{"id":6096,"date":"2017-11-21T14:00:06","date_gmt":"2017-11-21T13:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6096"},"modified":"2024-11-06T17:25:43","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:43","slug":"giornata-mondiale-dei-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/11\/giornata-mondiale-dei-poveri\/","title":{"rendered":"Giornata mondiale dei poveri"},"content":{"rendered":"<p>I poveri rappresentano la \u201ccarne di Cristo\u201d, sacramento del suo corpo crocifisso, da riconoscere non solo sotto le specie eucaristiche esposte sull\u2019altare e custodite nel tabernacolo, ma anche l\u00ec dove essi si ritrovano prostrati, ai margini delle strade, nelle periferie pi\u00f9 estreme, nei sotterranei della storia. Solo cos\u00ec la seta dei parati liturgici &#8211; come predicava Giovanni Crisostomo &#8211; non sar\u00e0 un\u2019offesa alla nudit\u00e0 di Cristo, presente ancora tra noi tramite i poveri. Solo cos\u00ec asseconderemo l\u2019invito rivolto da Ges\u00f9 a chi ascoltava la sua parabola del buon samaritano: \u201cVai e fai anche tu lo stesso\u201d. Solo cos\u00ec sperimenteremo la verit\u00e0 annunciata dal Papa, quando dice che i poveri \u201cnon sono un problema\u201d, bens\u00ec \u201cuna risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l\u2019essenza del Vangelo\u201d<br \/>\n\u201cOrmai manca solo la Giornata mondiale dei beoti e poi saremo al completo: avremo cos\u00ec dato l\u2019opportunit\u00e0 anche a loro d\u2019essere beati\u201d: m\u2019\u00e8 capitato di sentire qualcosa del genere, nei giorni scorsi, da una persona che commentava ad alta voce l\u2019istituzione della Giornata mondiale dei poveri che viene celebrata domenica 19 novembre. Chi parlava in questi termini, non avrebbe dovuto farlo per tanti motivi: innanzitutto perch\u00e9 \u00e8 un essere umano. Inoltre, perch\u00e9 \u00e8 segnato dal battesimo e perci\u00f2 fa parte della comunit\u00e0 dei discepoli di Cristo. Nella quale, peraltro, svolge un peculiare ministero, vivendo cos\u00ec nella condizione del servizio, si fa per dire mi viene \u2013 purtroppo \u2013 da aggiungere. Infine, perch\u00e9 parlava in questi termini mentre stava seduto, tranquillo e contento, a una tavola ben imbandita.<br \/>\nMa perch\u00e9 dedicare qui tanto spazio a questo beone \u2013 di cui non faccio il nome, ma che non mi sto inventando \u2013 che prende per beoti i poveri, oltre che gli operatori di pace e gli altri destinatari delle promesse di beatitudine fatte da Ges\u00f9? Perch\u00e9 a lui, e a chi come lui, una possibilit\u00e0 in pi\u00f9 per capire il senso autentico della prima Giornata mondiale dei poveri \u00e8 offerta dal messaggio con cui papa Francesco chiede a tutti di prepararsi a ben celebrarla, impegnandosi \u2013 proprio in questi giorni \u2013 \u201ca creare tanti momenti di incontro e di amicizia, di solidariet\u00e0 e di aiuto concreto\u201d nei confronti di chi si ritrova impastoiato in qualsiasi tipo di povert\u00e0, da quella che costringe a saltare quasi ogni giorno i pasti a quella che costringe a indossare vestiti laceri e sporchi, o ad andare in giro con le scarpe sfondate e a dormire sotto i ponti e dentro i cartoni. E quella che impedisce di comprare le medicine per curarsi, o il biglietto del treno per andare a trovare i propri familiari, o un mazzo di fiori da portare sulla tomba dei propri cari. E quella ancor pi\u00f9 spietata che degenera in emarginazione e solitudine, in delusione e disperazione, in rabbia e violenza, al limite nel suicidio. O quella che non riconosce il diritto a frequentare la scuola, ad imparare le parole adatte per chiedere aiuto o per rivendicare i propri diritti, e tramite cui poter fruire di \u201cquell\u2019altro pane\u201d senza il quale l\u2019uomo non pu\u00f2 davvero vivere.<br \/>\nLa Giornata mondiale dei poveri, spiega Francesco, vuole prolungare l\u2019annuncio della misericordia risuonato durante l\u2019ultimo Giubileo straordinario, facendoci ricordare \u201cla predilezione di Ges\u00f9 per i poveri\u201d.<br \/>\nIn tal senso, essa ha innanzitutto una funzione ermeneutica: fissata per la XXXIII domenica del tempo ordinario, funge da premessa alla solennit\u00e0 di Cristo Re, nell\u2019ultima domenica dell\u2019anno liturgico, per far intuire il senso pi\u00f9 profondo della paradossale signoria di Ges\u00f9: \u201cLa regalit\u00e0 di Cristo, infatti, emerge in tutto il suo significato proprio sul Golgota, quando l\u2019Innocente inchiodato sulla croce, povero, nudo e privo di tutto, incarna e rivela la pienezza dell\u2019amore di Dio\u201d. Inoltre, \u00e8 l\u2019occasione propizia per mettere a fuoco le implicazioni sociali della misericordia nel mondo contemporaneo, gi\u00e0 prospettate da Francesco nella lettera apostolica Misericordia et misera.<br \/>\nIl messaggio del Papa offre delle risposte anche a chi, in questi ultimi anni, lo ha criticato proprio riguardo alla questione cruciale della povert\u00e0. Secondo questi critici, l\u2019attuale magistero pontificio si aggroviglia nella contraddizione tra le categorie teologico-spirituali, che indicano in Cristo Ges\u00f9 il povero per eccellenza, cui doversi conformare, e quelle sociologiche, che invece mostrano la povert\u00e0 pur sempre come un nemico da abbattere e una negativit\u00e0 da eliminare. Da questa matassa ingarbugliata sortirebbe quello che alcuni considerano l\u2019ingenuo terzomondismo di Francesco, teologicamente debole e dottrinalmente incerto.