{"id":6352,"date":"2018-01-17T16:00:28","date_gmt":"2018-01-17T15:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6352"},"modified":"2024-11-06T17:25:42","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:42","slug":"educatore-di-frontiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/01\/educatore-di-frontiera\/","title":{"rendered":"Educatore di frontiera"},"content":{"rendered":"<h2>Conferimento della laurea honoris causa a don Vinicio Albanesi<\/h2>\n<p>&#8220;Don Vinicio Albanesi, nel suo lungo cammino umano e professionale tra la dimensione religiosa e quella educativo-sociale, identifica quanto di meglio attiene al mondo delle Scienze Pedagogiche.<br \/>\nEgli agisce e da sempre ha agito in favore dei soggetti deboli e vulnerabili, degli emarginati e dei disabili, promuovendone diritti e testimoniando i sani principi della relazione di aiuto, della solidariet\u00e0 interpersonale, dell\u2019equit\u00e0 sociale e della presa in carico dei bisogni reali della collettivit\u00e0, ponendosi come un autentico pioniere d\u2019indiscutibile profezia umana e civile.<br \/>\nParole e azioni sono, e sono state, costantemente volte all\u2019attitudine, alla cura e alla realizzazione di spazi di partecipazione sociale e d\u2019integrazione, ad appannaggio di tutti e di ciascuno. La sua prolifica e incessante attivit\u00e0 sul piano socio-culturale, civile e istituzionale rappresenta l\u2019espressione di un altissimo profilo di personalit\u00e0 e rientra, a pieno titolo, fra le competenze specifiche previste dal corso di Laurea in Scienze Pedagogiche\u201d. Con questa motivazione, il 29 novembre 2017, \u00e8 stata conferita a don Vinicio la laurea honoris causa in Scienze Pedagogiche da parte dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Macerata.<br \/>\n\u00abRovescia i paradigmi dei percorsi formativi e fa vivere nella stessa aula i presunti abili e le persone con disabilit\u00e0, rovescia e mette in contatto diversi linguaggi, diverse emozioni, diverse storie per fare dell\u2019universit\u00e0 il luogo della libert\u00e0, parit\u00e0, eguaglianza, inclusione nella loro forma pi\u00f9 sostanziale\u00bb. Ha detto il magnifico rettore Francesco Adornato, il quale ha proseguito dicendo: \u00abLa cultura deve essere al servizio dell\u2019uomo, della sua essenza pi\u00f9 vera. L\u2019universit\u00e0 di Macerata riceve da secoli l\u2019umanesimo come mandato e lo riassume quale valore fondamentale per le generazioni future. Don Vinicio Albanesi pu\u00f2 essere considerato un autentico pioniere d\u2019indiscutibile profezia umana e civile\u00bb. Dopo la lettura della laudatio da parte di Catia Giaconi, professore ordinario di Didattica e Psicologia Speciale e della motivazione pronunciata da Michele Corsi, direttore del dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo, Don Albanesi ha tenuto la sua lectio doctoralis.<\/p>\n<h3>Lectio doctoralis: Scienza e virt\u00f9 in risposta al disagio<\/h3>\n<p>Il conferimento della laurea honoris causa in Scienze pedagogiche \u00e8 occasione per me di rivedere i principi di educazione con i quali, a partire dalla mia infanzia, sono stato cresciuto.<br \/>\nNegli anni &#8217;50-&#8217;60 la crescita dei minori era impostata sul sacrificio (spesso accompagnato dalla repressione): in famiglia, a scuola, nel paese, in Parrocchia, nel Seminario. Molto presto siamo stati addestrati alla solitudine, alla fatica, alla sofferenza: tre punti fermi della crescita. La vita sarebbe stata &#8211; secondo gli educatori &#8211; una dura lotta per la sopravvivenza. In ripresa, dopo La guerra, occorreva agire con determinazione: le giovani generazioni dovevano essere pronte, forti, combattive. Visione che oggi appare aberrante (nei metodi e nella misura pi\u00f9 che nella sostanza), ma che ha funzionato, oltre a subirne gli aspetti negativi.