{"id":6025,"date":"2017-11-09T16:00:59","date_gmt":"2017-11-09T15:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6025"},"modified":"2024-11-06T16:47:01","modified_gmt":"2024-11-06T15:47:01","slug":"no-al-grano-canadese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/11\/no-al-grano-canadese\/","title":{"rendered":"NO al grano canadese"},"content":{"rendered":"<p>La filastrocca che in Italia si produce pasta con il 30% di grano estero perch\u00e9 noi non abbiamo il grano duro di qualit\u00e0 a sufficienza \u00e8 trita e ritrita. Secondo il mio modesto parere il motivo \u00e8 solo uno: il tornaconto dell\u2019industria pastaria e molitoria italiana, che, a causa di politiche mirate esclusivamente al profitto, ha messo in ginocchio la granicoltura italiana, impedendole di fatto di raggiungere quegli standards produttivi che avrebbero consentito al nostro Paese di garantire un autoapprovvigionamento di materia prima ben al di sopra dei livelli attuali.<br \/>\nLa tradizione pastaria italiana, anche se di origini antiche, assume consistenza negli anni &#8217;50-60, raggiungendo livelli di qualit\u00e0 e di produzione di tutto rilievo. Non dimentichiamo che Torre Annunziata ,nel primissimo dopoguerra, era stata definita la \u201ccitt\u00e0 della pasta\u201d, con nove mulini e pi\u00f9 di trenta pastifici. Fu con questa pasta che l\u2019Italia divenne famosa nel mondo.<br \/>\nGli emigranti veicolarono questo prodotto in America: circa quattro milioni e mezzo di italiani, la maggior parte dei quali provenienti dalle aree pi\u00f9 povere del paese. Nel continente americano i primi pastifici nacquero per opera di italiani, per rispondere, alla domanda locale proveniente dalle comunit\u00e0 italiane immigrate.<br \/>\nTutto questo per dire che noi sapevamo fare bene la pasta anche senza il grano canadese.<br \/>\n\u00c8 vero che la qualit\u00e0 della pasta \u00e8 migliorata nel corso degli anni, ma da qui a dire che in Italia non si produce grano di qualit\u00e0 ce ne corre. Semmai c\u2019\u00e8 un problema di organizzazione, di selezione dei vari tipi di grano, che non facilita di certo il lavoro dei pastifici. La ricerca genetica \u00e8 andata avanti, e oggi abbiamo variet\u00e0 di grano duro di eccellente qualit\u00e0 che riescono a dare risultati pari, se non superiori a quelli raggiunti con grani importati.<br \/>\nBasti pensare al nostro territorio. Forse non tutti sanno che a Monte San Pietrangeli c\u2019\u00e8 un pastificio che produce pasta di ottima qualit\u00e0, fatta con grano duro locale, che viene esportata in tutto il mondo. Per non parlare della Sicilia e della Puglia, aree dove si produce pasta di ottima qualit\u00e0 con grani duri locali.<br \/>\nNel corso degli anni il Canada \u00e8 divenuto il primo produttore mondiale di grano duro, coltivato nelle grandi pianure del Manitoba, Saskatchewan, Alberta, unendo efficienza organizzativa e qualit\u00e0 della granella.<br \/>\nDal punto di vista organizzativo l\u2019Italia deve ancora camminare molto per raggiungere il Canada. Per\u00f2, dal punto di vista qualitativo, la nostra granella, in particolare quella prodotta al sud, presenta contenuti proteici medi di tutto rilievo e livelli di micotossine al disotto del grano canadese, che, costretto a viaggiare ammassato sulle navi per lungo tempo, e ottenuto in climi non vocati, come quello delle grandi pianure americane, subisce pi\u00f9 facilmente l\u2019attacco di funghi che causano poi la comparsa delle venefiche micotossine. Per non parlare del trattamento definito pre-harvest (pre raccolto), una tecnica che consiste nell\u2019irrorare il grano gi\u00e0 cresciuto con un disseccante (il famoso Gliphosate) per farlo seccare e trebbiare pi\u00f9 velocemente, scongiurando il pericolo che l\u2019inizio della stagione fredda (che in Canada arriva spesso prima che il grano seminato in primavera maturi) pregiudichi il raccolto. In questo modo il seme assorbe la sostanza in dose superiore a quanto accade quando il Gliphosate viene utilizzato come diserbante. Va da s\u00e9 che il disseccamento del grano provoca un innalzamento del valore proteico che gli consente di diventare un grano di qualit\u00e0.<br \/>\nInoltre, questo famigerato grano canadese arriva a costare meno del nostro prodotto nazionale grazie al fatto che, essendo coltivato su immense pianure, consente di attuare quelle economie di scala che da noi sono impensabili.<br \/>\nQuindi, grano trattato con diserbanti, spesso con dosi di micotossine sopra la norma, ma di qualit\u00e0 proteica elevata, di prezzo concorrenziale, diventa un prodotto appetito dai pastifici, che, per motivi di convenienza, lo utilizzano a piene mani.<br \/>\nIn Italia si fa un prodotto di qualit\u00e0 migliore di quello canadese, perch\u00e9 non viene trattato con diserbanti prima del raccolto, ed \u00e8 naturalmente povero di micotossine grazie al clima mediterraneo in cui viene coltivato. Occorre per\u00f2 organizzarsi soprattutto dal punto di vista della selezione delle varie partite dividendole per classi di qualit\u00e0, e promuovere, con una etichettatura chiara e trasparente, la pasta prodotta con grano nazionale attraverso una pubblicit\u00e0 mirata a incrementarne il consumo.<br \/>\nSi potrebbero infatti distinguere due linee di consumo: pasta interamente fatta con grano italiano e pasta prodotta con miscele di grani nazionali ed esteri, come \u00e8 stato fatto con l\u2019olio extra vergine di oliva. Al consumatore si lascia la scelta, come pure la disponibilit\u00e0 a pagare un prezzo pi\u00f9 alto del 30-40% la pasta prodotta con grano esclusivamente italiano. Ci\u00f2 consentirebbe agli agricoltori di sopravvivere e di aumentare le superfici agricole investite a grano duro.<br \/>\nCome sempre siamo noi consumatori a fare la differenza. Non dimentichiamo la lezione dell\u2019olio di Palma, che \u00e8 quasi sparito dalle merendine. \u2022<\/p>\n<p>Andrea Strafonda<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La filastrocca che in Italia si produce pasta con il 30% di grano estero perch\u00e9 noi non abbiamo il grano duro di qualit\u00e0 a sufficienza \u00e8 trita e ritrita. 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