{"id":6267,"date":"2017-12-19T16:00:47","date_gmt":"2017-12-19T15:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6267"},"modified":"2017-12-18T12:29:38","modified_gmt":"2017-12-18T11:29:38","slug":"scoprire-la-bellezza-della-citta-di-fermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/12\/scoprire-la-bellezza-della-citta-di-fermo\/","title":{"rendered":"Scoprire la bellezza della citt\u00e0 di Fermo"},"content":{"rendered":"<p>Bisognerebbe camminare la citt\u00e0 di Fermo leggendo il libro del giovane Carlo Cipolletti, Fermo. Storia artistica della citt\u00e0 del Girfalco, Andrea Livi editore.<br \/>\nUn volume denso (Cipolletti ci ha impiegato anni), tra i migliori pubblicati sulla citt\u00e0.<br \/>\nLo ha dedicato al padre Alberto. Significativo, come una trama intersecantesi di generazione in generazione. Ma \u00e8 anche il prodotto del grande studio di Carlo, dei giorni passati in biblioteca, delle notti dedicate a spulciare documenti. \u00c8 un atto d\u2019amore per la sua citt\u00e0, una radice che non si raggrinza ma ritrova linfa ed ardore. Palpita.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cipolletti-libro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-6268\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cipolletti-libro.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"267\" \/><\/a>Significativa l\u2019apertura con le parole di Giulio Carlo Argan: \u00abPer studiare l\u2019arte bisogna partire dalla citt\u00e0 invece che dall\u2019arte, cos\u00ec come Goethe, per studiare i colori, \u00e8 partito dall\u2019occhio invece che dalla luce. Se l\u2019arte \u00e8 la citt\u00e0\u2026, lo storico dell\u2019arte \u00e8 lo storico della citt\u00e0\u00bb. Carlo si fa storico perch\u00e9 ricercatore. Da quel piccolo insediamento sul Colle Sabulo. \u00abLe testimonianze dei primi insediamenti nel territorio di Fermo \u2013 scrive \u2013 risalgono al IX secolo a. C., quando era abitato da una popolazione contraddistinta dal rito funerario della cremazione\u2026 Questo aspetto culturale protostorico\u2026 \u00e8 denominato dalla moderna storiografia Villanoviano\u2026 Probabilmente gli Etruschi arrivarono a Fermo per colonizzare nuove terre che davano sul mare Adriatico, ottenendo cos\u00ec uno sbocco commerciale con l\u2019Oriente\u00bb. L\u2019insediamento etrusco and\u00f2 scomparendo, racconta, \u00abper lo meno dal VII secolo a.C. quando non sono pi\u00f9 attestate nelle necropoli fermane tombe ad incinerazione, ma sepolture a inumazione, come usavano i Piceni\u00bb. Eccoli, allora, i Piceni. E parte il racconto di Fermo picena, romana, bizantina, la Marca fermana, le distruzioni portate dagli uomini di Federico Barbarossa, i podest\u00e0 di Fermo che divengono dogi di Venezia, i tiranni, la Rocca arcigna che consente di dominare la citt\u00e0 e i territori intorno, gli Sforza, le Signorie, il governatore pontificio, e, avanti avanti, sino a Sisto V, alla sommossa del 1600, agli interventi urbanistici del XIX secolo, all\u2019economia del secondo dopoguerra. Carlo entra nella sua citt\u00e0, la vede vivere e pulsare. Il suo lavoro \u00e8 molto pi\u00f9 di una guida pur dando indicazioni precise come il Foro della Firmum Picenum \u00abdov\u2019\u00e8 adesso il moderno edificio della Banca Monte dei Paschi di Siena\u00bb.<br \/>\nCipolletti avanza anche ipotesi come quella che prevedeva di \u00abrendere Piazza San Martino quasi un \u201cpalco\u201d per le pi\u00f9 importanti manifestazioni pubbliche degli Sforza\u00bb. E poi le terme, \u00abrealizzate probabilmente non lontano dal foro\u00bb da dove proverrebbe la statua del Tritone oggi a Palazzo Azzolino.<br \/>\nDella scultura del leone che si trova accanto alla porta laterale del Duomo, Cipolletti riporta la convinzione di Enzo Catani, secondo cui si tratterebbe di un\u2019opera d\u2019epoca romana proveniente dalla \u00abdecorazione di qualche tomba\u00bb.<br \/>\nAltra chicca: il titolo onorifico di Cavaliere della milizia aurata conferito alla maggior parte dei laureati all\u2019importante universit\u00e0 fermana. Impossibile riportare tutto: la scultura, la miniatura, la pittura, i tesori. \u00c8 un libro da leggere d\u2019un fiato ringraziando la passione di un giovane. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bisognerebbe camminare la citt\u00e0 di Fermo leggendo il libro del giovane Carlo Cipolletti, Fermo. Storia artistica della citt\u00e0 del Girfalco, Andrea Livi editore. 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