<br \/>\nLa solitudine insegnava ad affrontare le vicende personali e reali senza scappare; la fatica abituava alla resistenza, senza lamentarsi; la sofferenza andava sopportata, possibilmente con allenamento. Insomma frustrati, ma non depressi. Le circostanze della vita, come per tutti, inducono poi a scegliere la direzione del proprio futuro. L\u2019addestramento ha funzionato perch\u00e9, scelta la strada, non ci sono stati rimpianti. Ogni percorso non \u00e8 lineare e piatto, ma variegato e anche allettante: &#8220;L\u2019acqua sotto il ponte non \u00e8 mai la stessa&#8221;; n\u00e9 ha senso sognare qualcosa che non \u00e8 pi\u00f9 raggiungibile.<\/p>\n<p>Una vita speciale<br \/>\nPur non essendo in grado di spiegare i passaggi che mi hanno portato a una vita speciale, \u00e8 possibile raccontarne gli snodi. Nelle scelte di vita si sono sovrapposte due direzioni: verso il sacerdozio e verso il sociale.<br \/>\nPer il sacerdozio, a venti anni, ho letto, nelle circostanze della mia vita, la mano di Dio: in fondo era un privilegio a cui ho dato risposta, con la coscienza di doverlo onorare. Per il sociale ho ritrovato in me una attitudine che, sinceramente non so da dove e perch\u00e9 sia nata.<br \/>\nDesiderio positivo<br \/>\nPer attitudine intendo il desiderio positivo di orientare le proprie risorse verso persone in difficolt\u00e0, chiunque esse siano; sofferenti, sole, povere, marginali, in disagio&#8230; Non \u00e8 donativit\u00e0 e nemmeno compassione: \u00e8 l&#8217;esprimere le proprie facolt\u00e0 affettive, intellettive e pratiche per raggiungere lo scopo nobile di essere e fare felici. Non differentemente da chi ama l&#8217;arte, la scienza, l&#8217;imprenditoria, la politica e ogni professione seria e nobile.<br \/>\nLe motivazioni possono avere radici ideali, politiche, religiose, sociali. Il proprio impegno si traduce nell&#8217;offrire soluzioni alle difficolt\u00e0 che incontri: nel mio caso in nome di Dio.<\/p>\n<p>Il rispetto della persona<br \/>\nCondizione indispensabile per essere utili agli altri \u00e8 il rispetto della persona. Non \u00e8 un facile approccio: le culture, i racconti, le apparenze non aiutano la relazione. \u00c8 pi\u00f9 facile vivere pregiudizi e giudizi, paure e lontananze. Il deterrente \u00e8 &#8220;sognare&#8221; chi sarebbe stata quella persona, in circostanze diverse. Apparirebbe come creatura umana che ha sogni, desideri, risorse, futuro e anche limiti, come tutti. \u00c8 necessaria una lunga esperienza: \u00e8 come incontrare una persona, astraendola dalle sue condizioni materiali, intellettive e relazionali. Una specie di &#8220;pensiero della persona&#8221; e non &#8220;quella persona&#8221; che ti sta davanti.<\/p>\n<p>La parit\u00e0<br \/>\nAccogliere \u00e8 il risultato dell&#8217;incontro del desiderio positivo con il rispetto. La parit\u00e0 tra chi aiuta e chi \u00e8 aiutato non si raggiunge nella vita concreta, ma in un livello superiore dove chi aiuta compie un&#8217;azione che soddisfa prima di tutto se stesso perch\u00e9 \u00e8 nobile e chi \u00e8 aiutato perch\u00e9 esce dalle sue difficolt\u00e0 e raggiunge gli scopi della propria vita. \u00c8 dunque indispensabile, per lavorare nel sociale, &#8220;sposare la causa&#8221; (il celebre I care di don Milani) che significa offrire occasioni di riscatto a chi accetta di essere aiutato. Da livelli diversi &#8211; se non bene vissuti diventano concorrenziali &#8211; si raggiunge la soddisfazione. La distinzione tra assistente e assistito (chiamato con disprezzo utente, paziente&#8230;) si compensa perch\u00e9 ambedue i poli della relazione si richiamano ed hanno bisogno l&#8217;uno dell&#8217;altro. Quando il percorso ha buon fine, la parit\u00e0 si riabbassa al livello della vita reale, scendendo a una relazione paritaria.