{"id":6376,"date":"2018-01-19T16:00:30","date_gmt":"2018-01-19T15:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6376"},"modified":"2024-11-06T16:40:40","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:40","slug":"non-si-curano-ma-si-correggono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/01\/non-si-curano-ma-si-correggono\/","title":{"rendered":"Non si curano ma si correggono"},"content":{"rendered":"<h2>Discalculia e dislessia sono disturbi nel calcolo e nella lettura<\/h2>\n<p>Ho insegnato per decenni ai bambini delle Scuole Elementari. Scuole che col tempo hanno cambiato non solo stile, programmi, contenuti, metodi ma anche nome chiamandosi con una forma fredda e quasi asettica: Scuola Primaria di primo grado. Di esperienza ne ho maturata tanta ma ci\u00f2 che pi\u00f9 ricordo con tenerezza e affetto sono i bambini in \u201cdifficolt\u00e0\u201d che richiedevano, rispetto ad altri, maggiore attenzione e massima delicatezza. Fra i vari ostacoli da affrontare e da risolvere ce n\u2019erano due piuttosto importanti: la discalculia e la dislessia. Grazie alle varie specializzazioni acquisite nel corso degli anni all&#8217;Universit\u00e0 e i vari Corsi di formazione incoraggiati da Presidi attenti nel \u00a0guardare in faccia i problemi, ho potuto\u00a0 evitare di sbagliare il meno possibile. Io stessa da bambina ero affetta da dislessia causata anche dal mancinismo contrastato all\u2019et\u00e0 di otto anni, quando gi\u00e0 sapevo scrivere e leggere. La discalculia \u00e8 la difficolt\u00e0 che i bambini incontrano con i numeri e spesso si presenta associata alla dislessia. \u00c8 un disturbo specifico del sistema dei numeri e del calcolo, senza che vi siano lesioni neurologiche e problemi cognitivi\u00a0 generali. Si manifesta nonostante un&#8217;istruzione normale, un&#8217;intelligenza adeguata, un ambiente culturale e familiare favorevole.<br \/>\nLa discalculia pu\u00f2 essere primaria, quando rappresenta il disturbo delle abilit\u00e0 numeriche e aritmetiche. Secondaria, se associata ad altri problemi di apprendimento, quali la dislessia, la disgrafia, ecc. Bisogna intervenire all&#8217;origine e non sul disturbo di calcolo in s\u00e9 per avere risultati soddisfacenti. Cosa fare? Quando in famiglia ci si accorge del problema si possono avere sentimenti di ansia, non accettazione, frustrazione. Se ci si lascia coinvolgere da questo tipo di vissuti non si aiutano i bambini a superare positivamente il disturbo.<br \/>\n\u00c8 importante cercare di capire che cosa significhi la discalculia e quali difficolt\u00e0 anche psicologiche debba affrontare il bambino. Solo in questo modo si potranno portare avanti le modalit\u00e0 e le strategie pi\u00f9 adeguate.<br \/>\nCompito dei genitori: informarsi il pi\u00f9 possibile, cercare una valutazione diagnostica appropriata, parlare del problema con tutti i docenti, evitare di incolpare se stessi o gli insegnanti. Inoltre: contattare associazioni che si occupino dei disturbi dell&#8217;apprendimento, aiutare il bambino nelle attivit\u00e0 scolastiche, in particolare con esercizi divertenti, utilizzando e giocando anche con oggetti della casa. Associare l&#8217;apprendimento delle tabelline con filastrocche e canzoncine in rima. Aiutare il riconoscimento delle grandezze utilizzando oggetti della vita quotidiana (bottoni, caramelle, ecc.) Promuovere delle &#8220;gare&#8221; tra adulto e bambino in cui, dopo vari calcoli, si mette in palio alla fine del gioco, una piccola e gustosa ricompensa. Importante \u00e8 rinforzare il bambino nei successi che ottiene e aiutarlo verso una buona autostima. In tal modo il bambino affronter\u00e0 le attivit\u00e0 scolastiche in modo divertente, stimolato nelle domande e nei suoi interrogativi. \u00c8 importante confrontarsi con il bambino anche su tematiche generali quali amicizie, divertimenti, interessi, sport, ecc. Supplire il disturbo con strumenti compensativi: computer e programmi appositi sulla discalculia, tavola pitagorica, uso della calcolatrice, ecc\u2026<br \/>\nLa Dislessia invece comporta difficolt\u00e0 di grado lieve, medio o severo nella lettura e nella comprensione dei testi e dei numeri, nella memorizzazione delle definizioni, nella memorizzazione dei termini specifici.<br \/>\nAnche un disturbo della letto-scrittura, da solo, pu\u00f2 comportare difficolt\u00e0 in matematica, pi\u00f9 o meno importanti a seconda del grado di dislessia e della classe frequentata dal bambino. Pi\u00f9 questi procede nella scolarizzazione, pi\u00f9 le richieste aumentano e con esse le difficolt\u00e0 in matematica, legate alla comprensione dei testi dei problemi ed alla concettualizzazione astratta, soprattutto sul canale verbale.