{"id":6284,"date":"2017-12-20T15:00:20","date_gmt":"2017-12-20T14:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6284"},"modified":"2024-11-06T16:40:40","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:40","slug":"spottare-vuol-dire-insultare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/12\/spottare-vuol-dire-insultare\/","title":{"rendered":"Spottare vuol dire insultare"},"content":{"rendered":"<p>Quel che sorprende, ancora una volta, \u00e8 il paradosso che esplode fra il mezzo supertecnologico e l\u2019antica e odiosa tendenza alla maldicenza. Le \u201cpasquinate\u201d delle pagine spotted spesso creano delle fratture insanabili fra gli adolescenti e danni psicologici; alcune situazioni hanno portato le famiglie alla decisione di sporgere denuncia alla polizia postale.<br \/>\nIl fenomeno non \u00e8 recentissimo, ma negli ultimi mesi sta dando il meglio (o il peggio?) di s\u00e9. Si tratta della nuova tendenza in voga fra giovani e giovanissimi, e cio\u00e8 \u201cspottare\u201d sui social.<br \/>\nI primi a \u201cspottare\u201d sono stati gli studenti londinesi della facolt\u00e0 di informatica della ULC \u2013 University College London. Nel 2010 uno di loro cre\u00f2 un sito dove commentare, assieme agli altri colleghi di facolt\u00e0, le ragazze incontrate in giro per il campus. Sulla pagina web gli studenti scrivevano annunci del tipo: \u201cIeri in biblioteca ho spottato la ragazza tal dei tali\u2026\u201d. Magari poi ci scappava anche un appuntamento galante.<br \/>\nQui il termine \u201cspottare\u201d \u00e8 utilizzato col significato di \u201cavvistare\u201d. \u201cSei stato spottato\u201d, quindi, vuol dire \u201csei stato avvistato\u201d. Ma non solo.<br \/>\nCol tempo, infatti, il fenomeno \u00e8 dilagato. Le pagine spotted si sono diffuse in maniera virale ed \u00e8 iniziata la, ahim\u00e9, prevedibile degenerazione. Infatti l\u2019anonimato, che viene garantito dagli amministratori dell\u2019account (anch\u2019essi anonimi) a chi decide di pubblicare un post sul profilo spotted, ha consentito (e consente) sproloqui di ogni tipo. E dalla ricerca della donzella perduta, passando attraverso le dichiarazioni d\u2019amore disperate, si \u00e8 finiti facilmente nel campo della diffamazione e del becero pettegolezzo. Nonch\u00e9 sotto l\u2019etichetta di quello che viene definito cyberbullismo.<br \/>\nCos\u00ec sui profili spotted di ogni scuola si sono subito dati appuntamento gli hater della rete e hanno aperto le danze sputando veleno su studenti, professori e operatori scolastici. La questione ha assunto in qualche caso i contorni della maldicenza spinta. Ci sono stati outing su presunte (o vere) omosessualit\u00e0, denunce di amori clandestini o attacchi spietati alle persone su difetti fisici o questioni molto personali.<br \/>\nLe pagine spotted non rappresentano l\u2019unico canale della maldicenza. Ci sono addirittura delle applicazioni dedicate alle esternazioni anonime come sarahah e thiscrush.<br \/>\nLe \u201cpasquinate\u201d delle pagine spotted spesso creano delle fratture insanabili fra gli adolescenti e danni psicologici; alcune situazioni hanno portato le famiglie alla decisione di sporgere denuncia alla polizia postale. Nei casi limite si \u00e8 giunti perfino a gesti estremi. Quel che sorprende, ancora una volta, \u00e8 il paradosso che esplode fra il mezzo supertecnologico e l\u2019antica e odiosa tendenza alla maldicenza. La calunnia continua a essere \u201cun venticello\u201d, come recita la famosa e sempre attuale aria del Barbiere di Siviglia di Rossini \u201cun\u2019auretta assai gentile che insensibile, sottile, leggermente, dolcemente, incomincia, incomincia a sussurrar\u2026\u201d.<br \/>\nCambiano i tempi e cambiano i mezzi, ma purtroppo la tendenza a esser \u201ccomare di paese\u201d non scompare anzi si insinua anche fra i giovanissimi, a testimoniare che siamo ancora al principio del cammino evolutivo e incastrati sempre negli stessi maledetti clich\u00e8. Peccato che la risonanza comunicativa del mezzo tecnologico non incoraggi un utilizzo pi\u00f9 gratificante, per chi scrive e chi legge.<br \/>\nAbbiamo ancora tanto bisogno di \u201ceducazione\u201d. Educazione all\u2019uso dei social media, al rispetto (come ci ha ricordato all\u2019inizio dell\u2019anno scolastico la ministra dell\u2019istruzione Fedeli), alla civile convivenza\u2026 Ma soprattutto manca il fondamento umano in questo nostro progresso, troppo concentrato sulla modernit\u00e0 dei mezzi e poco o quasi niente sull\u2019umanesimo dei contenuti.<br \/>\nLeopardi direbbe che un progresso distorto, senza umanit\u00e0, \u201clacera il sipario delle illusioni, cosicch\u00e9 l\u2019uomo moderno si trova indifeso davanti al male\u201d. Pi\u00f9 indifeso di prima. \u2022<\/p>\n<p>Silvia Rossetti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quel che sorprende, ancora una volta, \u00e8 il paradosso che esplode fra il mezzo supertecnologico e l\u2019antica e odiosa tendenza alla maldicenza. 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