{"id":6337,"date":"2018-01-16T16:00:02","date_gmt":"2018-01-16T15:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6337"},"modified":"2018-01-15T14:43:18","modified_gmt":"2018-01-15T13:43:18","slug":"il-dialetto-dellamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/01\/il-dialetto-dellamore\/","title":{"rendered":"Il dialetto dell\u2019amore"},"content":{"rendered":"<p>Lo abbiamo appena lasciato dopo la visita dei Magi, e gi\u00e0 lo troviamo, adulto, nella sua prima manifestazione pubblica. Se il Natale e l\u2019Epifania ci devono rendere capaci di vedere, di aprirci al mistero di un Dio che si china sull\u2019uomo fino a nascere in una grotta, in povert\u00e0, per essere uomo in mezzo a tutti gli altri uomini, il battesimo sulle rive del fiume Giordano diventa il ponte che ha voluto costruire tra lui e noi, diceva Papa Benedetto XVI, \u201cla strada per la quale si rende a noi accessibile; \u00e8 l\u2019arcobaleno divino sulla nostra vita, la promessa del grande s\u00ec di Dio, la porta della speranza e, nello stesso tempo, il segno che ci indica il cammino da percorrere in modo attivo e gioioso per incontrarlo e sentirci da lui amati\u201d. Quel farsi piccolo \u2013 un bambino \u00e8 l\u2019essere pi\u00f9 indifeso e pi\u00f9 bisognoso di affetto e di attenzioni \u2013 quel mettersi in fila in attesa di essere battezzato da Giovanni, ci fanno capire che la sua grandezza \u00e8 proprio in quel farsi piccolo, nel mettersi dietro alla lunga fila di uomini e donne che si presentano come peccatori per essere purificati, lui che \u00e8 \u201csenza peccato\u201d; non manifesta la sua differenza, non vanta la sua santit\u00e0, ma si fa uomo tra gli uomini, attendendo da colui che si proclama indegno di \u201cchinarsi per slegare i lacci dei suoi sandali\u201d il gesto del battesimo.<br \/>\nDon Tonino Bello commentava l\u2019incontro dei Magi dicendo che una volta visto il bambino e la madre \u201csi potrebbe concludere che vissero felici e contenti\u201d. E invece no, dopo aver offerto i doni fecero ritorno alle loro terre \u201cper un\u2019altra strada. Da allora sar\u00e0 sempre cos\u00ec per chi lo ha trovato e poi vuole rimanere con lui: bisogna saper cambiare strada, per non perderlo, anzi, per non perdersi\u201d. Papa Francesco, nella messa dell\u2019Epifania, ricorda che i Magi si sono messi in cammino guidati dalla stella, perch\u00e9 hanno intuito \u201cche per vivere davvero serve una meta alta\u201d, una stella che \u201corienta il cammino\u201d. Ci sono meteore, quali \u201cil successo, il denaro, la carriera, gli onori, i piaceri ricercati come scopo dell\u2019esistenza\u201d, che \u201cbrillano per un po\u2019, ma si schiantano presto e il loro bagliore svanisce\u201d. Depistano invece che orientare. La stella del Signore \u00e8 \u201csempre presente, \u00e8 mite, ti prende per mano nella vita e ti accompagna\u201d. Ma chiede di mettersi in cammino, muoversi, uscire; non aspettare ma rischiare: \u201cSeguire Ges\u00f9 non \u00e8 un educato protocollo da rispettare, ma un esodo da vivere\u201d.<br \/>\nLa liturgia di questa prima domenica del nuovo anno ci porta, dopo l\u2019Epifania, a fare memoria del battesimo di Ges\u00f9. Francesco celebra nella Cappella Sistina e battezza 34 neonati, 16 bambini e 18 bambine. E chiede ai genitori di mettersi in cammino, in un certo senso, cio\u00e8 di \u201cpercorrere\u201d con i propri figli la strada della trasmissione della fede, che, dice il Papa, \u201csi pu\u00f2 fare soltanto \u2018in dialetto\u2019, nel dialetto della famiglia, nel dialetto di pap\u00e0 e mamma, di nonno e nonna.<br \/>\nPoi verranno i catechisti a sviluppare questa prima trasmissione, con idee, con spiegazioni\u201d. Ma se manca il dialetto, \u201cse a casa non si parla fra i genitori quella lingua dell\u2019amore, la trasmissione non \u00e8 tanto facile, non si potr\u00e0 fare. Non dimenticatevi. Il vostro compito \u00e8 trasmettere la fede ma farlo col dialetto dell\u2019amore della vostra casa, della famiglia\u201d.<br \/>\nRicordare il battesimo di Ges\u00f9, afferma ancora Francesco, significa ricordare \u201cla disponibilit\u00e0 di Ges\u00f9 a immergersi nel fiume dell\u2019umanit\u00e0, a prendere su di s\u00e9 le mancanze e le debolezze degli uomini, a condividere il loro desiderio di liberazione e di superamento di tutto ci\u00f2 che allontana da Dio e rende estranei ai fratelli\u201d. Nello stesso tempo la festa del battesimo di Ges\u00f9, afferma all\u2019Angelus, \u201cinvita ogni cristiano a fare memoria del proprio battesimo\u201d. Ed \u00e8 una data che dobbiamo conoscere, avere sempre nella memoria \u201cperch\u00e9 \u00e8 una data di festa, \u00e8 la data della nostra santificazione iniziale, \u00e8 la data nel quale il Padre ci ha dato lo Spirito Santo che ci spinge a camminare, \u00e8 la data del grande perdono\u201d. E aggiunge: \u201cNon dimenticatevi: quale \u00e8 la mia data del battesimo?\u201d \u2022<\/p>\n<p>Fabio Zavattaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo abbiamo appena lasciato dopo la visita dei Magi, e gi\u00e0 lo troviamo, adulto, nella sua prima manifestazione pubblica. 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