{"id":6167,"date":"2017-12-11T16:00:09","date_gmt":"2017-12-11T15:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6167"},"modified":"2017-12-11T12:33:54","modified_gmt":"2017-12-11T11:33:54","slug":"disponibilita-e-normalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/12\/disponibilita-e-normalita\/","title":{"rendered":"Disponibilit\u00e0 e normalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Sabato 2 dicembre 2017 non sono stato tra i fortunati che erano nel duomo di Fermo, riaperto per l\u2019occasione dopo i danni subiti dal terremoto, per partecipare alla cerimonia d\u2019insediamento del nuovo arcivescovo mons. Rocco Pennacchio. Ho seguito tutte le varie fasi dell\u2019evento in diretta streaming. Sobrio e preciso il commento di Adolfo Leoni che introduceva di volta in volta tutti i momenti del cerimoniale e spiegava di volta in volta il ricco tesoro d\u2019arte della cattedrale.<br \/>\nDell\u2019omelia del nuovo arcivescovo, mi hanno colpito alcuni passaggi salienti. Tutta la nostra vita altro non \u00e8 che camminare in compagnia di Cristo a noi vicino e contemporaneo. Il nuovo anno liturgico ci riporta alle ragioni del cuore, ci ricorda l\u2019esperienza viva e reale di Ges\u00f9. Se la Resurrezione di Cristo \u00e8 ci\u00f2 che ci anima, non dobbiamo temere quando sar\u00e0 la sua venuta e quando potremo contemplarlo. L\u2019Avvento non richiede da noi un atteggiamento passivo. Siamo i servi della parabola ai quali il signore ha dato potere sulla sua casa. Il verbo attendere, etimologicamente significa &#8220;tendere-a&#8221;, niente a che vedere con un atteggiamento pigro e fatalista. &#8220;Tendere-a&#8221; presume che si desidera incontrare chi si desidera. Se vogliamo incontrare il Signore, dobbiamo odiare cordialmente tutto il mondo del peccato. Lo vogliamo o no, ma egli verr\u00e0. L\u2019avvento \u00e8 il tempo dell\u2019approssimazione nel senso stretto del termine, dell\u2019avvicinarsi, dall\u2019approssimarsi. Il padrone di casa ritorner\u00e0. Lui si \u00e8 fatto prossimo a noi nella sua piccolezza. Quando si attende il ritorno di una persona cara, l\u2019incertezza dell\u2019ora non genera paura o timore. Se mai ci obbliga a essere attenti e vigilanti. Ogni accadimento ci parla di Cristo. Il cristiano non evade dal presente ma considera la quotidianit\u00e0, che a volte pu\u00f2 essere ripetitiva e monotona, come il luogo ordinario in cui il Signore ci rende santi. Non camminiamo nel buio. Ges\u00f9 \u00e8 venuto e cammina in mezzo a noi. Sbaglia chi \u00e8 nostalgico del tempo andato come se Ges\u00f9 oggi sia assente. Ges\u00f9 ci chiede di non lasciarci fuggire la vita. L\u2019Avvento \u00e8 un\u2019occasione propizia per chiederci come stiamo utilizzando il tempo che ci \u00e8 dato da vivere. Non siamo spaventati n\u00e9 pessimisti ma attenti e impegnati. Maria, donna dell\u2019attesa ci insegna a essere pronti e vigilanti.<br \/>\nAugusto Cifola, animatore del Savio Club presso l\u2019oratorio salesiano San Domenico Savio di San Marone in Civitanova Marche, era in duomo sabato 2 dicembre 2017 e ha lasciato queste riflessioni: \u201cNel nome di Ges\u00f9 conduci con sapienza i fedeli di quest\u2019amata Diocesi verso i pascoli della Sacra Scrittura, dove potranno ristorarsi con la dolcezza della Parola che, sola, salva\u201d. Con queste parole mons. Luigi Conti ha accolto nella nostra Cattedrale il nuovo arcivescovo Rocco Pennacchio all\u2019inizio della celebrazione eucaristica. L\u2019immagine dunque che dall\u2019inizio alla fine permea la liturgia d\u2019inizio del Mandato Episcopale \u00e8 quella propria del pastore e delle pecore. E non potrebbe essere diversamente: gi\u00e0 solo nei passi del discorso di sant\u2019Agostino proclamato all\u2019inizio della Messa, la parola \u201cpastore\u201d compare venti volte. Potrebbe sembrare scontato, ma riflettere su questo fatto mi ha fatto comprendere appieno il significato di questo momento. \u00c8 l\u2019arrivo del pastore in mezzo al suo gregge, l\u2019inizio di una nuova storia: le pecore hanno bisogno del loro pastore, e questi a sua volta ha bisogno della loro fiducia. Il pastore sa che la confidenza delle sue pecore si conquista a poco a poco; che esse prima di fidarsi devono conoscerlo, e capire che la sua voce le chiama al bene e verso il Bene. \u00c8 solo a quel punto che le pecore ascoltano la sua voce e lo seguono.