{"id":6308,"date":"2018-01-15T15:00:45","date_gmt":"2018-01-15T14:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6308"},"modified":"2018-01-15T14:09:20","modified_gmt":"2018-01-15T13:09:20","slug":"scuola-di-accoglienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/01\/scuola-di-accoglienza\/","title":{"rendered":"Scuola di accoglienza"},"content":{"rendered":"<h2>Intervista ad un insegnante di religione sull&#8217;integrazione<\/h2>\n<p>Scrive Papa Francesco nel <a href=\"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1DH\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Messaggio per la giornata mondiale della pace<\/a>: \u201cOffrire a richiedenti asilo, rifugiati, migranti e vittime di tratta una possibilit\u00e0 di trovare quella pace che stanno cercando, richiede una strategia che combini quattro azioni: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Accogliere richiama l\u2019esigenza di ampliare le possibilit\u00e0 di ingresso legale, di non respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze, e di bilanciare la preoccupazione per la sicurezza nazionale con la tutela dei diritti umani fondamentali. Proteggere ricorda il dovere di riconoscere e tutelare l\u2019inviolabile dignit\u00e0 di coloro che fuggono da un pericolo reale in cerca di asilo e sicurezza, di impedire il loro sfruttamento. Promuovere rimanda al sostegno allo sviluppo umano integrale di migranti e rifugiati. Tra i molti strumenti che possono aiutare in questo compito, desidero sottolineare l\u2019importanza di assicurare ai bambini e ai giovani l\u2019accesso a tutti i livelli di istruzione. Integrare, infine, significa permettere a rifugiati e migranti di partecipare pienamente alla vita della societ\u00e0 che li accoglie, in una dinamica di arricchimento reciproco e di feconda collaborazione nella promozione dello sviluppo umano integrale delle comunit\u00e0 locali\u201d.<br \/>\nEppure, serpeggiano tra tante pieghe della societ\u00e0 civile paure e rancore, frutto di una mentalit\u00e0 diffusa che vede nell\u2019immigrato, qualsiasi esso sia, una minaccia. Lo si percepisce al super mercato, dal fruttivendolo, dal panettiere, in strada, al bar, ovunque. Qual \u00e8 il clima che si respira nella scuola in ordine a questo problema? Dino, docente di Religione nella scuola secondaria di primo grado a Potenza e Porto Potenza Picena, ritiene che nella \u201cScuola Elementare l\u2019accettazione di chi \u00e8 diverso per il colore della pelle, per la provenienza geografica, per il proprio credo religioso non costituisca per nulla un problema. Il bambino \u00e8 portato ad accettare, per empatia affettiva, qualsiasi altro bambino senza guardare alla sua provenienza. Gli insegnanti riescono a inserire, dentro il proprio percorso didattico, temi e argomenti che toccano il vissuto di ogni alunno. La stessa cosa avviene nella Scuola Materna\u201d.<br \/>\nAggiungo, a quello che dice il professore, quanto ho potuto sperimentare di persona.<br \/>\nHo assistito, in occasione del Natale, qui a Civitanova Marche, alla prima recita del nipotino pi\u00f9 grande. Sulla scena c\u2019erano bambini italiani, cinesi, algerini, magrebini e di altre nazionalit\u00e0. Tutti hanno dato il meglio di s\u00e9. C\u2019era chi danzava, chi cantava, chi recitava, dietro l\u2019impareggiabile lavoro delle maestre. Nel clima che si respirava c\u2019erano accoglienza, protezione, promozione e integrazione.<br \/>\n\u201cIl problema del diverso &#8211; prosegue Dino &#8211; nasce con la Scuola Media. Il bambino cresce, diventa grande. Inizia a scegliere i gruppi amicali e a costruire gradualmente una propria identit\u00e0. La progettualit\u00e0 che viene messa in campo dagli operatori scolastici \u00e8 il pi\u00f9 delle volte solo disciplinare, volta a costruire competenze nelle diverse materie di insegnamento. Viene meno l\u2019attenzione alla socialit\u00e0 perch\u00e9 si \u00e8 schiacciati dal programma da finire. Il PEI, il Piano Educativo di Istituto, nato proprio per coniugare assieme istruzione e educazione, \u00e8 stato sostituito dal PTOF (Piano Triennale dell\u2019offerta formativa), che spesso si riduce ad un elenco di attivit\u00e0 che la scuola propone, piuttosto che mettere a punto le priorit\u00e0 educative nei vari tempi che si succedono nell\u2019arco dei tre anni.