<\/p>\n<p>I mondi favorevoli<br \/>\nNell&#8217;impegno sociale l&#8217;ambito di intervento migliore \u00e8 la famiglia, luogo intenso e proficuo di affetti e di legami. I sostegni materiali e immateriali sono &#8220;naturali&#8221;, legati da conoscenza, relazioni, vita quotidiana. Quando l&#8217;ambito familiare \u00e8 causa di disagio diventa difficile recuperare stima e reciprocit\u00e0, dovendo cosi ricorrere a distinzioni e ad allontanamenti. Con un&#8217;attenzione: anche con un padre o una madre o fratelli pessimi, si hanno legami e desideri benevoli che non si dimenticano, anzi si desiderano. Altro ambito sociale favorevole \u00e8 il gruppo di amici. Nel gruppo dei pari si intercetta sicurezza, orientamento e sostegno. Se il gruppo \u00e8 positivo alcune difficolt\u00e0 del singolo possono essere superate; altre volte il gruppo degli amici diventa negativo. Le esagerazioni si comprendono dagli opposti; non avere nessun amico; seguire sempre gli amici. In alternanza alla famiglia e agli amici si hanno i luoghi di aggregazione: lo sport, una passione comune, un interesse particolare. I legami sono meno stretti, ma compensano la solitudine, nociva quanto l&#8217;isolamento per una qualche passione. C&#8217;\u00e8 infine l&#8217;ambito dell&#8217;ideologia. La politica, la religione, l\u2019arte, la scienza possono attrarre e mettere in atto azioni positive. \u00c8 un terreno viscido perch\u00e9 fa esagerare la realt\u00e0.<br \/>\nMa soprattutto \u00e8 mutevole: affermazioni apodittiche di oggi, lo sono meno domani. Ma oggi non lo sai: occorre molto coraggio dapprima di comprendere la sostanza delle cose, in seconda battuta di essere coraggiosi per rivedere le proprie posizioni.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0<br \/>\nLa comunit\u00e0 \u00e8 un surrogato della famiglia, perch\u00e9 ne \u00e8 una ricostruzione. In comunit\u00e0 i componenti, i ritmi, i climi, i luoghi non costituiscono la famiglia, ma ne sono analogia. La relazione non \u00e8 tra genitori e figli, fratelli e sorelle, nipoti e nonni, parenti e amici: \u00e8 altro. La prima scelta \u00e8 non scimmiottare ci\u00f2 che non \u00e8. \u00c8 cosa migliore raccontare la &#8220;verit\u00e0&#8221;: disagio, lontananze, senso di abbandono sono la condizione di chi \u00e8 ospite. La comunit\u00e0 surroga gli squilibri e pu\u00f2 offrire sostegno perch\u00e9 il &#8220;dolore&#8221; sia alleviato, senza la pretesa di essere sostitutiva. Nella recente storia del sociale, il modello di comunit\u00e0 nasce in Italia alla fine degli anni &#8217;60. \u00c8 un modello inventato soprattutto per le disabilit\u00e0 e le dipendenze. Si allargher\u00e0 in seguito alla malattia psichiatrica, all&#8217;infanzia abbandonata, alle persone disastrate o sole.<br \/>\nIl riferimento rimane la famiglia, intesa pi\u00f9 o meno liberamente.<br \/>\nLe regole di convivenza sono poche e semplici: rispetto reciproco; pochi ed essenziali orari; gestione operosa di s\u00e9 e della casa; lavoro; integrazione sociale; comportamenti affettivi familiari. La vita di comunit\u00e0 ha le sue limitazioni: convivenza forzata (non tutti sono amici); minore libert\u00e0 personale, anche di movimento; aggregazione forzata; cibo e luoghi comuni; la privacy \u00e8 limitata. Nel tempo le comunit\u00e0 hanno assunto sempre pi\u00f9 forma organizzata e, a vario titolo, riabilitativa e terapeutica.<\/p>\n<p>Il servizio sociale<br \/>\nOggi \u00e8 attivo lo schema del &#8220;servizio sociale&#8221; pubblico, organizzazione preposta dalle autorit\u00e0 competenti per dare risposte adeguate a problemi &#8220;sociali&#8221; di un determinato territorio. Le differenze con una comunit\u00e0 creata non sono molte, ma incidono su metodologie e interventi.