<br \/>\nDovendo scegliere un momento che pi\u00f9 mi ha colpito della celebrazione, mi fermerei sulla promessa di obbedienza dei laici, forse quella meno scontata, ma \u00e8 quella della maggior parte del gregge del vescovo. Essa recita \u201cNoi laici di questa Diocesi promettiamo di imparare ad ascoltare la tua voce, per riconoscerla tra quelle del mondo\u201d. Emerge chiara la convinzione che il cammino tra vescovo e popolo si costituisca a poco a poco, nella semplicit\u00e0 del quotidiano, a cominciare dalla preghiera reciproca, gli uni verso gli altri. E allora ho pensato a quanto bello, ricco di speranza e attesa possa essere questo percorso che ci si prospetta davanti. Quanta fiducia richiede l\u2019affidarsi all\u2019altro, ma che serenit\u00e0 deriva dal sentirsi protetti e guidati con amore!<br \/>\nE allora, l\u2019attesa e la speranza pi\u00f9 grande non possono che essere quelle di avere un pastore che abbia l\u2019odore delle sue pecore, se le carichi sulle spalle e le guidi per il giusto cammino, a motivo del suo nome.<br \/>\nDon Gabriele Gaspari \u00e8 sacerdote salesiano, vice parroco della parrocchia San Marone di Civitanova Marche. Era presente in duomo sabato due dicembre. Scrive: \u201cCi sono nella vita delle persone degli eventi che per motivi diversi ti segnano profondamente, lasciando nel tuo profondo una traccia indelebile. L\u2019esperienza, che ho vissuto a Fermo in occasione dell\u2019ingresso di Mons. Rocco nella nostra diocesi, rientra in questo tipo di esperienza.<br \/>\nLa prima impressione avuta \u00e8 quella di ammirare la sua puntualit\u00e0. Arrivare al Duomo di Fermo quel pomeriggio non \u00e8 stata un\u2019impresa facile. Per trovare un parcheggio per la macchina ci sono voluti vari minuti e quando siamo arrivati alla sacrestia, una buona manciata di minuti prima delle 16,00 e con il fiatone, la persona del servizio d\u2019ordine ci ha accolto con un perentorio: \u201cSvelti! L\u2019Arcivescovo \u00e8 gi\u00e0 pronto per iniziare la cerimonia\u201d!<br \/>\nHo preso posto in presbiterio assieme ai tantissimi sacerdoti con il camice e la stola bianca. Trovarmi in questa marea di bianco, tutti impegnati nel canto d\u2019ingresso, mi ha dato una gioia difficilmente esprimibile. Quando poi Monsignor Rocco ha preso posto in cattedra, alla presenza dei numerosi vescovi che partecipavano alla solenne liturgia, sotto lo sguardo attento dei rappresentanti della autorit\u00e0 civili e militari e dei numerosissimi fedeli, la sua prestanza fisica e il largo sorriso accattivante mi hanno fatto provare una senso di sicurezza e ho ricordato il versetto \u201cBenedetto colui che viene nel nome del Signore!\u201d. Ho potuto gustare i vari momenti della cerimonia cercando di personalizzare i diversi messaggi di vita che le parole e i gesti proponevano alla riflessione. Ho trovato particolarmente significativi i due interventi di Monsignor Rocco: sia l\u2019omelia sia il suo saluto ai presenti nel Duomo come rappresentanti delle varie autorit\u00e0 religiose, civili, militari e ai fedeli della diocesi. Ho apprezzato molto il suo pensiero rivolto alle tante persone che per motivi diversi non hanno potuto essere presenti fisicamente a Fermo ma che erano uniti spiritualmente all\u2019evento. Molto bello anche il desiderio che ha manifestato di essere disponibile per incontrare personalmente tutti coloro che lo vogliono.<br \/>\nTornando a casa, riflettendo sulla bella esperienza vissuta, ho sentito il bisogno di ringraziare il Signore per il pastore che ha inviato alla nostra diocesi. Ripensando alle tante iniziative alle quali il nostro amatissimo vescovo Conti ha dato vita durante il suo periodo di servizio, mi \u00e8 venuto in mente l\u2019espressione che tante volte si dice: \u201c\u00c8 lo Spirito Santo che guida la sua Chiesa\u201d.<br \/>\nEffettivamente lo Spirito \u00e8 presente e operante nella nostra Chiesa diocesana e le assicura quella primavera che il papa S. Giovanni XXIII auspicava nel discorso di apertura del Concilio Vaticano II. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 2 dicembre 2017 non sono stato tra i fortunati che erano nel duomo di Fermo, riaperto per l\u2019occasione dopo i danni subiti dal terremoto, per partecipare alla cerimonia d\u2019insediamento del nuovo arcivescovo mons. Rocco Pennacchio. Ho seguito tutte le varie fasi dell\u2019evento in diretta streaming. 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