{"id":6119,"date":"2017-11-22T12:00:02","date_gmt":"2017-11-22T11:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6119"},"modified":"2017-11-20T11:36:40","modified_gmt":"2017-11-20T10:36:40","slug":"letteratura-per-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/11\/letteratura-per-vivere\/","title":{"rendered":"Letteratura per vivere"},"content":{"rendered":"<p>Dopo il romanzo dell\u2019esordio \u201cBianca come il latte, rossa come il sangue\u201d, gli altri due romanzi \u201cCose che nessuno sa\u201d e \u201cCi\u00f2 che inferno non \u00e8\u201d, Alessandro D\u2019Avenia ci ha regalato nell\u2019ottobre del 2016 quest\u2019altro libro \u201cL\u2019arte di essere fragili, come Leopardi pu\u00f2 salvarti la vita\u201d.<br \/>\n\u00c8 un colloquio a distanza con Giacomo Leopardi, entrato nella propria vita a diciassette anni e mai pi\u00f9 uscito. Il primo capitolo \u201cla felicit\u00e0 \u00e8 un\u2019arte, non una scienza\u201d, usato dall\u2019autore come introduzione, \u00e8 gi\u00e0 una recensione del libro stesso. Scrive Alessandro D\u2019Avenia: \u201cStiamo dimenticando l\u2019arte di essere felici, e, quando lo siamo, per paura che lo stato di grazia sia un\u2019illusione, lo condanniamo a esaurirsi, come un giardiniere che non si fida del seme di rosa a causa della sua piccolezza e fragilit\u00e0, e per questo decide di non curarlo. Troppo concentrati sui risultati anzich\u00e9 sulle persone, trascuriamo di prenderci cura di noi stessi come essere viventi, cio\u00e8 chiamati a essere di giorno in giorno pi\u00f9 vivi, pi\u00f9 capaci di un destino inedito, e ci accontentiamo di attraversare stancamente la ripetizione di giorni senza gioia. Io credo che accada perch\u00e9 spesso alla vita preferiamo il suo rivestimento, come se chi ha ricevuto un regalo si accontentasse del pacchetto per paura di rimanere deluso\u201d (pag. 9).<br \/>\nGiacomo Leopardi fu un \u201cpredatore di felicit\u00e0\u201d, un cacciatore di bellezza, pur vivendo una vita costellata di imperfezioni e la sua ricerca di Infinito non si ferm\u00f2 nemmeno davanti alla morte. Era una notte di stelle quella del 13 giugno 1837, l\u2019ultima della sua vita terrena. Era assieme all\u2019amico Antonio Ranieri al quale Leopardi chiede come mai Leibniz, Newton, Colombo, Petrarca, Tasso avessero fede nella religione cristiana, mentre loro non potevano \u201cper nessun verso acquietarsi alla dottrina della Chiesa\u201d. L\u2019amico gli risponde che sarebbe meglio poter credere ma la ragione umana ripugnava le ragioni della fede. Leopardi non \u00e8 soddisfatto della risposta. Insiste ancora, chiedendo come mai la ragione di Leibniz, di Newton, di Colombo non fosse ripugnante come la loro. Un navigatore, un filosofo, uno scienziato e i due poeti, che Leopardi aveva amato pi\u00f9 di tutti, erano riusciti a tenere assieme le ragioni del cuore e quelle della ragione: \u201cLoro avevano creduto a quelle parole di Cristo, che aveva guardato le cose della natura con l\u2019attenzione poetica che avevi tu, come se ogni cosa contenesse diversi piani, dalla superficie alla profondit\u00e0: Guardate gli uccelli del cielo; non seminano e non mietono, n\u00e9 raccolgono nei granai; eppure il padre vostro celeste li nutre\u2026\u201d (pag. 196). Fino all\u2019ultimo Leopardi fu suggestionato dalla bellezza di quella notte di stelle e dett\u00f2 all\u2019amico Ranieri gli ultimi versi del \u201cTramonto della luna\u201d. Fino all\u2019ultimo era stato fedele alla bellezza delle cose fragili. \u201cTutta l\u2019opera di Leopardi sembra dirci: Io sono quello che non sono, e questa \u00e8 la bellezza delle cose