<br \/>\nI referenti responsabili sono pi\u00f9 anonimi e volatili: Comune, Provincia, Ambito, Area sanitaria sono autorit\u00e0 lontane e variabili. La responsabilit\u00e0 \u00e8 affidata al funzionario (direttore, responsabile) che deve essere, oltre che efficace, anche appassionato. Determiner\u00e0 indirizzi e metodologie che ritiene adeguate.<br \/>\nGli operatori sono selezionati per competenze scientifiche; l&#8217;adesione alla causa non fa parte delle caratteristiche premiali. Le persone accolte sono affidate a &#8220;Liste d&#8217;attesa&#8221;, con il grave rischio di incompatibilit\u00e0 di presenze che pure hanno bisogno di risposta.<br \/>\nI progetti e gli investimenti sono sottoposti a procedure dall&#8217;esito incerto. Tutti elementi che si aggiungono alle difficolt\u00e0 oggettive di risposte adeguate, soprattutto in presenza di gravi problemi comportamentali.<br \/>\nI rischi sono quelli dell&#8217;incertezza di orientamento tra tecnico e valoriale. Ogni pedagogia ha basi culturali e sociali alle quali fa riferimento. La domanda \u00e8 chi determina tale orientamento. Trattandosi di relazioni (educative) la scienza richiede chiari elementi di riferimento.<\/p>\n<p>Scienza e virt\u00f9<br \/>\nSe all&#8217;inizio prevalevano buona volont\u00e0 o buon senso, con poca attenzione alle professionalit\u00e0, nel tempo le competenze riabilitative e terapeutiche si sono intensificate. Oggi esistono comunit\u00e0 con esclusivi interventi terapeutici e riabilitativi. Ma anche comunit\u00e0 che desiderano comunicare scienza e virt\u00f9. Difficile riassumere i valori. Proviamo ad elencarli:<br \/>\nLa comprensione.<br \/>\nComprendere significa &#8220;prenderlo-con-me per quello che egli \u00e8&#8221;. \u00c8 difficile immedesimarsi nell&#8217;altro per capire che cosa desidera, come vuole essere ascoltato, di che cosa ha bisogno.<br \/>\nLa sollecitudine.<br \/>\nIn parole comprensibili indica la cura affettuosa e operosa dell&#8217;altro; caricarsi la storia dell&#8217;altro e impegnarsi per Lui.<br \/>\nLa benevolenza.<br \/>\nLa caratteristica che rende disponibili con apertura d&#8217;animo. Favorisce la fiducia e l&#8217;affabilit\u00e0 perch\u00e9 nelle parole e nei gesti si intravvedono le condizioni di essere accolti senza paura.<br \/>\nLa cortesia.<br \/>\nRiguarda i modi della relazione che invocano garbo e atteggiamento corretto. Non pu\u00f2 ridursi a formalismo di buona condotta, ma diventa disposizione dell&#8217;anima al rispetto dell&#8217;altro.<br \/>\nLa mitezza.<br \/>\nVirt\u00f9 rara: si traduce in un atteggiamento non aggressivo, ma dialogante, disponibile, mai impositivo.<br \/>\nLa gratuit\u00e0.<br \/>\nNel mondo occidentale tutto sta diventando merce di scambio; persino le relazioni possono essere sottoposte a prezzario. La gratuit\u00e0 significa generosit\u00e0, donazione, fiducia nel bene al di l\u00e0 dei risultati.<br \/>\nLa gratitudine.<br \/>\n\u00c8 la risposta alla gratuit\u00e0 e alla benevolenza. Non riguarda solo chi deve ricevere il grazie, ma anche chi deve esprimerlo. \u00c8 segno di reciprocit\u00e0 e di rispetto, al di l\u00e0 dell&#8217;aiuto che si \u00e8 dato o ricevuto.<br \/>\nIl perdono.<br \/>\n\u00c8 una grande capacit\u00e0 che affida alla comprensione gli errori; sorge dalla certezza che l&#8217;altro pu\u00f2 cambiare; esprime il desiderio del bene.<br \/>\nLa testimonianza.<br \/>\n\u00c8 molto importante dare esempio concreto dei valori in cui si crede. Spesso pi\u00f9 che le parole, il comportamento di chi \u00e8 di fronte riesce a far comprendere che cosa significa voler bene e amare il prossimo.<br \/>\nLa paternit\u00e0, la maternit\u00e0, la fratellanza.<br \/>\n\u00c8 il ricordo dei propri cari, ma anche gli affetti. la dolcezza dei sentimenti, il desiderio di tenerezza.<br \/>\nL\u2019aiuto economico.