{"id":6081,"date":"2017-11-20T17:00:33","date_gmt":"2017-11-20T16:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6081"},"modified":"2017-11-20T11:07:50","modified_gmt":"2017-11-20T10:07:50","slug":"consultazione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/11\/consultazione-europea\/","title":{"rendered":"Consultazione europea"},"content":{"rendered":"<h2>Commissione UE dichiara guerra alle fake news<\/h2>\n<p>Le notizie false contaminano i social e i mass media, suscitando non di rado comportamenti ostili, espressioni di razzismo o xenofobia, atteggiamenti che irridono ai soggetti meno tutelati, alle minoranze oppure alla religione. L&#8217;Ue non ha una &#8220;ricetta&#8221; per constrastare la disinformazione, per questo chiede un parere agli europei e istituisce un gruppo di studio per giungere alle prime conclusioni entro la prossima primavera.<br \/>\nLe notizie false, le informazioni esagerate, distorte o tendenziose, diffuse magari allo scopo di orientare culturalmente o politicamente l\u2019opinione pubblica, costituiscono una vera e propria minaccia alla democrazia, una \u201cferita\u201d rispetto al diritto del cittadino di ricevere informazioni basate su fonti verificabili. Ci sono poi le notizie che istigano all\u2019odio (verso gli stranieri, le minoranze, le persone disabili), persino alla violenza\u2026 I giornalisti possono avere la loro parte di responsabilit\u00e0, il resto lo fanno i social media, dove chiunque, sostanzialmente senza controllo, pu\u00f2 scrivere ci\u00f2 che vuole senza dover rispondere del proprio operato. Insomma, il problema \u00e8 serio, non \u00e8 pi\u00f9 un fattore \u201cdi costume\u201d. Tanto che luned\u00ec 13 novembre la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sulle notizie false e la disinformazione online, avviando inoltre un gruppo di esperti ad alto livello e invitando a farne parte \u201cil mondo accademico, le piattaforme online, i mezzi d\u2019informazione e le organizzazioni della societ\u00e0 civile\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer accrescere la fiducia\u201d.\u00a0Il primo vicepresidente della Commissione,\u00a0Frans Timmermans, ha spiegato: \u201cLa libert\u00e0 di ricevere e fornire informazioni e il pluralismo dei media sono sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione europea. Viviamo in un\u2019epoca in cui il flusso delle informazioni e della disinformazione \u00e8 diventato incontenibile. \u00c8 per questo che dobbiamo dare ai cittadini europei gli strumenti per individuare le notizie false, accrescere la fiducia online e gestire le informazioni che essi ricevono\u201d. Il problema ha gi\u00e0 visto mobilitarsi, negli ultimi mesi, sia l\u2019Esecutivo Juncker sia il Parlamento europeo. Ora la Commissione conferma che si tratta di una urgenza, inserita nel suo programma di lavoro per il 2018. La consultazione pubblica on line rimarr\u00e0 aperta fino al prossimo febbraio; seguir\u00e0 un report della Commissione, previsto per la primavera inoltrata, cui dovrebbe far seguito una \u201craccomandazione\u201d, con una sorta di codice di comportamento e, non \u00e8 da escludere, una qualche forma di verifica dell\u2019attendibilit\u00e0 delle notizie. Ma soprattutto si tratta di escludere che la sacrosanta libert\u00e0 di parola e di informazione di alcuni vada a detrimento di altri o addirittura della maggioranza dell\u2019opinione pubblica. Gli esempi si sprecherebbero.<\/p>\n<p>Odio, razzismo, dileggio.\u00a0\u00c8 chiaro che una tale iniziativa \u2013 lanciata nel corso di una conferenza internazionale a Bruxelles (13-14 novembre) \u2013 apre a una serie di valutazioni circa il diritto di informare oltre a quello di essere informati, cos\u00ec pure sulla responsabilit\u00e0 di chi utilizza il web. Il solo caso del reclutamento on line dei foreign fighters ha acceso negli ultimi mesi discussioni infinite. Ma si avverte il problema anche per quanto riguardal\u2019istigazione alla violenza (sulle donne, sui minori), la diffusione di sentimenti di odio e razzismo verso gli stranieri, il dileggio verso i sentimenti religiosi\u2026 Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione, responsabile per il Mercato unico digitale, osserva: \u201cDobbiamo trovare il giusto equilibrio tra libert\u00e0 di espressione, pluralismo dei media e diritto dei cittadini a informazioni diverse e affidabili. Tutti i soggetti interessati, come le piattaforme online e i media, dovrebbero partecipare alla ricerca della soluzione\u201d.<\/p>\n<p>Tre priorit\u00e0.\u00a0Sono tre, in particolare, gli aspetti che l\u2019Ue intende sondare: anzitutto \u201cla portata del problema, ossia in che modo cittadini e parti interessate percepiscono le notizie false, quanto sono consapevoli della disinformazione online e in che misura si fidano dei diversi media\u201d; secondo punto, \u201cla valutazione delle misure gi\u00e0 adottate dalle piattaforme, dai mezzi d\u2019informazione e dalle organizzazioni della societ\u00e0 civile per combattere la diffusione di notizie false online\u201d; infine, \u201cle possibili azioni future per migliorare l\u2019accesso a informazioni affidabili e verificate e impedire la diffusione della disinformazione online\u201d. La consultazione riguarda, specifica una nota della Commissione, \u201csolo le notizie false e la disinformazione online caratterizzate da contenuti di per s\u00e9 non illeciti, e quindi non soggetti a misure legislative e di autoregolamentazione nazionali o dell\u2019Ue\u201d.<br \/>\nLa parola ai cittadini.\u00a0La commissaria responsabile per le societ\u00e0 digitali,\u00a0Mariya Gabriel, dal canto suo commenta: \u201cLa difesa del diritto dei cittadini a informazioni di qualit\u00e0, una pietra angolare delle nostre democrazie, \u00e8 al centro delle nostre azioni\u201d. \u201cDesideriamo avviare un dibattito ampio sulle fake news per affrontare questo fenomeno complesso e superare le sfide che ci attendono\u201d. La consultazione pubblica on line \u00e8 aperta a cittadini, social media, organi di stampa (emittenti, testate giornalistiche, agenzie di stampa, media online e verificatori), ricercatori e autorit\u00e0 pubbliche: \u201cTutti sono invitati a esprimere il loro parere\u201d. La consultazione \u201cintende raccogliere pareri sulle azioni che l\u2019Ue pu\u00f2 intraprendere per offrire ai cittadini strumenti efficaci per individuare informazioni affidabili e verificate e adattarsi alle sfide dell\u2019era digitale\u201d.\u2022<\/p>\n<p>Gianni Borsa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Commissione UE dichiara guerra alle fake news Le notizie false contaminano i social e i mass media, suscitando non di rado comportamenti ostili, espressioni di razzismo o xenofobia, atteggiamenti che irridono ai soggetti meno tutelati, alle minoranze oppure alla religione. 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