{"id":622,"date":"2013-06-04T15:35:34","date_gmt":"2013-06-04T15:35:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=622"},"modified":"2016-01-18T11:11:05","modified_gmt":"2016-01-18T11:11:05","slug":"firmana-per-mons-miola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/06\/firmana-per-mons-miola\/","title":{"rendered":"Firmana per Mons. Miola"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/firmana.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-623\" alt=\"firmana\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/firmana-214x300.jpg\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/firmana-214x300.jpg 214w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/firmana.jpg 502w\" sizes=\"auto, (max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a>Questo numero della Rivista Firmana esce in una congiuntura significativa: l&#8217;avviata celebrazione dell&#8217;Anno della Fede a livello ecclesiale con la memoria dei cinquant&#8217;anni dall&#8217;inizio del Concilio Vaticano II e onorare l&#8217;operato molteplice nella nostra Chiesa locale di d. Gabriele Miola.<\/p>\n<p><!--more-->Le due istanze sono molto legate: d. Gabriele ha risposto ed incarnato gli orientamenti dell&#8217;Assemblea conciliare e ha aiutato la nostra Chiesa ad interrogarsi su come testimoniare la fede in Ges\u00f9 in tempi che stavano velocemente cambiando. Non a caso una delle testimonianze raccolte nel n. 49 della Rivista Autobiografia di una diocesi. La recezione del Concilio Vaticano II nella Chiesa di Fermo \u00e8 proprio la sua. D. Gabriele nasce a Montegiberto il 19 Febbraio del 1934, dall&#8217;et\u00e0 di tre anni inizia a vivere a Falerone con la sua famiglia. Entra nel Seminario di Fermo nel 1945 e vi frequenta le medie ed il Liceo, fino al 1954. Di quegli anni ricorda: \u00abAlla scuola media il livello era buono e ne ho avuto un bel ricordo, ma del Ginnasio e del Liceo dei miei anni 1948-54 ho un ricordo piuttosto negativo per la mancanza di professori preparati\u00bb (ibid., 156). Ebbe modo di colmare queste lacune andando a studiare teologia presso la Pontificia Universit\u00e0 Lateranense e formandosi presso il Pontificio Seminario Romano negli anni &#8217;54-&#8217;58. La sua mente accorta e la sua fine sensibilit\u00e0 seppero cogliere le occasioni ed i limiti di questi anni: \u00abLa formazione era sulla stessa linea di quella di Fermo: disciplina, pratiche di piet\u00e0, ma all&#8217;et\u00e0 di vent&#8217;anni vedevamo gi\u00e0 alcune storture [&#8230;]. Evidentemente la Lateranense era una grande universit\u00e0 che raccoglieva molti studenti provenienti da altri Seminari. Ci si incontrava con persone di provenienza diversa e questo facilitava una certa apertura [&#8230;]. Non ricordo con grande gioia gli studi di teologia, il pi\u00f9 delle volte si studiava in funzione degli esami\u00bb (ibid., 158). Dal 1959 al 1961 ebbe modo di studiare al Pontificio Istituto Biblico, anni molto impegnativi, come li descrive il medesimo, ma di ricchezza straordinaria \u00abper aver trovato altre aree di ricerca, altri compagni, altre presenze non legate strettamente ai Seminari\u00bb (ibid., 159). Apprese un rapporto con le Sacre Scritture differente rispetto agli anni di teologia, soprattutto in seguito all&#8217;applicazione del metodo storico-critico. A ci\u00f2 si aggiunse l&#8217;opportunit\u00e0 di perfezionare gli studi biblici a Gerusalemme, negli anni &#8217;61-&#8217;62. Egli veniva ordinato sacerdote il 22 Marzo 1958, nel 1962 rientra in diocesi e viene subito valorizzato per la formazione in Seminario. Abbiamo da questo momento 48 anni di ininterrotto impegno didattico: all&#8217;inizio, per necessit\u00e0 e non essendo richiesti ancora i titoli, molteplice in quanto si \u00e8 trovato ad insegnare anche greco e latino in ginnasio, trattati di teologia dogmatica, liturgia, ecumenismo, poi dedito specificamente alle scienze bibliche, in particolare all&#8217;Introduzione all&#8217;Antico Testamento, al Mistero di Cristo e all&#8217;insegnamento dell&#8217;ebraico e del greco biblico. Anche se l&#8217;insegnamento ha connotato il suo ministero, non possiamo dimenticare altri servizi in cui ha dedicato la sua vita per la crescita della nostra Chiesa locale. In particolare l&#8217;Arcivescovo Bellucci lo nomin\u00f2 rettore del Seminario per gli anni &#8217;72-&#8217;78, dopo aver affiancato per diverso tempo mons. Carden\u00e0 come vice-rettore. Furono anni cruciali: \u00abCercai di guidare una certa effervescenza dei tempi post-conciliari e un qualche scontento che serpeggiava tra i Seminaristi teologi [&#8230;] si cercavano esperienze nuove nei movimenti ecclesiali, diversi seminaristi vollero andare a fare esperienza nel movimento dei Focolari o nei gruppi di Giovent\u00f9 Studentesca [&#8230;], Cercai di impostare la vita su una liturgia rinnovata. Fu resa pi\u00f9 viva la celebrazione dell&#8217;Eucaristia secondo le direttive del Concilio. Vennero mandati in parrocchia i seminaristi per l&#8217;attivit\u00e0 pastorale al sabato e alla domenica. Alcuni sceglievano le parrocchie di origine, altri no. Per conoscere il mondo degli operai furono fatte esperienze di lavoro in azienda