<br \/>\nI sentimenti di vicinanza si concretizzano anche con l&#8217;impegno economico di donazione e di prestito.<br \/>\nIl tempo.<br \/>\nImpegnare tempo significa essere generosi nell&#8217;ascolto e nell&#8217;impegno per una qualche risposta che l&#8217;altro richiede.<br \/>\nIn questo quadro si innestano le competenze. Prevalentemente relazionali ma anche in prospettiva sociale, istituzionale e territoriale.<br \/>\nLa prima competenza \u00e8 posizionarsi in maniera corretta di fronte all&#8217;altro bisognoso di aiuto. Saper coniugare la vicinanza, con l&#8217;attenzione al bisogno dell&#8217;altro. Situarsi nella storia dell&#8217;altro, senza confondere le proprie pulsioni con le esigenze terapeutiche e valoriali. Comunicare sicurezza in relazioni che sono di per s\u00e9 \u201cinnaturali\u201d: per affetti, per vincoli, per et\u00e0, per prospettive.<br \/>\nOffrire futuro perch\u00e9 la vita continui in modo soddisfacente. Interpretare il momento che l&#8217;altro vive, ma che \u00e8 anche legato al proprio vissuto. Distinguere tra bisogni e capricci propri e altrui. Non perdere mai l&#8217;obiettivo della missione da compiere. Lavorare insieme, non facendo prevalere le problematiche proprie. Esprimere autorevolezza per gestire la vita comune, senza scendere ad autoritarismo<\/p>\n<p>Strumenti speciali<br \/>\nLo strumento cardine della vita comunitaria \u00e8 la relazione. Intesa correttamente, senza dimenticare la prospettiva temporale e spaziale per chi \u00e8 stato accolto. Temporale perch\u00e9 il futuro orienta a una vita autonoma; spaziale perch\u00e9 ognuno, appena autosufficiente organizzi la propria esistenza. Il primo impatto, per chi \u00e8 minore, \u00e8 la scuola: un ragazzo che vive in comunit\u00e0 \u00e8 considerato comunque &#8220;diverso&#8221;; difenderlo e aiutarlo in questa sua condizione diventa indispensabile per non disperdere le risorse che il minore ha. L&#8217;inserimento sociale con altri amici \u00e8 occasione di integrazione e di comunione. Il circolo di famiglie amiche \u00e8 altro strumento di integrazione. Recentemente \u00e8 stata attivata l&#8217;adozione di zie e zii: famiglie disposte a far da riferimento a qualche ragazzo\/a, come amici e &#8220;lontani parenti&#8221;. Simile metodologia va seguita per ogni tipo di accoglienza, anche se si diversificano metodi e strumenti, soprattutto per adulti, per famiglie o per gravi disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Contesti specifici<br \/>\nSe L&#8217;accoglienza ha una base di riferimento e di azione costante, le situazioni di contesti specifici aprono l&#8217;orizzonte verso interventi mirati. Tra questi sono da ricordare: le disabilit\u00e0 gravi e gravissime, la sofferenza psichiatrica, le dipendenze, condizioni di disagio e\/o di trasgressione.<br \/>\nLe metodologie conservano i contenuti valoriali e pedagogici di base, ma debbono confrontarsi con storie personali pi\u00f9 complesse e personalizzate.<br \/>\nLa caratteristica che le accomuna \u00e8 la condizione &#8220;bloccata&#8221; di &#8220;non libert\u00e0&#8221;, derivante da malattia o da dipendenza.<br \/>\nSe, ad esempio, lo stile ricostruttivo \u00e8 quello familiare, la risposta per giovani con gravi problemi di disabilit\u00e0 o di dipendenza deve essere &#8220;appropriata&#8221;. Le competenze scientifiche debbono salire per comunicare e condividere i contenuti valoriali, in una condizione nella quale le disponibilit\u00e0 razionali e intellettive sono compromesse e quelle emozionali si esaltano.<\/p>\n<p>Gli operatori<br \/>\nNel progetto pedagogico appena descritto non sono da sottovalutare i legami e le relazioni che esistono tra gli operatori di una \u00e9quipe. Le gradazioni di attaccamento alla causa, di preparazione, di carattere, di storie personali si intersecano al momento del servizio. Una \u00e9quipe coesa, propositiva, competente \u00e8 indispensabile per raggiungere i risultati del servizio. Non \u00e8 improbabile che tensioni, incomprensioni, differenti approcci si intersechino a tal punto da compromettere il risultato per il quale si \u00e8 chiamati ad agire.