{"id":6191,"date":"2017-12-12T15:00:40","date_gmt":"2017-12-12T14:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6191"},"modified":"2017-12-11T12:50:31","modified_gmt":"2017-12-11T11:50:31","slug":"la-piu-grande-ricchezza-sono-le-persone-incontrate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/12\/la-piu-grande-ricchezza-sono-le-persone-incontrate\/","title":{"rendered":"La pi\u00f9 grande ricchezza sono le persone incontrate"},"content":{"rendered":"<p>Cari amici,<br \/>\nsono stato battezzato il giorno dopo la mia nascita e, passata qualche settimana, mi portarono all\u2019Istituto Sacro Cuore dove mia nonna lavorava per contribuire a sostenere la famiglia. Mi raccontano che la Superiora dell\u2019epoca mi prese, mi sollevo sull\u2019altare e disse solennemente: \u201cQuesto bambino lo offriamo al Signore!\u201d Emia madre grid\u00f2: \u201cNo, no!\u201d, suscitando lo stupore dell\u2019altra Madre. In famiglia, infatti, c\u2019era gi\u00e0 un sacerdote, il mio prozio Don Nicola, qui presente, e il tributo alla causa sembrava gi\u00e0 versato. La Superiora non sapeva che avrebbe avuto ragione\u2026<br \/>\nDa quel momento la mia vita \u00e8 stata un intrecciodi storie quotidiane, di volti che il Signore ha messo sulla mia strada per farmi decidere di ascoltare la sua voce. Nelle pieghe delle esperienze vissute, nei chiaroscuri di tante vicende ho sperimentatonella mia umanit\u00e0 talvolta molto debole e in tante vicende all\u2019apparenza negative, l&#8217;intervento potente della sua Grazia che ho voluto inserire nel motto proprio perch\u00e9 l\u2019ho sempre sentita viva e presente. Lodo perci\u00f2 il Signore e lo ringrazio per tutte le persone che ho incontratosul mio cammino.<br \/>\nInnanzitutto i miei genitorie mia sorella che, insieme a mia nonna, morta ormai quindici anni fa, mi hanno accuditotra sacrifici e concretezza di fede, in un clima di serenit\u00e0 e di allegria chemi hanno resosempre fiducioso nella Provvidenza; anche in questi mesi, cos\u00ec delicati per la salute di mamma, non ci scoraggiamo proprio perch\u00e9 siamo cuor contenti e andiamo avanti, con Peppe, mio cognato, Giulia e Giovannino, ancora un po\u2019 disorientati perch\u00e9 zio Rocco riparte di nuovo.<br \/>\nCominciai a frequentare il catechismo per l&#8217;iniziazione cristiana nella parrocchia San Paolo, retta da mio zio;mi colpiva la sua permanenza in parrocchia dal mattino alla sera.Credo di aver mutuato dalla sua sensibilit\u00e0 la ricerca della franchezza e della lealt\u00e0 unite al rispetto dell\u2019inviolabilit\u00e0 della coscienza. Non ho mai sentito da lui inviti a farmi prete; del resto,scherzosamente talvolta si definivaanticlericale! Durante l\u2019adolescenza,la parrocchia fu segnata dal fenomeno della contestazione, presente allora anche in altre realt\u00e0 della diocesi e della regione. Furono anni di grande fermento, alla ricerca della rilevanza sociale e politica del Vangelo, ancora troppo imbrigliato in una religiosit\u00e0 tradizionale intimistica. L&#8217;epilogo drammatico della contestazione (sei preti lasciarono il ministero il gioved\u00ec santo del 1978) coinvolse l\u2019allora vice parroco cui sono debitore, tra l\u2019altro, dell\u2019avermi insegnato gratuitamente a leggere la musica e a suonare l\u2019organo.<br \/>\nDa questo evento negativo germogli\u00f2 il mio impegno ecclesiale. Incominciai a interessarmi al coro, all&#8217;animazione del gruppo giovanile di cui facevo parte, all&#8217;Azione cattolica e cos\u00ec l\u2019allora vescovo, Mons. Michele Giordano, inascoltato, mi invit\u00f2per la prima volta ad entrare in Seminario.<br \/>\nL\u2019esperienza della presidenza diocesana di Azione cattolica fu indimenticabile sotto tanti punti di vista: il contatto vivo e frequente con le realt\u00e0 parrocchiali, con i laici e i parroci, con lo sforzo di rendere effettiva la promozione del laicato sollecitata dal Concilio&#8230; Tutto ci\u00f2 mi spinse a curare la mia formazione e mi inser\u00ec nel contesto ecclesiale diocesano. Da allora ho imparato cosa significhi avere la Chiesa come madre. L&#8217;Associazione mi offr\u00ec innumerevoli occasioni di spiritualit\u00e0 per rinnovare il vigore apostolico. In quegli anni ho conosciuto persone fantastiche (padri e madri di famiglia, consacrate, lavoratori) che ancora oggi sono riferimenti di Vangelo vissuto.