fragili, che bramano essere ci\u00f2 che ancora non sono. E non si pu\u00f2 morire del tutto se si \u00e8 lottato per fare qualcosa di bello al mondo, se si \u00e8 lottato per resistere alla tentazione del nulla\u201d (pag. 197). Il libro non \u00e8 un\u2019opera di critica letteraria. Non \u00e8 un romanzo perch\u00e9 non ne ha gli elementi. Non ci sono luoghi, personaggi, non c\u2019\u00e8 una trama. \u00c8 una raccolta di trentasei lettere, compreso un post scriptum, che comunemente si usa a conclusione di una missiva, che l\u2019autore scrive a Giacomo Leopardi, dialogando con lui sulla sua poesia, sulle sue opere di narrativa (Operette Morali, Zibaldone, Lettere), messe all\u2019inizio di ogni capitolo o all\u2019interno stesso delle lettere, ma con continui riferimenti al nostro presente, ai giovani studenti che Alessandro D\u2019Avenia incontra nelle aule del Liceo dove \u00e8 insegnante di Lettere. Si sa che Leopardi aveva intenzione di scrivere una Lettera a un giovane del ventesimo secolo, come accenna nello Zibaldone nell\u2019aprile del 1827. La lettera non fu mai scritta n\u00e9 fu mai portato a compimento da Leopardi il progetto di un poema, in prosa e in versi, sulle et\u00e0 dell\u2019uomo. Il libro di Alessandro D\u2019Avenia \u00e8 un atto di fedelt\u00e0 a questi due progetti mai realizzati dal poeta recanatese. \u201cSe la poesia \u00e8 un messaggio in bottiglia, che vive nella speranza di un dialogo differito nel tempo\u201d, l\u2019autore del libro, vissuto centocinquant\u2019anni dopo la nota riportata nello Zibaldone, raccoglie questo messaggio. Stabilisce, con il poeta dell\u2019Infinito, una corrispondenza epistolare, distribuita dentro quattro fasi distinte che corrispondono all\u2019et\u00e0 dell\u2019uomo nel corso della sua esistenza terrena: Adolescenza o l\u2019arte di sperare (16 lettere), Maturit\u00e0 o l\u2019arte di morire (9 lettere), Riparazione o l\u2019arte di essere fragili (9 lettere), Morire o l\u2019arte di rinascere (1 lettera e un Post scriptum). La poesia \u00e8 il rapimento del poeta verso la bellezza della natura e del creato. \u201cSolo la fedelt\u00e0 al proprio rapimento rende la vita un\u2019appassionante esplorazione delle possibilit\u00e0 e le trasforma in nutrimento, anche quando la realt\u00e0 sembra sbarrarci la strada\u201d (pag. 21). Sta all\u2019insegnante aprire la mente e il cuore dei propri alunni verso questa esperienza. Scrive un\u2019alunna del Liceo presso il quale Alessandro D\u2019Avenia insegna: \u201cSono maestri come voi quelli di cui abbiamo bisogno, perch\u00e9 nella melma che ogni ragazzo porta con s\u00e9, c\u2019\u00e8 il seme di una ginestra e voi, guerrieri &#8211; perch\u00e9 gli insegnanti combattono, l\u2019ho ben capito -, ne spaccate il guscio e fate esplodere la forza di quel fiore\u201d (pag. 206). Di melma e di dolore gli alunni fanno esperienza diretta: anoressia, droga, bullismo, aridit\u00e0 dei sentimenti, mancanza di lavoro, momenti di depressione indicibile. \u201cSolo chi ha consuetudine con l\u2019infinito conosce la propria finitezza, accetta la morte e non la nasconde, solo chi accetta la morte, sa vivere, solo chi sa contare i propri giorni diventa di stagione in stagione capace di abitare la vita con la leggerezza degli innamorati\u201d (pag. 195).