{"id":6508,"date":"2018-02-12T13:00:53","date_gmt":"2018-02-12T12:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6508"},"modified":"2018-02-12T11:40:43","modified_gmt":"2018-02-12T10:40:43","slug":"principio-misericordia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/02\/principio-misericordia\/","title":{"rendered":"Principio misericordia"},"content":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 di cent\u2019anni fa, papa Benedetto XV, nella sua prima enciclica Ad beatissimi apostolorum (1914), scriveva: \u00abNelle discussioni si rifugga da ogni eccesso di parole, perche\u0301 ne possono derivare gravi offese alla carita\u0300; ognuno liberamente difenda la sua opinione, ma lo faccia con rispetto, ne\u0301 creda di poter accusare altri di fede sospetta o di mancata disciplina per la semplice ragione che la pensa diversamente da lui\u00bb.<br \/>\nNell\u2019odierna stagione ecclesiale, in cui papa Francesco invita ad affrontare le discussioni con parresia evangelica, le parole del suo predecessore risultano particolarmente opportune in relazione all\u2019acceso dibattito che ha accompagnato prima la celebrazione dei due sinodi per la famiglia e quindi l\u2019esortazione Amoris l\u00e6titia (AL).<\/p>\n<p>Cambio di prospettiva<br \/>\nNon \u00e8 sfuggito, alle coscienze critiche pi\u00f9 avvertite, il fatto che l\u2019esortazione non riguardi solo un particolare settore dell\u2019agire morale, pur importante, ma chieda una decisa revisione dell\u2019impianto stesso della teologia morale nei suoi fondamenti e nel suo complesso.<br \/>\nAmoris l\u00e6titia. Un punto di svolta per la teologia morale? si chiede, in un recente volume tradotto anche in italiano (San Paolo 2017), un gruppo di teologi di lingua tedesca.<br \/>\nIn sintonia con questa prospettiva, l\u2019Atism (Associazione teologica italiana per lo studio della morale) ha organizzato ad Alghero (3-7 luglio) il suo decimo seminario di studio dal titolo \u201cLa teologia morale dopo l\u2019Amoris l\u00e6titia\u201d.<br \/>\nSi \u00e8 trattato anzitutto di cogliere il contesto del discorso del papa. Dinanzi ad una comprensione della morale (sessuale) che ricerchi un s\u00ec o un no, nella logica del lecito\/proibito, il papa, oltre ad affermare che il magistero non pu\u00f2 avere risposte a tutto, riporta il discorso a un piano pi\u00f9 fondamentale nel quale la ricerca del bene viene prima dell\u2019obbligo, l\u2019attrazione verso una pienezza di valore \u00e8 prioritaria rispetto alla declinazione normativa e disciplinare. In tal senso \u2013 come ha evidenziato la relazione di Giacomo Rossi \u2013 l\u2019impostazione di Francesco abbandona la prospettiva razionalistica della modernit\u00e0 per riprendere la valenza sapienzale del discorso biblico.<br \/>\nLa proposta magisteriale di Francesco chiede di prendere sul serio il tema del discernimento.<br \/>\nSabatino Majorano, evidenziando una singolare coincidenza di accenti con la morale alfonsiana, rileva che occorre dare nuovamente fiducia alla coscienza, liberandosi da quel sospetto nei confronti di essa che per certi versi \u00e8 stato all\u2019origine del sorgere della stessa morale moderna. \u00abSiamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle\u00bb (AL 37). Da qui l\u2019importanza del discernimento come risposta allo Spirito. Per il credente le situazioni non sono qualcosa malgrado cui si fa discernimento, ma sono il luogo del\u00a0kair\u00f2s\u00a0da comprendere e di accogliere. Cos\u00ec il bene verso cui si \u00e8 in cammino \u00e8 il bene possibile. Parlare di bene possibile non significa legittimare una proposta al ribasso, ma significa volgersi al meglio pratico, mediante la grazia che ci \u00e8 stata anticipata.<\/p>\n<p>Il \u201cprincipio misericordia\u201d<br \/>\nNell\u2019udienza ai membri dell\u2019Atism in occasione del 50\u00b0 di fondazione, papa Francesco invitava i teologi italiani a \u00abspezzare il pane della misericordia\u00bb.