{"id":6087,"date":"2017-11-21T11:30:40","date_gmt":"2017-11-21T10:30:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6087"},"modified":"2024-11-06T16:32:10","modified_gmt":"2024-11-06T15:32:10","slug":"servire-gli-ideali-di-don-bosco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/11\/servire-gli-ideali-di-don-bosco\/","title":{"rendered":"Servire gli ideali di don Bosco"},"content":{"rendered":"<h2><em>Vasto: convention dei cooperatori di Marche\/Umbria\/Abruzzo<\/em><\/h2>\n<p>Domenica 12 novembre 2017 si \u00e8 tenuta, presso l\u2019istituto salesiano di Vasto, l\u2019annuale giornata del salesiano cooperatore. Cento trenta i Salesiani Cooperatori provenienti dalle diverse case salesiane di Marche (Ancona, Porto Recanati, Macerata, Civitanova Marche), Umbria (Terni, Perugia), Abruzzo (Sulmona, L\u2019Aquila, Ortona, Vasto). Dopo gli arrivi previsti per le 9,00, tutto ha avuto inizio alle 10,00 con un momento di preghiera alla quale hanno fatto seguito due relazioni centrate sul tema \u201cTi dono il mio servizio\u201d. La giornata \u00e8 stata preceduta, sabato 11 novembre, da un incontro di tutti i giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS), aspiranti e simpatizzanti della Famiglia Salesiana di Abruzzo, Marche e Umbria. La prima testimonianza nella giornata del 12 novembre \u00e8 stata portata da suor Elena Cavaliere.<br \/>\nSuor Elena Cavaliere \u00e8 delegata regionale per l\u2019associazione Salesiani Cooperatori. Nata a Varese, \u00e8 diventata FMA (Figlia di Maria Ausiliatrice) il 6 agosto 1992 e ha conseguito la laurea in Scienze dell\u2019Educazione nel luglio del 1998. Ha avuto il primo incarico nell\u2019Associazione dei Salesiani Cooperatori nel 2004 come delegata locale del centro di Lecco, dove ha conosciuto da vicino le ansie e le attese dei salesiani Cooperatori. Nel 2011 \u00e8 nominata Delegata Provinciale della Lombardia e nel giugno del 2016 delegata regionale. Attualmente \u00e8 responsabile del convitto universitario presso la casa FMA di via Timavo a Milano. La sua testimonianza davanti all\u2019Assemblea dei Salesiani Cooperatori di Vasto \u00e8 servita a riaffermare l\u2019identit\u00e0 del cristiano nel mondo.<br \/>\nIl dono ha la possibilit\u00e0 di innescare una reciprocit\u00e0 tra chi dona e chi riceve, qualsiasi sia l\u2019esito. Donare \u00e8 un\u2019arte difficile, \u00e8 dare ci\u00f2 che si \u00e8; richiede una profonda concordia con gli altri; \u00e8 mettere le proprie mani in quelle di un altro senza avere nulla in cambio. La grandezza di chi dona gratuitamente \u00e8 tutta nella capacit\u00e0 di eccedere nel dare pi\u00f9 di quello che si riceve. La logica del dono permette di crescere nell\u2019umanit\u00e0. \u00c8 un gesto eversivo perch\u00e9 scardina la logica del mondo. Quest\u2019ultima \u00e8 fondata solo nello scambio. Io dono qualcosa a te purch\u00e9 tu mia dia qualcosa in cambio. \u201cNon abbiate nessun debito con gli altri se non quello dell\u2019amore\u201d (S. Paolo ai Romani). Chi \u00e8 pieno d\u2019amore \u00e8 simile a una conca che \u00e8 colma d\u2019acqua fino all\u2019orlo. L\u2019acqua che deborda dall\u2019orlo non pu\u00f2 non ricadere a cascata nella conca vicina, quella del vicino.<br \/>\nIl primo dono \u00e8 quello della parola, sigillo della fiducia, senza fede negli altri non c\u2019\u00e8 vita nuova. La parola \u201cdata\u201d deve diventare promessa, dono della vita, mettere volto contro volto, farsi prossimi come il samaritano della parabola, donare se stessi. I pesi portati diventano pi\u00f9 leggeri se portati insieme e da tanti. C\u2019\u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere. Don Tonino Bello amava dire: \u201cPotete anche perdere tutto nel donarvi agli altri ma non perderete mai la vita\u201d. Il dono \u00e8 sempre asimmetrico, mai simmetrico, ispira il legame sociale se \u00e8 gratuito: \u201cNon sappia la mano sinistra ci\u00f2 che fa la mano destra\u201d. L\u2019altro \u00e8 colui di cui si \u00e8 responsabili. Se ci si mette in quest\u2019ottica, che non \u00e8 quella del mondo, Dio ci fa il regalo di una sovrabbondanza di vita.