{"id":5989,"date":"2017-11-06T14:00:54","date_gmt":"2017-11-06T13:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5989"},"modified":"2024-11-06T16:47:55","modified_gmt":"2024-11-06T15:47:55","slug":"per-uscire-tutti-dalla-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/11\/per-uscire-tutti-dalla-crisi\/","title":{"rendered":"Per uscire tutti dalla crisi"},"content":{"rendered":"<p>Per uscire tutti dalla crisi\u201d \u00e8 il titolo del Rapporto 2017 sulle politiche contro la povert\u00e0 in Italia che Caritas Italiana pubblica on line a ridosso della discussione della Legge di Bilancio e proprio mentre si apre a Cagliari la Settimana sociale dei cattolici incentrata sul tema del lavoro. Il Rapporto offre un quadro sinottico degli interventi a livello nazionale sul versante della lotta alla povert\u00e0<br \/>\nNella lotta alla povert\u00e0 il 2017 sar\u00e0 ricordato come un anno cruciale. \u00c8 stato attuato il Sia (Sostegno all\u2019inclusione attiva), dopo la partenza a settembre dello scorso anno, ed \u00e8 stata approvata la legge che, tra l\u2019altro, introduce finalmente una misura nazionale di contrasto, il Rei (Reddito d\u2019inclusione), che prender\u00e0 il via il prossimo gennaio e rispetto a cui il Sia \u00e8 stato insieme un provvedimento-ponte e una forma di sperimentazione. La valutazione della prima fase applicativa del Sia, che la Caritas italiana propone nel Rapporto 2017 sulle politiche contro la povert\u00e0, \u00e8 dunque particolarmente utile proprio in vista dell\u2019avvio del Rei, che lo stesso direttore della Caritas, don Francesco Soddu, definisce nella premessa una \u201ctappa fondamentale per il nostro Paese\u201d.<br \/>\nPer uscire tutti dalla crisi. Il Rapporto, intitolato \u201cPer uscire tutti dalla crisi\u201d, si pone dunque in questa prospettiva e si muove nell\u2019ottica della prima Giornata mondiale dei poveri, in calendario il 19 novembre, e quindi del magistero del Papa su questo tema, in particolare del messaggio di presentazione della Giornata. La povert\u00e0 non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 astratta \u2013 scrive ancora don Soddu citando Francesco \u2013 ma \u201cha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro\u201d, a cui bisogna rispondere \u201ccon una nuova visione della vita e della societ\u00e0\u201d.<br \/>\nLa valutazione del Sia in cinque regioni. Nel Rapporto si mette in evidenza il ruolo dell\u2019Alleanza contro la povert\u00e0 \u2013 il cartello di organizzazioni fondato da Caritas e Acli \u2013 e si integrano anche i contributi su filoni specifici della Fondazione Banco Alimentare, della Federazione italiana persone senza fissa dimora e di Save the Children, nell\u2019idea di fornire \u201cun quadro sinottico degli interventi a livello nazionale\u201d. Ma l\u2019interesse \u00e8 catalizzato dall\u2019analisi sull\u2019attuazione del Sia che la Caritas ha realizzato secondo due percorsi. Da un lato una serie di \u201cfocus group\u201d che tra maggio e giugno hanno coinvolto di volta in volta gli assistenti sociali, gli operatori Caritas e gli stessi beneficiari del Sia, selezionati in cinque Regioni: Liguria, Toscana, Abruzzo, Molise e Sicilia. Dall\u2019altro un questionario inviato ai direttori delle 218 Caritas diocesane per effettuare una prima valutazione nella fase di avvio della misura (settembre 2016-giugno 2017).<\/p>\n<p>I problemi dell\u2019attuazione. Il dato complessivo \u00e8 quello di un\u2019attuazione molto lenta e faticosa.<br \/>\nGli assistenti sociali hanno fornito risposte interlocutorie perch\u00e9 al momento della realizzazione dei \u201cfocus\u201d la fase progettuale del Sia non era partita in nessuno dei territori considerati.