<br \/>\n\u00c8 agevole rendersi conto che queste critiche non colgono l\u2019impianto polare della mentalit\u00e0 di papa Bergoglio, sostenuto dal riferimento a pensatori quali Alberto Methol Ferr\u00e9, Gaston Fessard e Romano Guardini, come \u00e8 spiegato in una sua recente biografia scritta da Massimo Borghesi: occorre scorgere la fondamentale coincidentia oppositorum, cui la visione del Papa si ispira, per comprendere che seguire il Cristo povero e combattere la povert\u00e0 sono \u2013 per il cristiano \u2013 una medesima cosa.<br \/>\nA tal proposito, il messaggio per la prima Giornata mondiale dei poveri \u00e8 un vero e proprio compendio della teologia della povert\u00e0 elaborata dal papa.<br \/>\nIl suo punto di forza \u00e8 il radicamento nel messaggio biblico e nella grande tradizione ecclesiale: lo dimostrano il richiamo dei Salmi, l\u2019esortazione ad amare non a parole ma con i fatti rintracciata nella Prima Lettera di Giovanni e nella Lettera di Giacomo, la rievocazione dello stile di vita solidale della Chiesa nascente illustrato negli Atti degli Apostoli, l\u2019eco del discorso della montagna e dell\u2019inno cristologico nel secondo capitolo della Lettera ai Filippesi, ma anche il recupero dell\u2019insegnamento di Giovanni Crisostomo sulla sacramentalit\u00e0 del povero, il rimando all\u2019esempio di Francesco d\u2019Assisi, la ripresa della lezione del Vaticano II e del Catechismo della Chiesa cattolica.<br \/>\nDa uno sfondo cos\u00ec articolato, emerge il profilo vocazionale della povert\u00e0, intesa come appello \u201ca seguire Ges\u00f9 povero\u201d: \u201cLa povert\u00e0 \u00e8 un atteggiamento del cuore che impedisce di pensare al denaro, alla carriera, al lusso come obiettivo di vita e condizione per la felicit\u00e0 [\u2026], \u00e8 il metro che permette di valutare l\u2019uso corretto dei beni materiali, e anche di vivere in modo non egoistico e possessivo i legami e gli affetti\u201d.<br \/>\nSi percepisce l\u2019afflato spirituale di questa teologia della povert\u00e0. La quale, per\u00f2, non rimane vagamente astratta o emotivamente idealistica.<br \/>\nLa teologia della povert\u00e0, che sostiene la Giornata mondiale dei poveri, \u00e8 concretissima: il suo tema principale sono, appunto, i poveri pi\u00f9 che la stessa povert\u00e0.<br \/>\nSe per un verso non dobbiamo dimenticare che la povert\u00e0 \u00e8 \u201cfrutto dell\u2019ingiustizia sociale, della miseria morale, dell\u2019avidit\u00e0 di pochi e dell\u2019indifferenza generalizzata\u201d, per altro verso \u2013 secondo Francesco \u2013 non possiamo ignorare che \u201cessa ci interpella ogni giorno con i suoi mille volti segnati dal dolore, dall\u2019emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione della libert\u00e0 e della dignit\u00e0, dall\u2019ignoranza e dall\u2019analfabetismo, dall\u2019emergenza sanitaria e dalla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavit\u00f9, dall\u2019esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. La povert\u00e0 ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro\u201d.<br \/>\n\u201cSe non lo tocchi, non lo incontri\u201d, \u00e8 solito insistere il Papa. Fra le righe del messaggio per la Giornata mondiale dei poveri riecheggia questo refrain: \u00e8 necessario vivere un rapporto personale con i poveri, non mediato \u2013 o rimediato \u2013 da qualche filantropico sms a questa o quell\u2019altra Onlus.<br \/>\nI poveri rappresentano la \u201ccarne di Cristo\u201d, sacramento del suo corpo crocifisso, da riconoscere non solo sotto le specie eucaristiche esposte sull\u2019altare e custodite nel tabernacolo, ma anche l\u00ec dove essi si ritrovano prostrati, ai margini delle strade, nelle periferie pi\u00f9 estreme, nei sotterranei della storia. Solo cos\u00ec la seta dei parati liturgici \u2013 come predicava Giovanni Crisostomo \u2013 non sar\u00e0 un\u2019offesa alla nudit\u00e0 di Cristo, presente ancora tra noi tramite i poveri. Solo cos\u00ec asseconderemo l\u2019invito rivolto da Ges\u00f9 a chi ascoltava la sua parabola del buon samaritano: \u201cVai e fai anche tu lo stesso\u201d. Solo cos\u00ec sperimenteremo la verit\u00e0 annunciata dal Papa, quando dice che i poveri \u201cnon sono un problema\u201d, bens\u00ec \u201cuna risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l\u2019essenza del Vangelo\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Massimo Naro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I poveri rappresentano la \u201ccarne di Cristo\u201d, sacramento del suo corpo crocifisso, da riconoscere non solo sotto le specie eucaristiche esposte sull\u2019altare e custodite nel tabernacolo, ma anche l\u00ec dove essi si ritrovano prostrati, ai margini delle strade, nelle periferie pi\u00f9 estreme, nei sotterranei della storia. 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