{"id":6323,"date":"2018-01-15T18:00:17","date_gmt":"2018-01-15T17:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6323"},"modified":"2018-01-16T08:30:00","modified_gmt":"2018-01-16T07:30:00","slug":"stranieri-residenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/01\/stranieri-residenti\/","title":{"rendered":"Stranieri residenti"},"content":{"rendered":"<h2>Riflessione di una nota filosofa italiana sull&#8217;immigrazione<\/h2>\n<p>Donatella Di Cesare, docente di Filosofia Teoretica alla Sapienza di Roma, e di Ermeneutica filosofica alla Normale di Pisa, ha di recente pubblicato Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione. Il libro riflette da un punto di vista filosofico su quello che l\u2019autrice identifica come uno dei problemi pi\u00f9 rilevanti del nostro tempo, che \u00e8 dato dalla migrazione di masse sempre pi\u00f9 rilevanti di persone dalle zone pi\u00f9 povere e martoriate del mondo. L\u2019autrice ritiene che per affrontare tale problematica non basta l\u2019appello all\u2019etica, quella della prossimit\u00e0, teorizzata da L\u00e9vinas, centrata sul primato dell\u2019altro, in particolare l\u2019altro pi\u00f9 bisognoso e indifeso, come quella ispirata al cosmopolitismo etico di Kant, che fa della ricerca e del mantenimento della pace l\u2019elemento di spinta per la creazione di un ordine mondiale non dominato dalla guerra.<br \/>\nLa Di Cesare ritiene infatti che il problema dell\u2019immigrazione vada affrontato da un punto di vista politico. Il che comporta il superamento di quella \u201cxenofobia di Stato\u201d che ha la sua radice in una visione della cittadinanza fondata su una visione dell\u2019abitare inteso come \u201cstabilirsi, installarsi, fare corpo con la terra\u201d, e sull\u2019esclusivismo dell\u2019identit\u00e0 nazionale e dell\u2019appartenenza etnica. Su questa visione proprietaria della terra e sul privilegio assegnato alla nascita e all\u2019identit\u00e0 nazionale si fondano le varie forme di \u201csovranismo\u201d, che vanno dalle versioni democratiche teorizzate da intellettuali come Walzer e Carens, a quelle improntate al criptorazzismo e a forme di hitlerismo soft, che sono il riferimento ideologico di diversi partiti e movimenti politici, e di una parte crescente dell\u2019opinione pubblica. Sulla scia di Hannah Arendt, che per prima ha riflettuto filosoficamente sulla condizione del profugo, e del riferimento ad un\u2019originale interpretazione di categorie heideggeriane come \u201cessere nel mondo\u201d e \u201cabitare\u201d, la Di Cesare apre lo scenario di \u201cnuove forme di cittadinanza sganciate dalla filiazione e dalla nascita\u201d, come pure dal \u201cmito tossico della nazione\u201d. Nel delineare un modo di abitare il mondo che possa fungere da presupposto di nuove forme di cittadinanza, la filosofa romana, oltre alla Arendt e ad Heidegger, fa riferimento alla figura biblica del gher, dello straniero residente, in cui riconosce la presenza di una tipologia di cittadinanza diversa da quella normata dal \u201cmito dell\u2019autoctonia\u201d egemone nella cultura dell&#8217;antica Atene, come pure dalla \u201ccittadinanza imperiale\u201d tipica dell\u2019ordinamento politico romano. La presenza, nella \u201ccitt\u00e0 biblica\u201d, del gher, dello straniero residente, testimonia la possibilit\u00e0 di \u201cun altro abitare\u201d, che non \u00e8 \u201cpossesso e appropriazione, non \u00e8 il fare corpo con il suolo\u201d, ma si manifesta come condizione in cui \u201clo straniero \u00e8 pur sempre un abitante\u201d, e l\u2019abitante, a sua volta, \u201c\u00e8 pur sempre uno straniero\u201d. Collocandosi in tale prospettiva risulta possibile pensare una forma di convivenza umana che si pone al di l\u00e0 del \u201cregime immunitario\u201d, fenomeno analizzato da due pensatori italiani, Esposito e Agamben, prodotto dalle comunit\u00e0 politiche strutturate sulla base dell\u2019appartenenza nazionale, della nascita, della filiazione, del radicamento nel suolo patrio. Si apre cos\u00ec la possibilit\u00e0 di dar forma a un corpo politico in cui la preoccupazione ossessiva di preservare uno spazio \u201cimmune\u201d da presenze aliene lascia la precedenza al \u201ccomune\u201d, cio\u00e8 a modi di convivenza e di coabitazione in cui nessuno avanza la pretesa di \u201cstabilire con chi coabitare\u201d. Riflettere sulla migrazione comporta dunque per la Di Cesare la necessit\u00e0 di \u201cripensare lo Stato\u201d nell\u2019orizzonte di una prospettiva che cessi di assegnare un valore sacrale alle frontiere, e sciolga a favore dei secondi il \u201cdilemma filosofico\u201d che vede opposta tra loro sovranit\u00e0 statale e diritti umani. Il compito della \u201cfilosofia della migrazione\u201d di cui la filosofa romana delinea un primo abbozzo, \u00e8 dato dal proposito di \u201cdecostruire l\u2019ovviet\u00e0\u201d di frasi come \u201caiutarli a casa loro\u201d, e di far affiorare le metamorfosi dell\u2019hitlerismo presenti nelle posizioni di chi pretende stabilire l\u2019identit\u00e0 di coloro con cui coabitare. Il discorso della \u201cfilosofia della migrazione\u201d fa quindi implodere il paradigma statuale costruito su una visione della Terra come propriet\u00e0 collettiva di un popolo, e sull&#8217;appartenenza di una nazione. La sua domanda e le sue problematiche sorgono infatti \u201cfuori dai confini, oltre il dominio della sovranit\u00e0\u201d. Si delinea in tal modo una forma di cittadinanza sganciata \u201cdall\u2019assegnazione della nascita, dalle leggi del sangue e del suolo\u201d, che ha come proprio punto qualificante la condivisione di una cultura politica che che consente di coesistere \u201ccon tutti coloro che, pi\u00f9 o meno estranei, pi\u00f9 o meno eterogenei, sulla terra hanno uguali diritti\u201d. Da questo discorso deriva il passaggio da \u201cun&#8217;etica della prossimit\u00e0\u201d a una \u201cpolitica della coabitazione\u201d, passaggio con cui si intende fuoriuscire dall&#8217;\u201cidea che l&#8217;ospitalit\u00e0, oltre ad essere impossibile, sia circoscritta all&#8217;etica, anzi alla morale, che sia insomma un vezzo moralistico di quei bonisti che si crogiolano nell&#8217;uso edificante della parola altro\u201d \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessione di una nota filosofa italiana sull&#8217;immigrazione Donatella Di Cesare, docente di Filosofia Teoretica alla Sapienza di Roma, e di Ermeneutica filosofica alla Normale di Pisa, ha di recente pubblicato Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione. Il libro riflette da un punto di vista filosofico su quello che l\u2019autrice identifica come uno dei problemi pi\u00f9 &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":6324,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4],"tags":[1849,705,396,1844],"class_list":["post-6323","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-primo-piano","tag-donatella-di-cesare","tag-immigrazione","tag-libro","tag-numero-1-2018"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/88339273509788833927350-3.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1DZ","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6323","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6323"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6323\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6325,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6323\/revisions\/6325"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6323"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6323"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6323"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}