<br \/>\nIn generale, lo studente con dislessia non ha un rapporto \u201cnaturale\u201d con l\u2019apprendimento. Non \u00e8 sufficiente ascoltare per capire ed imparare, ma necessitano spiegazioni concrete e sperimentabili.<br \/>\nLa Dislessia non \u00e8 un problema solo per la lettura. I bambini alle prese con questa difficolt\u00e0, spesso hanno affrontato con fatica il linguaggio nei primi due\/tre anni di vita: vocabolario rimasto povero, pronuncia non corretta delle parole, uso di frasi costruite in modo non del tutto corretto.<br \/>\nL\u2019uso del linguaggio \u00e8 alla base delle attivit\u00e0 didattiche ed \u00e8 per questo motivo che alcuni casi di Dislessia sembrano \u201cnascere\u201d durante gli anni della Primaria. Il contesto scolastico mette in luce problematiche gi\u00e0 presenti. C\u2019\u00e8 anche da ricordare che il bambino con Dislessia \u00e8 particolare anche quando non legge: usa parole diverse tra loro pensando che significhino la stessa cosa, oppure ha poco interesse a parlare e fatica ad imparare la terminologia specifica delle varie materie. Non memorizza parole nuove con facilit\u00e0 quando ascolta, potrebbe non comprendere del tutto il senso di ci\u00f2 che gli viene detto.<br \/>\nQuale aiuto si pu\u00f2 dare ad un figlio dislessico? Per esperienza personale, per un genitore non \u00e8 semplice capire che il proprio bambino che in tante situazioni familiari e sociali \u00e8 sveglio, intelligente, vivace e brillante, non riesca come gli altri a leggere in forma fluida e corretta. Cos\u00ec come non \u00e8 semplice capire che, per affrontare questo disturbo, il bambino abbia bisogno di un intervento specifico e individualizzato.<br \/>\nQuindi? Informarsi il pi\u00f9 possibile anche presso l\u2019Associazione Italiana Dislessia.<br \/>\nCercare una diagnosi appropriata. Cercare strategie di aiuto che possano favorire l&#8217;apprendimento. Scambiare esperienze con altri genitori che affrontano il medesimo problema. Discuterne con tutti gli insegnanti evitando di cambiare classe o scuola al bambino. Non parlare con il bambino solo di argomenti di scuola. Non incolpare s\u00e9 stessi o gli insegnanti. Affiancare il bambino nelle attivit\u00e0 scolastiche rinforzandolo in ogni successo anche minimo. Sostenerlo con la fiducia. Affrontare la lettura in modo divertente e ludico stimolando la sua curiosit\u00e0.<br \/>\nEvitare i confronti con gli altri rispetto agli errori e alla lentezza che impiega nei compiti che svolge a casa. No a punizioni eliminando le ore di gioco e le attivit\u00e0 di socializzazione ed evitare di sottoporre il bambino a esercizi interminabili e non producenti di lettura o copiatura. Utilizzare strumenti tecnologici e fare delle brevi pause durante lo svolgimento dei compiti. Sostituire la lettura con altre fonti di informazione: video, CD, DVD ecc\u2026<br \/>\nLa riabilitazione non si risolve in breve tempo ma richiede lunga durata e buona capacit\u00e0 di gestire la frustrazione sia da parte del bambino che del familiare. I bambino dislessico, come gi\u00e0 detto,\u00a0 si sente spesso inadeguato rispetto alla realt\u00e0 scolastica. \u00c8 svogliato e poco partecipe alle attivit\u00e0 scolastiche. Capisce che rispetto ai suoi compagni ha pi\u00f9 difficolt\u00e0 nella lettura, nello scrivere e in genere nello svolgimento delle attivit\u00e0 scolastiche. Se gli adulti intervengono colpevolizzandolo, si mina la sua autostima causando ansia di prestazione, demotivazione all&#8217;apprendimento, perdita di fiducia in s\u00e9 stesso, opposizione, depressione e disturbi della condotta. La mancanza di autostima pu\u00f2 aggravare ulteriormente il problema della dislessia rendendo cos\u00ec pi\u00f9 difficile portare avanti con successo i programmi di riabilitazione iniziati e l&#8217;apprendimento scolastico pi\u00f9 in generale.<br \/>\nMi piace ricordare e condividere una frase di Lou Ann Walker, un\u2019autrice e una professoressa che ha ideato un programma di scrittura e letteratura creativa presso Stony Brook Southampton. Il suo memoriale \u201cA Loss for Words\u201d ha ricevuto un Christopher Award per gli alti standard della comunicazione. Afferma: \u201cLe teorie e gli obiettivi dell&#8217;istruzione non importano un accidente se non consideri i tuoi studenti come esseri umani.\u201d \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Discalculia e dislessia sono disturbi nel calcolo e nella lettura Ho insegnato per decenni ai bambini delle Scuole Elementari. 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