{"id":6176,"date":"2017-12-12T12:00:05","date_gmt":"2017-12-12T11:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6176"},"modified":"2017-12-11T12:39:07","modified_gmt":"2017-12-11T11:39:07","slug":"domani-spenti-i-luccichii-della-festa-comincia-il-lavoro-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/12\/domani-spenti-i-luccichii-della-festa-comincia-il-lavoro-quotidiano\/","title":{"rendered":"Domani, spenti i luccichii della festa, comincia il lavoro quotidiano"},"content":{"rendered":"<p>Cari amici,<br \/>\nsono ancora vive in me e in molti di voi le emozioni vissute sabato scorso a Matera quando, alle quattro del pomeriggio, avete partecipato alla mia gioia di essere consacrato vescovo.<br \/>\nUn lucano, un sacerdote dell\u2019antica e gloriosa Arcidiocesi di Matera-Irsina, formato nel Seminario Teologico di Basilicata, viene a voi. Il popolo lucano non \u00e8 un popolo vanitoso, perch\u00e9 sa bene che, oltre alla sua onesta povert\u00e0, ha davvero poco di cui vantarsi. Un sacerdote, qualche giorno fa, mi faceva notare come la stessa scoperta di Matera, oggi proiettata sullo sfondo di prestigiosi scenari internazionali, \u00e8 in realt\u00e0 una scoperta recente, che ha sapientemente trasformato in un interessante bacino culturale quel che fino a ieri era piuttosto emblema di una povert\u00e0 misera e degradante. Ma nella Chiesa questi criteri sociologici di grandezza e di piccolezza non hanno ragion d\u2019essere: in essa, infatti, siamo tutti grandi perch\u00e9 figli amati da Dio, e tutti piccoli perch\u00e9 impastati di umana fragilit\u00e0.<br \/>\nAnche oggi, alle quattro del pomeriggio, siete stati convocati nella\u2026 nostra bellissima Cattedrale per accogliermi come vostro Pastore. Come Giovanni evangelista, anch\u2019io custodir\u00f2 nel cuore, il ricordo delle quattro del pomeriggio, l\u2019ora in cui ho l\u2019onore di mettermi al vostro servizio.<br \/>\nAnche a me Giovanni Battista, invita a fissare lo sguardo su Ges\u00f9, l\u2019Agnello di Dio. Infatti, solo guardando a Lui il vescovo intuisce e comprende che, se grande \u00e8 l\u2019onore, ancor pi\u00f9 grande \u00e8 la responsabilit\u00e0. I nostri, infatti, non sono tempi di trionfi, bens\u00ec assai spesso di prova e di umiliazione. E non potrebbe che essere cos\u00ec: il nostro \u201cCapo\u201d, infatti, \u00e8 un Signore crocifisso, e di lui noi tutti siamo immagine e discepoli. Mi incoraggia, innanzitutto, la consapevolezza che mi accompagna \u2013 mi basta \u2013 la Sua grazia, la grazia di Cristo che tutto vince e riconduce a bellezza.<br \/>\nAnche io, come i discepoli di Giovanni, sono in modo nuovo oggi chiamato a seguire Ges\u00f9, e a farlo insieme a voi, Chiesa di Fermo, sostenendoci reciprocamente nel cammino della vita. Mi rincuora la consapevolezza di essere accolto con gioia e amicizia in questa diocesi, in mezzo a voi, nel cammino pastorale tracciato dai vescovi che mi hanno preceduto, per ultimo Mons. Luigi Conti, che saluto con tanto affetto. In particolare ai presbiteri chiedo di aiutarmi a far crescere la comunione tra noi, tra i presbiteri e i laici, tra le aggregazioni ecclesiali, perch\u00e9 siamo tutti testimoni veri del Signore Ges\u00f9.<br \/>\nAccolgo, trepidante, le attese di tanti, dei poveri soprattutto, nel timore di non riuscire a soddisfare ogni attesa. Su un giornale, oggi ho letto che i giovani, in particolare, si aspettano che il vescovo sia un amico e padre con cui riuscire a confrontarsi: aiutatemi ad essere cos\u00ec, venite a trovarmi, cercatemi se necessario, io ce la metter\u00f2 tutta.<br \/>\nMi confortano le tante persone, le tante famiglie, che in questi ultimi mesi mi hanno dimostrato in tanti modi di volermi bene, e hanno assicurato la loro preghiera, cos\u00ec preziosa specialmente quando nasce da ferite, sofferenze e infermit\u00e0.<br \/>\nAncora, alle quattro del pomeriggio, sento il bisogno di dimorare con il Signore per poter invitare anche altri e dire Venite e vedrete. Chiedo a tutti voi, in particolare alle persone consacrate, alle tante contemplative presenti in diocesi di sostenermi con la vostra preghiera perch\u00e9 impari sempre di pi\u00f9 a stare con Lui e cos\u00ec adempia al solenne impegno preso sabato scorso di pregare, senza mai stancarmi per il mio popolo santo, ed esercitare in modo irreprensibile il ministero del sommo sacerdozio.