{"id":6164,"date":"2017-12-11T15:00:15","date_gmt":"2017-12-11T14:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6164"},"modified":"2017-12-11T12:31:30","modified_gmt":"2017-12-11T11:31:30","slug":"il-nostro-non-e-un-tempo-di-trionfi-ma-di-umiliazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/12\/il-nostro-non-e-un-tempo-di-trionfi-ma-di-umiliazioni\/","title":{"rendered":"Il nostro non \u00e8 un tempo di trionfi, ma di umiliazioni"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Avvento 2017 per la chiesa fermana \u00e8 iniziato con l\u2019arrivo del nuovo Arcivescovo. Impossibile non collegare i due fatti e non cercare i punti di contatto tra di loro.<br \/>\n1. La novit\u00e0 di Dio. Colui che fa nuove tutte le cose sorprende sempre il suo popolo e lo costringe a fare una lettura dei segni dei tempi. Nelle tante piegature della storia si nascondono gli interventi divini, che vanno riconosciuti, compresi e letti con uno sguardo illuminato, capace di andare in profondit\u00e0. Dopo la storia fatta dalle cronache, che hanno raccontato sui giornali i primi giorni di Mons. Pennacchio a Fermo, si rende necessaria adesso nella coscienza di una chiesa la narrazione della storia di salvezza, sotto il segno della novit\u00e0.<br \/>\n2. L\u2019umilt\u00e0 di Dio. \u201cNon \u00e8 tempo di trionfi\u201d, ha detto il nuovo Vescovo alla fine della celebrazione per il suo ingresso in Diocesi. L\u2019Avvento ci ricorda come Dio abbia scelto la via della piccolezza e della povert\u00e0 per abitare a fianco dell\u2019uomo. Per accogliere il Signore nella gloria, alla momento della sua seconda venuta, \u00e8 necessario accettare l\u2019umiliazione, coinvolgersi nella storia degli ultimi, riconoscere dove si colloca Dio nello scenario del presepe del nostro tempo.<br \/>\n3. Il tronco e la radice. Ges\u00f9 di Nazareth \u00e8 il virgulto che spunta dal tronco di Iesse, la speranza di un popolo. Si collega fortemente alle sue radici. Il nuovo pastore della chiesa fermana ha detto che \u00e8 impossibile per una persona dimenticare le origini, la cultura di provenienza, le tradizioni di una terra. Ritornare alle radici, alle origini, \u00e8 stato sempre un forte desiderio della chiesa, soprattutto quando la capiva che si era spento l\u2019amore per lo Sposo. Andare alle origini non significa tanto fare operazione di archeologia, rispolverare il passato, vantare gloriose tradizioni, quanto recuperare appieno la radicalit\u00e0 del vangelo e ritrovare ci\u00f2 che \u00e8 vero da sempre, la linfa e la sorgente.<br \/>\n4. Non sono io il Cristo. Giovanni il Battista \u00e8 uno dei personaggi chiave dell\u2019Avvento. Uno dei suoi principali insegnamenti \u00e8 in negativo: lui non \u00e8 il Messia. Come scrive P. Curtaz nell\u2019ultimo numero del settimanale Credere: \u201cGiovanni non si prende per Dio, non gioca a fare il Messia. Non abusa della sua notoriet\u00e0 , n\u00e9 del suo carisma. Di s\u00e9 ha capito che \u00e8 una voce imprestata alla Parola, che la sua vita \u00e8 strumento per il grande progetto che Dio ha sull\u2019umanit\u00e0. Il pi\u00f9 grande fra gli uomini ha fatto ben poco delle cose che noi oggi indichiamo come essenziali per passare alla storia\u201d. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Avvento 2017 per la chiesa fermana \u00e8 iniziato con l\u2019arrivo del nuovo Arcivescovo. Impossibile non collegare i due fatti e non cercare i punti di contatto tra di loro. 1. La novit\u00e0 di Dio. 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