"},"modified":"2018-02-12T11:42:50","modified_gmt":"2018-02-12T10:42:50","slug":"forte-come-la-morte-e-lamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/02\/forte-come-la-morte-e-lamore\/","title":{"rendered":"Forte come la morte \u00e8 l&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<h2>L&#8217;amore che sfida anche la morte e si proietta nel per sempre<\/h2>\n<p>\u201cLa morte ti fa bella\u201d, cos\u00ec titola un celebre film del 1992. Pu\u00f2 essere un modo di vedere e di reagire in caso di lutto, quando la notizia di un trapasso tocca in prima persona. Ognuno di noi \u00e8 diverso. Ognuno elabora e gestisce i propri vissuti in maniera diversa.<br \/>\nLa perdita di un coniuge, di un amico, di un parente prossimo \u00e8 sempre un evento traumatico. \u00c8 la rottura di un equilibrio personale, familiare, sociale.<br \/>\nQuando avviene porta con se tante questioni e solleva molte domande. A volte si presume che il legame sia il metro di misura per quantificare il dolore che si prova, senza tenere in considerazione altri fattori, come l\u2019et\u00e0 e il luogo in cui avviene la perdita della persona cara. Una perdita improvvisa, in giovane et\u00e0 o anche in et\u00e0 avanzata, pu\u00f2 creare nelle persone un vuoto incolmabile tale da far cambiare, a volte, il modo di pensare riguardo alcuni aspetti o problematiche.<br \/>\nQuante volte capita di non voler pi\u00f9 passare in luoghi che per noi sono legati ad una perdita personale? Spesso lo si fa inconsciamente, ma si evita ad esempio di percorrere una strada sulla quale \u00e8 avvenuto un incidente, oppure di avvicinarci ad un ospedale, il cui solo pensiero riporta alla mente episodi di dolore. Pensando ai nonni, ad esempio, sapere che sono morti in casa, potrebbe far \u201cdrizzare i capelli\u201d ad un nipote quando entra nella loro stanza. Sono tutti segni che danno al luogo una sua importanza specifica nell\u2019elaborazione di un lutto.<br \/>\nIntendendo poi il luogo in senso pi\u00f9 ampio, il fatto di vivere citt\u00e0 o in un piccolo paese fa la differenza. Nel paese ci si conosce quasi tutti e questo crea a volte la voglia di isolamento o, al contrario, la voglia di andar via per reinventarsi .<br \/>\nSecondo Bowlby, la reazione dell\u2019individuo in seguito alla separazione, dipende dal modo in cui \u00e8 venuto ad organizzarsi il suo sistema di attaccamento nel corso dello sviluppo. Un processo di lutto sano ha solitamente luogo in soggetti con attaccamento sicuro, mentre individui che sperimentano dolore cronico \u00e8 pi\u00f9 probabile che abbiano organizzato un sistema di attaccamento insicuro.<br \/>\nIl processo di elaborazione del lutto pu\u00f2 avere una durata variabile dai 6 ai 24 mesi, in riferimento a figure quali genitori, figli, partner. Molto importante \u00e8 comprendere che il processo di elaborazione \u00e8 soggettivo, e pu\u00f2 durare per tempi variabili in base a fattori personali e situazionali: \u201cl\u2019osservazione del modo di reagire alla perdita di un parente stretto, mostra che le reazioni, con il passare delle settimane e dei mesi, attraversano una serie di fasi successive. Ovviamente tali fasi sono sfumate, e il singolo individuo pu\u00f2 oscillare avanti e indietro tra l\u2019una e l\u2019altra\u201d, (Bowlby 1980).<br \/>\nL\u2019elaborazione pu\u00f2 essere connotata da uno stato depressivo, che in base alla durata nel tempo e alla qualit\u00e0 dei vissuti, pu\u00f2 evolvere in uno stato depressivo grave, comunemente definito \u201clutto complicato\u201d.<br \/>\nIl \u201clutto complicato\u201d si manifesta entro un anno dalla perdita, quando la persona non riesce a tornare ai modelli di comportamento \u201cnormali\u201d, riprendendo in mano la propria vita, con le proprie abitudini ed il proprio modo di essere.