{"id":6367,"date":"2018-01-18T13:00:47","date_gmt":"2018-01-18T12:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6367"},"modified":"2024-11-06T16:47:01","modified_gmt":"2024-11-06T15:47:01","slug":"strafonda-affonda-la-sen-cattaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/01\/strafonda-affonda-la-sen-cattaneo\/","title":{"rendered":"Strafonda affonda la sen. Cattaneo"},"content":{"rendered":"<h2>Genotossicit\u00e0 del glifosato presente anche nella pasta. Consumatori svegliatevi<\/h2>\n<p>Da quando il comitato d\u2019appello dell\u2019Unione Europea sui prodotti fitosanitari, nella seduta del 27\/11\/2017, ha approvato il rinnovo per altri cinque anni dell&#8217;autorizzazione del glifosato, un erbicida totale il cui uso \u00e8 diffusissimo ormai per tenere pulite scarpate e terreni incolti, sui mezzi di comunicazione si \u00e8 scatenata una vera e propria lotta tra chi ne promuove l\u2019utilizzo e chi \u00e8 contrario.<br \/>\nLa senatrice a vita, professoressa Elena Cattaneo, su La Repubblica del 1\u00b0 dicembre 2017, paventa che se il glifosato venisse messo fuor legge la nostra agricoltura ritornerebbe agli anni &#8217;50, periodo in cui si praticava il diserbo manuale delle colture agricole. I sindacati agricoli , la Coldiretti, il mondo ambientalista denunciano invece la pericolosit\u00e0 del glifosato.<br \/>\nCerchiamo di fare chiarezza su questo prodotto di cui molti parlano e straparlano.<br \/>\nIl glifosato (meglio noto con il nome commerciale di Roundap) appartiene alla categoria dei cosiddetti diserbanti totali, comunemente chiamati disseccanti, prodotti che non fanno nessuna distinzione tra le piante con cui vengono in contatto, risultando cos\u00ec dei fitotossici per tutte, dal momento che inibiscono l\u2019azione di un enzima importante per la sintesi di aminoacidi. Fanno eccezione soltanto alcune piante OGM, come la soia.<br \/>\nIl successo commerciale del glifosato \u00e8 dovuto, oltre che al basso costo di produzione, al suo meccanismo d\u2019azione. Viene assorbito dall\u2019apparato fogliare e da l\u00ec \u00e8 trasportato, attraverso la linfa discendente, in tutte le parti della pianta fino alle radici e agli organi di riserva, riuscendo cos\u00ec a eliminare anche le infestanti pi\u00f9 resistenti.<br \/>\nCi\u00f2 che ha reso \u201cfamoso\u201d questo diserbante \u00e8 determinato dal fatto che l\u2019ingegneria genetica ha creato una pianta che riesce a tollerarne gli effetti, la soia ogm, definita Soya Rr, (Roundap Ready), cio\u00e8 resistente al Roundap (nome commerciale del glifosato). Sia il diserbante che la soia ogm vengono prodotti dalla Monsanto, che su di essi ha creato una vera fortuna economica, invadendo, con la coltivazione della soia ogm, l&#8217;America, l&#8217;Asia, l&#8217;Australia e parte dell\u2019Europa.<br \/>\nOccorre dire, per\u00f2, che il glifosato, oltre alle erbe infestanti, avvelena il terreno, poich\u00e8 b18locca alcuni elementi minerali, ad esempio il manganese, impedendone la biodisponibilit\u00e0 per i batteri di azoto e per altri batteri benefici per il suolo. Il risultato finale \u00e8 la diminuzione della fertilit\u00e0 dei terreni su cui viene applicato. Si stima che nelle zone dove il glifosato viene abitualmente irrorato sulle colture ogm la fertilit\u00e0 dei terreni sia scesa drasticamente, richiedendo, di conseguenza, un maggior uso di concimi.<br \/>\nAltre piante sono state modificate geneticamente per resistere alla sua azione e consentirne cos\u00ec l\u2019utilizzo massiccio: mais, cotone, colza, grano duro, che in Canada viene coltivato con la tecnica del pre-harvest (trattamento pre raccolto).<br \/>\nTutto ci\u00f2 ha ripercussioni su noi italiani, che siamo grandi consumantori di pasta. \u00c8 infatti noto che importiamo grano dal Canada. Occorre chiedersi, per\u00f2, come una pianta tipicamente mediterranea, il frumento duro, coltivata sin da tempi remoti in tutta la fascia mediterranea, e vegetante quindi in climi temperati, riesca ad essere coltivata in ambienti freddi del Canada, caratterizzati da estati brevissime.<br \/>\nA quelle latitudini, la stagione favorevole alla coltivazione del grano duro \u00e8 la brevissima estate. Al momento della maturazione della granella il clima \u00e8 rigido e umido, e non permette la sua essicazione naturale, perch\u00e9 la raccolta avviene al sopraggiungere della stagione fredda. Per favorirne l\u2019essicazione viene usato il glifosato.<br \/>\nEsso uccide la pianta, che essiccandosi, porta rapidamente la granella al grado di umidit\u00e0 merceologica richiesto, e, soprattutto, per l\u2019effetto della veloce disitratazione, garantisce un alto contenuto di proteine.