<br \/>\nUn concorso vinto al Banco di Napoli sembr\u00f2 segnare ormai la strada futura della mia vita. Sono stato fortunato, rispetto ai miei coetanei, per aver cominciato a lavorare quando ancora non avevo vent&#8217;anni. Fortunato per il tipo di lavoro, molto ben retribuito, e per averlo svolto sempre nella mia citt\u00e0. Quel lavoro mi piaceva perch\u00e9 avevo anch&#8217;io la possibilit\u00e0 di trattare le cose temporali ordinandole secondo Dio. Quante persone ho incontrato! E in tutte mi sforzavo di vedere il volto di Cristo. Nei quasi undici anni di banca ho ricevuto lezioni di competenza, di lealt\u00e0, di umanit\u00e0; sono perci\u00f2 debitore a questa esperienza che mi ha fatto conoscere apprezzare il lavoro e il valore della giusta retribuzione della propria fatica. Il Signore ha permesso questa esperienza perch\u00e9 si manifestasse maggiormente la sua gloria e cos\u00ec facendo mi ha lavorato a poco a poco per rendermi materia un po&#8217; pi\u00f9 malleabile per il progetto che aveva su di me.<br \/>\nMi ero buttato a capofitto nella ricerca dell&#8217;identit\u00e0 laicale e la credevo ormai acquisita ma pi\u00f9 mi impegnavonel lavoro, nell\u2019associazione, pi\u00f9 lavoravo con i laici, pi\u00f9 mi si illuminava &#8211; quasi per contrasto &#8211; la figura del sacerdote.Dopo tanti anni di impegno laicale ero sul ciglio di una sceltapresbiterale. E anche il nuovo vescovo, Mons. Appignanesi, cominci\u00f2 a parlare di Seminario\u2026<br \/>\nIn questi anni ricordo il consiglio di sacerdoti santi che mi hanno incoraggiato a leggere, nei momenti di difficolt\u00e0, l&#8217;azione silenziosa di Dio che nonostante tutto continuava a dispensare i suoi benefici. Tra questi, don Angelo Mazzarone, che mi avrebbe accompagnato al sacerdozio e un mio amico valdostano, che a pochi mesi dall\u2019ordinazione presbiteralesi fece monaco certosino. Con la sua scelta compresi che il Signore mi stava lavorando poco alla volta.<br \/>\nNel 1991, ebbi la possibilit\u00e0 di indirizzare al Papa un saluto a nome dei giovani lucani.Fece molto scalpore per la chiarezza, forse eccessiva, con cui prospettavo le situazioni relative al lavoro, alle raccomandazioni, al sottobosco delle clientele politiche. In quella occasione capii chela libert\u00e0 di spirito era il bene pi\u00f9 preziosoche il Signore mi chiedeva di mantenere e che nulla poteva trattenermi dal seguire la strada che Egli aveva tracciato: il tempo era propizio e con l\u2019aiuto del maestro dei novizi dei cistercensi di L\u00e9rins, dopo qualche settimana in abbazia, ritornai a casa con la convinzione che avrei dovuto farmi aiutare in un discernimento mirato sulla mia vocazione.<br \/>\nContinuai a lavorare regolarmente abituandomi poco alla volta all&#8217;idea di lasciare il lavoro. Il gioved\u00ec santo 1993 spiegai al direttore, a lui solamente, il vero motivo per cui chiedevo un periodo di aspettativa non retribuita. Nominato il nuovo vescovo, Mons. Ciliberti, andai a trovarlo a Locri e mi incoraggi\u00f2 a proseguire. L\u2019esperienza del Seminario fu formidabile per la regola di vita che ancora mi accompagna, seppur tra alti e bassi, per l\u2019amicizia costruita con tanti giovani, oggi confratelli, per la testimonianza sacerdotale in particolare di don Pierdomenico al quale rinnovo oggi la mia gratitudine per il sincero affetto che ha per me e per il suo esempio di vita.<br \/>\nNei quasi vent\u2019anni di sacerdozio ho servito soprattutto la parrocchia San Paolo, e per brevi ma intensi periodi, San Giuseppe Artigiano e Mater Ecclesiae di Bernalda; ho ripreso l\u2019impegno in AC, da Assistente. L\u2019insegnamento all\u2019ITIS e al Liceo Classico mi hanno aiutato ad entrare nel vivo della realt\u00e0 dei giovani e delle loro famiglie; tramite il servizio all\u2019Istituto Secolare delle Missionarie della Regalit\u00e0 ho conosciuto donne forti e autentiche testimoni silenziose del Vangelo. I cinque anni alla CEI mi hanno aiutato ad amare ancora di pi\u00f9 la Chiesa, servendola in quell\u2019ambito delicato che \u00e8 l\u2019amministrazione dei beni; qui oggi c\u2019\u00e8 una nutrita rappresentanza di sacerdoti e laici, diversi venuti anche da molto lontano per condividere la mia gioia. Don Nunzio Galantino rimane un riferimento di amicizia \u2013 ormai di lunga data \u2013 e di ispirazione pastorale.