<br \/>\nAltri fattori che possono predisporre al manifestarsi di un lutto complicato sono anche le circostanze della perdita. Si parla infatti di \u201clutto traumatico\u201d quando si ha una scomparsa imprevista ed improvvisa, ad esempio in caso di un incidente sul lavoro, incidente stradale o un suicidio.<br \/>\nPer quanto riguarda la perdita del coniuge l\u2019accettazione non \u00e8 facile. Con la sua scomparsa viene a mancare una figura che \u00e8 stata significativa nella costruzione della propria vita, in particolare della vita familiare. Con la morte del coniuge si devono affrontare una serie di compiti nuovi, come ad esempio trovarsi ad essere l\u2019unica fonte di reddito per il nucleo familiare e doversi prendersi cura dei figli, se presenti. In questo caso ci si ritrova a dover assumere contemporaneamente sia le parti della madre che del padre, condensando queste due figure in un\u2019unica persona. Il pensare in due diviene il pensare di due in uno, e sfido a prendere la cosa con filosofia per chiunque. La razionalit\u00e0 non \u00e8 dalla parte del dolore, e spesso entra in conflitto con esso, generando il caos, in questo caso sia dentro di s\u00e8 che in casa!<br \/>\nLa presenza di figli, per certi versi gratificante (pensare a loro come un patrimonio donato dal partner, come una ricchezza), potrebbe per\u00f2 generare anche sentimenti negativi. Presi dallo sconforto si potrebbe pensare a loro come \u201cingombranti\u201d, in quanto potrebbe capitare di sentirsi incapaci o inadeguati nel gestire le loro richieste ed il loro dolore. Ci si ritrova a dover gestire la propria sofferenza ed il proprio dolore e nello stesso tempo aiutare i propri figli nell\u2019affrontare l\u2019enorme perdita del genitore.<br \/>\nConvivere con il dolore e superare la sofferenza di un lutto come la perdita del coniuge, richiede tempo, energia e soprattutto volont\u00e0 di stare meglio. \u00c8 una sorta di sfida personale con se stessi e con chi ci sta accanto, con i propri figli, coi propri familiari. La durata \u00e8 soggettiva e non bisogna affrettarsi o mostrarsi forti nascondendo le proprie debolezze. Con il tempo, il sostegno amorevole di amici e parenti e un comportamento positivo verso la vita, \u00e8 possibile accettare la perdita, adattarsi alla nuova realt\u00e0 e guarire dalla propria ferita: \u201cDopo questa svolta, chi \u00e8 rimasto comprende che \u00e8 necessario tentare di assumere ruoli inabituali e di acquisire capacit\u00e0 nuove. (\u2026) Pi\u00f9 il superstite riesce a svolgere questi nuovi ruoli e ad acquisire queste nuove capacit\u00e0, pi\u00f9 diventa fiducioso\u201d (Bowlby 1980 ). Pian piano la vita, torna a essere sopportabile e godibile. Molto importante \u00e8 non vergognarsi di chiedere aiuto. Che sia ad un amico, ad un parente, o ad un professionista, quale un terapeuta, l\u2019importante \u00e8 ricordarsi che non si \u00e8 soli: potersi liberare dalle parole ingombranti che spesso attanagliano la mente pu\u00f2 essere molto utile per riuscire ad elaborare un lutto che non siamo in grado di accettare. (R.G.)\u2022<\/p>\n<p>Bibliografia<br \/>\nBowlby J. (1980). Attaccamento e perdita. Boringhieri, Torino.<br \/>\nGambini Paolo, Psicologia della famiglia. La prospettiva sistemico-relazionale, 2007, Franco Angeli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;amore che sfida anche la morte e si proietta nel per sempre \u201cLa morte ti fa bella\u201d, cos\u00ec titola un celebre film del 1992. Pu\u00f2 essere un modo di vedere e di reagire in caso di lutto, quando la notizia di un trapasso tocca in prima persona. Ognuno di noi \u00e8 diverso. 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