<br \/>\nLa letteratura pone domande. Sono le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo, Nerina, Silvia, Cristoforo Colombo e l\u2019islandese, il pastore errante nell\u2019Asia. Le risposte dobbiamo darle noi personalmente ma con l\u2019aiuto di chi ci sta vicino, maestro, insegnante, adulto. Anche la lettura di un ottimo libro come quello di Alessandro D\u2019Avenia \u00e8 una buona bussola. Leopardi non \u00e8 solo il poeta del pessimismo personale, storico e cosmico, come un insegnamento troppo superficiale abitua a far credere, n\u00e9 il gobbo, lo \u201csfigato\u201d di turno ma uno che ha abitato la vita con tutte le sue sfaccettature, debolezze e fragilit\u00e0. Un altro pregio del testo \u00e8 da ricercare nel sapiente uso e commento di brani leopardiani scelti, uniti a frammenti di autori famosi per dare forza alle proprie argomentazioni: H\u00f6lderlin, Elias Canetti, Giuseppe Ungaretti, Qo\u00e8let, Huxley, Eliot, Saba, Baudelaire, Dante Alighieri, Ezra Pound, Francesco d\u2019Assisi, Etty Hillesum.<br \/>\nAlcune citazioni prese dal libro: \u201cSenza essere rapiti, non solo non si arriva al mare, ma si scivola nel sonno o si fugge nel sogno\u201d (pag. 26). \u201cCultura vuol dire stare nel campo, farlo fiorire a costo di sudore. Significa conoscere la consistenza dei semi, i solchi della terra, i tempi e le stagioni dell\u2019umano e occuparsene perch\u00e9 tutto dia frutto a tempo opportuno\u201d (pag. 27). \u201cLibero \u00e8 l\u2019uomo che assume la propria sorte come dono e compito, e rimane fedele a se stesso, perch\u00e9 ne va della possibilit\u00e0 di offrire agli altri la sua essenza, contrastando la vile prudenza che ci rende simili ad animali che hanno come unico obiettivo la conservazione della specie: allora s\u00ec che saremo fatti solo per la morte\u201d (pag. 99). \u201cSempre pi\u00f9 raramente gli uomini sono colti da quel senso di infinito, proprio perch\u00e9 non ce l\u2019hanno pi\u00f9 a portata di mano, le loro siepi non sono trampolini di lancio verso oltre, ma ostacoli insormontabili\u201d (pag. 194). \u201cViviamo in un\u2019epoca in cui si \u00e8 titolati a vivere solo se perfetti. Ogni insufficienza, ogni debolezza, ogni fragilit\u00e0 sembra bandita. Ma c\u2019\u00e8 un altro modo per mettersi in salvo, come te, Giacomo, un\u2019altra terra, fecondissima, la terra di coloro che sanno essere fragili\u201d (quarta di copertina). \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il romanzo dell\u2019esordio \u201cBianca come il latte, rossa come il sangue\u201d, gli altri due romanzi \u201cCose che nessuno sa\u201d e \u201cCi\u00f2 che inferno non \u00e8\u201d, Alessandro D\u2019Avenia ci ha regalato nell\u2019ottobre del 2016 quest\u2019altro libro \u201cL\u2019arte di essere fragili, come Leopardi pu\u00f2 salvarti la vita\u201d. \u00c8 un colloquio a distanza con Giacomo Leopardi, entrato &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":6120,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[1807,1403,396,1808,1795],"class_list":["post-6119","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-artecultura","tag-alessandro-davenia","tag-giacomo-leopardi","tag-libro","tag-larte-di-essere-fragili","tag-numero-20-2017"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/arte-di-essere-fragile-copertina-libro.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1AH","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6119","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6119"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6119\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6121,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6119\/revisions\/6121"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6120"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6119"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6119"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6119"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}