{"id":6005,"date":"2017-11-08T13:00:46","date_gmt":"2017-11-08T12:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=6005"},"modified":"2024-11-06T17:21:31","modified_gmt":"2024-11-06T16:21:31","slug":"seminaristi-di-fermo-incontrano-mons-rocco-a-matera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/11\/seminaristi-di-fermo-incontrano-mons-rocco-a-matera\/","title":{"rendered":"Seminaristi di Fermo incontrano Mons. Rocco a Matera"},"content":{"rendered":"<h2>Cordiale, affabile, gentile: Cos\u00ec si \u00e8 presentato il futuro Arcivescovo di Fermo mostrando anche la sua citt\u00e0 natale<\/h2>\n<p><em>A Matera \u00e8 un posto difficile da descrivere. E\u2019 difficile persino da fotografare. Sfugge alle definizioni, sguscia via tra uno scatto e l\u2019altro, tra parola e parola. Bisogna andarci. Per godere il silenzio assorto, che vibra per\u00f2 di continuo, agitato da una vita sotterranea, come sotterranei sono i Sassi. <\/em><br \/>\n<em>Licia Troisi<\/em><\/p>\n<p>Quasi cinquecento km, poco meno di cinque ore di viaggio in auto; tanto dista la Cattedrale di Matera, in cui \u00e8 stato ordinato Presbitero nel 1998, da quella di Fermo di cui prender\u00e0 presto possesso il neo-eletto Arcivescovo, Monsignor Rocco Pennacchio. Come gi\u00e0 in molti altri casi nella Storia, a guidare l\u2019Arcidiocesi pi\u00f9 popolosa delle Marche, lo Spirito Santo ha designato Pastori provenienti da luoghi molto lontani: basti solo citare il fiorentino Giovanni Battista Rinuccini (1625-1653) o, in tempi pi\u00f9 recenti, Norberto Perini (1941-1976) nativo di Carpiano, piccolo centro alle porte di Milano e Benito Gennaro Franceschetti (1997-2005) di Provaglio di Iseo, nel bresciano.<br \/>\nNell\u2019attesa di accogliere Monsignor Pennacchio nella sua nuova Diocesi il 2 Dicembre prossimo, come Seminario abbiamo avuto la gioia di incontrarlo e conoscerlo personalmente nella sua terra, la celebre citt\u00e0 dei \u201cSassi\u201d, Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 dal 1993 ed incomparabile scrigno di bellezza. Accolti con grande cordialit\u00e0 da Don Rocco \u2013 cos\u00ec lo chiamano ancora i suoi parrocchiani di San Pio X, insieme tristi per la sua partenza ma contenti per la sua nomina \u2013 abbiamo partecipato alla Liturgia eucaristica e siamo stati poi accompagnati ad uno straordinario balcone panoramico, dal quale si gode una vista mozzafiato della citt\u00e0, che sembra quasi compenetrarsi con la roccia. Monsignor Pennacchio racconta e descrive con grande passione la sua terra con le sue vicende storiche. Ha narrato la vita che si conduceva per secoli all\u2019interno delle tre zone della citt\u00e0 storica &#8211; il \u201cSasso caveoso\u201d, il \u201cSasso barisano\u201d ed in mezzo il rione \u201cCivita\u201d\u2013 e quella dei nuovi insediamenti esterni. \u00c8 un piacere ascoltarlo.<br \/>\nAttorno a noi solo il vento che si abbatte implacabile sull\u2019altipiano roccioso e spoglio, in cui si aprono centinaia di Chiese rupestri ed anfratti in cui dimorarono in et\u00e0 medievale molti eremiti provenienti dall\u2019Oriente. Credo che questo rester\u00e0 scolpito nella mia memoria come il momento in cui ho conosciuto chi \u00e8 il nuovo Metropolita di Fermo. Il giorno successivo, dopo aver partecipato ad un incontro di aggiornamento del Clero di Matera \u2013 Irsina sulla pastorale giovanile e dopo aver pranzato assieme ai Sacerdoti ed all\u2019Arcivescovo locale, Monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, abbiamo anche avuto la fortuna di fare una visita all\u2019interno dei \u201cSassi\u201d, accompagnati da uno storico locale, amico di infanzia di Don Rocco. Non bastano le parole per descrivere la meraviglia della Cattedrale, dedicata alla Madonna \u201cdella Bruna\u201d e a Sant\u2019Eustachio, che mescola sapientemente il severo romanico pugliese dell\u2019esterno alla ricchezza barocca dell\u2019interno. \u00c8 impossibile tentare una descrizione di quei vicoli, di quelle profonde case-grotta