<br \/>\nCarlos De Oliveira Soma ha modulato il secondo intervento su tre direttici: la propria infanzia, gli studi e l\u2019occupazione attuale. Carlos nasce nel 1970 a Luanda, in Angola, allora colonia portoghese. Vive tutto il periodo della guerra civile. Sono anni difficili e tormentati. Conosce i ragazzi di strada e lo diventa anche lui. Nel 1983 incontra suor Elsa, una figlia di Maria Ausiliatrice che lavora nelle periferie di Luanda, la capitale dell\u2019Angola. Suor Elsa lo invita all\u2019oratorio. Inizia cos\u00ec il percorso formativo e spirituale che gli avrebbe cambiato la vita. Attorno alla suora salesiana vede anche altra gente che presta gratuitamente la propria opera educativa senza pretendere nulla in cambio. Rimane affascinato da questo comportamento. L\u2019Angola, allora, \u00e8 un paese comunista. La religione \u00e8 bandita dalla vita civile. Nel 2002 arriva in Italia e, grazie a una borsa di studio del VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo), frequenta con profitto la Pontificia Universit\u00e0 Salesiana, fino alla Laurea Magistrale in Scienze dell\u2019Educazione. Ora, vive a Roma, \u00e8 sposato, ha due figli, \u00e8 Salesiano Cooperatore ed \u00e8 operatore presso la Casa Famiglia del \u201cBorgo Ragazzi don Bosco\u201d della capitale.<br \/>\nCarlos De Oliveira Soma, oggi, \u00e8 come se avesse due famiglie, quella propria e l\u2019altra che fa capo al \u201cBorgo Ragazzi don Bosco\u201d, dove arrivano tutti i giovani che a Roma non hanno una propria famiglia o se ce l\u2019hanno, questa non si cura affatto di loro. Sono gli adulti la causa dei problemi dei ragazzi. La nostra attenzione deve essere rivolta verso chi ha avuto di meno dalla vita. L\u2019adulto educatore, nei confronti dei ragazzi, deve avere autorevolezza non far sentire la propria autorit\u00e0. Deve essere capace di dire anche di no. Il lasciar andare non porta da nessuna parte. Dire sempre di s\u00ec, per togliersi dagli impicci, non genera nessun rapporto. In una comunit\u00e0 volta a recuperare nei giovani valori e impegno verso la realizzazione di s\u00e9, \u00e8 importante porsi insieme degli obiettivi, usare delle strategie comuni, darsi degli strumenti e fissare bene i compiti tra gli educatori: chi fa che cosa.<br \/>\nLa giornata del Salesiano Cooperatore \u00e8 proseguita nel primo pomeriggio, alle ore 14,00, con lo spettacolo dei \u201cRagazzi dell\u2019Oratorio di Torre Annunziata\u201d (NA). Il gruppo, attraverso varie forme artistiche (canto, ballo, mimo, musica) cerca di conciliare le realt\u00e0 presenti nel proprio oratorio, mettendo assieme ragazzi, giovani, adulti, figli e genitori. Ha presentato parte di un recital su don Bosco che il gruppo sta portando in giro nelle diverse case salesiane. Lo spettacolo offerto \u00e8 stato bello e ha rappresentato la riaffermazione dell\u2019unit\u00e0 della Famiglia Salesiana. Alcune canzoni del repertorio musicale napoletano, da \u201cTarantella\u201d, \u201cO sole mio, \u201cO surdato &#8216;nnammurato\u201d ed altri pezzi musicali hanno chiuso la performance del gruppo. La Santa Messa essa prima e la foto di gruppo poi celebrata nella chiesa dedicata a San Giovanni Bosco hanno posto fine alla giornata del Salesiano Cooperatore. Dono, gratuit\u00e0, autorevolezza nel rapporto educativo con i giovani sono le linee guida che orientano le scelte dei Salesiani Cooperatori nella vita di tutti i giorni. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vasto: convention dei cooperatori di Marche\/Umbria\/Abruzzo Domenica 12 novembre 2017 si \u00e8 tenuta, presso l\u2019istituto salesiano di Vasto, l\u2019annuale giornata del salesiano cooperatore. Cento trenta i Salesiani Cooperatori provenienti dalle diverse case salesiane di Marche (Ancona, Porto Recanati, Macerata, Civitanova Marche), Umbria (Terni, Perugia), Abruzzo (Sulmona, L\u2019Aquila, Ortona, Vasto). 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