<br \/>\n\u00c8 un invito che Basilio Petr\u00e0, presidente dell\u2019associazione, ha letto alla luce di AL 310-312. In questi numeri si invita ad assumere decisamente la prospettiva della misericordia quale architrave che sorregge la vita della Chiesa, chiamata pertanto a essere non una dogana, in cui i ministri sono controllori della grazia, ma la casa paterna dove c\u2019\u00e8 posto per ciascuno con la sua vita faticosa. In tal senso, l\u2019insegnamento della teologia morale, pur non tralasciando la cura dell\u2019integralit\u00e0 dell\u2019insegnamento morale della Chiesa, deve lasciar emergere \u00abil primato della carit\u00e0 come risposta all\u2019iniziativa gratuita dell\u2019amore di Dio\u00bb. Da qui la necessit\u00e0 di superare \u00abuna morale fredda da scrivania\u00bb che giudichi dall\u2019esterno, alla luce di principi astratti, per elaborare una morale che entri nella vita delle persone, che ascolti in modo partecipe, che accompagni con fiducia. La misericordia, infatti, per dirla con le parole di James Keenan, \u00e8 la \u00abvolont\u00e0 di entrare nel caos dell\u2019altro\u00bb.<br \/>\nUna morale che assuma il \u201cprincipio misericordia\u201d dev\u2019essere consapevole di un cambiamento di paradigma, che si pu\u00f2 esprimere con il passaggio dalla centralit\u00e0 della norma alla centralit\u00e0 della condizione peccatrice della persona. L\u2019episodio della donna sorpresa in adulterio potrebbe essere assunto a icona, poich\u00e9 ci dice due cose: la comunanza della donna con tutti gli altri protagonisti della scena \u00e8 proprio nella condizione di peccato (\u00abchi di voi \u00e8 senza peccato scagli la pietra\u2026\u00bb); il peccato \u00e8 superato dalla misericordia salvifica di Ges\u00f9. Non pi\u00f9: \u00ababbiamo una legge e in base a questa deve essere giudicata\u00bb, ma il peccato diventa con Ges\u00f9 \u201cporta alla grazia\u201d.<\/p>\n<p>Integrare la fragilit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 da questo riferimento che \u00e8 partita la relazione di Martin Lintner \u201cIntegrare la fragilit\u00e0\u201d. Dalla fragilit\u00e0 umana si pu\u00f2 trarre una possibilit\u00e0 nuova: quella di sfuggire alla tentazione di autoredenzione per potersi affidare al primato della grazia divina. Da qui la necessit\u00e0 di uno sguardo nuovo sulla fragilit\u00e0. \u00c8 lo sguardo di Ges\u00f9 (Metz parlava di \u00absguardo messianico\u00bb), rivolto prima di tutto non al peccato, ma alla sofferenza della persona peccatrice. \u00c8 questo sguardo che la Chiesa, ospedale da campo, deve assumere. A ci\u00f2 corrisponde la responsabilit\u00e0 del discernimento (pastorale, personale, disciplinare) nella logica di quella integrazione che gi\u00e0\u00a0Familiaris consortio\u00a0proponeva, ma che poi non \u00e8 stata in grado di garantire fino in fondo.<br \/>\nDiscernere, accompagnare, integrare: \u00e8 questa la consegna del magistero di papa Francesco all\u2019intera Chiesa e, in essa, alla teologia morale. Solo a partire dal primato della misericordia essa potr\u00e0 rispondere in modo convincente e fruttuoso. \u2022<\/p>\n<p>Stefano Zamboni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 di cent\u2019anni fa, papa Benedetto XV, nella sua prima enciclica Ad beatissimi apostolorum (1914), scriveva: \u00abNelle discussioni si rifugga da ogni eccesso di parole, perche\u0301 ne possono derivare gravi offese alla carita\u0300; ognuno liberamente difenda la sua opinione, ma lo faccia con rispetto, ne\u0301 creda di poter accusare altri di fede sospetta o di &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":6509,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4],"tags":[1886,1889],"class_list":["post-6508","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-primo-piano","tag-numero-3-2018","tag-stefano-zamboni"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/foto3.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1GY","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6508","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6508"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6508\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6510,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6508\/revisions\/6510"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6509"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}