<br \/>\nOgni scuola, per non esser da meno dell\u2019altra, fornisce una vetrina delle opportunit\u00e0 formative, che, pur se utili, non rispondono tanto alle emergenze educative, quanto piuttosto alle risorse e alle competenze presenti nel personale scolastico. Ci si chiede insomma sempre meno qual \u00e8 l\u2019intento educativo del Piano dell\u2019Offerta Formativa: il problema \u00e8 averlo e tanto basta.<br \/>\nIn questo vuoto educativo trova spazio qualche manifestazione di tipo razzista verso chi viene visto come diverso perch\u00e9 immigrato. Se poi l\u2019alunno sente certi tipi di discorsi fatti dai grandi sugli immigrati in genere, allora il cerchio si chiude: Vengono a toglierci il posto di lavoro. Sono diversi da noi perch\u00e9 parlano una lingua incomprensibile. Professano una religione diversa dalla nostra. Sono terroristi. Vivono di accattonaggio\u201d.<br \/>\nAggiungo a quanto detto dal professore un fatterello, per usare un termine caro a don Milani.<br \/>\nPasquale, chiamer\u00f2 cos\u00ec un alunno di scuola media della provincia, per non identificarlo con il proprio nome e cognome, invitato da un educatore, in un luogo diverso dalla scuola, a scrivere qualcosa sugli immigrati, non va tanto per il sottile. Pisciano sui muri, rubano, sono negri, sono di un\u2019altra religione. L\u2019educatore gli chiede da chi ha avuto tutte queste informazioni. Il ragazzo risponde serafico: da mio nonno. Il pap\u00e0 scopre poi che, a rincarare la dose, accanto al nonno c\u2019era anche uno zio dell\u2019alunno, disposto a premiare il nipote con cinquanta euro ogni qualvolta il ragazzo le sparava sempre pi\u00f9 grosse. Zio e nonno sono di famiglia benestante, forse con qualche nostalgia per il Fascismo e le Leggi Razziali.<br \/>\nDino aggiunge che \u201codio e ostilit\u00e0 vengono seminati, subdolamente anche da certi format televisivi, quando speculano su notizie di cronaca, costruite ad arte, per suscitare rabbia e chiusura. Se vengono presentati fatti singoli, deplorevoli, a discapito del migrante, ci\u00f2 suscita una notevole risonanza nell\u2019istintivit\u00e0 delle persone e ne condiziona decisamente la mentalit\u00e0, soprattutto se gli individui sono poco attrezzati. L\u2019adolescente, sia perch\u00e9 il fatto in s\u00e9 ha una notevole presa su di lui, ancora in tenera et\u00e0, sia perch\u00e9 ha un senso morale e civico ancora in costruzione, \u00e8 poco disposto a fare concessioni e sconti verso chiunque sia\u201d.<br \/>\n\u201cEppure &#8211; continua Dino &#8211; lo spazio per un recupero educativo nella scuola c\u2019\u00e8 sempre. Basta crederci e spendersi per far vivere agli alunni momenti forti.<br \/>\nUn anno invitai a scuola un profugo che era arrivato nel nostro paese dalla costa magrebina, con uno dei barconi. Raccont\u00f2 agli alunni la traversata in mare aperto, le difficolt\u00e0 incontrate, perch\u00e9 era venuto in Italia, qual era il suo lavoro. Gli alunni erano attenti. Non c\u2019era nessuno che dimostrasse noia e menefreghismo. Molti avevano anche le lacrime agli occhi perch\u00e9 commossi per quanto stavano ascoltando.<br \/>\nL\u2019appello a sostenere la cultura dell\u2019accoglienza e dell\u2019integrazione non va rivolto soprattutto agli alunni che a volte possono sembrare demotivati, ma agli adulti, siano essi insegnanti o genitori, che lasciano dei vuoti o non correggono storture che condizionano mente e cuore dei giovanissimi. La responsabilit\u00e0 degli insegnanti \u00e8 alta: si tratta di fare del ragazzo l\u2019adulto di domani, capace di rapportarsi con tutti e avere atteggiamenti di tolleranza e di rispetto verso il diverso. Ci\u00f2, per\u00f2, richiede che istruire e educare siano visti e trattati ambedue come due necessit\u00e0 imprescindibili o come due aspetti di uno stesso compito\u201d. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista ad un insegnante di religione sull&#8217;integrazione Scrive Papa Francesco nel Messaggio per la giornata mondiale della pace: \u201cOffrire a richiedenti asilo, rifugiati, migranti e vittime di tratta una possibilit\u00e0 di trovare quella pace che stanno cercando, richiede una strategia che combini quattro azioni: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. 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