<br \/>\nIn quest\u2019ultimo anno, formidabile, la mia famiglia \u00e8 stata la parrocchia San Pio X che porto nel cuore come un dono prezioso, soprattutto per l\u2019amicizia spirituale di tante persone e quell\u2019ordinaria bellezza dell\u2019impegno pastorale. Don Gino e don Tommaso, dall\u2019alto, vegliano sulla comunit\u00e0 e su don Domenico che ha raccolto il testimone. Non vi dimenticher\u00f2 mai.<br \/>\nEccellenza carissima don Pino, carissimi confratelli sacerdoti della diocesi di Matera-Irsina, sono onorato di aver fatto parte del nostro presbiterio e vi ringrazio per la sincera amicizia sacerdotale che abbiamo vissuto insieme. La mia gratitudine va in particolare a Lei, Eccellenza, che ha voluto mostrarmi in modo sovrabbondante la Sua attenzione e la sua generosit\u00e0.In questa occasione, poi, molti di voi, insieme a tanti laici hanno lavorato senza sosta per la riuscita della celebrazione, che i Cantori Materani, la Polifonica Pierluigi da Palestrina e l\u2019orchestra del Conservatorio ci hanno fatto gustare ancora di pi\u00f9. Faccio miei i ringraziamenti del Vescovo per tutte le autorit\u00e0 e quanti sono intervenuti.<br \/>\nCarissimi amici della Chiesa di Fermo! Sabato si avvicina e cresce la trepidazione. Come dissi il giorno dell\u2019annuncio, vi chiedo fin d\u2019ora di accogliermi con semplicit\u00e0 e amicizia, perch\u00e9 anch\u2019io mi inserisca nel bel cammino ecclesiale che gi\u00e0 percorrete; e di sostenermi con la preghiera perch\u00e9 impari a diventare sempre di pi\u00f9 il vostro Padre, Pastore, amico. Insieme testimonieremo la gioia del Vangelo nella terra che il Signore ci ha donato. Vi ringrazio di essere venuti cos\u00ec numerosi nella nostra bella citt\u00e0 di Matera. Nelle prossime vacanze di Natale un gruppo di giovani e di preti fermani ritorneranno qui per una \u201cmini GMG\u201d. Sono sicuro che non mancheranno occasioni per consolidare il vincolo tra Fermo e Matera, che oggi viene sancito.<br \/>\nIn queste ultime settimane ho sperimentato la grazia di Dio attraverso le tante persone che, quasi pi\u00f9 di me, erano felici e orgogliose che un materano venisse consacrato vescovo. Quante preghiere, quanti incoraggiamenti, quanti doni ho ricevuto\u2026 Ieri mi \u00e8 stata donata una stola realizzata a mano con scampoli derivanti dalla produzione dei salotti, realizzata da tre giovani migranti che, grazie alla coop. Il Sicomoro, stanno riscoprendo la loro dignit\u00e0 attraverso il lavoro. Una certa cultura, ci ricorda il Papa, vorrebbe trasformarli in scarti e loro ci dimostrano che, messi nelle loro mani, anche gli scarti riprendono vita.<br \/>\nVi ho raccontato la mia vita perch\u00e9 la pi\u00f9 grande ricchezza che porto nel cuore sono i volti incontrati in tutti questi anni; molti sono qui, questa sera, a partecipare alla mia gioia, tutti segni di una grazia di Dio che mi accompagna da sempre, da quel giorno in cui venni battezzato e la suora disse \u201cLo consacriamo al Signore\u201d. Anche tramite voi, il Signore, nella mia debolezza, ha fatto bastare, anzi ha sovrabbondato con la Sua Grazia, che oggi fa di me un Vescovo. Mi affido alla preghiera degli anziani, degli ammalati, che hanno la possibilit\u00e0 di seguirci in diretta grazie a TRM e a TV Centro Marche, perch\u00e9 possa servire degnamente il popolo di Dio affidatomi.<br \/>\nVi ringrazio tutti e prometto che pregher\u00f2 per voi, per le vostre famiglie, per le vostre necessit\u00e0. Ringrazio il Santo Padre Francesco che ha avuto fiducia in me ed \u00e8 luminoso esempio di pastore con l\u2019odore delle pecore. Le opere di misericordia che il Vangelo ci ha ricordato sono il faro che illuminer\u00e0 il mio cammino; la Madonna della Bruna, Assunta in cielo e i santi Patroni ci proteggano. Amen. \u2022<\/p>\n<p>+ Mons. Rocco Pennacchio12<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari amici, sono stato battezzato il giorno dopo la mia nascita e, passata qualche settimana, mi portarono all\u2019Istituto Sacro Cuore dove mia nonna lavorava per contribuire a sostenere la famiglia. 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