durante l&#8217;estate\u00bb (ibid., 163). Sicuramente egli cerc\u00f2 con coraggio, mantenendo dei punti fermi, di portare avanti l&#8217;opera di &#8220;aggiornamento&#8221; che ispir\u00f2 il Concilio in merito alla formazione dei nuovi presbiteri. Negli anni &#8217;78-&#8217;88 mons. Miola fu nominato Vicario generale della diocesi di Fermo. Due eventi di rilievo per la nostra Chiesa locale sono legati al suo servizio. Prima di tutto ci fu la celebrazione di un Congresso eucaristico diocesano nel 1985, un&#8217;occasione pensata per recepire le direttive del Concilio per la &#8220;nuova&#8221; liturgia attraverso incontri che sarebbero dovuti avvenire in vicaria tra il clero, e poi tra i fedeli, in particolare i gruppi parrocchiali, le aggregazioni ed i movimenti. Il compianto d. Filippo Concetti si coinvolse in tale cammino. Nella memoria di molti \u00e8 rimasta la giornata per i giovani celebrata al Palazzetto dello Sport di Porto S. Elpidio con la presenza di Madre Teresa di Calcutta e la celebrazione finale della domenica di Pentecoste cont\u00f2 pi\u00f9 di 8000 persone. Alla fine del congresso eucaristico con lui come vicario inizi\u00f2 la preparazione del sinodo diocesano. Anche se nel 1988 d. Davide Beccerica subentr\u00f2 a d. Gabriele come vicario generale, egli continu\u00f2 a lavorare per il sinodo che si concluse nel 1994. Infine altri servizi d. Gabriele ha svolto per la nostra Chiesa locale: vice-preside dell&#8217;Istituto Teologico Marchigiano per la sede di Fermo, direttore dell&#8217;Ufficio diocesano per l&#8217;Insegnamento della religione cattolica, direttore attuale dell&#8217;Ufficio diocesano per la Pastorale della salute. Con d. Rolando Di Mattia \u00e8 stato tra i padri fondatori dell&#8217;attuale rivista. Con lui come vicario sono iniziate e si sono svolte annualmente le settimane di aggiornamento teologico per il clero. D. Gabriele per tutti noi \u00e8 pi\u00f9 di un insegnante: possiamo dirlo un maestro. Un insegnante si limita a trasmettere nozioni in maniera pi\u00f9 o meno efficace, un maestro introduce nella verit\u00e0, incarna uno stile consono alla verit\u00e0 trasmessa, fa in modo che i suoi alunni arrivino anche pi\u00f9 avanti di lui nella verit\u00e0. Egli con saggezza ha saputo trarre dallo scrigno delle Scritture e della Tradizione della Chiesa cose antiche e cose nuove, in una felice sintesi tra ci\u00f2 che \u00e8 immutabile, il Vangelo di Ges\u00f9, e la novit\u00e0 suscitata dallo Spirito attraverso i segni dei tempi. Il carattere poliedrico del suo ministero e del suo insegnamento giustifica la variet\u00e0 degli articoli accolti in questo numero della rivista: abbiamo in prevalenza articoli di esegesi, prodotti da nostri docenti, ma anche da docenti esterni, ma non mancano articoli di filosofia (Teilhard De Chardin \u00e8 stata una delle menti che ha stimolato il pensiero del Concilio), di teologia, di liturgia, di ecumenismo. Questo numero vuole essere da una parte un piccolo segno di gratitudine a chi ha inciso nella formazione di diverse generazioni di sacerdoti e di laici nella nostra Chiesa locale, dall&#8217;altra un piccolo segno di disponibilit\u00e0 a raccogliere un impegno che lui stesso ha individuato: \u00abQuel che desideravo e che si \u00e8 realizzato solo in parte era raggiungere uno spirito di collegialit\u00e0 a tutti i livelli: tra vescovo ed organismi di partecipazione, tra clero nelle vicarie, tra parroci, tra preti ed organismi parrocchiali, tra preti e laici in genere, tra insegnanti negli Istituti di teologia. Nonostante una visita pastorale, un congresso eucaristico, un sinodo e le tante settimane di aggiornamento non sono esplose quella comunione e quella collegialit\u00e0 che l&#8217;ecclesiologia del Vaticano II e tutto il Concilio avevano messo a fondamento del rinnovamento della Chiesa. Mi sembra che sia un cammino lento ancor oggi\u00bb (ibid., 168). Raccogliamo volentieri questo mandato, quanto mai necessario e urgente oggi, ed anche questa rivista vuole essere un piccolo strumento di dialogo tra fede e cultura e di collegialit\u00e0 nella nostra Chiesa locale. A questo proposito, per concludere, trovandomi ad assumere la responsabilit\u00e0 di questa rivista, non posso non ringraziare chi l&#8217;ha voluta e chi fino ad oggi gli ha dato vita con articoli, recensioni, saggi e contributi di vario genere. In particolare ringrazio chi l&#8217;ha voluta e diretta prima di me: dal compianto mons. Rolando Di Mattia a mons. Gabriele Miola a mons. Luigi Valentini a don Enrico Brancozzi. Chiedo la disponibilit\u00e0 a tutti i docenti dei nostri Istituti e a tutti coloro che hanno passione per il dialogo tra la cultura e la fede di sostenermi nel continuare a darle vita, in tutti i modi possibili. \u2022<\/p>\n<p>Giordano Trapasso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo numero della Rivista Firmana esce in una congiuntura significativa: l&#8217;avviata celebrazione dell&#8217;Anno della Fede a livello ecclesiale con la memoria dei cinquant&#8217;anni dall&#8217;inizio del Concilio Vaticano II e onorare l&#8217;operato molteplice nella nostra Chiesa locale di d. 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