<br \/>\nSe sappiamo fissare lo sguardo su Ges\u00f9, sapremo seguirlo, dimorare con Lui, e invitare altri a seguirlo. Un vescovo non pu\u00f2 aspirare ad altro. Per questo, da oggi il mio tempo, la mia sollecitudine pastorale, tutto il mio affetto \u00e8 per voi, carissimi fedeli della nostra bella diocesi di Fermo. Com\u2019\u00e8 scritto sui manifesti affissi in citt\u00e0: \u201cOggi entro nel vostro cuore e nella vostra vita come uno di voi e per voi guida e pastore\u201d. Sono il vostro Vescovo, aiutatemi a diventarlo sempre di pi\u00f9.<br \/>\nLe radici per\u00f2 non si dimenticano.. Consentitemi perci\u00f2 di ricordare e salutare le tante persone che oggi mi hanno condotto sino a voi, delle quali un nutrito gruppo \u00e8 giunto fin qui a Fermo. Innanzitutto mi accompagna la mia famiglia alla quale sono debitore di avermi cresciuto, formato e incoraggiato nelle scelte fondamentali della vita. Non saranno certo 450 chilometri a separarci\u2026<br \/>\nSaluto con affetto i vescovi presenti, il presidente della CEM, l\u2019Arcivescovo di Matera-Irsina Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, con un nutrito gruppo di fedeli di varie comunit\u00e0 della diocesi. Vi chiedo di continuare ad accompagnarmi con l\u2019affetto che sempre vi ha contraddistinto e che \u00e8 un balsamo prezioso di consolazione.<br \/>\nMolti amici, trai quali tanti sacerdoti, alla spicciolata, sono giunti oggi qui da varie parti d\u2019Italia: in loro rivedo tratti di storie personali, familiari, a volte anche dolorose che mi hanno edificato. Vi sono grato.<br \/>\nInfine, un abbraccio particolare agli amici della parrocchia di San Pio X in Matera, cos\u00ec numerosi. Non dimenticher\u00f2 questo anno trascorso con voi, denso di impegni, collaborazione, amicizia, gratuit\u00e0. Un anno, come una catechista ha scritto qualche giorno fa, trascorso quasi sulle montagne russe, per i tanti eventi dolorosi e gioiosi che ci hanno acocompagnato. Non aggiungo altro per non cedere all\u2019emozione. Il nuovo parroco, don Domenico, sapr\u00e0 condurvi alla maturit\u00e0 cristiana e a \u201cgenerare Dio\u201d in voi.<br \/>\nA tutti voi qui presenti e, in particolare a quanti hanno lavorato per la riuscita di questa celebrazione e degli eventi connessi, dico semplicemente: grazie! E perdonatemi se ho dimenticato qualcuno.<br \/>\nAlle autorit\u00e0 qui presenti, rinnovo stima e rispetto per il servizio che rendete alla crescita umana della nostra comunit\u00e0.<br \/>\nDomani, spenti i luccichii della festa, incomincia il lavoro quotidiano, quello pi\u00f9 impegnativo. Non temo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 Maria, la Madre dolcissima che Cristo Signore ha eletto a nostra difesa, a nostra avvocata, a madre di misericordia. Senza il suo aiuto, senza la sua tenerezza e la sua sollecitudine saremmo semplicemente perduti. La Madonna della Bruna che mi ha condotto a voi, la ritrovo qui a Fermo, Assunta in Cielo; a Lei, Madonna Nera, mi sono affidato mercoled\u00ec scorso al santuario regionale di Viggiano. Mi sento accompagnato dai suoi occhi regali e insieme materni, che tanto hanno affascinato le generazioni della terra lucana di cui anch\u2019io sono figlio.<br \/>\nPer la gloria di Dio, sia Lei ad intercedere per me perch\u00e9 io sia immagine radiosa di colui che \u00e8 \u201cpastore e vescovo delle nostre anime\u201d (1 Pt 2,25), il Cristo Signore, Figlio benedetto di Dio e Figlio di Maria, al quale unicamente vanno l\u2019onore e la gloria, nei secoli dei secoli.<br \/>\nAmen. \u2022<\/p>\n<p>+ Mons. Rocco Pennacchio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari amici, sono ancora vive in me e in molti di voi le emozioni vissute sabato scorso a Matera quando, alle quattro del pomeriggio, avete partecipato alla mia gioia di essere consacrato vescovo. Un lucano, un sacerdote dell\u2019antica e gloriosa Arcidiocesi di Matera-Irsina, formato nel Seminario Teologico di Basilicata, viene a voi. 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