all\u2019interno della roccia, in cui per secoli i materani hanno vissuto tenacemente, sfidando la durezza delle condizioni ambientali e creando una straordinaria societ\u00e0 cosmopolita. Negli anni \u201950 lo Stato italiano li invitava ad abbandonare la citt\u00e0 antica (\u201cVergogna d\u2019Italia\u201d) e a trasferirsi nei quartieri di nuova costruzione; per questo motivo al momento solo una esigua parte degli abitanti vive ancora all\u2019interno dei \u201cSassi\u201d; eppure Matera deve proprio a questa particolare situazione ambientale il proprio inserimento all\u2019interno della lista dei Patrimoni dell\u2019Umanit\u00e0 e la sua elezione a Capitale europea della Cultura 2019.<br \/>\nMi piace pensare come questo straordinario ambiente e le sue peculiarit\u00e0 abbiano accompagnato i primi passi nella Fede di Monsignor Pennacchio e la sua Vocazione al Sacerdozio, che lo hanno condotto da noi. \u2022<\/p>\n<p>Francesco Capriotti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marted\u00ec 24 ottobre, in mattinata abbiamo partecipato all\u2019incontro del clero della diocesi di Matera con don Michele Falabretti, responsabile del servizio nazionale per la pastorale giovanile che, introducendo il sinodo dei giovani che si svolger\u00e0 nel 2018, ha fatto una riflessione a largo raggio sul rapporto giovani-preti.<br \/>\n&#8220;Sinodo vuol dire camminare insieme e dobbiamo avere fiducia sul fatto che \u00e8 possibile farlo \u2013 ha esordito don Michele -. Il sinodo dei giovani ci aiuta a capire che c\u2019\u00e8 una questione che appassiona, appunto quella giovanile, e non dobbiamo solo lamentarci ma chiederci il perch\u00e9. Cosa anima il cuore di un giovane? Noi preti abbiamo avuto una formazione granitica e solida che ci fa credere di essere pronti ad uscire dal seminario. Ma quando inizi a vivere le prime difficolt\u00e0 ed affrontare le questioni sul campo, scopri che la formazione non finisce mai.<br \/>\nDobbiamo capire che la nostra formazione non \u00e8 la formazione dei giovani di oggi. Come ci poniamo davanti a loro? Pensando che noi siamo a posto e che li dobbiamo aggiustare? O con la volont\u00e0 di portare il Vangelo? Molto spesso abbiamo la tentazione di chi ha tutto in mano e lo deve offrire cos\u00ec com\u2019\u00e8, ma la situazione di oggi ci chiede di farci delle domande. Dobbiamo riallacciare il canale comunicativo con i giovani ma non tornando alla fase adolescenziale. L\u2019educazione \u00e8 una parte importante del nostro ministero. Il vero educatore \u00e8 chi si fida di una persona volendogli bene cos\u00ec com\u2019\u00e8 e vuole che sia se stessa. La pastorale giovanile non \u00e8 un ricettario ma vive dove c\u2019\u00e8 qualcuno che riesce ad aprire il cuore all\u2019ascolto. I giovani sono libert\u00e0 in costruzione e noi dobbiamo essergli vicini condividendo il tempo con loro. I giovani hanno un rapporto con il sacro diverso dal modo tradizionale, ma non vuol dire che la ricerca in loro \u00e8 chiusa. Ci chiedono vicinanza. La sfida allora \u00e8 uscire per imparare ad abitare il mondo da cristiani. E si fa condividendo la vita degli altri. La pastorale giovanile pu\u00f2 generare alla fede e questo pu\u00f2 avvenire solo attraverso esperienze di comunit\u00e0&#8221;. \u2022<\/p>\n<p>Marco Zengarini<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-6005 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DSC_0093.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DSC_0093-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DSC_0036.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DSC_0036-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DSC_0007.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DSC_0007-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cordiale, affabile, gentile: Cos\u00ec si \u00e8 presentato il futuro Arcivescovo di Fermo mostrando anche la sua citt\u00e0 natale A Matera \u00e8 un posto difficile da descrivere. 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