<br \/>\n\u00c8 indispensabile la formazione permanente. Alla formazione basica e accademica occorre aggiungere un continuo confronto che permetta di scendere sempre pi\u00f9 nel dettaglio con il duplice scopo di &#8220;comprendere&#8221; i limiti e di approntare adeguate &#8220;risposte&#8221;.<br \/>\nInfine, sia in termini positivi che negativi \u00e8 necessaria la gestione autoritativa della risposta sociale. Deve esser fatta in parte adattandosi alle esigenze dei diretti interessati e delle loro famiglie, ma anche capace di rendere efficace la risposta. Una guida partecipativa dunque e decisiva.<\/p>\n<p>Libert\u00e0 e felicit\u00e0<br \/>\nLo scopo ultimo di ogni intervento pedagogico \u00e8 verso la libert\u00e0 capace di produrre felicit\u00e0. Un compito arduo perch\u00e9 solo con un&#8217;autentica libert\u00e0 pu\u00f2 essere garantita la conseguente felicit\u00e0.<br \/>\nDifficile costruirlo per chi ha limiti evidenti fisici, intellettivi ed emozionali. \u00c8 la responsabilit\u00e0 di chi si definisce educatore, stretto tra due imperativi ineludibili: non tradire se stesso, ma anche non interferire sui desideri di chi \u00e8 accanto.<br \/>\nSi tratta di una sfida: correre verso ideali di rispetto, di cura e di gioia, con tutti i condizionamenti di vite e di risorse che si intrecciano negli ideali, attraverso le azioni concrete delle giornate tristi e di festa. \u2022<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-6352 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0089.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0089-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0114.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0114-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0130.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0130-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0125.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0125-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0156.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0156-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0108.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0108-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conferimento della laurea honoris causa a don Vinicio Albanesi &#8220;Don Vinicio Albanesi, nel suo lungo cammino umano e professionale tra la dimensione religiosa e quella educativo-sociale, identifica quanto di meglio attiene al mondo delle Scienze Pedagogiche. Egli agisce e da sempre ha agito in favore dei soggetti deboli e vulnerabili, degli emarginati e dei disabili, &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":6354,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[761],"tags":[583,1844,1856],"class_list":["post-6352","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-la-chiesa","tag-don-vinicio-albanesi","tag-numero-1-2018","tag-universita-degli-studi-di-macerata"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DSC_0125.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1Es","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6352","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6352"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6352\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6359,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6352\/revisions\/6359"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6352"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6352"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6352"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}