<br \/>\nIl risultato \u00e8 un grano di alto contenuto proteico, buono quindi per l\u2019industria pastaria italiana, ma anche con un alto contenuto di glifosato, che, anche se al di sotto dei limiti di legge, (10 mg\/kg di pasta) entra lo stesso nei nostri piatti.<br \/>\nLo IARC (Istituto internazionale per la ricerca sul cancro) ha a classificato il glifosato nel gruppo 2A, ponendolo nel numero dei probabili cancerogeni. L\u2019EFSA (Ente europeo per la sicurezza alimentare) ha espresso un parere differente, basandosi su uno studio effettuato in Germania, finanziato, secondo quanto riportato da diverse testate giornalistiche, da industrie vicine alla Monsanto, che spinge per il rinnovo dell\u2019autorizzazione all\u2019uso dell\u2019erbicida in ambito europeo.<br \/>\nQuesto diserbante lo troviamo anche quando mangiamo pasta di semola prodotta con grano canadese, come accade per la maggior parte della pasta industriale italiana. Secondo l\u2019indagine effettuata dalla testata giornalistica televisiva \u201cReport\u201d che ha analizzato 6 marchi famosi di pasta italiana, Barilla, la Molisana, De Cecco, Divella, Garofalo e Rummo, in tutti i campioni sono state trovate tracce di glifosato, con valori al di sotto della dose considerata tossica per l&#8217;uomo.<br \/>\nIl fatto che i valori riscontrati siano al di sotto della dose accettabile per l\u2019uomo dovrebbe far stare tranquilli, secondo l\u2019industria pastaria italiana, la EFSA, la senatrice a vita professoressa Cattaneo.<br \/>\nE invece no!!!<br \/>\nIo non sono affatto tranquillo per due motivi.<br \/>\nIl primo \u00e8 legato al fatto che anche le dosi cosiddette sicure, secondo uno studio ancora in corso svolto dall\u2019istituto Ramazzini di Bologna diretto dalla dottoressa Fiorella Belpoggi, responsabile del Centro di ricerca sul cancro \u201cCesare Maltoni\u201d, i primi risultati rilevano una certa genotossicit\u00e0 dell\u2019erbicida anche a dosi ritenute sicure per l\u2019uomo. Genotossico vuol dire che \u00e8 in grado di alterare il DNA. La cosa per noi italiani, grandi consumatori di pasta, non \u00e8 da sottovalutare.<br \/>\nIl secondo motivo \u00e8 legato al fatto che nessuno parla dell\u2019effetto accumulo dei prodotti chimici sulla nostra salute. Dopo decenni dall\u2019introduzione massiccia della chimica in agricoltura si continua a parlare degli effetti dei singoli principi attivi, ma nessuno ha mai fatto una ricerca sugli effetti del cocktail di pesticidi che introduciamo nel nostro organismo a dosi ritenute sicure per le assunzioni dei singoli prodotti (riso, mais, cereali, verdure, frutta).<br \/>\nIo direi che dovremmo svegliarci e decidere noi cosa comprare, boicottando i prodotti che potrebbero risultare dannosi per la nostra salute. Ora tutti guardiamo sull&#8217;etichetta l\u2019indicazione circa l\u2019Olio di Palma. Il risultato \u00e8 che esso \u00e8 sparito dalla circolazione, almeno come ingrediente dei prodotti da forno.<br \/>\nInvito quindi a boicottare la pasta fatta con grano canadese, sperando nelle etichette &#8220;trasparenti&#8221;, che dovrebbero dare attuazione al decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali del 26 luglio 2017, che obbliga l\u2019industria pastaria a indicare in etichetta l\u2019origine della materia prima, ovvero il paese di coltivazione del frumento duro, nonch\u00e9 il paese di molitura, a partire dal prossimo mese di Febbraio.<br \/>\nSe ci\u00f2 accadr\u00e0, l\u2019industria, vedendo scendere i propri guadagni, correr\u00e0 ai ripari.<br \/>\nNoi consumatori potremo cos\u00ec esercitare il sacrosanto diritto di poter scegliere cosa mangiare, se pasta importata con tracce di pesticida o pasta prodotta con grano italiano ottenuto senza diserbanti distribuiti in pre raccolta. Riportando sull\u2019etichetta l\u2019origine del grano, lei cara senatrice, potr\u00e0 scegliersi la pasta al glifosato che vuole, tanto pu\u00f2 stare tranquilla, perch\u00e9 l\u2019EFSA e le istituzioni europee la rassicurano. Noi, invece, che non ci sentiamo rassicurati possiamo scegliere la pasta fatta con grano italiano. Cos\u00ec sosteniamo la nostra agricoltura, magari pagando anche un prezzo pi\u00f9 alto, consapevoli che le scelte alimentari finanziano e orientano l\u2019industria.<br \/>\nBuon appetito!!! \u2022<\/p>\n<p>Andrea Strafonda<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genotossicit\u00e0 del glifosato presente anche nella pasta. 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