<br \/>\nUn elemento che si incrocia con le risposte dei direttori Caritas secondo cui al momento di compilare il questionario il 43,5% degli utenti che avevano visto accettate le domande non aveva ancora ricevuto il contributo. Gli assistenti valutano l\u2019impatto del Sia come \u201cuna boccata d\u2019ossigeno\u201d che ha consentito alle famiglie di \u201criprendere fiato\u201d, ma assolutamente non in grado, per l\u2019esiguit\u00e0 quantitativa, di risolvere i problemi. Peraltro gli operatori Caritas rilevano che per alcuni mesi \u201cun numero rilevante di beneficiari del Sia ha riscosso l\u2019aiuto economico senza aver ricevuto dai servizi nessuna proposta di impegno\u201d, come invece la misura prevede nella logica della corresponsabilizzazione, e questo ha finito per indurre in essi la convinzione che si trattasse di un\u2019altra delle varie forme di assistenza materiale da parte della pubblica amministrazione. I beneficiari, a loro volta, si mostrano interessati soprattutto a tipologie di aiuto che possano \u201cgarantire il superamento definitivo o di lungo periodo\u201d della condizione di indigenza, come \u201cla ricerca di un lavoro, l\u2019alleggerimento per almeno un anno dal pagamento di utenze e spese abitative fisse, l\u2019esenzione dal pagamento di tasse e tributi locali, ecc.\u201d.<\/p>\n<p>Tra vecchio e nuovo. Gli operatori Caritas hanno modulato il loro rapporto con gli utenti sulla base della presenza o meno della nuova forma di sostegno, riducendo o graduando gli aiuti. Ma sottolineano che quando l\u2019erogazione del Sia \u00e8 stata interrotta si sono determinate \u201csituazione di improvvisa emergenza\u201d ed \u00e8 stato necessario \u201criprendere il vecchio sistema di aiuti\u201d. Se rispetto al rapporto con gli utenti l\u2019impatto del Sia \u00e8 stato quindi notevole, non \u00e8 stato cos\u00ec nei confronti dei Comuni. \u201cQuasi mai la misura \u00e8 stata occasione per sviluppare nuovi rapporti con le amministrazioni locali \u2013 osservano gli operatori Caritas \u2013 ma ha invece costituito l\u2019occasione per rafforzare legami gi\u00e0 esistenti, orientandoli a volte verso modelli di intervento diversi da quelli tradizionali\u201d. Se la difficolt\u00e0 dei servizi sociali di \u201clavorare in rete con altri attori\u201d non \u00e8 imputabile al Sia, ma dipende \u201cdalla tradizione di lavoro sociale tipica di un dato territorio\u201d, \u00e8 pur vero che la nuova misura avrebbe potuto rappresentare una rilevante opportunit\u00e0 per ampliare la collaborazione tra le Caritas e i Comuni, e invece ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto se non in minima parte.<br \/>\nNei progetti dei cosiddetti Ambiti territoriali di riferimento e nelle \u00e9quipe multidisciplinari, che offrivano la possibilit\u00e0 di coinvolgere soggetti del terzo settore, i direttori diocesani dichiarano il mancato coinvolgimento delle Caritas rispettivamente nel 67,7% e nell\u201986,4% dei casi.<br \/>\nTutti elementi, anche i pi\u00f9 negativi, di cui far tesoro nell\u2019attuazione del Rei, che nonostante le insufficienti risorse stanziate (e di cui si chiede l\u2019incremento nella legge di bilancio), resta una novit\u00e0 troppo importante per essere subito affossata da una partenza che sar\u00e0 comunque complessa e impegnativa. Francesco Marsico, responsabile dell\u2019Area Nazionale della Caritas italiana, invita a un approccio critico ma costruttivo: \u201cOggi la sfida non \u00e8 quella di segnalatori delle disfunzioni o di sperimentatori di risposte esemplari, ma soprattutto di attivatori e manutentori di processi di cambiamento.<br \/>\nCostruire sistemi territoriali integrati \u00e8 la sfida in cui inserirsi, allargando i margini dell\u2019accesso alle condizioni pi\u00f9 marginali ed escluse\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Stefano De Martis<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per uscire tutti dalla crisi\u201d \u00e8 il titolo del Rapporto 2017 sulle politiche contro la povert\u00e0 in Italia che Caritas Italiana pubblica on line a ridosso della discussione della Legge di Bilancio e proprio mentre si apre a Cagliari la Settimana sociale dei cattolici incentrata sul tema del lavoro. 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